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Sentenza TAR Liguria, concorso funzionario musei Genova
2009-05-29

N. 01249/2009 REG.SEN.
N. 00047/2009 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Sul ricorso numero di registro generale 47 del 2009, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Raffaella Fontanarossa, rappresentato e difeso dagli avv. Raffaella Rubi-no, Piera Sommovigo, con domicilio eletto presso Piera Sommovigo in Genova, via Ss.Giacomo e Filippo, 19/8;
contro
Comune di Genova, rappresentato e difeso dall'avv. Aurelio Domenico Masuelli, con domicilio eletto presso Aurelio Domenico Masuelli in Ge-nova, via Garibaldi 9; Comm.Ne Esamin. Concorso Pubbl. Per Titoli ed Esami di 4 Funz. Servizi Socio Educ. Cult. Settore Musei Cat. D;
nei confronti di
Margherita Priarone, Irene Molinari, Andreana Serra, Francesca Serrati, rappresentati e difesi dall'avv. Luigi Cocchi, con domicilio eletto presso Luigi Cocchi in Genova, via Macaggi 21/5 - 8; Federica Chessa, Agnese Maura Tallone, Giorgia Berzetti, Laura Bergamino, Andrea De Pascale, Chessa Federica, Anna Lercari, Viviana Troncatti, Valeria Provenzano, Michela Bolioli, Lucia Ratto, Simone Giovanni Lerma, Marco Maggi;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
della graduatoria finale del concorsopubblico per titoli ed esami per l'as-sunzione a tempo indeterminato di n.4 funzionari servizi socio educativo culturali - settore Musei - categoria D - posizione econimica D.1 pubbli-cata mediante affissione al IV piano Palazzo Tursi, Ufficio Perosnale in data 10 dicembre 2008 nonch dell'eventuale provvedimento, non cono-sciuto, di approvazione della stessa e di ogni atto connesso e presuppo-sto, nonch per lannullamento con motivi aggiunti degli atti di nomina della commissione e dei relativi verbali.

Visto il ricorso ed i motivi aggiunti, con i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Genova;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Margherita Priarone;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Irene Molinari;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Andreana Serra;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Francesca Serrati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 28/05/2009 il dott. Davide Ponte e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

FATTO
Con il gravame introduttivo del giudizio lodierna ricorrenti, quale parte-cipante al concorso in oggetto classificatasi al decimo posto, ne impu-gnava lesito per la mancata attribuzione del punteggio che le sarebbe spettato sulla scorta del bando e dei titoli prodotti, chiedendo lannullamento di tutti gli atti del concorso e lannullamento del contratto eventualmente concluso a valle.
Agli atti impugnati si muovevano pertanto le seguenti censure:
- violazione dellart. 6 del bando e degli artt. 61 ss. d.lgs. 267\2003, ec-cesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, avendo prodot-to rapporti di co co co che integrano rapporti di lavoro a tempo deter-minato come richiesto dal bando;
- violazione dei principi di interpretazione dei bandi di concorso, illogici-t, contraddittoriet, ingiustizia manifesta, sviamento, in quanto altrimen-ti opinando il bando sarebbe illogico e parimenti viziato, con conseguen-te impugnativa in via subordinata del bando che considera illegittima-mente ed illogicamente preminenti le modalit di prestazione del servi-zio;
- violazione degli art. 11 dPR 487\1994 e 55 reg per lordinamento degli uffici e dei servizi del comune di Genova, violazione dei principi di im-parzialit, buon andamento e trasparenza, in quanto nel caso de quo il Presidente della commissione (dott Gandino) ha conferito un incarico di lavoro autonomo occasionale per attivit inerenti il settore musei del comune di Genova (che lo stesso dirige) alla vincitrice del concorso (Priarone), nonch in quanto altri due vincitori (Serrati e Serra) collabo-rano con un altro membro della commissione (la dottssa Maione) lavo-rando nella struttura diretta dalla stessa Maione, e infine in quanto un al-tro vincitore (Molinari) collabora con lo stesso membro (Maione) presso la Fondazione cultura di Palazzo Ducale; inoltre i membri diversi dal Presidente non risultano essere, come avrebbero dovuto, esperti nella materia di esame.
Il comune di Genova e i controinteressati vincitori, costituitisi in giudi-zio, chiedevano la declaratoria di inammissibilit ed il rigetto del grava-me.
Con successivi atti di motivi aggiunti e integrazione del contraddittorio le parti ricorrenti proponevano analoghe censure.
Alla pubblica udienza del 28\5\2009 la causa passava in decisione.
DIRITTO
Preliminarmente, palesemente destituita di fondamento leccezione, svolta dalla sola difesa controinteressata, circa linammissibilit del ricor-so per carenza di interesse concreto: a nulla rileva che anche unaltra candidata vincitrice si sarebbe potuta lamentare dellattribuzione dei pun-teggi per i titoli vantati, non essendo tale posizione dedotta in giudizio ma solo ipoteticamente riprodotta. Peraltro allopposto, in relazione al primo ordine di censure appare evidente linteresse ad una rivalutazione delle posizioni dellodierna ricorrente anche al solo fine di ottenere una migliore collocazione in graduatoria. Permane in ogni caso linteresse concreto ed attuale a tutte quelle censure coinvolgenti lintera procedura di gara, dal bando alla formazione della commissione alla valutazione dei titoli. In proposito, costituisce jus receptum ad esempio il principio per cui ove il ricorso avverso gli atti relativi ad un concorso a pubblico im-piego censuri non gi solo i punteggi attribuiti a singoli aspiranti ma i cri-teri di valutazione , e non essendo, di conseguenza, prevedibili il conte-nuto e le conseguenze delle determinazioni della p.a. a seguito della sen-tenza che annulli i criteri censurati, non pu farsi ricorso alla c.d. prova di resistenza per valutare l'interesse a ricorrere (cfr. ad es. Consiglio Stato , sez. V, 23 marzo 1985 , n. 170 e T.A.R. Lazio Roma, sez. III, 31 gen-naio 2004 , n. 917). Analoghe considerazioni valgono a maggior ragione per le censure relative alla composizione della commissione.
Nel merito il ricorso fondato sotto due distinti profili, il secondo moti-vo di ricorso e il terzo in parte qua.
Per ci che concerne il primo ordine di motivi di censura proposto, rela-tivo alla mancata attribuzione dei punti fino a 9 per rapporti di co.co.co e simili, il tenore del bando e la previsione di due diverse categorie di titoli lo rendono impermeabile ai vizi dedotti.
Per un verso i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.: cfr. in materia art. 61 d.lgs. 276\2003 e Corte Cost. 399\2008) costituiscono ipotesi qualificate formalmente in termini di lavoro auto-nomo, di per s incompatibile con la distinzione di lavoro a tempo de-terminato o indeterminato, essendo legate ad un progetto o comunque ad un particolare oggetto di prestazione, cosicch a fronte del tenore let-terale dellart. 6 del bando (invero tuttaltro che preciso) occorre adottare un criterio ermeneutico obiettivo e tale da garantire la par condicio tra concorrenti (mentre in fase di valutazione dei titoli non opera il criterio del favor partecipationis che impone in caso di dubbio interpretativo del bando di adottare la tesi che assicura la maggior partecipazione possibi-le); la voce rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato per-tanto riguarda comunque rapporti di lavoro non autonomo ma subordi-nato, anche in considerazione del fatto che le esperienze ricollegabili a rapporti di lavoro diversi da quelli subordinati vengono comunque valu-tati dallart. 6 del bando alla voce successiva.
Per un altro verso, e a questultimo riguardo, infatti il bando prevede una diversa voce in cui ricomprendere adeguatamente gli altri rapporti pro-fessionali in materia, rilevanti a fini di valutazione delle esperienze pre-gresse in materia, diversi da quelle riconducibili a rapporti di lavoro su-bordinato.
Peraltro, proprio la manifesta illogicit scaturente dalla attribuzione alla prima delle categorie (rapporti di lavoro subordinato) di un punteggio di gran lunga superiore (in rapporto addirittura di 9 a 1) rispetto a quello ot-tenibile con pregresse esperienze ricollegabili a tutte le altre esperienze professionali, rende palese la fondatezza del secondo ordine di censure (sub specie di secondo motivo di ricorso principale che estende limpugnativa espressamente allart. 6 del bando). Infatti, appare ex se manifestamente ingiusto ed illogico attribuire un valore pari a 9 ad espe-rienze svolte in sede formale di rapporto di lavoro subordinato e valore pari a 1 ad esperienze che potrebbero essere analoghe ovvero anche su-periori in termini di titolo di servizio quale esercizio di funzioni in settori museali. In assenza della previsione di meccanismi compensativi e valuta-tivi del peso specifico delle funzioni svolte in settori museali, meccanismi non previsti dalla norma di bando in questione, appare, oltre che illogico e manifestamente ingiusto, un esempio di palese sviamento di potere (cio di perseguimento di un fine non del tutto coincidente con la sele-zione dei migliori allesito di un percorso segnato dallimparzialit, pro-prio di una procedura concorsuale aperta) una previsione che attribuisca un sproporzionata (e insuperabile) preferenza a chi abbia svolto servizio alle dipendenze del comune stesso ovvero di altri soggetti collegati alla stessa realt territoriale (i 9 punti sono attribuibili unicamente a chi ha svolto rapporti di lavoro subordinati in strutture museali ubicate nel terri-torio del comune di Genova), rispetto a chi eventualmente abbia svolto esperienze anche ben maggiori, magari allestero ovvero in rilevanti con-testi museali ma magari solo in base a rapporti che formalmente non assumono caratteri di subordinazione. In definitiva, in sede di concorso pubblico esterno per lassunzione di funzionari a tempo indeterminato, a parit di funzioni da valutare come titoli esplicativi di esperienze pregres-se si attribuisce una preminenza assoluta (9 a 1) alla forma di rapporto subordinato in territorio comunale, senza alcun elemento in grado di bi-lanciare tale del tutto sproporzionato riparto.
Da ci ne consegue la palese illogicit del bando nella contestata clausola contenuta allart. 6, tempestivamente impugnata con il presente gravame con il secondo motivo di ricorso principale (sul punto a prescindere dallepigrafe del ricorso assume rilievo il noto insegnamento per cui L'i-dentificazione degli atti impugnati col ricorso giurisdizionale deve essere operata non gi con formalistico riferimento all'epigrafe del ricorso, ben-s in relazione all'effettiva volont del ricorrente desumibile dal gravame nel suo insieme, dai motivi prospettati e da ogni altro elemento utile: cfr. ad es. T.A.R. Liguria Genova, sez. II, 17 aprile 2009 , n. 772 e C.S. V 14.4.2008 n. 1643 C.S. V 29.7.2003 n. 4327), non costituendo tale clauso-la elemento qualificabile come determinativo di requisiti di partecipazio-ne, gli unici che devono essere oggetto di immediata impugnazione.
Del pari fondato appare il terzo motivo del ricorso principale, limitata-mente alla deduzione concernente la causa di astensione relativa ai pre-gressi rapporti tra il Presidente della Commissione ed una delle vincitrici.
In generale, va ribadito con la prevalente opinione giurisprudenziale che le cause di incompatibilit sancite dall'art. 51 c.p.c., oltre che dall'art. 290 T.U. approvato con r.d. 4 febbraio 1915 n. 148 e dagli artt. 16 e 279, T.U. approvato con r.d. 3 marzo 1934 n. 383 - estensibili, in omaggio al principio di costituzionalit, a tutti i campi dell'azione amministrativa e segnatamente alla materia concorsuale - rivestono carattere tassativo e, come tali, sfuggono ad ogni tentativo di manipolazione analogica, stante l'esigenza di assicurare la certezza dell'azione amministrativa e la stabilit della composizione delle Commissioni giudicatrici; sicch, prendendo le mosse da tale premessa, deve ritenersi che la semplice sussistenza di rap-porti accademici o di ufficio tra commissario e candidato, implicanti le conseguenti manifestazioni di giudizio, non sono idonee ad integrare gli estremi delle cause di incompatibilit normativamente cristallizzate, salva la spontanea (e comunque opportuna in casi di vicinanza come quelli emersi nella specie) astensione di cui al capoverso dell'art. 51 c.p.c. (cfr. in materia ad es. Consiglio Stato , sez. VI, 26 gennaio 2009 , n. 354). Non costituisce pertanto ipotesi d'incompatibilit alle funzioni di componente di una commissione di concorso per professore universitario, n la cono-scenza personale del candidato n la collaborazione nei rapporti accade-mici; per cui la sussistenza di rapporti di collaborazione meramente intel-lettuale, cui siano estranei interessi patrimoniali, non appare elemento ta-le da inficiare in maniera giuridicamente apprezzabile il principio di im-parzialit dei commissari.
Nel caso di specie, invece, i rapporti evidenziati hanno assunto carattere non meramente occasionale od intellettuale, atteso che il Presidente della Commissione risulta aver attribuito un incarico con compenso economi-co alla candidata Priarone. Da ci ne consegue il superamento dei limiti sopra individuati dalla prevalente opinione giurisprudenziale condivisa dal Collegio; a nulla rileva che tale attribuzione il Presidente abbia fatto nellesercizio delle proprie funzioni in quanto, se per un verso solo trami-te quelle avrebbe potuto farlo, per un altro verso ci non esclude il rap-porto diretto concreto e personale di carattere non meramente scientifi-co.
In generale, va ribadito altres che rapporti professionali ed interessi eco-nomici comuni tra il componente della Commissione di gara ed un con-corrente integrano posizioni di incompatibilit anche se non formalizzati n stabili o continuativi, purch in concreto esistenti e rilevanti, e ci per ragioni di logica e di rispetto del principio costituzionale di imparzialit dell'azione amministrativa, che garantisce il corretto esercizio di poteri pubblici in ogni loro forma di esercizio e non pu subire limitazioni in forza di elementi estranei quali la natura e la stabilit dei rapporti tra il soggetto chiamato ad esercitare funzioni pubbliche ed il destinatario del-l'azione amministrativa posta in essere con il suo concorso (cfr. ad es. Consiglio Stato , sez. V, 16 giugno 2005 , n. 3164).
Nel caso di specie la diretta attribuzione di un incarico ricompensato e-conomicamente da parte del Presidente della commissione ad un candi-dato (oltretutto poi risultato vincitore nel caso de quo) costituisce un e-lemento in concreto rilevante, in grado di incidere limitandolo su quel principio di imparzialit appena richiamato.
Diversamente, le ulteriori deduzioni concernenti i rapporti fra laltro membro della commissione ed alcuni dei vincitori non assumono, quan-tomeno a fronte degli elementi prodotti, la stessa valenza economica e di vicinanza tale da assurgere a fattore di concreta incisione sul principio suddetto. La diversa scelta adottata in tema di eventuale astensione, an-che se opportuna come nel caso de quo dove ad una attribuzione di pun-teggio palesemente sproporzionato a favore di titoli territoriali si accom-pagnano reiterati rapporti di collaborazione precedente fra concorrenti e un membro della commissione, non assume rilievo di legittimit secondo i principi applicati dalla giurisprudenza condivisa dal Collegio.
Del pari infondati appaiono i profili concernenti la composizione della commissione in ordine alla sussistenza di membri esperti, atteso che, se per un verso le deduzioni sul punto appaiono generiche, per un altro ver-so dalla documentazione prodotta dalla difesa comunale emerge, quan-tomeno nei limiti di sindacabilit del presente giudizio di legittimit, in capo ai due membri della commissione la sussistenza di elementi tali da far quantomeno ipotizzare la qualificazione, da un lato, come esperto della materia e, dallaltro lato, come esperto in materia di valutazione del personale.
Alla luce delle considerazioni che precedono il ricorso fondato in ordi-ne ai due profili indicati e pertanto va accolto, con conseguente annulla-mento degli atti della procedura concorsuale in oggetto, dallart. 6 del bando alla conclusione del relativo iter.
Le spese di lite, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza
P.Q.M.
Il Tribunale amministrativo regionale per la Liguria, sez. int. II, definiti-vamente pronunciando, accoglie il ricorso di cui in epigrafe e per leffetto annulla gli atti impugnati.
Condanna le parti resistenti in solido alla rifusione di spese ed onorari di giudizio in favore di parte ricorrente, liquidate in complessivi euro 6.000,00 (seimila\00), oltre accessori dovuti per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.
Cos deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 28/05/2009 con l'intervento dei Magistrati:
Enzo Di Sciascio, Presidente
Davide Ponte, Consigliere, Estensore
Angelo Vitali, Primo Referendario


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 29/05/2009
(Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186)
IL SEGRETARIO



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