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Sentenza del Consiglio di Stato N.1015/2009 (Lagocastello, Contrada Cipata, Mantova)
2009-02-17

N.1015/2009 Reg. Dec. N. 2622 reg. Ric. Anno 2008

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente

D E C I S I O N E

sul ricorso in appello n. 2622/2008, proposto dalla REGIONE LOMBARDIA, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dagli avv.ti Federico Tedeschini e Viviana Fidani elettivamente domiciliata in Roma, presso il primo difensore, Largo Messico n. 7;

contro

il COMUNE DI MANTOVA, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli avv.ti Maria Stefania Masini e Stefano Nespor ed elettivamente domiciliato in Roma, presso il primo difensore, Via della Vite n. 7;

e nei confronti di

- LAGOCASTELLO IMMOBILIARE s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Salvatore Sica e Guido Anastasio Pugliese, elettivamente domiciliato in Roma presso lo Studio del primo difensore, Piazza della Libert n. 20;

- PARCO NATURALE DEL MINCIO non costituito in giudizio;

- ROSIGNOLI Alberto, quale dirigente dellarea servizi citt del Comune di Mantova, non costituito in giudizio;

per la riforma

della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, n. 1161 del 6.1.2007;

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione del Comune di Mantova e Lagocastello Immobiliare s.r.l. e lappello incidentale da questultima proposto;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore, alla camera di consiglio del 9 dicembre 2008 il Consigliere Bruno Mollica;

Uditi, altres, per le parti lavv. Abbamonte, su delega dellavv. Tedeschini, lavv. Sciacca, su delega dellavv. Masini, lavv. Sica e lavv. Esposito, su delega dellavv. Pugliese;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

F A T T O E D I R I T T O

1. La Regione Lombardia impugna la sentenza di T.A.R. indicata in epigrafe, con la quale stato accolto in parte il ricorso proposto da Lagocastello Immobiliare s.r.l. avverso il provvedimento (ord.za 4.11.2005, n. 187), di sospensione dei lavori di manutenzione relativi ad un intervento costruttivo su area di propriet della societ stessa (sita in Mantova in prossimit della sponda est del Lago Inferiore e classificata, in base al vigente p.r.g., come parte del Comparto Strada Cipata 1, ricadente in zona C soggetta a piano attuativo obbligatorio) nellassunto dellassoggettamento a vincolo dellarea e, di conseguenza, della necessaria sottoposizione dellintervento medesimo a previa valutazione di impatto ambientale e allo studio di incidenza sul vicino sito naturalistico di interesse comunitario demandato Vallazza, nonch (con motivi aggiunti) avverso i dinieghi di rilascio di provvedimento autorizzativo unico (decr. 13.3.2006 n. 2749) e dei permessi di costruire relativi ad alcuni edifici del piano di lottizzazione (provv. dirig. n. 21843/2006 del 31.7.2006).

Limpugnativa della Regione investe il capo di sentenza (18) con cui il Tribunale amministrativo ha considerato fondato e assorbente il settimo motivo di ricorso, censurando loperato dellAmministrazione laddove, a fronte di asserite carenze nella documentazione presentata, ha ritenuto non gi di domandare chiarimenti al privato istante, ma puramente e semplicemente di assoggettare il progetto a v.i.a. con ci violando i principi di partecipazione al procedimento e di leale cooperazione fra P.A. e amministrati nonch quello di economicit ed ha disposto pertanto la rinnovazione della procedura ai fini dellintegrazione della motivazione.

La Regione censura la pronuncia di primo grado deducendone lerroneit per i seguenti motivi:

1.- Insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza, laddove non ha considerato la congruit e correttezza della determinazione siccome espressamente riferita alla necessariet della sottoposizione a v.i.a. in ragione delle dimensioni dellintervento (oltre 10 ettari, situati in area urbana).

2.-Insufficiente motivazione della sentenza sotto altro profilo, essendo indicati nel provvedimento regionale i profili di criticit rilevati che avrebbero orientato per un approfondimento mediante v.i.a. .

3.-Omessa motivazione su questione di diritto rilevante. Ci in ragione del termine perentorio imposto per la pronuncia sulla richiesta avanzata dalla societ (art. 10 D.P.R. 12.4.1996) e della finalit della determinazione, avuto riguardo alla insufficienza degli elementi per escludere la v.i.a. .

4.-Erronea interpretazione dellart. 10 D.P.R. 12.4.1996, tenuto conto della natura altamente discrezionale del giudizio di assoggettamento o meno di un progetto a v.i.a..

II. Con riferimento al Capo 14 della sentenza propone appello incidentale la Lagocastello Immobiliare.

Il T.A.R., muovendo dal concetto di area urbana e richiamando le conclusioni dellesperto di parte Arch. Pigozzi (enunciate al punto 13) secondo cui linsediamento n. 1 (centro storico di Mantova) e quello contrassegnato dal numero 3 (comprendente il sito della Lagocastello e gli abitati di Frassino, Lunetta, Virgiliana e il complesso industriale del petrolchimico) costituirebbero aree urbane distinte in ragione della interruzione rappresentata dal corso del Mincio, s da configurare lintervento di cui trattasi quale progetto di sviluppo in espansione di area esistente perviene allopposta conclusione per la quale il centro storico di Mantova e i quartieri circostanti costituirebbero ormai un tutto unitario avuto riguardo al fatto che gli insediamenti 1 e 3, sono uniti fra loro da due ponti sul Mincio, che fungono da collegamento agevolmente praticabile, con esclusione della pretesa interruzione prospettata dal detto esperto di parte; ne discende, ad avviso del giudice di 1 grado, la necessit di considerare lintervento della Lagocastello come progetto di sviluppo allinterno di area urbana, soggetto quindi a verifica di v.i.a. .

Limpugnativa incidentale della odierna appellata sorretta dai seguenti motivi:

Eccesso di potere per motivazione insufficiente e contraddittoriet. Erroneit dei presupposti.

Ci in ragione della asserita erroneit dellassunto del primo giudice laddove classifica larea in questione come alla urbana consolidata sulla base del rilievo che essa sarebbe completa giacch edificata in modo compatto e continuativo.

Sullarea considerata, di 350.000 mq., non vi sarebbe invero traccia di alcun manufatto (nonch di infrastrutture, opere di urbanizzazione, reti di comunicazione) e di alcuna presenza umana; inoltre, si assume che larea ricade in zona C ovvero zona di completamento espansivo (nella definizione normativa ex D.P.R. n. 1444/1968, area urbana nuova ovvero area priva di edificazione).

III. Lappellata eccepisce altres linammissibilit dellappello proposto dalla Regione per genericit delle censure; nel merito, con articolare controdeduzioni, sviluppate anche in memoria difensiva depositata in vista delludienza di discussione, si sostiene linfondatezza dellappello principale e se ne chiede il rigetto.

Il Comune di Mantova costituitosi in giudizio a sostegno della posizione regionale assume che lintervento edilizio proposto dalla societ concerne lestensione di una urbanizzazione preesistente, prevedendo in particolare lo sfruttamento di unarea inserita e circondata da un ambito gi urbanizzato; s che correttamente la sentenza del primo giudice avrebbe rilevato la continuit tra gli insediamenti edilizi preesistenti e quello che Lagocastello vorrebbe realizzare.

Ne consegue, secondo il Comune, lassoggettabilit a v.i.a. del progetto di cui trattasi, oltre che in applicazione del D.P.R. 12.4.1996, anche della normativa comunitaria (allegato H, n. 10, lett. B) della direttiva n. 85/337), che richiede obbligatoriamente la verifica di v.i.a. per tutti i progetti di riassetto urbano che abbiano caratteristiche dimensionali superiori a 10 ettari, principio, questo, ulteriormente ribadito dal combinato disposto dellart. 6, comma 6, e Allegato IV (punto 7b) D.Lgs. n. 4/2008 (che ci prevede anche per quelle opere che possono avere impatti significativi sullambiente e sul patrimonio culturale).

IV. Premesso quanto sopra, osserva il Collegio che sia la pronuncia gravata che la Lagocatello Immobiliare assumono che la disciplina che rileva nella specie distingue tra progetto di sviluppo situato allinterno di aree urbane esistenti, soggetto a verifica di v.i.a. sol che superi i 10 ettari di estensione, e progetto di sviluppo relativo ad aree urbane nuove o in estensione, soggetto a verifica di v.i.a. nel solo caso in cui superi i 40 ettari.

E incontroverso tra le parti che il progetto che ne occupa supera i 10 ettari ma inferiore ai 40: ne consegue che lassoggettamento alla procedura in parola dipende dalla appartenenza alla prima o alla seconda categoria.

Gli elementi documentali versati in atti non consentono peraltro a questo giudice di definire con precisione le caratteristiche dellarea considerata, e cio se essa possa connotarsi come area urbana edificata in modo compatto e continuo (id est, area urbana consolidata) ovvero come area di sviluppo in espansione, avuto altres riguardo alla incidenza della interruzione rappresentata dal corso del Mincio.

Occorre pertanto disporre verificazione sul punto in contraddittorio fra le parti al fine di acquisire documenti e univoci elementi di fatto sullo stato dei luoghi idonei a consentire la individuazione delle effettive caratteristiche dellarea.

Lesecuzione dellincombente pu essere affidata alla Facolt di Architettura del Politecnico di Milano assegnando, ai fini del deposito della conseguente documentata relazione nella Segreteria Sezionale, il termine di giorni 60 (sessanta) dalla notificazione o comunicazione della presente decisione.

Si fa riserva di fissazione di ulteriore udienza per la prosecuzione della trattazione allesito del disposto incombente istruttorio.

P. Q. M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), dispone la verificazione di cui in premessa in contraddittorio fra le parti ad opera di docente incaricato dal Preside della Facolt di Architettura del Politecnico di Milano, da effettuarsi nel termine di giorni sessanta come indicato in motivazione.

Si fa riserva di fissazione di ulteriore udienza per la prosecuzione della trattazione allesito del disposto incombente.

Resta sospesa ogni ulteriore pronuncia in rito, nel merito e sulle spese.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dallAutorit amministrativa.

Cos deciso in Roma, nella camera di consiglio del 9 dicembre 2008, con l'intervento dei signori:

Luigi COSSU - Presidente

Pier Luigi LODI - Consigliere

Anna LEONI - Consigliere

Bruno MOLLICA - Consigliere, est.

Sergio DE FELICE - Consigliere

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

Bruno Mollica Luigi Cossu

IL SEGRETARIO

Giacomo Manzo
Depositata in Segreteria

Il 17/02/2009

(Art. 55, L. 27.4.1982, n. 186)

Per il / Il Dirigente

Dott. Giuseppe Testa

- -

N.R.G. 2622/2008

RL

http://www.giustizia-amministrativa.it/ricerca2/Risult.asp?nIdx=0


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