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S. 3519, Principi in materia di governo del territorio
2005-10-05

Legislatura 14 - 13 Commissione permanente - Resoconto sommario n. 449 del 05/10/2005


TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI (13)
MERCOLED 5 OTTOBRE 2005, 449 Seduta



Presidenza del Presidente NOVI



Intervengono il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti Martinat e il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio Tortoli.



La seduta inizia alle ore 15.


(3519) Principi in materia di governo del territorio

(Esame e rinvio)



Il relatore, senatore SPECCHIA (AN) , sottolinea in primo luogo come, con il disegno di legge in titolo, si intendano dettare norme quadro in materia di governo del territorio, colmando cos una lacuna particolarmente significativa, anche perch, negli ultimi dieci anni, ben tredici regioni hanno adottato leggi regionali in materia. Vista limportanza del provvedimento, ben si comprende lauspicio da molti condiviso affinch esso venga definitivamente approvato dal Senato senza ulteriori modifiche; trattandosi peraltro di una materia cos delicata e complessa, si avverte lesigenza di apportare allarticolato pervenuto dalla Camera dei deputati alcuni miglioramenti, con il contributo del Governo.

Il primo dei tredici articoli di cui si compone il testo in esame offre la definizione dellespressione governo del territorio, intervenendo quindi per la prima volta dopo la modifica del titolo V della Carta costituzionale su una materia che, ai sensi del nuovo testo dellarticolo 117 della Costituzione, rientra tra quelle di legislazione concorrente.

Larticolo 2 relativo alle definizioni, mentre larticolo 3 elenca i compiti e le funzioni dello Stato specificando, in particolare, al comma 4, che lo Stato esercita le funzioni amministrative connesse al governo del territorio relative alla difesa e alle Forze armate, allordine pubblico e alla sicurezza, alle competenze del Corpo dei vigili del fuoco, alla Protezione civile, nonch alla valorizzazione dei beni culturali e alla gestione dei vincoli paesaggistici.

Larticolo 5 tratta degli interventi speciali dello Stato volti, in particolare, a rimuovere condizioni di squilibrio territoriale, economico e sociale in determinati ambiti territoriali, mentre larticolo 5 affronta il tema della sussidiariet.

Larticolo 6 affronta la questione della pianificazione del territorio, attribuendo ai comuni il ruolo di enti preposti alla pianificazione urbanistica e alle regioni il compito di individuare gli ambiti territoriali e i contenuti della pianificazione del territorio. Il piano territoriale di coordinamento invece di competenza delle province. In particolare, al comma 2, si afferma il principio in base al quale occorre privilegiare il recupero e la riqualificazione dei territori gi urbanizzati, assicurando la difesa dei caratteri tradizionali. Si tratta di un tema assai importante, costantemente al centro del dibattito in materia urbanistica svoltosi negli ultimi anni, ma su cui ben poco si fatto finora. La grande attualit di tale tematica facilmente intuibile se si pensa al rischio di abbandono di molti piccoli centri urbani e di interi quartieri facenti parte anche di citt di grandi dimensioni a beneficio di quartieri di nuova edificazione, quando invece sarebbe necessario invertire tale tendenza e puntare alla riqualificazione degli agglomerati urbani gi esistenti, piuttosto che alla costruzione di nuovi.

Larticolo 7 tratta delle dotazioni territoriali, sottolineando lesigenza di stimolare anche il concorso dei soggetti privati, mentre larticolo 8, affrontando il tema delliter di approvazione del piano urbanistico, stabilisce che sono assicurate forme adeguate di partecipazione dei cittadini e delle associazioni nel procedimento di formazione degli atti di pianificazione.

Larticolo 9 relativo allattuazione del piano urbanistico, mirando a sostituire alle attuali regole contraddistinte da una certa rigidit, modalit ben pi flessibili, affrontando anche limportante tema della perequazione.

Larticolo 10 reca le misure di salvaguardia e larticolo 11, in materia di attivit edilizia, espone il fianco a qualche lieve critica nella misura in cui sembra proporre un piccolo passo indietro rispetto a quanto era stato stabilito con la cosiddetta legge obiettivo in materia di denuncia di inizio attivit (DIA); difatti, sarebbe preferibile favorire il ricorso alla DIA evitando di demandare alle regioni il compito di disciplinare autonomamente la materia, introducendo contestualmente per forme pi efficaci e pregnanti di controllo.

Larticolo 12 tratta il tema della fiscalit urbanistica, mirando ad istituire un apposito Fondo e a delegare il Governo ad adottare decreti legislativi volti a definire un regime fiscale speciale per gli interventi in materia urbanistica e per il recupero dei centri urbani.

Larticolo 13, infine, assai opportunamente provvede ad abrogare espressamente le disposizioni di legge superate grazie al testo normativo in esame; lultimo comma di tale articolo dispone, quindi, che al posto del silenzio-rifiuto, si applichi il principio del silenzio-assenso in caso di inutile decorso del termine relativo alla domanda di permesso di costruire.

In sostanza, quindi, il disegno di legge mira a dettare norme in materia di governo del territorio non pi basate su una impostazione meramente ragionieristica, ma improntate piuttosto sulladozione di strumenti pi flessibili, cos come previsto dagli articoli 6 e 9. Particolarmente condivisibile appare quanto previsto dal comma 4 dellarticolo 6, laddove si afferma espressamente che il piano urbanistico privilegia il rinnovo urbano, la ristrutturazione e ladeguamento del patrimonio immobiliare esistente. Un giudizio positivo va espresso poi su quanto previsto dallarticolo 5 in tema di principio di sussidiariet verticale, nonch di adozione di atti negoziali in luogo di atti autoritativi, come pure per ci che concerne le disposizioni in materia di dotazioni territoriali e fiscalit urbanistica. In particolare, importante puntare a favorire il rinnovo urbano introducendo meccanismi premiali in termini di metri cubi aggiuntivi.

Il testo in esame appare invece suscettibile di qualche miglioramento per quanto riguarda, innanzitutto, il concetto di governo del territorio di cui allarticolo 1, comma 2, che dovrebbe essere meglio articolato, come pure per ci che concerne la previsione della concertazione con i soggetti privati gi nella fase della pianificazione, sembrando preferibile prevedere forme negoziali piuttosto nella fase dellattuazione. Anche il concetto di fiscalit, di cui allarticolo 12, dovrebbe essere meglio precisato e finalizzato ai diversi interventi. Le competenze demandate alle province, poi, potrebbero essere meglio definite, mentre appare opportuno approfondire la questione della possibilit di ricorrere alla denuncia attivit (DIA), favorendo tale strumento e perfezionando nel contempo le procedure di controllo esistenti. Una riflessione potrebbe essere opportuna anche sul tema del silenzio-assenso in materia di permesso di costruire, cos da verificare se siano o meno fondate le preoccupazioni da molti espresse.

Sottolinea infine lesigenza di acquisire lampia documentazione raccolta dalla competente Commissione dellaltro ramo del Parlamento, effettuando, prima della discussione generale, laudizione di un numero limitato di soggetti, fra cui i rappresentanti delle regioni, delle province, dei comuni e dellIstituto nazionale urbanistica (INU), nonch accogliendo un suggerimento del senatore ZAPPACOSTA (AN) - degli ordini degli ingegneri, degli architetti, dei geologi, dei geometri e degli agronomi e forestali.



Il seguito dellesame viene quindi rinviato.

www.senato.it


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