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Sentenza Consiglio di Stato su Scansano
2008-07-28

N.3650/08
Reg.Dec.
N. 7335-7377
7761 Reg.Ri c.
ANNO 2007
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 2


REPUBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato
la seguente
DECISIONE
sui ricorsi riuniti in appello nn. 7335-7377-7761 del 2007 proposti
rispettivamente:
1) ric. n. 7335/2007 proposto dalla REGIONE TOSCANA, in persona del
Presidente p.t., rappresentata e difesa dallAvv. Fabio Ciari, Fabio
Lorenzoni e Lucia Bora con domicilio eletto in Roma via del Viminale n.
43, presso lo studio dellultimo;
contro
MINISTERO dei BENI CULTURALI e AMBIENTALI, in persona del
Ministro p.t., e SOPRINTENDENZA DEI BENI AMBIENTALI,
ARCHITETTONICI, E PAESAGGISTICI DELLA PROVINCIA DI
SIENA E GROSSETO, in persona del Soprintendente p.t., rappresentati e
difesi dallAvvocatura Generale dello Stato con domicilio in Roma via dei
Portoghesi n. 12;
ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA, in persona del legale rappresentante
p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Claudia Molino e Luigi Medugno con
domicilio eletto in Roma via Panama n. 58, presso lo studio dellultimo;
AZIENDA AGRARIA MONTEPO' S.R.L., IACOPO BIONDI SANTI
FIBS S.R.L., in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., BIONDI SANTI IACOPO, rappresentati e difesi dallAvv. Sandro Amorosino con
domicilio eletto in Roma via Ciro Menotti n. 24;
e nei confronti di
PROVINCIA DI GROSSETO, COMUNE DI SCANSANO, rappresentati e
difesi dallAvv. Umberto Gulina con domicilio eletto in Roma via Bassano
del Grappa n. 24, presso lavv. Michele Costa;
SOC. PARCO EOLICO POGGI ALTI S.R.L., COMUNITA' MONTANA,
ZONA S, COLLINE DEL FIORA, U.S.L. N.9 DI GROSSETO, ARPAT,
non costituiti;
Interveniente ad Adiuvandum
ASSOCIAZIONE LEGAMBIENTE ONLUS, in persona del legale
rappresentante p.t., rappresentata e difesa dallAvv. Giovanni Battista Conte
con domicilio eletto in Roma via E. Q. Visconti n. 99;
2) ric. n. 7377/2007 dal PARCO EOLICO POGGI ALTI S.R.L., in persona
del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Duccio M.
Traina e Giuseppe Morbidelli con domicilio eletto in Roma via G. Carducci
n. 4, presso lo studio dellultimo;
contro
REGIONE TOSCANA, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa
dagli Avv. Fabio Ciari, Fabio Lorenzoni e Lucia Bora con domicilio eletto
in Roma via del Viminale n. 43, presso lAvv. Fabio Lorenzoni;
IACOPO BIONDI SANTI, SOCIETA IACOPO BIONDI SANTI FIBS
S.R.L., e AZIENDA AGRARIA MONTEPO S.R.L., in persona dei
rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dallAvv. Sandro
Amorosino con domicilio eletto in Roma via Ciro Menotti n. 24;
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 3
e nei confronti di
COMUNE DI SCANSANO, PROVINCIA DI GROSSETO, in persona dei
rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentati e difesi dallAvv. Umberto
Gulina con domicilio eletto in Roma via Bassano del Grappa n. 24, presso
lAvv. Michele Costa;
ASSOCIAZIONE LEGAMBIENTE O.N.L.U.S., in persona del legale
rappresentante p.t., non costituita in giudizio;
COMUNITA' MONTANA, ZONA S COLLINE DEL FIORA, AZIENDA
USL N. 9 GROSSETO, ARPAT TOSCANA, non costituiti;
ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA, rappresentata e difesa dagli Avv.
Claudia Molino e Luigi Medugno con domicilio eletto in Roma via Panama
n. 58, presso lo studio dellultimo;
3) n. 7761/2007 dalla PROVINCIA DI GROSSETO, in persona del
Presidente p.t., rappresentata e difesa dallAvv. Umberto Gulina con
domicilio eletto in Roma via Bassano del Grappa n. 24, presso lo studio
dellAvv. Michele Costa;
contro
ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA, in persona del legale rappresentante
p.t., rappresentata e difesa dagli Avv. Claudia Molino e Luigi Medugno con
domicilio eletto in Roma via Panama n. 58, presso lo studio dellultimo;
SOCIETA' IACOPO BIONDI SANTI FIBS S.R.L., AZIENDA AGRARIA
MONTEPO' S.R.L., IACOPO BIONDI SANTI, rappresentati e difesi
dallAvv. Sandro Amorosino con domicilio eletto in Roma via Ciro
Menotti n. 24;
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 4
ARPAT - AGENZIA REG. PROTEZIONE AMBIENTALE DELLA
TOSCANA, non costituita;
e nei confronti di
REGIONE TOSCANA, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa
dagli Avv. Fabio Ciari, Fabio Lorenzoni e Lucia Bora, con domicilio eletto
in Roma via del Viminale n. 43, presso lo studio dellultimo;
COMUNE DI SCANSANO, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e
difeso dallAvv. Umberto Gulina con domicilio eletto in Roma via Bassano
del Grappa n. 24, presso lo studio dellAvv. Michele Costa;
S.R.L. PARCO EOLICO POGGI ALTI, ASSOCIAZIONE
LEGALBIENTE ONLUS, COMUNITA' MONTANA ZONA S -
COLLINE DEL FIORA, AZIENDA USL N.9 DI GROSSETO, non
costituiti;
per lannullamento
della sentenza del Tribunale Amministrativo per la Toscana, Sezione II, n.
939/2007 in data 25 giugno 2007, resa inter partes;
Visti i ricorsi con i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti intimate;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore alla pubblica udienza del 13 maggio 2008 il consigliere
Manfredo Atzeni ed uditi gli avv. Lorenzoni, lavv. dello Stato Ranucci,
Medugno, Amorosino e Gulina;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
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FATO
Con distinti ricorsi al Tribunale Amministrativo per la Toscana il sig.
Iacopo Biondi Santi, in proprio e quale legale rappresentante della Societ
Iacopo Biondi Santi Fibs s.r.l. e della Azienda Agraria Monter s.r.l., e
lAssociazione Italia Nostra in persona del Presidente impugnavano la
determinazione 29.12.2005 n. 5316 con cui il dirigente del Settore Ambiente
della Provincia di Grosseto aveva approvato, ai sensi del D.P.R. 387/2003,
art. 12, il progetto per la costruzione del Parco Eolico Poggi Alti in loc.
Murci (Comune di Scansano), nonch il decreto 7.10.2005 n. 5401 con cui
la Giunta Regionale Toscana, Direz. gen. della Presidenza, aveva escluso il
suddetto progetto dalla procedura di V.I.A. nonch ogni altro atto connesso
tra cui in particolare i verbali della conferenza dei Servizi dei giorni 27
gennaio 8 marzo e 2 dicembre 2005.
I primi ricorrenti lamentavano:
1) Eccesso di potere per contraddittoriet poich su precedente
versione dello stesso progetto la stessa Provincia di Grosseto nel settembre
2002 si era espressa negativamente in relazione, tra laltro, proprio
allaltezza degli impianti.
2) Violazione del P.T.C. della Provincia di Grosseto con riguardo
specifico alla scheda 7 relativa allUnit di Paesaggio R8.2., nonch agli
artt. 19 e 20.
3) Violazione del D.Leg.vo 22.1.2004 N. 42, art. 146, commi 7 e 8,
del D.leg.vo n. 387/2003 art. 12, comma 3, ed eccesso di potere;
4) Eccesso di potere per difetto distruttoria e di motivazione, con
riguardo specifico del decreto regionale del 17 ottobre 2006, nonch
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illegittimit derivata della autorizzazione provinciale da quella della
determinazione regionale di esclusione del progetto dalla procedura di VIA.
LAssociazione Italia Nostra deduceva i seguenti vizi di legittimit:
1-2 e 5) Violazione del D.Leg.vo 29.12.2003 n. 387, art. 12, nonch
eccesso di potere per difetto di presupposti, di motivazione e di istruttoria,
travisamento ed illogicit.
3) Violazione del Piano Regolatore Generale del Comune di
Scansano e delle relative N.T.A. Eccesso di potere per difetto istruttoria,
motivazione ed errore nei presupposti;
4) Violazione della legge reg. 3.12.1998 n. 79, art. 5 e succ. modif.,
nonch eccesso di potere sotto i profili del difetto istruttoria, difetto di
motivazione e travisamento.
Inoltre, a seguito del deposito di documenti da parte delle
amministrazioni resistenti, Italia Nostra proponeva motivi aggiunti
deducendo i seguenti ulteriori profili di illegittimit dellautorizzazione
impugnata:
1) Violazione della L.R. Toscana 1 dicembre 1998 n. 89, art. 12, con
riguardo allimpatto acustico, nonch eccesso di potere per carenza di
istruttoria e di motivazione, errore nei presupposti e travisamento;
2) Violazione della Direttiva CEE n. 79/409 sulla conservazione
degli uccelli selvatici, nonch della L.R. Toscana 6 aprile 2000, n. 56, ed
eccesso di potere per carenza di motivazione ed istruttoria e perplessit.
Le parti ricorrenti chiedevano quindi lannullamento dei
provvedimenti impugnati.
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Con la sentenza in epigrafe il Tribunale Amministrativo per la
Toscana, Sezione II, riuniva ed accoglieva i ricorsi per leffetto annullando i
provvedimenti impugnati.
Avverso la predetta sentenza insorgono, con separati appelli, la
Regione Toscana in persona del presidente della Giunta, la Societ Parco
Eolico Poggi Alti in persona degli Amministratori, legali rappresentanti, e la
provincia di Grosseto in persona del Presidente, chiedendo la sua riforma ed
il rigetto dei ricorsi di primo grado
Si sono costituiti in giudizio il sig. Iacopo Biondi Santi, in proprio e
quale legale rappresentante della Societ Iacopo Biondi Santi Fibs s.r.l. e
della Azienda Agraria Monter s.r.l., e lAssociazione Italia Nostra
chiedendo il rigetto degli appelli; lAssociazione Italia Nostra propone
inoltre appello incidentale, con il quale ripropone le censure respinte o
assorbite dal TAR.
Si sono costituiti inoltre il Comune di Scansano in persona del
Sindaco in carica e lAssociazione Legambiente O.N.L.U.S. in persona del
Presidente, chiedendo laccoglimento degli appelli.
Alla pubblica udienza del 13 maggio 2008 le cause sono state
trattenute in decisione.
DIRITTO
1. I ricorsi in appello in epigrafe possono essere riuniti onde definirli
con unica decisione, in quanto riguardano la medesima sentenza di primo
grado.
2. La vicenda, adeguatamente descritta nella sentenza appellata,
riguarda la realizzazione di una centrale eolica che interessa una superficie
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di circa cinque chilometri quadrati, costituita da dieci aereogeneratori
dellaltezza di circa centodieci metri, nel territorio del Comune di Scansano;
la Regione Toscana ha autorizzato la sua realizzazione senza valutazione
dimpatto ambientale ai sensi dellart. 11, ottavo comma, della legge
ragionale 3 novembre 1998, n. 79, ed il progetto stato quindi approvato
dalla provincia di Grosseto, previo indizione di apposita conferenza di
servizi.
I ricorrenti in primo grado hanno sostenuto, sotto diversi profili,
linesistenza dei presupposti per lapplicazione della norma appena
richiamata, e quindi la necessit di sottoporre lintervento a valutazione
dimpatto ambientale, e comunque lillegittimit dellautorizzazione
rilasciata.
Il TAR ha condiviso limpugnativa, affermando che:
a) il progetto autorizzato dalla Provincia di Grosseto viola le
norme tecniche dattuazione annesse alla variante del piano regolatore
generale del Comune di Scansano in quanto laltezza degli aereogeneratori
sarebbe superiore a quella massima consentita;
b) nellarea circostante il parco eolico sono localizzati tre siti
dimportanza comunitaria, le cui schede sottolineano lalto valore
avifaunistico; sono state quindi violate le linee guida per la valutazione
dellimpatto ambientale degli impianti eolici, che considerano elemento di
criticit la realizzazione dei suddetti impianti in prossimit del sito, mentre
insufficiente la misura imposta, consistente nel monitoraggio del sito,
successivamente alla realizzazione del parco eolico;
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c) il Crinale Murci (su cui deve essere collocato il parco)
classificato nel piano territoriale di coordinamento della provincia di
Grosseto come unit di paesaggio R.8.2. per la quale la scheda 7 individua i
caratteri da mantenere invarianti da mantenere con il massimo rigore,
prescrivendo che le opportunit di sviluppo insediativi dei comuni, legate
allattivit agrituristica ed alla produzione vinicola, dovranno essere
indirizzate secondo criteri di rigorosa compatibilit ambientale;
d) lintervento, secondo listruttoria espletata, prevede la
necessit di una variante al piano di classificazione acustica comunale, che
non stata approvata, per cui risulta insufficiente listruttoria sullimpatto
acustico dellimpianto;
e) lo stesso numero delle prescrizioni imposte allatto
dellautorizzazione (ventinove) dimostra come limpatto dellintervento
doveva essere valutato nellambito della specifica procedura.
3. Le appellanti ripropongono, in primo luogo, le eccezioni di
inammissibilit, disattese dai primi giudici.
3a. Il sig. Iacopo Biondi Santi, e le Societ Iacopo Biondi Santi Fibs
s.r.l. e Azienda Agraria Monter s.r.l ., delle quali legale rappresentante,
non avrebbero dimostrato il proprio legame con il territorio interessato dal
parco eolico, ovvero che le loro propriet sono situate ad una distanza tale
da subire un danno dalla sua realizzazione.
Il collegio condivide losservazione dei primi giudici secondo la
quale le dimensioni dellimpianto sono tali da estendere la sua incidenza su
una porzione ampia di territorio.
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Nella situazione di fatto creata dalla sua realizzazione, quindi, una
distanza di circa milleduecento metri non rende la propriet degli odierni
appellati indifferente alla realizzazione del parco.
3b. Gli appellanti sostengono la tardivit dellimpugnazione del
provvedimento con il quale lapprovazione del progetto stata esentata dalla
valutazione dellimpatto ambientale, la cui legittimit indubbiamente -
costituisce il fulcro della causa.
Anche a questo riguardo, deve essere condiviso quanto affermato dai
primi giudici in quanto il provvedimento con il quale un progetto
dintervento escluso dalla procedura dimpatto ambientale seppure
conferisce una qualit al progetto medesimo non di per s lesivo, in quanto
non comporta la sua realizzabilit, che deve essere accertata nel prosieguo
del procedimento (sostanzialmente in termini C. di S., VI, 22 novembre
2006, n. 3444, che ha escluso lonere di immediata impugnazione del
provvedimento che conclude positivamente la procedura di valutazione
dellimpatto ambientale; appare coerente con tale orientamento C. di S., IV,
9 giugno 2005, n. 3043, che ha affermato lonere di immediata
impugnazione del provvedimento che conclude negativamente la stessa
procedura, in quanto arresto procedimentale).
Il collegio deve quindi procedere allesame nel merito delle
problematiche sollevate dalle parti.
4. Appare opportuno premettere alcune osservazioni alla trattazione
nel merito della causa.
In particolare, opportuno osservare che lart. 4, secondo comma,
della direttiva 27 giugno 1985, n. 85/337/CEE demanda alle determinazioni
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degli stati membri la scelta circa la necessit di sottoporre a valutazione
dimpatto ambientale i progetti elencati nellallegato II il quale, allart. 3,
lett. i) indica espressamente gli impiant i di produzione di energia mediante
lo sfruttamento del vento (centrali eoliche ); la scelta pu avvenire sulla base
del singolo progetto, caso per caso, o sulla base di soglie o criteri fissati
dagli stati membri.
La normativa europea, quindi, manifesta il suo favore per la
realizzazione degli impianti in questione, ammettendo espressamente che la
loro realizzazione possa prescindere dalla valutazione dimpatto ambientale.
Il suddetto principio stato attuato dalla Regione Toscana, con la
legge regionale 3 novembre 1998, n. 79; ai sensi dellart. 11, primo comma,
della legge regionale citata i progetti riguardanti la realizzazione di impianti
eolici non sono necessariamente sottoposti a VIA.
La necessit di tale fase procedurale infatti sottoposta a verifica
preliminare, condotta secondo le previsioni del medesimo art. 11.
La suddetta verifica deve riguardare, fra laltro, la conformit del
progetto preliminare con le norme ambientali e paesaggistiche, nonch con i
vigenti piani e programmi territoriali ed ambientali (art. 11, secondo
comma, lett. b).
La programmazione della Regione Toscana nel campo delle fonti
rinnovabili dimostra una particolare attenzione per il sito di cui ora si
discute, evidentemente ritenuto potenzialmente idoneo ad ospitare impianti
eolici.
In particolare, il territorio del Comune di Scansano qualificato area
a potenziale eolico dal piano regionale per lenergia rinnovabile, approvato
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 12
con delibera del Consiglio Regionale n. 1 in data 18 gennaio 2000; il piano
territoriale di coordinamento della Provincia di Grosseto, approvato con
delibera del Consiglio Provinciale n. 30 in data 7 aprile 1999 riconosce il
territorio provinciale quale territorio ad alto potenziale di fonte energetica
rinnovabile ed il territorio del Comune di Scansano quale quale bacino
territoriale per leolico.
La programmazione degli interventi a favore delle energie
alternative della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto, quindi,
conducono allindividuazione del territorio di cui si tratta come
potenzialmente idoneo ad ospitare impianti eolici, e la normativa
comunitaria, sopra riassunta, ammette ladozione della procedura
semplificata per la realizzazione dei medesimi.
Peraltro, tali elementi non escludono, evidentemente, che la
collocazione del singolo impianto debba essere studiata con la dovuta
attenzione.
In particolare, ovvio che debba essere valutata con il necessario
rigore la sua incidenza sui beni tutelati da vincoli, di diverso contenuto,
gravanti sullarea prescelta in concreto.
5. Come gi sottolineato, loggetto del presente giudizio costituito,
principalmente, dal provvedimento con il quale la Regione Toscana ha
autorizzato lulteriore corso della procedura di approvazione del progetto,
senza impostare la valutazione dellimpatto ambientale, nonostante
listruttoria predisposta al riguardo avesse evidenziato alcuni punti critici.
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6. Il principale dei suddetti punti critici costituito dalla presenza,
nelle vicinanze dellimpianto, di siti dimportanza comunitaria e
dimportanza regionale, tra cui uno distante circa km. 1,7.
E vero che la normativa regionale rende obbligatoria la valutazione
dimpatto ambientale per gli impianti localizzati ad un chilometro dalle
suddette zone, ma ci non esclude che la suddetta valutazione possa rendersi
opportuna in relazione alle caratteristiche del sito, anche qualora la distanza
sia superiore al chilometro.
Lart. 15 della legge regionale 6 aprile 2000, n. 56, dispone infatti
che i progetti indicati dallart. 5, primo e secondo comma, della legge
regionale 3 novembre 1998, n. 79, siano sottoposti alla valutazione
dimpatto ambientale anche se al di fuori dei siti di importanza regionale,
alla condizione che abbiano effetti sui siti in questione.
Nel caso di specie, il dubbio circa lincidenza di un impianto eolico,
collocato nella prossimit del sito di cui si discute, stato sollevato dalla
stessa amministrazione regionale che con deliberazione della Giunta
Regionale n. 644 in data 5 luglio 2004, adottata in esecuzione della citata
legga regionale n. 56, nellapprovare le norme tecniche relative alle forme
ed alle modalit di tutela e conservazione dei siti di importanza regionale ha
riconosciuto che la realizzazione di impianti eolici costituisce un elemento
di criticit nella conservazione del sito di cui si tratta.
Alla luce di tale ricostruzione della disciplina regionale, stabilita a
salvaguardia dellambiente, ed in particolare dellavifauna, presenti nei siti
in questione, in realt condivisa anche dagli appellanti, appare quanto meno
ragionevole la previsione della relazione istruttoria, che propone di
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sottoporre la zona ad un adeguato monitoraggio, in modo da verificare la
pericolosit dellimpianto, potenzialmente dannoso per i volatili.
La suddetta proposta non stata accolta dallamministrazione, che
ha ritenuto sufficiente un monitoraggio concernente lincidenza
dellimpianto sullavifauna successivo alla sua installazione.
La misura stata adottata senza specifica motivazione ed appare,
invero, manifestamente illogica, allo stato degli atti, in quanto si ritenuto
legittimo consentire la realizzazione dellimpianto, evidentemente di costo
notevole ed altrettanto evidentemente di notevole incidenza sul pregio della
zona, con la riserva di un successivo smantellamento, in caso di esito
negativo degli accertamenti.
In altri termini, la stessa amministrazione ha riconosciuto il
potenziale nocivo dellimpianto nei riguardi dellavifauna, e la necessit
delladeguato accertamento in concreto di tale incidenza.
Una volta ricostruito in tali termini lo stato di fatto appare
manifestamente contraddittorio disporre che il suddetto riscontro avvenga
ad impianto gi costruito, sopportando i costi relativi, e funzionante.
La sentenza di primo grado deve, pertanto, essere condivisa sul
punto in discussione.
7. Non possono, invece, essere condivisi gli ulteriori motivi
dannullamento.
8. Lelevato numero di prescrizioni imposte allatto dellesclusione
del progetto dalla procedura di valutazione dimpatto ambientale non
comporta di per s contraddittoriet.
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Invero, solo la prescrizione riguardante la protezione dei siti
dinteresse comunitario e regionale e dellavifauna ivi presente di cui si
detto al punto 6 risultata contraddittoria, mentre nessuna specifica
illogicit stata riscontrata in relazione alle altre.
Deve quindi essere ritenuto che per tutte le altre prescrizioni la
Regione si sia legittimamente avvalsa dalla facolt di indirizzare la
realizzazione del sito, imponendo lutilizzo di soluzioni utili a mitigarne
limpatto, come consentito dalla deliberazione della Giunta Regionale n.
1069 del 20 settembre 1999.
Lautorizzazione rilasciata non pu, poi, essere ritenuta in
contraddizione con il diniego opposto in precedenza ad altra proposta della
Societ appellante, essendo pacifica in causa la diversit dei due progetti,
che esclude la necessit di determinazioni analoghe in relazione ad
entrambi.
10. Non pu nemmeno essere condivisa largomentazione relativa
allaltezza massima delle torri, che sarebbe superiore a quella prevista dalle
norme tecniche dattuazione del piano regolatore di Scansano.
Invero, palese lequivoco, provocato dal fatto che le suddette
norme non prescrivono laltezza massima delle torri, ma laltezza della torre
tubolare e la lunghezza di ciascuna torre dallattacco al motore, misure che,
nella specie, risultano rispettate.
11. Non pu essere condivisa largomentazione relativa al piano
acustico.
La prescrizione relativa alla necessaria modifica del piano acustico
comunale palesemente rivolta a coordinare la sua realizzazione con la
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possibilit di insediare residenze nelle vicinanze del parco eolico, per cui
stata rispettata modificando il suddetto piano prima della realizzazione
dellintervento, e quindi in tempi sufficienti per evitare nuovi insediamenti
nella zona soggetta ad inquinamento acustico.
Largomentazione vale anche a respingere il motivo
dimpugnazione, proposto dalla ricorrente Italia Nostra in primo grado con
motivi aggiunti, dichiarato tardivo dai primi giudici e nuovamente proposto
con appello incidentale, con il quale si lamenta la mancata richiesta, al
proponente, dellelaborato concernente lo studio dellimpatto acustico.
Al riguardo, sufficiente osservare come lamministrazione abbia
comunque acquisito gli elementi necessari per valutare lopera sotto tale
profilo e ne abbia rilevato autonomamente lincompatibilit con il piano
comunale di classificazione acustica del Comune di Scansano, imponendo
pertanto, come si detto, la sua modifica prima della realizzazione del
parco.
12. La stessa appellante incidentale lamenta violazione della direttiva 79/409/CEE e della legge regionale 6 aprile 2000, n. 56, affermando che lincidenza dellimpianto sullavifauna impone di sottoporre il suo progetto a valutazione dimpatto ambientale.
La tesi non pu essere condivisa in quanto, come si detto al punto 4 che precede, la normativa europea detta una disciplina di maggior favore per gli impianti eolici, ammettendo la loro realizzazione senza la predetta valutazione, purch venga verificata preventivamente la sua necessit.
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La normativa relativa agli impianti eolici stabilisce, quindi,
uneccezione alle disposizioni generali in tema di valutazione di impatto ambientale.
13. Italia Nostra propone inoltre le doglianze, assorbite in primo
grado.
Lamenta violazione dellart. 12 del D. Lgs. 29 dicembre 2003, n.
387, in quanto la conferenza dei servizi che ha preceduto lapprovazione del progetto non ha sempre operato con la totalit dei suoi componenti.
La censura non pu essere accolta in quanto tutte le amministrazioni interessate hanno partecipato ai lavori ed alla formazione della determinazione conclusiva, per cui la volont della legge, volta alla formazione della scelta finale con il concorso di tutti i soggetti interessati, stata rispettata.
Non pu, poi, avere rilevanza il mancato invito di alcune
amministrazioni, che avevano gi dichiarato di ritenere che il progetto non pregiudicasse gli interessi loro affidati.
14. Italia Nostra si duole del fatto che limpugnato provvedimento di autorizzazione alla realizzazione dellimpianto sia stato rilasciato senza imporre alla Societ autorizzata la rimessione in pristino dei luoghi, e senza nemmeno prevedere un termine alloccupazione dei medesimi, come
imposto dallart. 12, quarto comma, del D. Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387.
Losservazione, pur esatta, non comporta lillegittimit
dellautorizzazione impugnata.
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Deve essere premesso che il provvedimento autorizzatorio
impugnato non contiene una volont contraria allapplicazione della norma di cui si discute.
La norma, dal suo canto, evidenzia la chiara volont del legislatore che si impone a quella delle parti del rapporto, dando luogo allinserzione automatiche della clausola relativa, secondo il meccanismo di cui allart. 1339 c.c.
Il provvedimento impugnato non appare quindi in contrasto con la
suddetta norma; si presta, invece, allinserimento della clausola normativa nel suo contenuto.
La Societ proponente con lautorizzazione assume quindi lobbligo
di rimessione in pristino dei luoghi, in caso di abbandono dellimpianto, anche se il suddetto obbligo non stato esplicitato nel relativo provvedimento.
E vero che riportando lespressione nel corpo del provvedimento
lamministrazione avrebbe chiarito meglio il rapporto, prevenendo
contestazioni al riguardo.
Esplicitando la misura, inoltre, lamministrazione ben avrebbe potuto
pretendere garanzie, per assicurare ladempimento che corre
sullautorizzando.
Peraltro, la mancanza della clausola non lo sottrae allobbligazione di cui si tratta.
La doglianza deve, pertanto, essere respinta.
15. Gli appelli devono, in conclusione, essere respinti, sebbene con
la diversa motivazione di cui sopra.
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In considerazione della complessit della causa le spese possono
essere integralmente compensate.
P.Q.M.
il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, riunisce e
respinge gli appelli indicati in epigrafe e conferma, con diversa motivazione,
la sentenza di primo grado.
Compensa integralmente spese ed onorari del giudizio fra le parti
costituite.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dallautorit
amministrativa.
Cos deciso in Roma, il 13 maggio 2008 dal Consiglio di Stato in
sede giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento
dei Signori:
Claudio VARRONE Presidente
Carmine VOLPE Consigliere
Luciano BARRA CARACCIOLO Consigliere
Bruno POLITO Consigliere
Manfredo ATZENI Consigliere, est
Presidente
CLAUDIO VARRONE
Consigliere Segretario
MANFREDO ATZENI GLAUCO SIMONINI
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 23/07/2008
(Art. 55, L.27/4/1982, n.186)
Il Direttore della Sezione
MARIA RITA OLIVA
N.R.G. 7335-7377-7761/2007 20
CONSIGLIO DI STATO
In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta)
Add...................................copia conforme alla presente stata trasmessa
al Ministero..............................................................................................
a norma dell'art. 87 del Regolamento di Procedura 17 agosto 1907 n.642
Il Direttore della Segreteria



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