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Mozioni sull'insegnamento della Storia dell'arte (discussione in Senato 12 aprile 2012)
2012-04-12

Legislatura 16 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 708 del 12/04/2012

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente SCHIFANI

...
Discussione delle mozioni nn. 479 e 611 sull'insegnamento della storia dell'arte (ore 9,42)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione delle mozioni 1-00479, presentata dal senatore Rutelli e da altri senatori, e 1-00611, presentata dal senatore Rusconi e da altri senatori, sull'insegnamento della storia dell'arte.
Ha facolt di parlare il senatore Rutelli per illustrare la mozione n. 479.
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, la discussione di oggi, che stata inserita all'ultimo momento, attiene per ad una mozione che abbiamo presentato ormai da parecchi mesi sull'insegnamento della storia dell'arte, che - forse - pu permettere, in quest'Aula, una perorazione in favore di un mondo essenziale per il futuro del nostro Paese.
L'insegnamento della storia dell'arte non solo una disciplina che attraversa tutti i cicli della formazione dei nostri studenti e degli insegnanti, nonch della consapevolezza dei nostri concittadini, ma rappresenta - se posso permettermi di dire, signor Sottosegretario - una vera e propria infrastruttura di conoscenza che accompagna l'interezza della vita degli italiani.
Riferendoci agli obiettivi della crescita europea al 2020 (che tutti condividiamo e che il nostro Presidente del Consiglio ha fatto propri come orizzonte per la rinnovata identit del nostro Paese), possiamo dire che la crescita dell'Europa deve essere intelligente, sostenibile e inclusiva. Cosa meglio corrisponde a questi tre aggettivi che il processo europeo ha stabilito di legare al futuro, cosa li rappresenta meglio della materia che affrontiamo oggi? Noi oggi dobbiamo dare un tributo di riconoscenza alle migliaia di insegnanti che tengono alto un patrimonio di conoscenza senza il quale non esistono l'Italia e la coscienza del nostro Paese.
Vorrei dire, anche rispetto a quanti, in quest'Aula, difendono giustamente i caratteri dei territori, delle Regioni e dei nostri Comuni, in particolare, che non esisterebbe alcuna dimensione culturale e civile nel nostro Paese se l'insegnamento della storia dell'arte, che rappresenta una luce, cessasse di essere approfondito dal punto di vista disciplinare e scientifico, ma - anche - attraverso le innovazioni formidabili che i nuovi apprendimenti, le nuove tecnologie e le nuove opportunit consentono.
Signor Presidente, la mozione che noi abbiamo presentato il 6 ottobre dell'anno scorso riprende tutti i tratti fondamentali, le convenzioni e gli accordi che l'Italia ha sottoscritto, in sede di Consiglio d'Europa, di Consiglio europeo e di UNESCO. Essa prende a base il fatto che proprio la posizione e l'esperienza italiane rappresentano un riferimento imprescindibile a livello internazionale. Si pensi, colleghi, che il Governo francese, da ultimo, ha dato vita pochi mesi fa a un'iniziativa di promozione della storia dell'arte, creando quello che stato definito il Festival nazionale della storia dell'arte. Tale evento ha registrato 15.000 visitatori in tre giorni e ha avuto l'Italia come Paese ospite, con l'esperienza didattica per la storia dell'arte offerta a modello da imitare per il sistema francese.
Onorevoli colleghi, la celebre frase di Henry Miller, uno degli intellettuali del XX secolo pi brillanti e iconoclasti, secondo la quale l'arte non insegna niente, tranne il senso della vita si rivolge in particolare a chi, come chi parla, ha avuto la possibilit di vivere esperienze meravigliose da sindaco di Roma, come migliaia di sindaci italiani fanno, incontrando le scuole che hanno adottato dei monumenti e gli insegnanti, i presidi, i docenti, gli studenti, i genitori che hanno visto in questi momenti di consapevolezza un fondamentale passaggio (non un episodio) della crescita formativa delle nuove generazioni e chi ha avuto la responsabilit di occuparsi dei grandi temi della cultura.
Ricordo, come si legge nella mozione che abbiamo presentato, che nel 2007 l'allora Ministro della pubblica istruzione ha stabilito in uno degli assi culturali fondamentali (quello dei linguaggi) la previsione esplicita delle conoscenze fondamentali delle diverse forme di espressione e del patrimonio artistico nonch della sensibilit alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e la coscienza del loro valore (regolamento di cui al decreto del Ministero della pubblica istruzione n. 139 del 2007).
La nostra mozione naturalmente prende il suo avvio, signor Presidente, dalla constatazione di una difficolt che stata sottolineata dalla Consulta universitaria nazionale per la storia dell'arte, che pure voglio ringraziare per il suo lavoro, che giudica positivamente il leggero incremento delle ore dell'insegnamento della didattica storico-artistica nei licei, ma ovviamente critica (e da qui parte la nostra mozione) la completa eliminazione delle ore di sperimentazione, signor Sottosegretario, cassate perch considerate superflue.
Hanno ragione, da questo punto di vista, i rappresentanti dell'altra importantissima associazione, la NISA (Associazione nazionale degli insegnanti di storia dell'arte), i quali lamentano che la eliminazione della sperimentazione ha una incidenza negativa incalcolabile da molti punti di vista.
Mi permetto di segnalare questo, tra i punti che noi critichiamo nella nostra mozione (ma lo facciamo con spirito assolutamente costruttivo, per risolvere un problema la cui incidenza, nel tempo, finir per essere potenzialmente devastante per la cultura italiana e per la tutela del patrimonio). Come possiamo pretendere nel nostro Paese che esista una cultura diffusa della tutela, una propensione profonda, riconosciuta in favore della valorizzazione e della tutela del nostro patrimonio se la formazione viene gravemente impoverita lungo il corso degli studi?
Segnalo ai colleghi - una cosa che in particolare gli insegnanti di storia dell'arte sottolineano - che la sparizione della storia dell'arte dal curriculum della formazione professionale, dove si esercita una parte molto importante degli studenti immigrati (in particolare, al riguardo, i dati della Fondazione Agnelli sono eloquenti) suscettibile di avere ripercussioni negative sull'integrazione degli immigrati nel nostro Paese. Come possiamo parlare di questo se in particolare nella scuola di formazione professionale non si insegna la storia dell'arte nel nostro Paese? Che integrazione possiamo immaginare si possa realizzare con l'eliminazione dell'insegnamento, con la sua drastica riduzione negli istituti tecnici, negli istituti professionali? Negli istituti professionali non pi previsto l'insegnamento della storia dell'arte negli indirizzi di grafica, moda, turismo e alberghiero-turistico. Inoltre, nei licei artistici la materia stata ridimensionata con la cancellazione dell'indirizzo dei beni culturali. Come pensiamo di promuovere il turismo culturale in Italia se nelle scuole di formazione dedite al turismo la materia cruciale per l'apprendimento e per i servizi da rendere viene fatta scomparire?
Quindi, la nostra una perorazione, l'espressione di gratitudine per gli operatori che da anni si battono per difendere una fondamentale attivit per l'identit del nostro Paese.
Ricordo che, a conclusione del 150 anniversario della fondazione dello Stato italiano, personalit della cultura, grandi associazioni (ad esempio, Italia Nostra e il Fondo per l'ambiente italiano, che sono impegnatissimi al riguardo), migliaia di insegnanti di storia dell'arte, cittadini e studenti hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica Napolitano, il quale ha ricordato che l'educazione al bello, la divulgazione tra le giovani generazioni della conoscenza dell'enorme patrimonio artistico del nostro e di altri Paesi servono a favorire una migliore comprensione tra le diverse culture e ha richiamato lungo tutto l'itinerario delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unit d'Italia l'insegnamento della storia dell'arte in tutti i cicli - e noi proponiamo di reintrodurlo anche nella scuola primaria - come fondamento non solo dell'identit nazionale, ma del futuro e della crescita economica del nostro Paese.
Questo il senso della mozione n. 479, che noi abbiamo presentato e che confidiamo possa essere condivisa dall'intera Assemblea del Senato per dare un nuovo impulso ad un'attivit per la quale meritano coloro che la portano avanti e si pretende, per i nostri figli e i discendenti delle attuali generazioni, che non venga dimenticata, ma venga posta al centro delle prospettive di sviluppo del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI e dei senatori Allegrini, Garavaglia Mariapia e Scarpa Bonazza Buora).
PRESIDENTE. Comunico che la mozione n. 611, presentata dal senatore Rusconi e da altri senatori, stata riformulata dai proponenti in un nuovo testo.
Ha facolt di parlare il senatore Rusconi per illustrare la mozione n. 611 (testo 2).
RUSCONI (PD). Signor Presidente, colleghi, ritengo che la discussione svolta questa mattina in Aula sia particolarmente utile e importante. Infatti, come a tutti noto il nostro Paese conosciuto nel mondo anzitutto per la sua storia artistica e culturale e ha il maggior numero di siti riconosciuti, valorizzati e tutelati dall'UNESCO, come evidenzia un disegno di legge a prima firma del collega Barbolini (in questi giorni all'esame della 7a Commissione permanente del Senato).
Pertanto, bene hanno fatto i Padri costituenti ad inserire nei principi fondamentali della nostra Costituzione che il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione sono tra i beni fondamentali della Repubblica, impegnando la stessa a tutelarli (articolo 9). Attraverso questo principio, la promozione dello sviluppo culturale del Paese si lega, inscindibilmente, alla salvaguardia della ricchezza culturale gi esistente, testimonianza visibile della storia, del percorso identitario della Nazione, ma anche della sua capacit creativa. La Carta fondamentale ha quindi indirizzato l'intervento pubblico ad accrescere nella comunit la consapevolezza di disporre di un patrimonio inestimabile, fruibile da tutti e, insieme, affidato alla custodia di ciascuno: un patrimonio straordinario, composto dalla quantit e dalla qualit di espressioni umanistiche, pittoriche, architettoniche, letterarie, musicali che l'Italia ha consegnato alla storia e che doveroso trasmettere integre alle future generazioni.
Il principio costituzionale che ho ricordato ha assegnato alla Repubblica il dovere prioritario di promuovere la conoscenza e la tutela del patrimonio storico e artistico in ossequio alla missione di perseguire sia il benessere della collettivit, mediante la sua elevazione culturale, sia la maturazione della coscienza individuale, mediante la formazione storica e artistica della persona. Il valore di questo compito educativo, soprattutto verso i giovani, stato sottolineato in numerosi atti nazionali e internazionali nonch nella Road Map per l'educazione artistica dell'UNESCO, accolta e promossa dal Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, che ha assegnato all'insegnamento della storia dell'arte e dell'educazione all'arte la funzione di costruire una societ creativa e culturalmente cosciente.
Vorrei qui ricordare, in particolare per l'educazione all'arte e la conoscenza della sua storia, le competenze chiave stabilite dalla strategia di Lisbona, ribadite dal Parlamento europeo e dal Consiglio attraverso la raccomandazione del 18 dicembre 2006, che hanno sollecitato i Paesi dell'Unione a rendere la storia dell'arte obbligatoria in tutti i percorsi formativi. In Italia peraltro - un discorso che rivolgo anche agli amici del PdL perch una responsabilit di tutti i Governi, non solo dell'ultimo Esecutivo, e lo dico al di fuori della polemica politica - lo spazio per lo studio della storia dell'arte, gi limitato a pochi indirizzi e a poche ore, ha subito ulteriori riduzioni, quasi comunicando, in un Paese dove vi sono opere importanti e significative in ogni Provincia, dovremmo dire in ogni territorio, fuori da ogni paese, che questa disciplina sia poco significativa.
Attraverso una mozione, che un atto significativo e di indirizzo cui seguir una discussione che dar modo al Governo di indicarci la strada da percorrere, chiediamo al Governo di valutare la possibilit che le ore di storia dell'arte siano integrate in pi indirizzi professionali e soprattutto facciano parte di numerosi indirizzi scolastici nell'istruzione italiana. E soprattutto chiediamo che esse possano far parte non solo della scuola secondaria o superiore, perch riteniamo che l'educazione al bello - e il Ministro della cultura ce ne ha parlato in Commissione - debba partire dal principio, dalla scuola primaria. Chiediamo altres al Governo di includere la comprensione e la conoscenza del patrimonio storico-artistico nell'insegnamento dell'educazione alla cittadinanza.
Ci che proponiamo oggi non solamente una sensibilit verso i docenti di storia dell'arte, che hanno sollecitato questo problema, ma nel Paese dei pi grandi musei, delle maggiori gallerie, che detiene il primato delle bellezze artistiche, chiediamo che la storia dell'arte sia parte integrante e fattiva dei programmi scolastici. Attraverso questa mozione e queste linee di indirizzo chiediamo al Governo e al dibattito, e per questo ci rivolgiamo a tutti i Gruppi disponibili a modificare la mozione nel senso da noi proposto, che la storia dell'arte sia pi protagonista nella scuola italiana, ritenendo che in questo modo si migliori la cultura e l'educazione del nostro Paese. (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice De Feo).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
iscritta a parlare la senatrice Garavaglia Mariapia. Ne ha facolt.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Signor Presidente, oso riprendere un'espressione usata dal collega Rutelli quando dice che vorremmo rivolgere una perorazione all'Aula. esattamente quello che mi permetto di fare anch'io, signor Sottosegretario.
La riforma della scuola secondaria, infatti, essenziale per selezionare per merito le classi dirigenti del Paese. Di questo abbiamo parlato durante la discussione di tutte le riforme, da quella della scuola primaria a quella dell'universit, e ci siamo avvalsi spesso anche dei giudizi dell'OCSE, che della scuola primaria diceva meraviglie, mentre sottolineava la necessit di riformare quella secondaria di primo e di secondo grado.
Colleghi, stiamo trattando oggi di un argomento importante, perch le riforme sono state delegificate: chi non stato in 7a Commissione o non ha avuto colleghi che lo hanno interpellato su questo tema non sa che in forza della legge finanziaria, a partire della prima finanziaria del Governo Berlusconi, con il decreto-legge n. 112 del 2008, abbiamo sacrificato la cultura e il sapere alla finanza. Cos, mentre noi facevamo una finanziaria di 30 miliardi, la Germania ne faceva una di 40, destinando - la Germania - 15 miliardi al sapere (ricerca, istruzione, arte). Noi, invece, operavamo tagli per 8,5 miliardi alla scuola, di cui 1,36 all'universit, alla cultura e ai beni culturali.
E proprio in questo momento, in cui siamo preoccupati per la crescita del Paese e ci chiediamo su che cosa puntare per lo sviluppo dell'Italia, non dovremmo dimenticare quella che la nostra miniera, vale a dire la cultura, i beni culturali, l'arte. Bisogna per capirla l'arte per apprezzarla, altrimenti non c' nemmeno la tutela. stato detto proprio in quest'Aula che con la cultura non si mangia; qualcun altro ha detto che la bellezza salva il mondo. La cultura, per, in Italia fa mangiare e in questo senso basterebbe esaminare i rapporti di Federculture per vedere quanto arrivato in termini di reddito all'ente locale, piuttosto che ad una certa fondazione o associazione, l dove sono intervenuti investimenti in recuperi ambientali, in restauri di opere d'arte, in costruzioni o realizzazioni di musei.
Credo basti guardare alla nostra capitale per renderci conto di qual l'incremento turistico quando ci sono mostre o concerti importanti - parliamo di quel turismo di motivazione che arriva espressamente per un determinato evento - e verificare cos qual il reddito per la capitale, alla quale adesso vengono assegnati anche gli introiti di quella tassa sul turismo che vorrei fosse destinata prioritariamente alla conservazione e alla tutela dei beni culturali. A questo proposito, ci tengo a dire che non sottovalutiamo il momento di grave crisi economico-finanziaria del Paese, ed anzi ci sentiamo responsabili: pertanto, non volendo gravare su altre voci di bilancio, sarebbe per almeno il caso di finalizzare i fondi espressamente derivanti dalla fruizione dei beni culturali e dall'arte, al mantenimento del patrimonio, alla sua conservazione e alla sua rivalutazione.
Signor Sottosegretario, stiamo parlando di un tema che legato direttamente alla cultura civica. Il Governo aveva molto insistito sull'educazione alla cittadinanza e sull'attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, con la sua interdisciplinarit (il paesaggio, l'arte, la cultura in senso lato), a partire dalla scuola, gi da quella primaria. Ed noto che non ci vuole un professore ad hoc; occorre per che ci sia uno spazio per l'educazione al consumo e alla lettura dell'arte. Come si viene a Roma, come si va a Firenze o a San Gimignano o ad Amalfi, se non si sa che cosa leggere in quelle realt? E come nella scuola primaria si impara a leggere e scrivere, cos anche la lettura dell'arte si apprende sotto la guida degli esperti.
Bene, noi sappiamo che abbiamo sacrificato ore curricolari della scuola secondaria e delle scuole professionali, togliendo espressamente storia dell'arte. Non credo che i miei colleghi immaginino che con questa mozione, signor Presidente, noi vogliamo poi fra un po' arrivare con una mozione che chieda l'inserimento di pi ore di fisica o di latino: stiamo segnatamente parlando di una materia che, eliminata o ridotta al minimo, lede esattamente il curriculum e quindi l'aspettativa professionale, il futuro e lo sviluppo dei giovani. Si pu al ginnasio non apprendere storia dell'arte? Si pu in una scuola professionale artistica, in un istituto d'arte, in un istituto di moda, in un istituto di design non conoscere la storia dell'arte? come non imparare a leggere e a scrivere.
Del resto c' un tasso, che l'OCSE ci rimanda, di cui dovremmo essere preoccupati: in Italia il 72 per cento delle persone, che pure sono andate a scuola, non ha la competenza a capire ci che leggono, figurarsi se possono capire opere d'arte. Immagini, signor Sottosegretario e collega, in quanto docente, come si pu capire la Divina commedia, per come la si insegna nel triennio del liceo, se non c' stata prima propedeuticamente una spiegazione di quegli artisti che Dante incontra. Fra l'altro, si usano parole che hanno un'origine greca o latina, come lei m'insegna, e siccome anche il latino stato ridotto di un'ora e nel liceo tecnologico non c' pi del tutto, chiss che fatica fanno gli studenti a mandare a memoria parole di cui, non conoscendo l'etimologia, non capiscono il significato.
Questo vale anche per le opere d'arte: l'arte davvero il nutrimento dell'anima, di arte in Italia si vive, ma anche se non fosse cos merceologicamente importante anche per il turismo, comunque importante per la formazione spirituale; non solo tecnica la formazione che si deve acquisire a scuola, non solo di cultura generale, ma anche di capacit di essere orgogliosi della storia che portiamo dentro. L'arte, cari colleghi, un presente ed un eterno e, cos com', come stata rappresentata, come possiamo goderla, per noi, stata per i nostri padri, per i nostri nonni e sar per i figli e i nipoti. Non ci sembra sufficientemente importante avere un'eredit di questo tipo? Chi non pu dare altre eredit ai figli, pu dare questa cultura che gi Diogene ci diceva essere l'unica cosa che non si perde, l'unica che anche in un naufragio avremmo salvaguardato.
Mi rendo conto, signor Presidente, che abbiamo portato in Aula un argomento di grande importanza, che merita forse ulteriore precisazione e specificazione, perch mentre svolgevo questo mio breve intervento, che sta volgendo al termine, mi rendevo conto che si potrebbe dire: Allora lo stesso vale per ogni altra materia. Questa per non come le altre materie: ha proprio una sua trasversalit. Si pu fare come si fa la cosiddetta educazione civica, che sparita dall'orario, la si fa in maniera trasversale. Facciamo lo stesso anche con questa, ma non affidandola a chiunque, onorevole Sottosegretario: il merito lo si pu valutare se c' stata prima la valutazione di chi insegna. Una buona scuola in mano a insegnanti che sanno insegnare; perci occorre che ci siano i concorsi per insegnanti di storia dell'arte che diano spazio per lavori interdisciplinari. Del resto, si usava anche ai suoi e ai miei tempi la famosa tesina, per cui partendo da un'opera d'arte si parlava di lingua, di storia e di economia del periodo cui l'opera d'arte faceva riferimento.
Mi pare di poter concludere, signor Presidente, signor Sottosegretario, chiedendo un ripensamento, perch si possono sempre modificare i regolamenti: un regolamento ha modificato la scuola secondaria italiana, non una legge discussa in Parlamento. I regolamenti sono un po' pi facili da modificare delle leggi, con un dibattito approfondito, che penso che ora anche il PdL possa assumere come un impegno importante per il Paese, per creare oggi posti di lavoro e, domani, per tenere alta nel mondo la fama che ha il nostro Paese, perch non vorrei che un giorno o l'altro ci sentissimo rivolgere anche dall'UNESCO qualche rimprovero come quello che ci rivolge l'OCSE. (Applausi dai Gruppi PD, PdL e Per il Terzo Polo:ApI-FLI).
PRESIDENTE. iscritto a parlare il senatore Benedetti Valentini. Ne ha facolt.
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con attenzione gli interventi dei senatori che mi hanno preceduto e potrei liquidare l'argomento dicendo che condivido la gran parte delle argomentazioni svolte e che il documento in esame contiene concetti molto familiari e gradevoli.
Prima si parlato di concetti generali. In essi bisogna credere, altrimenti ci si limita a fare dibattiti nel Paese e nelle istituzioni e tutto poi si esaurisce in quel contesto. Bisogna invece credere in essi. Colleghi, confesso di avere una certa abitudine. Ogni anno che inauguro la nuova agenda, sia professionale che politica, riporto in essa un motto che mi ha particolarmente colpito durante una mia lettura. Quest'anno, nella mia agenda, ho riportato la seguente frase di Johann Wolfgang von Goethe: Solo l'arte consente la realizzazione di tutto ci che nella realt la vita rifiuta all'uomo. Posso quindi affermare di essere veramente in sintonia con quanto stato finora detto e di essere davvero sincero quando dico che in questi concetti bisogna credere, per non rimanere fermi a un dibattito superficiale ed epidermico.
Ma aggiungo anche un riferimento personale, in un certo senso divertente. Ho sempre detto ai miei figli, quando erano in et scolare e adolescenziale, che potevano prendere tutte le lauree che desideravano e che ne sarei stato contento, ma che ci non era decisivo. Ho suggerito loro di imparare bene due lingue straniere, di coltivare e praticare correttamente una disciplina artistica, magari di saper suonare bene uno strumento o di saper dipingere. Ho dato loro qualche soldo e li ho spinti a partire e ad andare nel mondo, lasciando al limite perdere la laurea, se essa non rientrava nei loro desideri.
Quindi, bisogna credere in questi concetti, e mi trovo molto d'accordo con quanto stato finora affermato. Il problema, per, che crederci significa permeare la propria formazione partendo certamente dalla scuola ma non fermandosi ad essa. Non dobbiamo scaricare tutto sempre sulla scuola, come la cultura della sicurezza sul lavoro, dell'igiene, dell'ambiente e dei diritti civici. Dobbiamo partire certo dalla scuola, ma non il solo luogo e momento nel quale permeare tutta la formazione dei nostri valori.
Mi soffermo su alcune notazioni pi asciutte relative al contenuto del tema al nostro esame. In merito alla prima notazione, sono d'accordo nell'impolpare maggiormente e nel destinare pi spazi temporali e organizzativi dei curricula scolastici alla storia dell'arte, anche perch - come giustamente ha affermato poc'anzi la collega Garavaglia - emerge come pretesto culturale lo studio di un'epoca, di una cultura e forse anche di un'economia. Pochi giorni fa, insieme all'ex ministro Paolucci ho inaugurato in Umbria una meravigliosa mostra di legni policromi, di dipinti e in particolare di croci scolpite, mostra dalla quale abbiamo rilevato proprio la storia dell'umanit, della cultura religiosa e del sentire, dell'approccio ai costumi e alle idee.
Colleghi, dobbiamo per in questa sede stabilire un concetto. Si chiede nelle scuole di studiare sempre pi materie e contemporaneamente ci si batte perch sia sempre minore il numero delle ore e degli impegni. Allora che cosa facciamo? Bisogna intendersi al riguardo. Per quanto vogliano essere raffinate le tecniche di insegnamento e apprendimento, non certo diminuendo i giorni e le ore di scuola e di lavoro che si possono aumentare progressivamente le materie. Bisogna mettersi a tavolino e trovare una soluzione tecnicamente e scientificamente, oltre che emotivamente, come ho detto prima.
Aggiungo che stiamo andando avanti in tutti i campi con la mitizzazione della specializzazione. Ormai chi non parla di specializzazione sembra stare fuori dal tempo e dal progresso. Si parla di specializzazione nelle discipline civili, nella medicina e nella chirurgia, nel diritto e negli uffici giudiziari: in sostanza, in tutte le discipline non si fa altro che pronunciare la parola specializzazione. Chi non parla bene della specializzazione ha parlato male di Garibaldi. Dunque necessario intendersi, perch se nei curricula scolastici si vuole favorire la specializzazione difficile che riescano ad essere inseriti in tutti gli indirizzi, con debito spazio e importanza, insegnamenti che pure riteniamo patrimonio fondamentale della cultura di base dell'individuo che sia destinato a svolgere un lavoro nobilmente manuale, nobilmente intellettuale o creativo di vario genere. necessario intendersi: se andiamo verso una iperspecializzazione (di cui spesso chiediamo anche l'anticipazione perch vogliamo che chi si specializzava a 25 anni lo faccia a 18, che chi lo faceva a 18 anticipi a 16 anni, e cos via), se andiamo verso una forte differenziazione delle branche formative evidente che diventa molto difficile, poi, invocare la presenza di discipline di formazione di base dell'individuo fin dalle prime fasce scolastiche. Dunque, come vedete, il problema molto sentito, anche dal sottoscritto ma deve fare i conti con quello che , realisticamente, l'insieme dei contenitori della formazione scolastica.
Aggiungo due ultime osservazioni: la prima relativa alle risorse. Noi possiamo fare - e come vedete io vi partecipo emotivamente - tutti i migliori proponimenti e scelte politiche di indirizzo che vogliamo, ma se mancano le risorse non potremo conservare i beni culturali, non potremo visitarli, n organizzare la fruizione e il godimento di tali beni in ogni campo e settore dei medesimi. Occorre sicuramente non inquinare quanto di nobile vi pu essere nel settore, ma occorre anche studiare i modi per far affluire capitali che non possono che provenire dal mondo delle attivit private, prevedendo i relativi incentivi. Infatti, senza un afflusso pi forte di capitali non saremo in grado di fronteggiare questo scenario che, per l'Italia, esaltante, ma nello stesso tempo ci responsabilizza tremendamente.
Concludo con il dire che anche in questo settore ci deve essere un'accorta politica territoriale. La gran parte dei beni pi preziosi per l'identit profonda della nostra Nazione e della nostra cultura non si trova neppure nei grandi centri o nelle grandi citt, ma in quelle piccole e medie, persino nelle piccolissime frazioni della nostra Provincia. Si dice molte volte che vi pu essere un patrimonio culturale maggiore in un piccolo centro come Pienza che in un intero Paese del nostro continente o peggio ancora di altri continenti. Se questo vero, dobbiamo fare delle scelte. Non si pu andare avanti con la cultura metropolitana dell'accentramento delle risorse, dei servizi e delle gravitazioni, ma si deve capire, di concerto con le Regioni e con il sistema degli enti locali, che occorre dedicare un'attenzione privilegiata alla costellazione dei piccoli e medi centri italiani che sono gli scrigni che custodiscono la gran parte di tale patrimonio culturale.
Come vedete, in un breve intervento non potevo che accennare ad alcune di queste tematiche; in ogni caso non possiamo congedarci da un dibattito di questo genere senza avere almeno accennato a tali formidabili problemi che prevedono grandi scelte politiche e grandi prospettive e non si esauriscono nell'angoletto di una legge finanziaria o in un provvedimento ad hoc, ma vanno affrontati con scelte di fondo, di indirizzo politico. Se destra e sinistra, a livello culturale e politico, non si fronteggiano su temi alti e nobili come questi, non capisco su cosa si debbano seriamente confrontare. Dunque ritengo che i pronunciamenti che vengono proposti verranno appoggiati e sostenuti, salvo qualche ritocco, purch questa sia una porta che apra ad un dibattito di pi lunga, profonda e convinta durata. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. iscritto a parlare il senatore Leoni. Ne ha facolt.
LEONI (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole rappresentante del Governo, la mozione del collega Rutelli non pu che essere da me condivisa, dato che parla di un mondo e di una materia che amo. La mozione, per, arriva come un fulmine a ciel sereno, e io inviterei i presentatori a rinviarne la discussione per approfondire una tematica che tanto mi sta a cuore. Infatti, vi sono alcuni punti che non sono presenti nella mozione e che, se riportassimo la questione in Commissione, potremmo approfondire. In tal modo potremmo sicuramente migliorare la mozione in esame che, come ho detto, pienamente condivisibile anche da parte del partito che mi onoro di rappresentare.
Come sapete, la gran parte del patrimonio artistico del mondo abita a casa nostra. Sarebbe quindi necessario che avessimo per il mondo ambasciatori che parlano dell'arte che si trova a casa nostra. infatti riduttivo insegnare la storia dell'arte ai nostri ragazzi quando poi si scopre che nei Paesi asiatici, ad esempio in Cina, che ha un grande sviluppo, si vorrebbe venire in Europa a copiare il nostro modello, come noi europei cerchiamo di copiare il modello americano: dovremmo noi mandare insegnanti di storia dell'arte, quali nostri ambasciatori, nei Paesi esteri, a spiegare quale sia il grande patrimonio italiano della storia dell'arte. Da l dovremmo partire.
Gli insegnanti poi dovrebbero essere qualificati nel modo giusto (io che ho vissuto nel mondo dell'arte non sempre ho avuto insegnanti all'altezza della situazione). Educare al bello non qualcosa che ha inizio negli istituti tecnici o nelle medie superiori. Se chiedessi ai colleghi senatori di disegnare il ritratto del vicino o di un soggetto che hanno in mente, sicuramente il 90 per cento di loro farebbe un ritratto paragonabile a quello di un bambino della terza elementare, perch di arte nulla hanno conosciuto e approfondito. Quando firmate, colleghi, mettete nella vostra firma tutti gli elementi che Giotto usa nei suoi disegni: le aste, i rotondi, le linee ascendenti e discendenti. Dunque tutti noi saremmo in grado di fare grandi cose per l'arte, ma non ne siamo capaci perch non siamo stati educati; l'educazione all'arte arrivata quando la nostra maturit era gi sviluppata e non siamo riusciti a portare avanti un elemento che invece necessario per tutti noi. Cos, se guardiamo le nostre citt, non possiamo che maledire gli architetti per quello che hanno fatto, perch il bello della citt in cui viviamo la parte rinascimentale, non la parte risalente al primo o secondo dopoguerra (anche se forse il primo dopoguerra ancora si salva).
Penso che dovremmo sviluppare questi elementi e che la mozione sia molto condivisibile, ma necessiti di essere approfondita, e invito i suoi sottoscrittori a non leggere la mia proposta come un ritardo sui lavori o la presa di posizione di un partito di opposizione, ma solo come una richiesta di approfondimento in Commissione. Non so se anche gli altri partiti condividano la mia idea.
Infine, la storia dell'arte non fatta solo di monumenti, ma anche dal patrimonio del bene pubblico, e quando vedo i treni graffitati in un modo vergognoso e poi diciamo che sporcare i treni arte, non va bene. Ci dobbiamo fare un esame di coscienza per poter dire se arte o "porcheria"! (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Possa).
Anche quando percorriamo le strade delle nostre citt e troviamo i mozziconi di sigaretta buttati per strada vediamo cosa vuol dire andare contro il patrimonio delle nostre citt. Dunque, l'educazione non pu iniziare nelle scuole medie superiori. Dovremmo insegnare storia dell'arte, far apprezzare il bello all'inizio del processo di istruzione. Ed allora sicuramente riusciremmo a modificare la nostra societ in quel senso che tanto sta a cuore a me e penso anche a molti altri colleghi.
Dunque, il mio suggerimento quello di riportare l'argomento trattato da questa mozione cos importante - lo sottolineo e vi prego di non interpretare questa mia idea come l'opposizione del partito di cui io faccio parte - in Commissione, pur contingentando i tempi, al fine di rafforzare questa bella iniziativa e migliorarla. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=657438


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Comitato per la Bellezza. Altro palazzone di 6 piani in piena riserva naturale del Litorale romano

24-07-2018
Da Emergenza Cultura: San Candido (BZ), uno sfregio che si poteva e doveva evitare

21-07-2018
Inchiesta de "L'Espresso" di Francesca Sironi: Il ministro Alberto Bonisoli e la scuola offshore

20-07-2018
Associazione Nazionale Archeologi. MIBAC: il titolo non è unopinione!

08-07-2018
Su Eddyburgh un intervento di Maria Pia Guermandi sull'Appia Antica

13-06-2018
Disponibile la relazione di Giuliano Volpe sull'attività del Consiglio Superiore

12-06-2018
Lettera aperta al Sig. Ministro dei Beni Culturali dott. Alberto Bonisoli: Per un futuro all'archeologia italiana

04-06-2018
Dalla rete: sul nuovo governo e sul nuovo ministro dei Beni culturali

19-05-2018
Sul contratto M5S - Lega vi segnaliamo...

17-05-2018
Cultura e Turismo: due punti della bozza Di Maio - Salvini

15-05-2018
Sulla Santa Bibiana di Bernini: intervento di Enzo Borsellino

13-05-2018
Premio Francovich 2018 per il miglior museo/parco archeologico relativo al periodo medievale

04-05-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni" abbiamo pubblicato un contributo di Franco Pedrotti sul depuratore della piana di Pescasseroli: una sconfitta del protezionismo italiano

01-05-2018
Archistorie: rassegna di films sull'architettura dell'Associazione Silvia Dell'Orso

30-04-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni", abbiamo pubblicato un contributo di Vittorio Emiliani: Appena 11 giardinieri per Villa Borghese. Ma l'erba "privata" non è meglio

26-04-2018
Roma. Il nuovo prato di piazza di Spagna non regge, il concorso ippico migra al Galoppatoio

21-04-2018
Anna Somers Cocks lascia The Art Newspaper. Intervista su "Il Giornale dell'Arte"

04-04-2018
VIII edizione del Premio Silvia Dell'Orso: il bando (scadenza 30/9/2018)

29-03-2018
Comitato per la Bellezza: A Palazzo Nardini chiedono già affitti altissimi ai negozi

25-03-2018
Lettera aperta di Archeologi Pubblico Impiego - MiBACT ai Soprintendenti ABAP

25-03-2018
A Foggia dal 5 aprile rassegna Dialoghi di Archeologia

23-03-2018
Comitato per la Bellezza e Osservatorio Roma: Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

17-03-2018
Comunicato ANAI sul tema delle riproduzioni fotografiche libere

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