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Sentenza TAR toscana: eolico a Scansano
2007-08-16

REPUBBLICA ITALIANAIn nome del Popolo Italiano

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA TOSCANA
N. 939 REG. SENT. ANNO 2007
N. 507 REG. RIC. N. 543
REG. RIC.
ANNO 2006

- II^ SEZIONE -
ha pronunciato la seguente:
S E N T E N Z A
sui seguenti ricorsi riuniti:
a) R.G. 507/2006 proposto da IACOPO BIONDI SANTI in proprio e quale legale rappresentante della SOC. IACOPO BIONDI SANTI FIBS S.R.L. sia dell AZIENDA AGRARIA MONTEPO S.R.L., rappresentato e difeso dallavv. Gioia Centonze di Grosseto e dallavv. Gianluigi Ceruti, in Firenze domiciliato in Via Masaccio n. 219 presso lavv. Alessandra Centamore;
b) R.G. 543/2006 proposto da ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA, con sede in Roma, in persona del Presidente, rappresentato e difeso dagli avv.ti Luigi Medugno di Roma, Claudia Molino e Antonio Stancanelli, in Firenze domiciliata presso questultima in Via Masaccio n. 172;

e n t r a m b i c o n t r o

- lAMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO, in persona del Presidente, rappresentato e difeso dallavv. Umberto Gulina ed elettivamente domiciliato in Firenze, Lungarno Vespucci n. 20 presso lavv. Andrea Cuccurullo;
nonch la REGIONE TOSCANA, in persona del Presidente, rappresentata e difesa dagli avv.ti Lucia Bora e Fabio Ciari ed elettivamente domiciliata presso lAvvocatura Regionale in Firenze, Via Cavour n. 18;
- il COMUNE DI SCANSANO, in persona del Sindaco, rappresentato e difeso dallavv. Umberto Gulina ed elettivamente domiciliato presso lo studio dellavv. Andrea Cuccurullo in Firenze, Lungarno Vespucci n. 20;
- la SOPRINTENDENZA BENI AMBIENTALI ED ARCHITETTONICI E PER IL PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI SIENA E GROSSETO, in persona del legale rappresentante, ex lege domiciliata presso lAvvocatura distrettuale dello Stato di Firenze, Via degli Arazzieri n. 4;
- la COMUNITA MONTANA, ZONA S-COLLINE DEL FIORA, con sede in Pitigliano, non costituita in giudizio;
entrambi nei confronti:
- della SOC. PARCO EOLICO POGGI ALTI S.R.L., con sede in Roma, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avv.ti Maria Grazia Lanero e Francesco Marzari ed elettivamente domiciliato presso lo studio dellavv. Duccio M.Traina in Firenze, Via Lamarmora n. 14;
- lAZIENDA U.S.L. N. 9 DI GROSSETO E lA.R.P.A.T., con sede in Firenze, nessuna delle due costituite in giudizio;
P E R L A N N U L L A M E N T O, PREVIA SOSPENSIONE,
della determinazione 29.12.2005 n. 5316 con cui il dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Grosseto ha approvato, ai sensi del D.P.R. 387/2003, art. 12, il progetto per la costruzione del Parco Eolico Poggi Alti in loc. Murci (Comune di Scansano), nonch del decreto 7.10.2005 n. 5401 con cui la Giunta Regionale Toscana, Direz. gen. della Presidenza, aveva escluso il suddetto progetto dalla procedura di V.I.A. nonch di ogni altro atto connesso tra cui in particolare (vedi R.G. 543/2006) i verbali della conferenza dei Servizi dei giorni 27 gennaio 8 marzo e 2 dicembre 2005;
Visti entrambi i ricorsi con i relativi allegati;
Visto latto di costituzione in giudizio della Provincia di Grosseto, del Comune di Scansano, Regione Toscana, Soprintendenza Beni Ambientali Architettonici Siena e Grosseto, Parco Eolico Poggi Alti S.r.l.;
Visti i motivi aggiunti al ricorso R.G. 543/2006 depositati il 28 giugno 2006;
Visto lintervento ad opponendum per entrambi i giudizi, spiegato dallAssociazione Legambiente O.N.L.U.S., in persona del Presidente, con sede in Roma, rappresentata e difesa dallavv. Roberto Vannetti di Grosseto, in Firenze domiciliato presso la Segreteria del T.A.R., Via Ricasoli n. 40;
Viste le memorie difensive presentate dalle parti;
Visti tutti gli atti di entrambe le cause;
Designato relatore per entrambe il Cons. Lydia Ada Orsola SPIEZIA;
Chiamati entrambe alla pubblica udienza del 4 aprile 2007 ed uditi, gli avv.ti Gianluigi Ceruti, Gioia Centonze, Umberto Gulina, Fabio Ciari, Patrizia Pinna (avv. Stato), Francesco Marzari Umberto Gulina in sostituzione dellavv. Roberto Vannetti, Claudia Molino, Duccio M.Traina e Francesco Marzari;
Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue:
F A T T O E D I R I T T O
1. In data 14 dicembre 2004 la soc. Parco Eolico Poggi Alti s.r.l. (con sede in Roma) presentava alla Provincia di Grosseto listanza di attivazione della procedura di autorizzazione unica (ai sensi del D.leg.vo n. 387/2003 art. 12) alla costruzione ed esercizio di una centrale eolica che interessava una superficie di circa 5 Km quadrati, costituita da dieci aereogeneratori (tipo G.90 2 MW) dellaltezza (ciascuno) di oltre mt. 110,00: da collocarsi sul Crinale di Murci, localit Poggi Alti, comune di Scansano (prov. Grosseto) ad unaltezza di circa 600 metri sul livello del mare; la localit nel Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) classificata quale Unit di Paesaggio R8.2.
Peraltro lamministrazione provinciale, preso atto che il progetto era difforme da altro precedente (presentato dalla Gamesa Energia Italia s.p.a. cui subentrata la Poggi Alti s.r.l.) gi valutato ai fini della necessit o meno della previa procedura di VIA regionale, comunicava alla richiedente societ linterruzione dei termini prescritti per il completamento del procedimento di autorizzazione.
Quindi la Giunta Regionale della Toscana, Settore Valutazione, impatto ambientale, vista la domanda presentata dalla Poggi Alti s.p.a. (in data 9 maggio 2005) per lattivazione della procedura di verifica ai sensi dellart. 11 legge Reg. Toscana n. 79 /1998 sul progetto sopra illustrato, ed acquisiti i pareri delle amministrazioni interessate ed i contributi istruttori di altri uffici ed enti regionali, con determinazione dirigenziale 7 ottobre 2005 n. 5401 escluse il Progetto dalla procedura di VIA (ai sensi della legge Reg.Tosc. n. 79/1998, art. 11, comma 8) in conformit a quanto descritto nel rapporto istruttorio richiamato nel preambolo, subordinando peraltro la realizzazione del progetto medesimo al rispetto delle prescrizioni dettate contestualmente (sulla cui osservanza erano incaricati di vigilare il Comune di Scansano, la Provincia di Grosseto, lA.R.P.A.T. e lASL secondo le rispettive competenze).
Quindi la Provincia di Grosseto riattivata la procedura di autorizzazione unica ed acquisito il parere favorevole con prescrizioni espresso dalla Conferenza dei servizi convocata il 2 dic. 2005 (ai sensi del D.leg.vo n. 387/2005 art. 12), con determinazione dirigenziale del responsabile del Settore Ambiente 29 dicembre 2005 n. 5316 ha approvato il progetto per la costruzione del Parco eolico Poggi Alti in localit Murci, Comune di Scansano, corredandola comunque delle molteplici e specifiche prescrizioni gi formulate dalla Conferenza dei Servizi; per lesattezza 29 prescrizioni.
1.1. Avverso tale autorizzazione, unitamente agli atti presupposti tra cui in particolare la determinazione della Regione 17 ottobre 2005 di esclusione del progetto dalla procedura di VIA regionale ed i verbali della Conferenza dei Servizi, ha proposto ricorso innanzi a questo T.A.R., recante numero R.G. 507/2006, Iacopo Biondi Santi, in proprio e quale legale rappresentante sia della Soc. Iacopo Biondi Santi Fibs s.r.l. sia della Azienda Agraria Montep s.r.l., chiedendone lannullamento, previa sospensione per i seguenti motivi:
1) Eccesso di potere per contraddittoriet poich su precedente versione dello stesso progetto la stessa Provincia di Grosseto nel settembre 2002 si era espressa negativamente in relazione, ha laltro, proprio allaltezza degli impianti.
2) Violazione del P.T.C. della Provincia di Grosseto con riguardo specifico alla scheda 7 relativa allUnit di Paesaggio R8.2., nonch agli artt. 19 e 20.
3) Violazione del D.Leg.vo 22.1.2004 N. 42, art. 146, commi 7 e 8, del D.leg.vo n. 387/2003 art. 12, comma 3, ed eccesso di potere;
4) Eccesso di potere per difetto distruttoria e di motivazione, con riguardo specifico del decreto regionale del 17 ottobre 2006, nonch illegittimit derivata della autorizzazione provinciale da quella della determinazione regionale di esclusione del progetto dalla procedura di VIA.
Infine parte ricorrente ha chiesto che questo T.A.R. ordini alla Provincia di Grosseto il deposito dalla documentazione relativa anche ai sub procedimenti.
1.2. Avverso i medesimi provvedimenti (nonch i verbali della Conferenza dei Servizi) ha proposto ricorso (R.G. 543/2006) anche lAssociazione Italia Nostra, con sede in Roma, deducendone i seguenti vizi di legittimit:
1-2 e 5) Violazione del D.Leg.vo 29.12.2003 n. 387, art. 12, nonch eccesso di potere per difetto di presupposti, di motivazione e di istruttoria, travisamento ed illogicit.
3) Violazione del Piano Regolatore Generale del Comune di Scansano e delle relative N.T.A..Eccesso di potere per difetto istruttoria, motivazione ed errore nei presupposti;
4) Violazione della legge Reg. 3.12.1998 n. 79, art. 5 e succ. modif., nonch eccesso di potere sotto i profili del difetto istruttoria, difetto di motivazione e travisamento.
Inoltre, a seguito del deposito di documenti da parte delle amministrazioni resistenti, la ricorrente Italia Nostra ha proposto motivi aggiunti (notificati il 15 giugno 2006) deducendo i seguenti ulteriori profili di illegittimit dellautorizzazione impugnata:
1) Violazione della legge Reg. Toscana 1.12.1998 n.89, art. 12, con riguardo allimpatto acustico, nonch eccesso di potere per carenza di istruttoria e di motivazione, errore nei presupposti e travisamento;
2) Violazione della Direttiva CEE n. 79/409 sulla conservazione degli uccelli selvatici, nonch della legge reg. Tosc. 6.4.2000 n. 56 ed eccesso di potere per carenza di motivazione ed istruttoria e perplessit.
1.3. Quanto al ricorso R.G. 507/2006 si costituita in giudizio la controinteressata Poggi Alti s.r.l. che, con memoria dellaprile 2006, ha preliminarmente eccepito linammissibilit del ricorso medesimo per difetto di legittimazione attiva e carenza di interesse ad agire dal signor Biondi Santi, in proprio, quale semplice cittadino, che non avrebbe provato n la propria residenza in area limitrofa allarea interessata dal progetto eolico n pregiudizi effettivi a carico della azienda agricola di cui proprietario attraverso la societ Iacopo Santi Fibs s.r.l. e lAzienda Agraria Montep s.r.l.; inoltre neanche le stesse menzionate societ (di cui Iacopo Santi Biondi legale rappresentante) avrebbero la legittimazione a ricorrere in quanto farebbero valere posizioni soggettive di interesse diffuso alla tutela ambientale, che, invece, sono configurabili soltanto in capo alle associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi della legge n. 349/1986, art. 13; infine il ricorso sarebbe inammissibile per lomessa impugnazione del decreto regionale del 17 ottobre 2006 (che escludeva il progetto dalla procedura di VIA), atto presupposto autonomamente lesivo, e sarebbe irricevibile per la tardiva impugnazione del suddetto decreto unitamente allautorizzazione unica alla costruzione del Parco eolico; nel merito, poi, la Poggi Alti s.r.l. ha chiesto il rigetto del ricorso R.G. 507/2006 con puntuali controdeduzioni.
Con memoria di costituzione dellaprile 2006 (nel ricorso R.G. 507/2006) la Provincia di Grosseto ha preliminarmente eccepito la carenza dinteresse a ricorrere per la mancata sussistenza della lesione della sfera giuridica del ricorrente, nonch la tardivit del gravame avvverso la determinazione provinciale per la mancata impugnazione del P.T.C. (approvato con delibera del consiglio provinciale del 1999), del decreto regionale 17 ottobre 2005 citato e della deliberazione del Consiglio Comunale di Scansano n. 72/2004 (recante lapprovazione della Variante al P.R.G. comunale con listituzione della zona F speciale nella localit Poggi Alti di Murci); nel merito, poi, ha chiesto il rigetto del ricorso.
Infine il Comune di Scansano, previa eccezione di inammissibilit del ricorso per carenza dinteresse in capo ai soggetti che non hanno provato il loro legame con il territorio nonch di tardivit delle censure relative alla localizzazione dellimpianto eolico, nel merito ha chiesto il rigetto del ricorso; anche la Regione Toscana eccepita la carenza di legittimazione a ricorrere, ha chiesto il rigetto del ricorso.
Con atto formale si costituito, infine, il Ministero dei beni culturali chiedendo il rigetto del ricorso.
1.4. Quanto, poi, al ricorso R.G. 543/2006 (proposto da Italia Nostra) si sono costituiti in giudizio lamministrazione provinciale di Grosseto, la controinteressata soc. Poggi Alti s.r.l., la Regione Toscana, il Comune di Scansano ed il Ministero dei Beni culturali i quali hanno chiesto il rigetto del ricorso, preliminarmente eccependone, comunque, linammissibilit sotto i seguenti profili: tardivit delle censure avverso il decreto regionale 17 ottobre 2005 ed avverso la variante del P.R.G. del Comune di Scansano, nonch genericit delle censure del primo motivo e carenza dinteresse per i vizi procedimentali di cui al primo e secondo motivo (Provincia di Grosseto); tardiva impugnazione del decreto regionale 17 ottobre 2005 (Comune di Scansano); carenza dinteresse e di legittimazione in ordine alla dedotta mancata acquisizione dei pareri ENAC e Min. Beni Culturali ed alla pretesa violazione delle N.T.A. del P.R.G. di Scansano per le dimensioni degli aereogeneratori, nonch tardiva impugnazione del decreto regionale 17.10.2005 e genericit delle censure corrispondenti (Poggi Alti s.r.l.).
Con memorie del marzo 2007 la controinteressata e la Provincia di Grosseto hanno replicato ai motivi aggiunti notificati da Italia Nostra il 15 giugno 2006 chiedendone il rigetto, previa eccezione di tardivit dei medesimi e (quanto alla controinteressata) di inammissibilit perch inerenti a scelte di merito dellamministrazione provinciale.
Con memoria del 23 marzo 2007 la ricorrente Italia Nostra ha insistito per laccoglimento del ricorso.
Infine con atto depositato il 23 marzo 2007 con riferimento ad entrambi i ricorsi lAssociazione Legambiente O.N.L.U.S. ha proposto intervento ad opponendum contro i ricorrenti a sostegno delle ragioni della Provincia di Grosseto, eccependo preliminarmente la carenza di legittimazione attiva dei ricorrenti Iacopo Biondi Santi e soc. Iacopo Biondi Santi s.r.l. e altra, nonch la tardivit di entrambi i ricorsi in epigrafe per omessa tempestiva impugnazione del P.T.C., dei decreti regionali che escludevano la necessit della VIA e la Variante al P.R.G. di Scansano; nel merito ha chiesto il rigetto di entrambi i ricorsi.
Con memoria del febbraio 2007 la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di Siena ha chiesto di essere estromessa dal ricorso R.G. 543/2006 per carenza di legittimazione passiva, non avendo partecipato alla procedura autorizzatoria.
Alla pubblica udienza del 4 aprile 2007, chiamati entrambi i ricorsi ed uditi i difensori presenti per le parti, i medesimi sono passati in decisione.
2. Quanto sopra premesso in fatto, in diritto in via pregiudiziale va disposta la riunione dei due ricorsi in epigrafe, per evidenti ragioni di concessione oggettiva, al fine di decidere congiuntamente.
Sempre in via preliminare vanno esaminate le numerose eccezioni di iinammissibilit sotto vari profili sollevate (anche con riguardo ai motivi aggiunti proposti al ricorso R.G. 543/2006), tra le quali in primo luogo quelle relative alla pretesa carenza dinteresse a ricorrere.
2.1. Ad avviso delle controparti il ricorrente Biondi Santi (in proprio e quale legale rappresentante della Societ omonima e dellAzienda agraria Montep s.r.l.) non lamenterebbe una lesione effettiva e concreta della sua sfera giuridica e non indicherebbe lutilit derivante dallaccoglimento del ricorso per lattivit agricola esercitata nella zona.
In realt tale prospettazione non sembra esatta al collegio.
Premesso che il ricorrente ha dimostrato con documentazione agli atti che la soc. Iacopo Biondi Santi Fibs s.r.l. titolare delle quote dellAzienda agraria s.r.l. (proprietaria dei vigneti e del Castello di Montep) e che di entrambe le societ amministratore unico, il collegio rileva che nel caso di specie, considerate le dimensioni dellimpianto energetico, sussiste senzaltro il requisito della prossimit (vicinitas) dellopera in questione alla tenuta agricola, che in linea daria dista circa 1.200 metri dallaereogeneratore pi vicino situato sul Crinale frontistante e pu anche essere raggiunto dal rumore delle pale, ove il vento spiri in direzione del crinale di Montep; quindi linteresse fatto valere dal proprietario non configura solo un interesse diffuso alla tutela di un bene comune quale il paesaggio, ma altres un interesse personale attuale e concreto, ad evitare deprezzamento del complesso immobiliare inserito con la sigla SP.58 Castello di Montep dal P.T.C. della provincia di Grosseto (art. 20) tra le aree di rilevante pregio ambientale che godono di una speciale tutela della loro naturale vocazione ad attivit (quali quelle di colture di pregio ed agrituristica) che assicurano uno sviluppo pienamente compatibile con lesigenza primaria di mantenere le c.d. caratteristiche invarianti distintive del luogo; daltra parte per la tutela del bene ambientale la giurisprudenza in pi occasioni ha avuto moto di affermare che sulla base del criterio della vicinitas sussiste la legittimazione ad agire anche in capo ai singoli (unitamente allintera collettivit che insiste sul territorio) a tutela di interessi incisi da atti dellamministrazione che li ledono direttamente e personalmente (vedi T.A.R. Tooscana, Sez. 3 5.5.2006 n. 1953, nonch C.d.S., IV, 2.10.2006 n. 5760); le suddette osservazioni, con riferimento alla negativa incidenza che la vicinanza di un impianto eolico comporta sul valore commerciale di beni immobili e di aziende agricole inserite in un contesto paesaggistico di pregio, consentono di ritenere sussistente linteresse a ricorrere e la relativa legittimazione attiva anche in capo alle due societ di cui amministratore unico il signor Iacopo Biondi Santi, ricorrente anche in tale ultima veste oltre che in proprio.
Per il ricorso R.G. 543/2006 va altres, disattesa leccezione di carenza di legittimazione a far valere irregolarit procedimentali non strettamente attinenti alla tutela dei valori ambientali, poich le censure procedimentali formulate sono, comunque, rivolte a far valere vizi del procedimento che si concluso con la contestata autorizzazione dellimpianto eolico in questione.
2.2. Non appaiono neanche condivisibili le eccezioni di tardivit sollevate (per entrambi i ricorsi), per la mancata tempestiva impugnazione di alcuni atti presupposti dellautorizzazione provinciale per la realizzazione dellimpianto eolico nonch (con riguardo al ricorso R.G. 543/2006) limitatamente alla mancata tempestiva impugnazione del decreto regionale 7 ottobre 2005 che ha escluso la necessit della procedura di VIA regionale per il progetto.
Alcune controparti hanno eccepito linammissibilit dei ricorsi per la mancata tempestiva impugnazione degli atti presupposti dellautorizzazioni provinciali quali il P.T.C. provinciale approvato al 1999 (che ricomprende il territorio di Scansano tra le aree in cui localizzare gli impianti di energetici di tipo eolico) del decreto regionale 7 ottobre 2005 conclusivo della procedura di verifica ambientale ai sensi dellart. 11 della legge reg. Tosc. n. 79/1998 nonch della variante al P.R.G. di Scansano approvata nel 2004: le suddette eccezioni, per, vanno disattese per le seguenti considerazioni.
In primo luogo le parti ricorrenti non avevano alcun interesse ad impugnare n il P.T.C. di cui, anzi, invoca le disposizioni a tutela dellunit di paesaggio R.8.2. Crinale di Murci e Poggioferro, n tanto meno la variante di P.R.G. del Comune di Scansano, visto che lesistenza nel P.R.G. di una zona destinata alla localizzazione di tale genere di impianti non lunica e definitiva condizione richiesta per la legittima adozione dellautorizzazione alla realizzazione dellimpianto stesso in tempi e modi non ancora definiti.
2.3. In secondo luogo non condividendo le eccezioni sollevate da pi controparti il Collegio ritiene che limpugnazione del decreto regionale conclusivo della procedura di verifica dellimpatto ambientale (effettuata contestualmente a quella della autorizzazione provinciale per la realizzazione dellimpianto eolico in questione) non tardiva: infatti, premesso che il decreto in questione conclude il sub procedimento relativo alla procedura di verifica ed un presupposto del successivo procedimento, che attraverso la Conferenza dei Servizi (ai sensi dellart. 12 D.P.R. n. 387/2003) porta allautorizzazione unica, evidente che la suddetta pronuncia sullimpatto ambientale non esplicava di per se stesso alcun effetto e, quindi, non era lesiva fino a quando con il successivo provvedimento provinciale stata autorizzata la realizzazione dellimpianto eolico; in conseguenza linteresse ad impugnare il decreto regionale 7 ottobre 2005 si perfezionato in capo ai ricorrenti soltanto a partire dalladozione, in data 29 dicembre 2005, della autorizz. provinciale e quindi tempestivamente i ricorrenti lo hanno impugnato unitamente alla determinazione dir. 29 dicembre 2005, quale atto presupposto ed unitamente ad altri atti presupposti.
N, a suffragare leccepita tardivit nellimpugnazione del decreto regionale, giova allamministrazione provinciale di Grosseto richiamare il precedente di questo T.A.R. Sez. 1, 28.3.2006 n. 1101 (emessa nei confronti del Comune di Grosseto) che si riferisce a fattispecie completamente diversa (si trattava della pronuncia di inammissibilit di un ricorso proposto avverso la delibera giuntale di approvazione del progetto esecutivo di un parco urbano del fiume Ombrone senza la impugnazione del precedente provvedimento di approvazione del presupposto progetto definitivo):
2.4. Va altres disattesa leccezione che la ricorrente Italia Nostra (R.G. 543/2006) non avrebbe interesse a dolersi delle irregolarit procedimentali riscontrate senza dimostrare che le medesime hanno inciso sullesito del procedimento: nel caso di specie, infatti, sia il procedimento presupposto di verifica dellimpatto ambientale sia quello autorizzatorio non si concludono con atti di natura vincolata alla luce delle plurime valutazioni discrezionali ssottese.
2.5. Va, invece, accolta leccezione di irricevibilit dei motivi aggiunti proposti da Italia Nostra nel ricorso R.G. 543/2006 e notificati il 16 giugno 2006; la ricorrente asserisce di aver potuto rilevare ulteriori profili di illegittimit della procedura autorizzatoria soltanto a seguito del deposito in giudizio di alcuni atti a seguito della costituzione delle amministrazioni resistenti, ma ad avviso del collegio il riferimento alla conoscenza di nuova documentazione appare generico, mentre le ulteriori censure attengono ad atti richiamati negli articolati testi dei provvedimenti impugnati e quindi, anche se non noti, certamente conoscibili con ordinaria diligenza e con i mezzi giuridici a disposizione del singolo per la tutela dei propri interessi.
Pertanto, considerato che il ricorso R.G. 543/2006 stato notificato il 28 marzo 2006, i motivi aggiunti (meglio illustrati nella parte in fatto) notificati il 15 giugno 2006, vanno dichiarati irricevibili.
2.6. Va, infine, dichiarata lestromissione dal giudizio di cui al ricorso R.G. 543/2006 della Sovrintendenza ai Beni Ambientali di Siena e Grosseto, accogliendo la corrispondente eccezione sollevata dallAvvocatura dello Stato: infatti la procedura autorizzatoria in controversia non interessa aree soggette a vincoli paesaggistici e per tale motivo la Provincia di Grosseto gi in data 14 gennaio 2005 (e cio allepoca della prima fase di valutazione del progetto del Parco Eolico nella precedente stesura) esoner la Soprintendenza ai beni ambientali ed arch. di Siena dal partecipare alla conferenza dei Servizi fissata per il 27 gennaio 2005.
3. Quanto al merito la controversia concerne la legittimit o meno della determinazione dirigenziale 29 dicembre 2005 n. 5316 con cui lamministrazione provinciale di Grosseto, Settore Ambiente, ha autorizzato la realizzazione e lesercizio del Parco Eolico Poggi Alti (ai sensi dellart. 12 D.leg.vo n. 387/2003) in territorio di Scansano, loc. Poggi Alti di Murci, ad un altezza di circa mt. 600 sul livello del mare, su conforme parere espresso dalla Conferenza dei Servizi in data 2 dicembre 2005 e prendendo atto che con decreto 7 ottobre 2005 n. 5401 il Settore VIA della Regione Toscana aveva escluso il progetto presentato dalla soc. Poggi Alti s.r.l. dalla procedura di VIA a conclusione della procedura di verifica dellimpatto ambientale (espletata ai sensi dellart. 11 legge reg. Tosc. n. 79/1998), prevedendo peraltro una serie di prescrizioni; anche lautorizzazione provinciale, comunque, approva il progetto apponendovi 29 prescrizioni.
In punto di fatto utile precisare che la centrale eolica, che interessa una superficie complessiva di km. quadrati 5 circa, costituita da 10 aereogeneratori (tipo G 90-2 MW) ciascuno composto da una torre di acciaio tubolare di mt. 67 circa e di un rotore con 3 pale in fibra di vetro del diametro di mt. 89,60 con una velocit compresa tra 9,0 e 19,0 giri al minuto, corrispondente ad una velocit massima alla estremit esterna di oltre Km/h 300,00; laereogeneratore funziona (con vento) tra i 3 e i 20 m/s e la ditta costruttrice (Gamesa Eolica) stima di ottenere da questo impianto eolico una produzione lorda di circa 38,00 GWh/anno; la vita utile dellopera stimata in anni 20 e la velocit media del vento (da SUD-SUD OVEST) apprezzata in 6 m/s.
Va aggiunto che laltezza complessiva di ciascun aereogeneratore costituisce un dato contestato e va dai mt. 110,8 indicati negli scritti difensivi della Poggi Alti s.r.l. ai mt. 122,8 indicati nel ricorso di Italia Nostra (R.G. 543/2006) ai mt. 111,80 indicati nel ricorso di Biondi Santi (R.G. 507/2006), fermo restando che nella relazione per la valutazione di incidenza ambientale (predisposta dal proponente ai sensi del D.P.R. 357/1997 ed agli atti di causa) laltezza totale da terra indicata in mt. 122,8.
3.1. Passando, quindi, allesame dei motivi di impugnazione il collegio ritiene meritevole di accoglimento, quanto al ricorso R.G. 507/2006, le censure di eccesso di potere per difetto di istruttoria e per carenza di motivazione dedotte (nel quarto motivo) avverso il decreto regionale di esclusione della necessit della procedura di VIA e quella di illegittimit dellautorizzazione provinciale (alla realizzazione dellimpianto eolico) in via derivata da quella del presupposto provvedimento, nonch, quanto al ricorso R.G. 543/2006, quelle di violazione della legge Reg. Tosc. n. 79/19998, art. 5 e di eccesso di potere per difetto di istruttoria, errore nei presupposti e carenza di motivazione dedotte (nel quarto motivo) avverso il decreto regionale sopraindicato ed, infine, quelle di violazione delle N.T.A. della variante al P.R.G. del Comune di Scansano (di cui alla delibera consiliare n. 72/2004 con riferimento al superamento dellaltezza massima stabilita per ciascun aereogeneratore nelle suddette norme di attuazione) e di eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, errore nei presupposti e travisamento, censure dedotte, avverso la determinazione dirigenziale 29 dicembre 2006 con cui la Provincia di Grosseto ha approvato il progetto, con il terzo motivo che per ragioni di priorit logica sar esaminatao per primo.
3.2. Al riguardo dallesame degli atti emerge la sostanziale difformit tra il progetto autorizzato dalla Provincia di Grosseto e le N.T.A. annesse alla variante al P.R.G. del Comune di Scansano approvata con delibera consiliare 25 novembre 2004 n. 72 allespresso fine di individuare nel territorio comunale (Tav. 2.1.) una zona E speciale per la realizzazione di un impianto di fonti energetiche di tipo eolico; infatti le suddette norme tecniche consentono espressamente linstallazione di 10 apparecchiature costituite ciascuna da una torre tubolare tronconica di acciaio di altezza massima di mt. 67 corredata da un rotare costituito da tre pale la cui lunghezza non dovr essere superiore a mt. 42,30, mentre sia nella relazione descrittiva presentata dalla stessa societ Poggi Alti agli uffici comunali sia nello studio predisposto per la valutazione di incidenza ambientale per i 10 aereogeneratori G-90-2.00 MW viene indicata unaltezza complessiva da terra (torre mt. 67 + rotore mt. 89,6) di mt. 122,6; altezza che comunque (in altro grafico) riferita alla sola torre+pale e rotore viene indicata in mt. 111,8.
Sul punto, quindi, non risulta corroborata da alcuna documentazione laffermazione della societ interessata (vedi memoria aprile 2006) secondo cui laltezza complessiva degli aereogeneratori sarebbe di mt. 110,8; pertanto la discrepanza tra il progetto autorizzato dalla Provincia di Grosseto ed i limiti di altezza indicati nella variante al P.R.G. di Scansano non risulta (come asserisce il proponente) di poco pi di 1 metro, ma di circa mt. 10; n al riguardo risulta rilevante la circostanza che, nel corso del giudizio, con delibera consiliare 12 ottobre 2006 n. 48 il Comune di Scansano abbia rettificato un preteso errore materiale di trascrizione contenuto nella delibera di variante in questione, in cui la lunghezza delle pale era stata (erroneamente) indicata in mt. 42,30, e non in quella (esatta) di mt. 43,80; tra laltro la discrepanza di dati sulla lunghezza delle pale non aveva formato oggetto di censura in nessuno dei due ricorsi.
Nei termini sospraillustrati, quindi, lautorizzazione della Provincia di Grosseto risulta viziata da eccesso di potere per difetto distruttoria, travisamento ed errore nei presupposti in relazione alla presupposta conformit del progetto autorizzato rispetto alla Variante Urbanistica approvata allo specifico scopo di dettare nella zona speciale E un regime urbanistico che consentisse linsediamento della fattoria eolica in questione in loc. Poggi Alti
3.3. Passando, quindi, allesame degli altri motivi di impugnazione e premesso per le ragioni sopraesposte che il decreto regionale 7 ottobre 2005 n. 5401 ad avviso del collegio risulta tempestivamente impugnato (unitamente alla determinazione di autorizzazione della Prov. di Grosseto), appaiono fondate anche le censure di errore nei presupposti, difetto di motivazione e falsa applicazione della legge Reg. Toscana 3.12.1998 n. 79 art. 5, nonch di illegittimit derivata, dedotte quanto alle prime due in entrambi i ricorsi (quarto motivo) nel secondo ricorso, quanto alla violazione di legge, e nel primo quanto allillegittimit derivata dellautorizzazione provinciale da quella del decreto regionale di esclusione del progetto dalla procedura di VIA regionale.
In effetti, dallesame del rapporto istruttorio predisposto dalla competente struttura regionale del Settore VIA della Reg. Toscana e richiamatao sia nella premesse del decreto 7.10.2005 n. 5401, sia nella parte dispositiva, il collegio ha tratto il convincimento che, non sussistevano i presupposti per escludere la necessit che il progetto del Parco eolico fosse sottoposto alla procedura di VIA di cui alla legge Reg. Tosc. N. 72/1998, artt. 12 e 14, e che, peraltro, la determinazione di non necessariet della suddetta procedura non risultava conforme a quanto descritto nel rapporto istruttorio medesimo.
I profili critici di impatto ambientale del progetto eolico in questione sono stati individuati (nel suddetto rapporto) in particolare per la tutela degli uccelli selvatici e per linquinamento acustico.
3.3.1. Infatti nellarea circostante il parco eolico (superficie complessiva interessata Km quadrati 5,250) sono localizzati 3 Siti di importanza comunitaria - S.I.C. per aspetti naturalistici e 4 Siti di importanza regionale S..I.R. (tra cui, a distanza di circa Km. 1,7, il SIR B.22 Torrente Trasubbie) per i quali le linee Guida per la valutazione dellimpatto ambientale degli impianti eolici (tab. 3) prevedono aree critiche per aspetti naturalistici con fascia critica di Km. 1 per presenza di significativi e rilevanti flussi migratori e di movimenti giornalieri di avifauna; in particolare le schede dei principali elementi di criticit per questi siti indicano lalto valore avifaunistico, e , con riguardo al S.I.R. B22 Torrente Trasubbie, le Norme Tecniche relative alle forme di tutela e conservazione (vedi Del. G.Reg. 5.7.2004 N. 644), nellambito dei principali elementi di criticit esterni al sito segnalano progetto di realizzazione di impianti eolici in prossimit del sito. Ove si consideri, poi, che la citata delibera di G.R. n. 644/2004 per il falco lanario indica i S.I.R. Trasubbie e Monte Labbro (a circa Rm 8 di distanza) come siti chiave per la specie in Toscana dove sono stati avvistati alcuni esemplari e che sono in zona segnalati, comunque, importanti presenze di Aecipitridi mentre al contrario la lista delle specie di uccelli riportata dal proponente nella verifica di compatibilit ambientale risultata incompleta proprio con riguardo ad alcune specie protette in ambito europeo e lo studio di incidenza stato elaborato sulla base sperimentale di un solo sopralluogo in zona, appare di evidente ragionevolezza la conclusione del rapporto istruttorio che, per lipotesi di esclusione del progetto dalla procedura di VIA, ritiene necessario che preventivamente al rilascio dellautorizzazione alla costruizone dellimpianto debba essere effettuata una campagna di rilievi sul campo della durata di 18 mesi per valutare la frequentazione del sito da parte di rapaci e di chirotteri con la definizione di soglie critiche di mortalit specifiche per le varie specie e che successivamente, sulla base dei risultati dei rilevamenti, il proponente provveda agli interventi indicati dalla Provincia come necessari.
N ovviamente il prescritto monitoraggio di durata triennale, da effettuarsi in corso di esercizio dellimpianto medesimo, pu essere considerato come equivalente e sostitutivo della mancata realizzazione della campagna di rilievi ritenuta necessaria al fine di acquisire proprio quelle conoscenze dello ecosistema pi attendibili che avrebbero permesso una pi esatta valutazione di incidenza dellimpianto sullambiente e, quindi, la previsione di misure di mitigazione dettate da specifiche esperienze locali oppure, ove i rilievi fossero stati negativi, la conferma della valutazione di incompatibilit gi espressa dalla medesima provincia di Grosseto nel 2002.
Inoltre la valutazione dellincidenza del progetto eolico sullambiente circostante doveva essere effettuata dal Settore regionale VIA e poi dalla conferenza dei Servizi con particolare accuratezza e rigore anche perch il crinale Murci risulta classificato nel P.T.C. (Piano Terr. di Coord.) della Prov. di Grosseto come Unit di Paesaggio R.8.2. per la quale la scheda 7 sistema paesistico individua i caratteri che costituiscono invarianti da mantenere con il massimo rigore in sede di pianificazione e controllo urbanistico; pertanto (v. art. 18 P.T.C. prov. Grosseto) lammissibilit delle trasformazioni dovr essere valutata in funzione del mantenimento e della valorizzazione delle invarianti generali e locali; il concetto di evolutivit ben temperata viene assunto come riferimento primario; nel caso specifico non di secondario rilievo il fatto che per il Crinale di Murci e Poggioferro la scheda 7, considerata la morfologia dellarea e la caratteristica presenza dei falchi, prescriva che le opportunit di sviluppo insediatiivo dei Comuni, legate allattivit agrituristica ed alla valorizzazione della produzione vinicola (vedi attuali marchi di vino molto rinomati), dovranno essere indirizzate secondo criteri di rigorosa compatibilit con lintegrit del contesto ambientale.
In conseguenza, a prescindere dalla circostanza che lintervenuta variante specifica al P.R.G. del Comune di Scansano assicurava la necessaria conformit del progetto al regime urbanistico dellarea dove doveva essere realizzato, la Regione Toscana e la Provincia di Grosseto (ciascuno nelle rispettive sedi procedimentali) non potevano non tener conto nelliter logico seguito nella valutazione del progetto per i profili di competenza che, comunque, il P.T.C. provinciale approvato nel 1999 che classificava il crinale di Murci come unit di paesaggio R.8.2) ha valore cogente (prevale sulla sottordinata pianificazione urbanistica comunale) e per lo specifico sito prevede una serie di invarianti strutturali da preservare che avrebbero richiesto motivazioni argomentate ed idonee a spiegare le ragioni per cui per limpianto eolico stata ritenuta compatibile la collocazione sul crinale di Murci; sul punto, peraltro, non risulta dirimente losservazione (delle controparti) che il P.T.C. provinciale di Grosseto (art. 33, comma 10) individua come sede di localizzazione di impianti di energia eolica il territorio del Comune di Scansano e Semproniano, poich non stata neanche ipotizzata unalternativa collocazione in altro versante del territorio comunale costituito da h.a. 27.000 circa ad andamento collinare ed adeguatamente ventoso.
Daltra parte la necessit di osservare gli indirizzi dettati dalla scheda 7 del P.P.C. Provinciale e leffetto dequalificante dal punto di vista paesaggistico (con particolare espresso riferimento allaltezza di mt. 107 allepoca prevista per i singoli impianti) avevano gi nel settembre 2002 condotto lamministrazzione prov. di Grosseto, nonostante la presenza gi di altro elettrodotto ad A.T., a valutare come incompatibile con gli assetti paesistici territoriali ed ambientali un precedente pi vasto progetto presentato dalla Camera Energia Italia per un impianto eolico (di 17 ereogeneratori ciascuno alto mt. 107) da installare nella stessa localit.
3.3.2. N risultano positive le conclusioni del rapporto istruttorio sotto il profilo del clima acustico: infatti, dopo aver preso atto che nel Piano Com. di classif. acustica larea interessata dallimpianto classificata in classe 3, aree rurali interessate da attivit che impiegano macchine operatrici (e che la pianificazione vigente non esclude la presenza di insediamenti abitativi anche nei mt. 150 dagli aereogeneratori), il rapporto conclude nel senso che la realizzazione dellopera deve essere preceduta da una variante dellattuale piano di classificazione acustica comunale; va peraltro, rilevato che analogo rilievo era stato avanzato nel decreto di esclusione del progetto dalla VIA , mentre in data 12.9.2005 il settore regionale tutela dallinquinamento acustico osservava che, mancando i limiti di riferimento del progetto per quanto riguarda ricettori interessati, non era possibile esprimere alcun parere sulla compatibilit acustica dellopera; n appare rilevante sul punto la posizione della Conferenza dei Servizi (2 dicembre 2005) che sinteticamente affermava di aver acquisito in via istruttoria interna la delibera del Comune di Scansano di approvazione del Piano acustico in questione senza alcuna espressa indicazione circa la rilevata compatibilit acustica del progetto.
Quanto, poi, alle 29 prescrizioni impartite dal decreto regionale 7 ottobre 2005, il collegio, dopo lesame degli atti, ritiene che le medesime, pi che testimoniare lapprofondimento istruttorio svolto dal Settore regionale VIA (come asserisce il promotore), costituiscano un persuasivo e circostanziato segnale della presenza di aspetti problematici irrisolti (anche dopo la integrazione della documentazione effettuata dal proponente) e che avrebbero trovato la giusta sede di idoneo e naturale approfondimento nella sottoposizione del progetto alla vera e propria procedura di VIA ai sensi degli artt. 12 e 14 legge reg. toscana n. 79/1998; tra laltro la stessa ritenuta necessit di impartire 29 prescrizioni per la realizzazione dellimpianto porta a concludere che la sottoposizione del progetto allo approfondito esame in sede di VIA sarebbe risultato certamente pi rispettoso del principio di precauzione la cui osservanza era certamente appropriata in considerazione dei delicati equilibri delleco-sistema alla cui tutela sono volte molte delle suddette 29 prescrizioni.
3.4. Nei sensi illustrati, pertanto, risultano illegittimi sia la determinazione dirigenziale della Provincia di Grosseto 29 dicembre 2005 n. 5316 sia il verbale della riunione della conferenza dei servizi in data 2 dicembre 2005, unitamente a quelli precedenti richiamati, sia il decreto della Giunta Regione Toscana, Direz. gen. della Presidenza, che ha escluso il progetto eolico in questione dalla procedura di VIA regionale; in particolare lautorizzazione alla costruzione del parco eolico nei sensi sopra esposti risulta illegittima sia per vizi propri sia in via derivata, per i vizi da cui affetto il decreto regionale (che esclude la necessit di sttoporre il progetto alla VIA), trattandosi di atto presupposto in senso stretto della autorizzazione unica provinciale che viene rilasciata nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dellambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico (vedi D.P.R. n. 387/2003 , ART. 12).
Per ragioni di economia di mezzi per entrambi i ricorsi restano assorbiti tutti gli altri motivi, censure o profili di censura non esaminati, perch da essi le parti ricorrenti non troverebbero ulteriori vantaggi; considerato lesito vittorioso dei due ricorsi, non vi necessit di esaminare lintervento ad opponendum spiegato da Legambiente O.N.L.U.S. in entrambi i ricorsi.
3.5. Concludendo, previa riunione dei due ricorsi in epigrafe per connessione oggettiva, preliminarmente respinte le eccezioni di inammissibilit relative ad entrambi i ricorsi, dichiarati altres irricevibili motivi aggiunti proposti al ricorso R.G. 543/2006 e dichiarata la carenza di legittimazione passiva della Soprintendenza ai Beni Amb. ed Arch. di Siena nel ricorso R.G. 543/2006 con la conseguente estromissione dal giudizio,, nel merito i due ricorsi in epigrafe vanno accolti nei sensi sopraillustrati e, per leffetto, vanno annullati i provvedimenti impugnati meglio indicati in epigrafe.
Gli oneri di lite seguono la soccombenza e, liquidati complessivamente in 8.000,00 oltre gli accessori di legge, vengono posti a carico della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana che, solidali tra loro, ne verseranno la met alla parte ricorrente di ciascun giudizio (per R.G. 507/2007 Biondi Santi Iacopo e societ rappresentante e per R.G. 543/2007 Italia Nostra) compensati tra i ricorrenti e le altre amministrazioni costituite e compensati con linterventore ad opponendum; nulla nei confronti degli enti intimati ma non costituiti in giudizio.
P. Q. M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione II^, previa riunione dei ricorsi in epigrafe, preliminarmente dichiarati irricevibili i motivi aggiunti ed estromessa dal giudizio di cui al ricorso R.G. 543/2006 la Sovrintendenza ai Beni amb. e arch. di Siena, nel merito accoglie i ricorsi in epigrafe nei sensi di cui in motivazione e, per leffetto, annulla i provvedimenti impugnati meglio in epigrafe indicati.
Pone gli oneri di lite di entrambi i ricorsi, liquidati complessivamente in 8.000,00 oltre gli accessori di legge, a carico della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana che solidali tra loro, ne verseranno la met alla parte ricorrente di ciascun giudizio; compensati tra i ricorrenti e le altre amministrazioni costituite e con linterventore ad opponendum; nulla da statuire nei confronti degli enti intimati, ma non costituiti in giudizio;
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dallAutorit amministrativa.
Cos deciso in Firenze, il 4 aprile 2007, dal Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, in Camera di Consiglio, con lintervento dei signori:
Giuseppe PETRUZZELLI - Presidente
Lydia Ada Orsola SPIEZIA - Consigliere, rel.est.
Stefano TOSCHEI - Consigliere
F.to Giuseppe Petruzzelli
F.to Lydia Ada Orsola Spiezia
F.to Silvana Nannucci - Segretario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 25 GIUGNO 2007
Firenze, l 25 GIUGNO 2007
Il Direttore della Segreteria
F.to Giuseppe Petruzzelli





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