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Progetto di legge Regione Sicilia, "Norme per il governo del territorio"
2005-06-30


REGIONE SICILIANA
ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO E DELLAMBIENTE

Progetto di legge NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO

INDICE

Legenda delle sigle utilizzate nel testo di legge Pag. 3

TITOLO I FINALIT, FUNZIONI E OBIETTIVI .... 4
Art. 1 - Finalit
Art. 2 - Funzioni e obiettivi

TITOLO II - PRINCIPI GENERALI, LORO ATTUAZIONE E PROCEDURE DI CONCERTAZIONE ..4
CAPO I - Principi generali e loro attuazione
Art. 3 - Principi generali
Art. 4 - Sussidiariet
Art. 5 - Sostenibilit
Art. 6 - Partecipazione
Art. 7 - Concertazione
Art. 8 - Semplificazione
Art. 9 - Flessibilit
Art.10 - Perequazione
CAPO II - Procedure di concertazione
Art. 11 - Conferenza di pianificazione
Art. 12 - Accordo di programma
Art. 13 - Accordo di pianificazione

TITOLO III - STRUTTURE TECNICHE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO ...9
CAPO I - Strutture tecniche per il governo del territorio
Art. 14 - Strutture tecniche
CAPO II - Strutture tecniche della Regione
Art. 15 - Ufficio del sistema informativo territoriale regionale (SITR)
Art. 16 - Ufficio della pianificazione territoriale regionale
Art. 17 - Ufficio di programma e di monitoraggio dei processi di pianificazione
CAPO III - Strutture tecniche della Provincia regionale
Art. 18 - Uffici provinciali del SITR
Art. 19 - Uffici della pianificazione territoriale provinciale
CAPO IV - Strutture tecniche del Comune
Art. 20 - Uffici della pianificazione urbanistica comunale
Art. 21 - Uffici comunali del SITR

TITOLO IV - PIANO TERRITORIALE REGIONALE .12
CAPO I - Piano territoriale regionale (PTR)
Art. 22 - Definizione, finalit e obiettivi del PTR
Art. 23 - Disposizioni del PTR
Art. 24 - Contenuti del PTR
Art. 25 - Procedure di formazione e approvazione del PTR
CAPO II - Piani territoriali regionali darea (PTRA)
Art. 26 - Contenuti dei PTRA
Art. 27 - Procedure di approvazione dei PTRA


TITOLO V - PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE (PTP) ..17
Art. 28 -Definizione, finalit e obiettivi del PTP
Art. 29 - Contenuti del PTP
Art. 30 - Caratteristiche del PTP
Art. 31 - Procedure di formazione ed approvazione del PTP

TITOLO VI - PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC) ..22
Art. 32 - Finalit, efficacia e contenuti del PUC
Art. 33 - Valutazione del piano
Art. 34 - Procedimento di formazione dei PUC
Art. 35 - Procedure di formazione del PUC in assenza del Piano Territoriale Provinciale

TITOLO VII - PIANI URBANISTICI ATTUATIVI (PUA) .27
Art. 36 - Definizione e finalit dei PUA
Art. 37 - Caratteristiche e contenuti dei PUA
Art. 38 - Procedure di formazione dei PUA

TITOLO VIII - REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO (REC) ..29
Art. 39 - Caratteristiche e contenuti del REC
Art. 40 - Contenuti del REC in assenza di piano urbanistico comunale (RUE)
Art. 41 - Procedure di approvazione

TITOLO IX - DOTAZIONI TERRITORIALI E STANDARD DI QUALIT URBANA E AMBIENTALE ..30
Art. 42 - Standard di qualit urbana e ambientale
Art. 43 - Sistema delle dotazioni territoriali
Art. 44 - Infrastrutture per l'urbanizzazione degli insediamenti
Art. 45 - Attrezzature, servizi e spazi collettivi
Art. 46 - Dotazioni ecologiche e ambientali

TITOLO X ATTUAZIONE DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE .33
CAPO I - Gestione del piano urbanistico comunale
Art. 47 - Modalit di gestione del piano
Art. 48 - Comparti edificatori
Art. 49 - Fiscalit urbanistica
Art. 50 - Societ di trasformazione urbana (STU)
Art. 51 - Poteri sostitutivi
Art. 52 - Supporti tecnici e finanziari
CAPO II - Norme in materia edilizia e di vigilanza sullabusivismo
Art. 53 - Norme regolanti lattivit edilizia e la vigilanza sullabusivismo

TITOLO XI - NORME ABROGATIVE .37
Art. 54 - Abrogazione delle Commissioni edilizie comunali
Art. 55 - Abrogazione del Consiglio regionale dellurbanistica
Art. 56 - Abrogazione di norme in contrasto

TITOLO XII - NORME TRANSITORIE E FINALI.38
Art. 57 - Strumenti urbanistici generali
Art. 58 - Strumenti urbanistici attuativi
Art. 59 - Coordinamento territoriale
Art. 60 - Misure di salvaguardia
Art. 61 - Valutazione ambientale dei piani
Art. 62 - Regolamenti di attuazione della presente legge
Art. 63 - Previsioni di copertura finanziaria
Art. 64 - Pubblicazione



LEGENDA DELLE SIGLE UTILIZZATE NEL TESTO DI LEGGE

APF ACCORDO DI PIANIFICAZIONE
APR ACCORDO DI PROGRAMMA
APQ ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO
ARTA ASSESSORATO REGIONALE DEL TERRITORIO E DELLAMBIENTE
BB.CC.AA. BENI CULTURALI E AMBIENTALI
CP CONFERENZA DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA
DPEFR DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA REGIONALE
DPS DOCUMENTO DI PIANO STRUTTURALE
DRU DIPARTIMENTO REGIONALE DELLURBANISTICA
EE.LL. ENTI LOCALI
GIS GEOGRAFIC INFORMATION SYSTEM (SISTEMA INFORMATIVO GEOGRAFICO)
GURS GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA
ICI IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI
ISTAT ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA
NTA NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
PN PROGETTO NORMA
PTP PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE
PTPR LINEE GUIDA DEL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE
PTR PIANO TERRITORIALE REGIONALE
PTRA PIANO TERRITORIALE REGIONALE DAREA
PUA PIANO URBANISTICO ATTUATIVO
PUC PIANO URBANISTICO COMUNALE
RA RAPPORTO AMBIENTALE
RCT REGOLAMENTO PER LATTUAZIONE DEL COORDINAMENTO TERRITORIALE
REC REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE
RUE REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO
RUP RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO
SITR SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE REGIONALE
SLU SUPERFICIE LORDA UTILE
STU SOCIETA DI TRASFORMAZIONE URBANA
UPM UFFICIO DI PROGRAMMA E MONITORAGGIO DEI PROCESSI DI PIANIFICAZIONE


NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO

TITOLO I
FINALITA E FUNZIONI

Articolo 1
Finalit

1. La presente legge disciplina e indirizza, nel rispetto dello Statuto siciliano e nel quadro dellordinamento nazionale ed europeo, le azioni della Regione, delle Provincie regionali e dei Comuni per il governo del territorio.

Articolo 2
Funzioni e obiettivi

1. Le azioni di governo del territorio si attuano mediante un efficiente sistema di pianificazione territoriale e urbanistica, si fondano sul principio di chiare e motivate determinazioni territoriali, basate su una conoscenza sistematica e continua dei processi di trasformazione urbana e territoriale, e perseguono i seguenti obiettivi di rilevanza pubblica:
a) promuovere uno sviluppo del territorio ordinato e sostenibile;
b) assicurare che i processi di trasformazione urbana e territoriale siano compatibili con la sicurezza e la salute dei cittadini, preservino da alterazioni irreversibili i connotati fisici del territorio e ne mantengano i connotati culturali;
c) migliorare la qualit della vita dei cittadini;
d) ridurre e mitigare limpatto degli interventi sui sistemi naturali e ambientali;
e) promuovere la valorizzazione e il miglioramento delle qualit ambientali, architettoniche, culturali e sociali della citt e del territorio, attraverso interventi di riqualificazione del tessuto esistente, finalizzati anche alla eliminazione delle sperequazioni territoriali;
f) ridurre il consumo di suolo, limitandolo ai casi in cui non sussistano valide alternative.

TITOLO II
PRINCIPI GENERALI, LORO ATTUAZIONE E PROCEDURE DI CONCERTAZIONE

CAPO I
Principi generali e loro attuazione

Articolo 3
Principi generali

1. Il governo del territorio attivit amministrativa che assume e concretizza i principi di:
a) sussidiariet;
B) sostenibilit;
C) partecipazione;
D) concertazione;
E) semplificazione;
F) flessibilit;
G) perequazione.


Articolo 4
Sussidiariet

1. Le funzioni di pianificazione territoriale e urbanistica sono attribuite unicamente alla Regione, alle Provincie e ai Comuni.

2. Sono conferite ai Comuni tutte le funzioni di governo del territorio non esplicitamente attribuite dalla presente legge alla Regione e alle Provincie regionali.

3. I Comuni possono esercitare le funzioni di pianificazione in forma associata.

4. Sono attribuite alla Regione e alle Provincie regionali soltanto le funzioni che riguardano scelte di interesse sovracomunale o che non possono essere efficacemente svolte a livello comunale. In tal caso sono previste dalle presenti norme adeguate forme di partecipazione dei Comuni.

5. Compete ai Comuni, in riferimento alle situazioni locali, specificare, approfondire e attuare i contenuti degli altri strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica

Articolo 5
Sostenibilit

1. La Regione, le Provincie Regionali e i Comuni, nellambito dei propri piani e programmi e in tutte le fasi della loro evoluzione, provvedono alla contestuale valutazione di sostenibilit degli impatti delle scelte, nel rispetto della normativa nazionale ed europea.

2. LAssessorato Regionale del Territorio e dellAmbiente emana gli atti metodologici e di indirizzo per lapplicazione delle procedure di valutazione ambientale sui piani e sui programmi, previste dalla Direttiva 42/2001/CE del 27.06.200.

Articolo 6
Partecipazione

1. Per ogni attivit di pianificazione, lAmministrazione nomina il responsabile del procedimento il quale cura tutte le attivit relative alle forme di pubblicit e di consultazione, allaccesso agli atti e alla partecipazione dei cittadini, anche in forma associata, in ordine a tutte le fasi e ai contenuti delle scelte di pianificazione.

2. Nellambito della formazione degli strumenti di pianificazione garantita la partecipazione dei soggetti interessati attraverso la pi ampia pubblicit degli atti e documenti di pianificazione, assicurando il tempestivo e adeguato esame delle deduzioni dei soggetti intervenuti e motivando laccoglimento o meno delle stesse.

3. La Regione garantisce altres la pi ampia e aggiornata informazione e diffusione dei dati relativi allo stato della pianificazione nel territorio regionale.

Articolo 7
Concertazione

1. La Regione, le Provincie e i Comuni, nella formazione di piani e programmi, conformano la propria attivit al metodo della concertazione istituzionale.


2. Sono strumenti della concertazione istituzionale, come regolati dal Capo II:
a) la conferenza di pianificazione (CP);
b) laccordo di programma (APR);
c) laccordo di pianificazione (APF).

Articolo 8
Semplificazione

1. La Regione, le Provincie regionali e i Comuni predispongono propri strumenti unitari di pianificazione territoriale e urbanistica, in cui si coordinano tutte le disposizioni normative e tutti gli aspetti settoriali derivanti da leggi o regolamenti che riguardano il governo del territorio.

2. Nella formazione dello strumento unitario di pianificazione, il coordinamento attuato a mezzo della conferenza di pianificazione territoriale e urbanistica prevista dallart. 11.

3. Per assicurare la flessibilit del sistema della pianificazione i piani territoriali e urbanistici possono contenere esplicite proposte di modifica degli altri livelli di pianificazione.

4. Per l'approvazione di piani o programmi settoriali che contengono proposte di modifica al piano generale dello stesso livello, si applica il procedimento previsto per il piano generale.

5. Lapprovazione delle modifiche al piano generale dello stesso livello comporta anche la variazione negli altri livelli di pianificazione, qualora sulle modifiche sia acquisito laccordo dellente titolare del relativo strumento. Laccordo pu essere raggiunto con le procedure di concertazione previste dalla presente legge.

6. La Regione, le Provincie regionali e i Comuni hanno lobbligo di aggiornare i propri strumenti di pianificazione a seguito dellaccordo di cui al comma 5 o dellatto di approvazione.

Articolo 9
Flessibilit

1. Per assicurare la flessibilit del sistema della pianificazione, il piano di ampiezza territoriale minore pu contenere esplicite proposte di modifica al piano di ampiezza territoriale maggiore.

2. Le proposte di modifica di cui al comma 1 devono soddisfare comprovate esigenze o fabbisogni degli enti territoriali, relative alla necessit di garantire il raggiungimento di obiettivi di sviluppo economico e sociale e di riequilibrio degli assetti territoriali e ambientali.

3. L'atto di approvazione del piano che contiene proposte di modifica comporta anche la variazione del piano pi ampio, qualora sulle modifiche sia acquisita l'accordo dell'ente titolare dello strumento con le procedure di concertazione della presente legge.

4. La Regione, le Provincie regionali e i Comuni hanno lobbligo di aggiornare gli elaborati tecnici dei propri strumenti di pianificazione a seguito dellaccordo di cui al comma 3 o dellatto di approvazione.

5. Le destinazioni duso possono essere modificate senza che ci costituisca variante agli strumenti urbanistici nei casi che saranno previsti e normati dai Regolamenti edilizi comunali di cui allart. 39.


Articolo 10
Perequazione

1. Le previsioni della pianificazione urbanistica possono essere attuate sulla base di criteri di perequazione urbanistica e/o di compensazione perequativa al fine di assicurare il rispetto di esigenze unitarie nella realizzazione degli interventi, nonch unequa ripartizione degli oneri e dei benefici tra i proprietari interessati.

2. La perequazione urbanistica realizzata con lattribuzione di quote di diritti edificatori alle propriet immobiliari comprese negli ambiti territoriali oggetto di trasformazione edilizia e urbanistica, cos come individuate e perimetrate nei piani.

3. I diritti edificatori sono attribuiti allintero ambito predeterminato nello strumento urbanistico indipendentemente dalle destinazioni duso, in percentuale al valore della propriet immobiliare di ciascun proprietario e sono liberamente commerciabili, ma non trasferibili in altri ambiti.

4. A fronte di benefici pubblici aggiuntivi rispetto a quelli dovuti e comunque conformi e coerenti con le previsioni del piano urbanistico, possono essere previste forme di compensazione perequativa consistenti nellattribuzione di indici di edificabilit differenziati e incrementabili. In aree gravate da vincolo di uso pubblico la quota di diritto edificatorio relativa alla superficie lorda utile (SLU) pu essere trasferita, a titolo incrementale, entro i limiti definiti dallo strumento urbanistico, su aree edificabili con progetti norma (PN).

5. La Giunta di governo regionale, con appositi criteri e modalit anche di tipo economico e finanziario da prevedersi nel DPEFR, potr disciplinare forme di perequazione territoriale intercomunale, quale modalit di compensazione e riequilibrio di differenti opportunit riconosciute a particolari realt locali e di oneri ambientali su queste eventualmente gravanti.

CAPO II
Procedure di concertazione

Articolo 11
Conferenza di pianificazione

1. Per la formazione di piani e programmi e loro varianti, la Regione, le Provincie regionali e i Comuni, singoli o associati, convocano apposite conferenze di pianificazione territoriale e urbanistica (CP).

2. La conferenza di pianificazione territoriale e urbanistica ha la finalit di concertare un quadro conoscitivo del territorio e del suo sviluppo sostenibile, nonch di esprimere valutazioni sugli obiettivi e le scelte di pianificazione.

3. Alla conferenza di pianificazione partecipano gli enti territoriali e tutte le Amministrazioni pubbliche competenti al rilascio dei pareri e di qualsivoglia atto di assenso. LAmministrazione procedente pu altres convocare altre Amministrazioni pubbliche o enti comunque interessati dalle scelte di pianificazione.

4. Ogni Amministrazione partecipa alla conferenza di pianificazione con un unico rappresentante, legittimato dagli organi istituzionalmente competenti ad esprimere le valutazioni e la volont dell'ente rappresentato.

5. La conferenza di pianificazione deve concludersi entro un termine prefissato con un apposito accordo di pianificazione (APF) di cui lAmministrazione procedente deve assicurare la massima pubblicit e diffusione.

Articolo 12
Accordo di programma

1. Laccordo di programma (APR), ai sensi dellart. 34 del D.Lgs. 18 Agosto 2000 n. 267 e s.m.i., promosso dallAmministrazione regionale, provinciale o comunale per assicurare il coordinamento delle azioni necessarie ad attuare opere e interventi previsti nei rispettivi piani, ovvero per lattuazione di tutte le forme di concertazione economico-finanziaria, ivi compresi interventi e opere pubbliche o di interesse pubblico, promosse da soggetti istituzionali pubblici, da societ miste di gestione di pubblici servizi o di trasformazione urbana e depositate in conferenza di servizio.

2. LAmministrazione procedente:
a) indica le opere, i programmi, gli interventi e lambito territoriale oggetto dellaccordo di programma;
b) individua gli enti, i soggetti istituzionali pubblici e privati coinvolti nella conferenza di servizio proponente laccordo di programma;
c) fissa un termine temporale congruo entro il quale, alla conclusione della conferenza di servizio, si dovr sottoscrivere laccordo di programma.

3. Laccordo di programma deve prevedere:
a) il programma di attuazione delle opere e degli interventi;
b) la determinazione dei costi complessivi articolati eventualmente per fasi di attuazione;
c) il piano finanziario delle proposte progettuali;
d) le modalit attuative;
e) le modalit di vigilanza e di controllo per lesecuzione dellAccordo;
f) le sanzioni in caso di inadempienza.

Art. 13
Accordo di pianificazione

1. Laccordo di pianificazione (APF), che deve comunque garantire il rispetto delle finalit della presente legge, ladeguatezza del quadro conoscitivo di riferimento e la coerenza complessiva del sistema di programmazione e pianificazione territoriale e urbanistica, consiste nel consenso unanime delle Amministrazioni interessate espresso con i criteri e le modalit del presente articolo.

2. Ai fini dellapprovazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica di livello regionale, provinciale e comunale i rappresentanti legali delle Amministrazioni partecipanti sottoscrivono un accordo di pianificazione a conclusione dellattivit della conferenza di pianificazione di cui allart. 11.

3. LAmministrazione procedente:
a) indica gli elementi strategici e strutturali, i programmi e le fasi di attuazione, le scelte e gli ambiti territoriali previsti negli strumenti urbanistici esaminati, oggetto dellaccordo di pianificazione, nonch gli eventuali gradi di coerenza e compatibilit con altri livelli di pianificazione;
b) individua gli enti e i soggetti istituzionali pubblici e privati coinvolti nellaccordo di pianificazione;
c) fissa un termine temporale congruo entro il quale si dovr sottoscrivere laccordo di pianificazione;

4. Laccordo di pianificazione deve prevedere:
a) il parere favorevole, o nulla-osta o assenso comunque denominati, e/o gradi di valutazione sulla coerenza e/o compatibilit delle previsioni dello strumento di pianificazione esaminato, eventualmente anche con prescrizioni, condizioni e/o modifiche;
b) la valutazione favorevole della dimensione finanziaria prevista, articolata eventualmente per fasi di attuazione;
c) i criteri e le modalit di attuazione delle previsioni;
d) le modalit di controllo per lesecuzione dellaccordo e le sanzioni in caso di inadempienza;
e) la sottoscrizione da parte del legale rappresentante di tutte le Amministrazioni o soggetti partecipanti a ci autorizzati.

5. Il progetto di piano presentato deve comunque contenere gli elementi e gli elaborati rispettivamente prescritti dalla presente legge e dagli eventuali e successivi regolamenti di attuazione, con riferimento allatto di pianificazione da approvare.


TITOLO III
STRUTTURE TECNICHE PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO

CAPO I
Strutture tecniche per il governo del territorio

Articolo 14
Strutture tecniche

1. Sono istituite le strutture tecniche per il governo del territorio della Regione, delle Provincie regionali e dei Comuni.

2. Le strutture tecniche per il governo del territorio della Regione, delle Provincie regionali e dei Comuni operano in rapporto di stretta collaborazione e di sinergia, ai fini di migliorare la qualit tecnica degli atti e di favorire la omogeneit dei criteri metodologici e lefficacia dellazione amministrativa.

3. La Regione, le Provincie regionali e i Comuni assumono gli opportuni accordi per il perseguimento delle finalit di cui al secondo comma.

4. Il sistema informativo territoriale regionale (SITR) costituisce lo strumento fondamentale di conoscenza del territorio e delle sue trasformazioni per le finalit di cui al comma 2.

5. Alla formazione e gestione del SITR partecipano la Regione, le Provincie regionali e i Comuni, singoli o associati, nei modi e con i criteri che saranno indicati dallARTA.

CAPO II
Strutture tecniche della Regione

Articolo 15
Ufficio del sistema informativo territoriale (SITR)

1. E istituito presso lAssessorato Regionale del Territorio e dellAmbiente (ARTA) lUfficio del sistema informativo territoriale regionale (SITR), il quale dotato di specifiche risorse umane e finanziarie e svolge i seguenti compiti:

a) sviluppa una metodologia unificata per garantire principi, concetti e linguaggi comuni in modo da favorire lintegrazione tra i diversi sistemi di informazioni, sia allo stesso livello di pianificazione che tra livelli diversi;
b) fornisce consulenza ed assistenza agli Enti locali per la formazione dei rispettivi sistemi informativi territoriali;
c) organizza la conoscenza del territorio nelle fasi di individuazione, acquisizione, georeferenziazione, certificazione, finalizzazione ed aggiornamento delle informazioni, nonch nelle fasi della sua rappresentazione;
d) cura la realizzazione della cartografia ufficiale informatizzata della Regione e delinea norme tecniche e criteri metodologici per la formazione della cartografia, generale e tematica, da parte di altri Enti territoriali operanti nel territorio della Regione;
e) organizza ed aggiorna il SITR facendovi confluire, previa certificazione:
- le informazioni provenienti dalle altre amministrazioni e uffici regionali e statali, dagli Enti locali e dalla comunit scientifica;
- le informazioni contenute in altri sistemi informativi di competenza di altre amministrazioni ed uffici regionali e statali;
- i dati statistici ufficiali rilevati dallISTAT, dai Comuni e dagli altri Enti provinciali e regionali;
- i dati sulla attivit edilizia e sulla attivit di controllo del territorio che i Comuni sono obbligati a trasmettere;

f) fornisce ai soggetti istituzionali competenti per la pianificazione territoriale ed urbanistica e per la programmazione economica le informazioni ed i supporti necessari per la redazione, la verifica, e ladeguamento dei rispettivi piani e programmi;
g) garantisce laccesso, da parte di chiunque, ai dati del SITR e ne promuove la divulgazione.

2. I rami dellAmministrazione regionale con competenze incidenti sui sistemi delle risorse territoriali trasmettono costantemente allUfficio del SITR i dati in loro possesso, nelle forme e nei modi che saranno definiti dallo stesso Ufficio.

Articolo 16
Ufficio della pianificazione territoriale regionale

1. E istituito presso lAssessorato Regionale del Territorio e dellAmbiente lUfficio della pianificazione territoriale regionale, il quale dotato di specifiche risorse umane e finanziarie e svolge i seguenti compiti:

a) elabora, gestisce e aggiorna il piano territoriale regionale (PTR) di cui al Capo I Titolo IV, anche avvalendosi del SITR;
b) individua i contesti territoriali ottimali di riferimento per lattivazione dei piani territoriali regionali darea (PTRA) di cui al Capo II Titolo IV;
c) assicura i raccordi con le altre Regioni, con il quadro territoriale nazionale e con il processo europeo di coesione territoriale, anche nellambito di piani e programmi comunitari;
d) fornisce annualmente alla Giunta di governo una relazione dettagliata sullo stato del territorio regionale e delle sue criticit, con particolare riferimento allo stato di avanzamento e alle iniziative di pianificazione, ai fini della formazione del documento di programmazione economica e finanziaria regionale (DPEFR);
e) fornisce il supporto territoriale georeferenziato alla relazione annuale sullo stato dellambiente;
f) provvede alla elaborazione ed alla pubblicazione di atti metodologici di indirizzo, stabilendo linsieme organico di nozioni, modalit di calcolo e di verifica concernenti indicatori, parametri e modalit duso e di intervento, allo scopo di definire un lessico comune nel campo della pianificazione e del governo dellintero territorio regionale.

2. I rami dellAmministrazione regionale con competenze incidenti sui sistemi delle risorse territoriali comunicano periodicamente allUfficio della pianificazione territoriale regionale lo stato dei piani e dei programmi di rispettiva competenza.

Articolo 17
Ufficio di programma e monitoraggio dei processi di pianificazione

1. E istituito presso lAssessorato Regionale del Territorio e dellAmbiente, lUfficio di programma e monitoraggio (UPM) dei processi di pianificazione territoriale e urbanistica, il quale dotato di specifiche risorse umane e finanziarie e svolge i seguenti compiti:

a) partecipa alle procedure di concertazione previste e regolate dal Capo II del Titolo II, esprimendo pareri motivati;
b) provvede al monitoraggio delle dinamiche di pianificazione/programmazione e attuazione e ne trasmette le risultanze allUfficio della pianificazione territoriale regionale e allUfficio del SITR;
c) partecipa allattuazione dei piani territoriali regionali darea (PTRA) di cui al Capo II Titolo IV.



CAPO III
Strutture tecniche della Provincia regionale

Articolo 18
Uffici provinciali del sistema informativo territoriale regionale

1. Ciascuna Provincia regionale istituisce lUfficio provinciale del SITR, il quale dotato di specifiche risorse umane, finanziarie e tecnologiche e svolge i seguenti compiti:

a) organizza la conoscenza del territorio provinciale;
b) contribuisce ad aggiornare il SITR, facendovi confluire, previa certificazione:
- le informazioni provenienti dai Comuni;
- le informazioni provenienti da tutti i settori dellAmministrazione provinciale;
- i dati statistici ufficiali rilevati dallISTAT e dai Comuni;
- i dati sulla attivit edilizia e sulla attivit di controllo del territorio;
c) gestisce i flussi informativi con lUfficio regionale del SITR.


Articolo 19
Uffici della pianificazione territoriale provinciale

1. Ciascuna Provincia regionale istituisce lUfficio della pianificazione territoriale provinciale, il quale dotato di specifiche risorse umane, finanziarie tecnologiche e svolge i seguenti compiti:

a) elabora, gestisce e aggiorna il piano territoriale provinciale (PTP) di cui al Titolo V, avvalendosi del Sistema informativo territoriale regionale (SITR);
b) assicura i raccordi con le altre Provincie regionali per aspetti che riguardano ambiti interprovinciali ;
c) fornisce annualmente alla Giunta provinciale una relazione dettagliata sullo stato dellassetto del territorio provinciale e delle sue criticit, sullo stato di avanzamento e sulle nuove iniziative di pianificazione, anche ai fini della formazione del piano triennale delle opere pubbliche;
d) redige la relazione annuale sullo stato dellambiente;
e) promuove forme di raccordo e cooperazione tra Comuni.


CAPO IV
Strutture tecniche del Comune

Articolo 20
Uffici della pianificazione urbanistica comunale

1. I Comuni tenuti alla formazione del piano urbanistico comunale (PUC), in forma singola o associata, istituiscono lUfficio della pianificazione urbanistica comunale, il quale dotato di specifiche risorse umane, finanziarie, tecnologiche e svolge i seguenti compiti:

a) elabora, gestisce e aggiorna il piano urbanistico comunale (PUC), i piani urbanistici attuativi (PUA) e il regolamento edilizio comunale (REC) di cui ai Titoli VI, VII e VIII, anche avvalendosi del sistema informativo territoriale;
b) assicura i raccordi con gli Uffici della pianificazione territoriale provinciale e della pianificazione territoriale regionale per gli aspetti strutturali che riguardano ambiti comunali e sovracomunali e per gli aspetti strategici che riguardano obiettivi del piano territoriale regionale ricadenti nellambito comunale;
c) fornisce annualmente alla Giunta municipale una relazione dettagliata sullo stato dellassetto della citt e del territorio comunale e delle sue criticit, sullo stato di avanzamento e sulle nuove iniziative di pianificazione, anche ai fini della formazione del programma triennale delle opere pubbliche;
d) gestisce i flussi informativi con gli Uffici provinciali e regionali del SITR.


Articolo 21
Uffici comunali del SITR

1. I Comuni, singoli o associati, che istituiscono lUfficio comunale del SITR sono dotati di specifiche, risorse umane, finanziarie, tecnologiche e svolgono i seguenti compiti:

a) organizzano la conoscenza del territorio comunale ;
b) contribuiscono ad aggiornare il SITR, facendovi confluire, previa certificazione:
- le informazioni provenienti da tutti i settori dellAmministrazione comunale;
- i dati sulla attivit edilizia e sulla attivit di controllo del territorio;
c) gestiscono i flussi informativi con gli Uffici regionali e provinciali del SITR.

2. LAssessorato Regionale del Territorio e dellAmbiente determina:

a) lelenco dei Comuni, singoli o associati, tenuti ad istituire gli Uffici del SITR e gli Uffici della pianificazione urbanistica comunale;
b) i compiti degli Uffici del SITR.


TITOLO IV
PIANO TERRITORIALE REGIONALE

CAPO I
Piano territoriale regionale (PTR)

Articolo 22
Definizione, finalit e obiettivi del PTR

1. Il PTR strumento unitario di governo e pianificazione del territorio di carattere prevalentemente strategico, con il quale si definiscono le finalit generali degli indirizzi, delle direttive e delle prescrizioni funzionali alle azioni di trasformazione e allassetto del territorio a scala regionale. Il PTR, inoltre, persegue i seguenti obiettivi:

a) assicurare lo sviluppo e la coesione sociale nellambito del territorio regionale e nel quadro del processo di coesione del territorio europeo;
b) accrescere la competitivit del sistema territoriale regionale;
c) garantire la riproducibilit, la qualificazione e la valorizzazione del sistema delle risorse territoriali regionali;
d) costituire il sistema delle coerenze tra gli altri strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, generale o di settore, e quelli di programmazione socio-economica;
e) coordinare le iniziative di tutela attiva del sistema delle risorse naturalistiche, nonch degli elementi e delle strutture fisiografiche in ordine alla prevenzione dei rischi e alla valutazione della vulnerabilit del territorio alla scala regionale.

2. Il PTR strumento di integrazione coerente delle reti infrastrutturali di rilevanza regionale, nazionale, internazionale e/o transnazionale e dei relativi nodi di attrezzature e servizi, nonch della distribuzione strategica, alla scala del territorio regionale, dei grandi insediamenti produttivi, commerciali e direzionali.

3. Il PTR strumento di formulazione di indirizzi e criteri per la pianificazione di livello sub- regionale, provinciale e comunale, anche in termini di direttive di dimensionamento e classificazione tipologica degli insediamenti, nonch di coordinamento e integrazione per la pianificazione di settore e per le iniziative di programmazione negoziata e di programmi complessi.

4. Il PTR strumento di riferimento unitario e certo, perch condiviso, rispetto ad un sistema complesso e flessibile di coerenze, anche di settori e/o tematismi diversi ma integrati tra loro dal coordinamento dei reciproci effetti sul territorio regionale.

5. Il PTR costruisce e rappresenta un quadro autorevole di ricomposizione di strategie generali, in cui le contestuali azioni di pianificazione provinciale trovano una loro giustificazione di coerenza, sia con i valori territoriali locali (comunali), che con il carattere prevalentemente strutturale delle proprie elaborazioni di piano.

Articolo 23
Disposizioni del PTR

1. Il PTR dispone, attraverso indirizzi, direttive e prescrizioni, la costruzione di un quadro di coerenze capaci di interpretare un ruolo unitario e integrato nei confronti di diverse competenze di piano, di cui condividere valori e prospettive, anche alla luce della programmazione comunitaria dello sviluppo e delle relative azioni di coordinamento strategico.

2. Gli indirizzi fissano gli obiettivi per la predisposizione dei piani territoriali provinciali e dei programmi settoriali di livello regionale, pur riconoscendo ad essi discrezionalit di specificazione e integrazione nelle rispettive previsioni e nellapplicazione dei relativi contenuti.

3. Le direttive devono essere osservate nella elaborazione dei contenuti degli altri livelli di pianificazione e/o dei piani o programmi settoriali del livello regionale.

4. Le prescrizioni incidono direttamente sul regime giuridico dei beni disciplinati, regolando gli usi ammissibili e le trasformazioni consentite, da predisporre nel rispetto del principio di sussidiariet di cui al Titolo II.

5. Le disposizioni del PTR vengono emanate con nozioni e definizioni chiare e facilmente trasmissibili e si basano su metodologie trasparenti e ripetibili di valutazione e verifica di indicatori, parametri e modalit duso.

Articolo 24
Contenuti del PTR

1. Il PTR ha valenza di piano territoriale paesistico ai sensi della legislazione vigente, e a tal fine recepisce le Linee guida del piano territoriale paesistico regionale (PTPR).

2. In particolare, il PTR specifica:

a) gli obiettivi principali di sviluppo socio-economico del territorio regionale, come espressi in linea generale dal documento di programmazione economica e finanziaria regionale (DPEFR) e in linea specifica dal complesso dei vari piani e programmi regionali di settore;
b) i criteri operativi generali per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio delle risorse culturali e ambientali, in coerenza con la disciplina delle aree protette e delle riserve naturali in ordine alla loro fruizione scientifica, didattico-pedagogica e/o generalizzata;
c) i criteri operativi generali per la tutela dellambiente e la regolamentazione e/o programmazione regionale e nazionale in materia di risorse idriche, geologiche, geomorfologiche, idro-geologiche, nonch delle attivit agricolo-forestali, ai fini della prevenzione dei rischi e della loro mitigazione, e della valutazione di vulnerabilit della popolazione insediata, anche in termini di protezione civile;
d) i criteri operativi per la regolamentazione urbanistica ai fini della riduzione degli inquinamenti.

3. Il PTR inoltre definisce, in base agli elementi di cui al comma 2:

a) il quadro delle conoscenze dei caratteri fisici del territorio regionale nonch del carattere storico degli insediamenti urbani e del sistema delle risorse culturali e ambientali;
b) il quadro conoscitivo delle reti infrastrutturali e delle grandi opere pubbliche di rilevanza regionale, nazionale, internazionale e/o transnazionale, della distribuzione strategica dei grandi insediamenti produttivi, commerciali, turistico-ricettivI e direzionali;
c) indirizzi e criteri del dimensionamento degli strumenti di pianificazione di scala sub-regionale, provinciale e comunale, anche in termini di standard prestazionali e di classificazione tipologica dei sistemi insediativi;
d) il quadro degli ambiti territoriali sub-regionali per la individuazione di zone di preservazione non urbanizzabili, che dovranno essere rese prescrittive nei PTP, anche tenendo conto della loro sostenibilit economica e ambientale;
e) il quadro dei sistemi sub-regionali che identificano le gerarchie di rango funzionale e le relazioni reticolari dei sistemi urbani locali, integrate dal supporto di matrice ecologica del territorio e dagli stessi caratteri geomorfologici generali che ne costituiscono la struttura fisica;
f) il quadro delle aree a tema vocazionale e a finalit specifiche per obiettivi di riqualificazione, di significativa ampiezza e consistenza territoriale, che possano essere sottoposte a un piano territoriale regionale darea (PTRA), anche su richiesta delle Provincie e/o dei Comuni interessati;
g) lelenco dei Comuni nei quali la regolamentazione urbanistica pu essere definita attraverso strumenti e procedure semplificati;
h) il quadro del territorio regionale articolato, in funzione degli obiettivi strategici di sviluppo, in Provincie regionali, aree metropolitane - anche in modifica di quelle delimitate con D.P.R.S. 21.10.1995 n. 54 e s.m.i. - citt metropolitane individuate ai sensi dellart. 23 del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267, s.m.i. e libere associazioni di Comuni gi costituite.

4. Il PTR si articola in:

a) norme di direttiva, indirizzo ed orientamento rivolte agli Enti titolari di poteri pianificatori;
b) norme prescrittive e vincolanti, prevalenti sulla disciplina urbanistica comunale e provinciale vigente, ma concordate con gli Enti secondo il principio di sussidiariet, per le opere e gli interventi di competenza regionale o statale e/o di rilevanza nazionale o sovranazionale;
c) rappresentazioni cartografiche dellassetto spaziale delle prevalenti forme fisiche e funzionali del territorio di norma in scala 1:250.000 e di dettaglio per determinate porzioni del territorio regionale alla scala 1:50.000/1:25.000;
d) indicatori strategici e parametri, da implementare, monitorare e aggiornare nel SITR, per misurare e valutare il livello di conseguimento degli obiettivi.

5. Il PTR pu inoltre individuare, con apposita strumentazione operativa:

a) forme di compensazione a favore degli EE.LL. ricadenti in ambiti oggetto di previsioni limitative di talune possibilit di sviluppo. A tal fine indica le modalit perequative per suddividere solidalmente tra gli EE.LL. interessati, in ragione della ridotta soglia di sostenibilit economica e ambientale, i vantaggi e gli oneri conseguenti;
b) modalit di aggiornamento e adeguamento flessibile del PTR stesso, anche diverse da quelle normate, senza adozione di ulteriori interventi legislativi;
c) modalit di espletamento diretto, contestuale e coordinato dellattuazione di taluni interventi, anche puntuali e/o di rete, di rilevanza regionale, nazionale e/o transnazionale.



Articolo 25
Procedure di formazione e approvazione del PTR

1. Il PTR redatto dallUfficio della pianificazione territoriale regionale, istituito ai sensi dellart. 16 presso il Dipartimento regionale dellurbanistica (DRU) dellAssessorato Regionale del Territorio e dellAmbiente (ARTA), che ha il compito di formare, gestire e aggiornare il piano, operando in connessione con il SITR, nonch con gli altri rami dellamministrazione regionale interessati. Alla redazione del PTR da parte dellUfficio possono collaborare, in qualit di consulenti, esperti altamente qualificati in materia di pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, abilitati e iscritti ai relativi albi professionali.

2. Il PTR aggiornato in connessione con il DPEFR, che pu programmare una modifica degli obiettivi e delle strategie di sviluppo del territorio regionale. Laggiornamento pu comportare lintroduzione di modifiche e integrazioni, anche a seguito di ulteriori studi e progetti e/o di coordinamento con altri atti della programmazione regionale, nonch con quella nazionale e/o dellUnione europea.

3. LARTA elabora un documento preliminare che:

a) individua gli obiettivi territoriali regionali di medio/lungo periodo e definisce il quadro degli interventi nazionali e regionali programmati in collegamento con il DPEFR;
b) descrive le principali dinamiche e problematiche territoriali e urbanistiche da risolvere nel medio/lungo periodo, stabilendo il quadro delle priorit;
c) individua, in linea generale, limiti e condizioni per lo sviluppo sostenibile del territorio regionale;
d) conferma o modifica, in tutto o in parte, gli obiettivi e il quadro degli interventi dellanno precedente, sempre in connessione e coerenza con il DPEFR.

4. Il documento preliminare del PTR trasmesso, per la sua approvazione, al Presidente della Regione e il relativo decreto viene pubblicato sulla GURS.

5. Sulla base del documento preliminare approvato, lUfficio della pianificazione territoriale regionale dellARTA/DRU predispone uno schema di piano, o laggiornamento di quello precedente, con i contenuti di cui allart. 24, e avvia le consultazioni con gli Enti locali, con gli altri rami della Amministrazione regionale, con gli altri Enti regionali, con le associazioni sociali, culturali, ambientaliste, professionali e sindacali e con i soggetti istituzionali responsabili/rappresentanti di iniziative di programmazione negoziata e di programmi complessi operanti nel territorio regionale, provvedendo successivamente a redigere il progetto definitivo del PTR.

6. Il piano adottato dalla Giunta regionale; della adozione dato avviso sulla GURS e su almeno tre quotidiani a diffusione regionale o con ogni altra forma di divulgazione ritenuta opportuna. Contestualmente alla pubblicazione dellavviso, copia del PTR trasmessa alle Provincie regionali che provvedono al relativo deposito per trenta giorni e, tramite lARTA, convocano una Conferenza di pianificazione ai sensi dellart. 11, alla quale partecipano gli Enti locali, le associazioni sociali, culturali, ambientaliste, professionali e sindacali e i soggetti istituzionali responsabili/rappresentanti di iniziative di programmazione negoziata e di programmi complessi operanti nel territorio provinciale. Al termine prefissato dei lavori della conferenza viene redatto un accordo di pianificazione. Nei trenta giorni successivi, le Provincie regionali provvedono a formulare una relazione complessiva e unitaria contenente sia le valutazioni sullaccordo di pianificazione che le osservazioni presentate dai soggetti interessati e le eventuali proposte di modifica. Le stesse Provincie, poi, curano la trasmissione di tale relazione allARTA che ne verifica la compatibilit e ne propone eventualmente il recepimento, anche parziale, nei successivi trenta giorni, trasmettendo il progetto definitivo del PTR alla Giunta regionale di governo.

7. La Giunta regionale, previo parere delle competenti commissioni legislative dellARS, approva il PTR entro trenta giorni, decidendo anche in merito alle osservazioni e alle proposte di modifica. Il relativo decreto di approvazione pubblicato sulla GURS.

8. Il PTR approvato depositato presso la Presidenza della Regione, presso lARTA e presso le Provincie regionali, e acquista efficacia dal giorno successivo alla data di pubblicazione sulla GURS.


CAPO II
Piani territoriali regionali darea (PTRA)

Articolo 26
Contenuti dei PTRA

1. LARTA, al fine di accrescere lintegrazione fra gli Enti territoriali e il coordinamento delle iniziative in materia di pianificazione, nonch limpegno integrato delle relative risorse finanziarie, promuove la predisposizione di piani territoriali regionali darea (PTRA) individuati allinterno del PTR.

2. l PTRA definiscono il quadro di aree a tema vocazionale e a finalit specifica per obiettivi di riqualificazione di ciascuna area, di significativa ampiezza e consistenza territoriale, che possano essere interessate da opere, interventi e/o destinazioni funzionali di grande rilevanza regionale o sovra-regionale, urbanistica e/o ambientale.

3. I PTRA sono strumenti di pianificazione strategica e operativa promossi dallARTA, con lassenso degli Enti locali coinvolti o su iniziativa di tali enti e/o di altri soggetti pubblici e/o a partecipazione pubblica, e/o privati purch significativi, rappresentativi e portatori di interessi diffusi nel territorio interessato.

4. I PTRA perseguono lobiettivo di realizzare condizioni di sviluppo sostenibile, in coerenza e compatibilit con gli altri strumenti obbligatori della pianificazione e programmazione regionale e sub-regionale.

5. Le aree oggetto dei PTRA possono comprendere il territorio di pi Comuni, anche appartenenti a Provincie diverse, caratterizzato da peculiari problematiche, criticit e/o opportunit di relazione e integrazione territoriale.

6. I PTRA approfondiscono, a scala di dettaglio adeguata, gli obiettivi socio-economici, le opere infrastrutturali e gli interventi di ripristino ambientale, gi delineati a livello strategico nel PTR; dettano i criteri necessari al reperimento e alla ripartizione delle risorse finanziarie e dispongono prescrizioni puntuali e coordinate riguardanti lassetto del territorio interessato, anche con riferimento alle previsioni insediative, al regime vincolistico e alla disciplina attuativa degli interventi sul territorio stesso.

7. Le disposizioni e i contenuti dei PTRA hanno efficacia diretta e cogente nei confronti dei Comuni e delle Provincie compresi nel relativo ambito, e quindi anche nei confronti dei rispettivi strumenti di pianificazione.

8. Per la risoluzione di particolari problematiche territoriali emergenti e per finalit di riqualificazione urbanistico-ambientale il PTRA pu rendere obbligatoria la redazione di piani urbanistici attuativi (PUA) di cui al Titolo VII, negli ambiti individuati, anche intercomunali, specificandone le linee guida.

9. A tal fine il PTRA pu individuare aree di adeguata estensione, composte da agglomerati caratterizzati da particolare disordine urbanistico-edilizio, parzialmente edificati o da considerarsi totalmente edificati, ancorch negli stessi risultino incluse costruzioni regolarmente assentite, nonch ambiti territoriali che includano, oltre agli agglomerati, anche aree libere contigue e/o residuali investite comunque, direttamente o indirettamente, dal processo di urbanizzazione parziale o totale, funzionali alla riqualificazione urbanistica e ambientale dellintero ambito.


Articolo 27
Procedure di approvazione dei PTRA

1. I PTRA sono adottati e approvati dalla Giunta regionale di governo , anche in assenza del PTR.

2. A tal fine, prima della delibera di adozione della Giunta regionale, lARTA pubblica avviso di avvio del procedimento, secondo le prescrizioni di legge, ovvero attraverso forme integrative di pubblicizzazione, in relazione alle caratteristiche specifiche del territorio interessato e delle opere e interventi di interesse regionale da programmarsi.

3. Dopo la adozione lARTA invia copia del PTRA alle Provincie regionali interessate per territorio che provvedono al relativo deposito per trenta giorni, trascorsi i quali indice una conferenza di pianificazione alla quale partecipano gli Enti locali interessati, le associazioni e i soggetti di cui al comma 3 dellart. 26. Al termine prefissato dei lavori della conferenza viene redatto un accordo di pianificazione nel quale si controdeduce anche alle osservazioni/opposizioni presentate nel periodo di deposito. LARTA nei successivi trenta giorni verifica la compatibilit dellaccordo con il PTRA e ne propone eventualmente il recepimento anche parziale, trasmettendo il progetto del PTRA alla Giunta regionale di governo, che lo approva entro trenta giorni, decidendo anche in merito alle osservazioni e alle eventuali proposte di modifica.

4. Il PTRA approvato depositato presso la Presidenza della Regione, presso lARTA, presso le Provincie regionali e i Comuni interessati per territorio, e acquista efficacia dal giorno successivo alla data di pubblicazione sulla GURS.


TITOLO V
PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE (PTP)

Articolo 28
Definizione, finalit e obiettivi del PTP

1. Il piano territoriale provinciale (PTP) strumento di governo del territorio provinciale di carattere prevalentemente strutturale e coordina la pianificazione di livello comunale. Esso definisce - anche in termini di regolamentazione degli usi del suolo di cui ai commi successivi - gli indirizzi, le direttive e le prescrizioni del PTR, funzionali alle azioni concrete di trasformazione e di governo del territorio a scala provinciale, nonch gli obiettivi strategici in osservanza delle disposizioni del PTR.

2. Il PTP - in quanto strumento di carattere prevalentemente strutturale - persegue lobiettivo della costruzione di un quadro conoscitivo e valutativo delle risorse territoriali, dei vincoli e del patrimonio pubblico e demaniale, indirizzato a orientare, limitare o precludere le trasformazioni che incidono sulluso del suolo in relazione ai vincoli e alle risorse, ai vincoli e alle risorse, avvalendosi del SITR e individuando gli indicatori strutturali e strategici da implementare, monitorare e aggiornare nel SITR medesimo, anche per misurare e valutare la sostenibilit delle scelte e il livello di conseguimento degli obiettivi.

3. Il PTP - in quanto strumento di indirizzi e orientamenti strategici discendenti dal PTR e strumento di regolamentazione degli usi del suolo per le scelte e le indicazioni funzionali alle azioni di scala provinciale - costituisce il sistema di verifica delle coerenze tra gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, generale o di settore, operativa o attuativa, e il documento di Programmazione dello sviluppo economico e sociale provinciale, secondo un quadro di priorit.

4. Il PTP - in quanto strumento di coordinamento attuativo delle iniziative di tutela attiva del sistema delle risorse culturali e naturalistiche - assume efficacia di piano paesistico-ambientale ai sensi della D.Lgs. 22.01.2004 n. 41, recependo le risultanze dei piani dambito previsti dalle Linee guida del piano territoriale paesistico regionale (PTPR), approvati o in itinere. In virt di tale efficacia, le prescrizioni contenute nel PTP, anche relativamente ai vincoli di tutela, devono essere recepite da parte dei piani urbanistici comunali.

5. Il PTP definisce lassetto idrogeologico in ordine agli elementi della struttura fisica del territorio per la prevenzione dei rischi, per la valutazione e la mitigazione della vulnerabilit e per la difesa del suolo dai dissesti, sviluppando ed approfondendo i contenuti del PTR e assumendo altres il valore e gli effetti dei rispettivi piani di settore. In tal senso il PTP assume carattere prescrittivo nei confronti dei piani urbanistici comunali che pertanto, per i suddetti aspetti, devono fare ad esso riferimento.

6. Il PTP definisce i limiti di compatibilit e sostenibilit ambientale degli effetti inquinanti sulla qualit dellacqua, dellaria, del suolo e del sottosuolo, sviluppando e approfondendo i contenuti del PTR per quanto attiene le attivit insediative di tipo industriale e/o estrattivo, nonch di grandi impianti infrastrutturali, tecnologici e/o di servizio agli insediamenti urbani.

7. Il PTP definisce i criteri per il dimensionamento e la localizzazione delle reti infrastrutturali riguardanti il sistema della mobilit e il coordinamento tra tali criteri e le previsioni dei piani urbanistici comunali, nonch la verifica di coerenza e integrazione delle reti infrastrutturali provinciali con la pianificazione regionale. Il PTP pu stabilire altres il carattere prescrittivo e operativo di talune localizzazioni delle reti infrastrutturali aventi rilevanza sovracomunale, individuando i relativi corridoi tecnologici anche in termini di occupazione del suolo.

8. Il PTP costituisce quadro di riferimento, di coordinamento attuativo e di distribuzione strategica dei nodi di attrezzature, impianti e servizi di rilevanza sovracomunale, se cos definiti dai piani urbanistici comunali e/o dal PTR. Eventuali localizzazioni areali per grandi insediamenti produttivi, commerciali, direzionali, infrastrutturali, e servizi di rilevanza e portata sovracomunale possono assumere nel PTP carattere prescrittivo/operativo in termini di incidenza sul regime edificatorio dei suoli, se cos determinati.

9. Il PTP sviluppa e assume il carattere e le funzioni di piano strutturale nei confronti della pianificazione comunale, anche in termini di dimensionamento prestazionale e classificazione tipologica per gli insediamenti storici e per gli impianti e le attrezzature di servizio, nonch di coordinamento e integrazione obbligatoria della pianificazione di settore che in esso dovr confluire e per le iniziative di programmazione negoziata e di programmi complessi.

10. Il PTP individua la struttura delle invarianti territoriali, distinguendo tra aree indisponibili, quindi preposte alla conservazione di specifiche risorse e funzioni, e aree disponibili per la trasformazione richiesta dalle strategie di sviluppo.

Articolo 29
Contenuti del PTP

1. Il PTP:

a) esteso alla totalit del territorio provinciale ed lo strumento di pianificazione che definisce le finalit e gli obiettivi generali e specifici dellassetto, della tutela e del governo del medesimo territorio, con riferimento alle linee di azione e/o di attuazione della pianificazione regionale;
b) indica, in coerenza con il documento di Programmazione dello sviluppo economico e sociale della Provincia regionale, le scelte e gli elementi essenziali per le azioni di trasformazione e di governo del territorio a scala provinciale, e definisce i criteri, gli indirizzi e il coordinamento per la pianificazione dei Comuni e/o di eventuali sistemi locali territoriali;
c) costituisce strumento attuativo dambito e di coordinamento per le iniziative, gli interventi, le azioni di tutela delle risorse paesistico-ambientali discendenti dalle Linee guida del PTPR, cos come recepito nel piano territoriale regionale, assumendone i contenuti, la valenza e lefficacia giuridica a tutti gli effetti.

2. Il PTP, in quanto strumento di raccordo e di verifica delle politiche settoriali di sviluppo della Provincia regionale e strumento di indirizzo e coordinamento per la pianificazione urbanistica comunale:

a) indica:
- gli obiettivi di sviluppo economico-sociale a scala provinciale e le loro proiezioni territoriali, prospettando le conseguenti linee di assetto e utilizzazione del territorio, anche in attuazione degli obiettivi e dei contenuti del PTR, nonch proponendone le modifiche o integrazioni ritenute necessarie; a tal fine raccorda e verifica anche le previsioni dei piani di settore, la cui approvazione demandata per legge allAmministrazione provinciale;
- i criteri operativi e attuativi dambito provinciale per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse culturali e naturalistiche, prescrivendo le iniziative progettuali, gli interventi e le azioni vincolistiche, anche per tematismi specifici in sostituzione o integrazione della disciplina dei parchi regionali, delle aree protette e delle riserve naturali;
- i criteri operativi specifici per la tutela ambientale, lassetto idrogeologico e la difesa del suolo, specificando i criteri generali del PTR e definendo la consistenza e la localizzazione delle risorse e dei sistemi ambientali, nonch il loro grado di riproducibilit e vulnerabilit, al fine del miglioramento e del riequilibrio ambientale;
- le condizioni di sostenibilit degli insediamenti rispetto al regime idrogeologico, alla sua criticit e/o rischio e alla capacit di smaltimento dei reflui;
- gli indirizzi e le direttive per la dotazione di reti ecologiche e di spazi di rigenerazione e/o compensazione ambientale, anche negli ambiti urbani e periurbani;

b) definisce, in base agli elementi di cui al precedente punto a):
- il quadro conoscitivo del territorio, avvalendosi del SITR, in quanto elemento strutturale di base della pianificazione provinciale e comunale, che provvede alla organica rappresentazione e valutazione dello stato del territorio e dei processi evolutivi che lo caratterizzano e che costituito dalle seguenti componenti: 1) dinamiche demografiche e processi di sviluppo economico e sociale; 2) aspetti fisici e morfologici; 3) valori paesaggistici, culturali e naturalistici; 4) sistemi ambientali, insediativi e infrastrutturali; 5) utilizzazione del suolo e stato della pianificazione ordinaria; 6) iniziative di programmazione negoziata e programmi complessi; 7) regime delle risorse, dei vincoli e del patrimonio pubblico e demaniale; 8) mosaico delle previsioni dei piani di settore;
- il quadro delle iniziative per lorganizzazione, il dimensionamento, la localizzazione e la realizzazione delle reti infrastrutturali e delle principali linee di comunicazione e mobilit, che definiscono i cosiddetti corridoi tecnologici, e delle connesse grandi opere pubbliche, rilevanti per estensione e natura;
- il quadro dei criteri per la localizzazione, il dimensionamento e la realizzazione, nonch la previsione di distribuzione strategica di grandi strutture e servizi di rilevanza sub-regionale e provinciale, compresi i grandi insediamenti produttivi, commerciali e direzionali; nonch il relativo coordinamento tra tali criteri e le previsioni della pianificazione comunale, se in essa definite di portata sovracomunale;
- il quadro dei criteri per il dimensionamento degli strumenti di pianificazione comunale, anche per i parametri prestazionali dei servizi materiali e immateriali e per la classificazione tipologica degli insediamenti e degli interventi urbanistici operativi e attuativi, compresa la individuazione dei grandi ambiti della residenza urbana ed extraurbana e dei centri storici, nonch dei beni architettonici, urbanistici, naturalistici e culturali e della effettiva compatibilit allurbanizzazione, con riferimento alle aree disponibili;
- il quadro di individuazione degli ambiti territoriali sovracomunali di preservazione e salvaguardia ambientale-paesaggistica, tenendo conto della valutazione di sostenibilit economica e ambientale di eventuali previsioni di parchi territoriali, anche di tipo archeologico, con riferimento alle aree non disponibili;
- il quadro di individuazione degli ambiti territoriali a prevalente destinazione agricola, caratterizzati dalla necessit di salvaguardare il valore del paesaggio agrario e di garantirne uno sviluppo sostenibile e multifunzionale, nonch di preservarne la vocazione e di promuoverne la continuit duso, anche incentivando lo sviluppo di attivit complementari e compatibili con esso.

3. Sulla base dei caratteri naturalistici e storico-culturali del territorio, il PTP individua:

a) ambiti e sistemi territoriali sub-provinciali;
b) complessi o beni isolati di interesse storico-architettonico, etno-antropologico, archeologico e/o di archeologia industriale, con le relative aree di pertinenza e di rispetto;
c) beni e risorse di interesse naturalistico-ambientale;
d) centri storici urbani, nonch agglomerati rurali e piccoli nuclei insediativi di preminente interesse storico-paesaggistico, perimetrandone lestensione e individuando al loro interno eventuali beni singoli di interesse storico-architettonico;
e) aree di adeguata estensione territoriale in cui risulti opportuna listituzione di parchi urbani, sub-urbani, territoriali, tematici, di interesse sovracomunale.

4. Relativamente alle aree ricadenti in parchi, riserve o aree protette, il PTP recepisce i contenuti dei rispettivi strumenti di pianificazione se gi approvati o adottati, anche con le eventuali misure di salvaguardia, ferme restando le prevalenze del PTP. Qualora dette aree interessino estensioni di significativa ampiezza territoriale e/o pi territori provinciali, la relativa pianificazione pu essere formata attraverso un apposito PTRA, cos come definito nel Capo II del Titolo IV. In tal caso il PTRA sostituisce il corrispondente piano del parco o della riserva o dellarea protetta, che viene abrogato, assumendone le funzioni, la valenza e lefficacia giuridica.

5. Relativamente ad altre aree o ambiti territoriali, la cui pianificazione sottoposta a un PTRA anche ai sensi dei commi 8 e 9 dellart. 26, il PTP ha obbligo di recepimento per la necessaria armonizzazione con le previsioni e le scelte della pianificazione provinciale.

Articolo 30
Caratteristiche del PTP

1. Hanno efficacia prescrittiva e prevalente sugli strumenti urbanistici comunali, oltre le previsioni di cui allart. 28, le seguenti previsioni del PTP:

a) la localizzazione delle infrastrutture di mobilit, qualora sia esplicitamente previsto, anche previa definizione di atti dintesa, conferenze di servizi, programmazioni negoziate o programmi complessi; in tal caso la previsione localizzativa, oltre che direttamente prescrittiva nei confronti della pianificazione comunale, costituisce disciplina dei suoli immediatamente vigente, con effetto di vincolo conformativo della propriet;
b) la individuazione delle aree prevalentemente destinate allattivit agricola specializzata e/o irrigua da mantenere e/o incrementare;
c) lindividuazione eventuale, nelle aree soggette a tutela e/o classificate a rischio idrogeologico e sismico, delle opere prioritarie di sistemazione e consolidamento.

2. Il PTP va aggiornato per le parti di vincolo sul regime proprietario dei suoli ogni cinque anni. Laggiornamento non richiede nuove Direttive, ma sottoposto alle procedure di pubblicazione e deposito, nonch di verifica di coerenza da parte dellARTA per i suoi rapporti con il PTR.

3. Il PTP si articola in:

a) relazione illustrativa dei criteri, delle finalit e degli obiettivi del Piano, nonch delle sue fasi di attuazione, delle priorit e delle risorse finanziarie necessarie;
a) norme prescrittive e vincolanti, prevalenti sulla disciplina urbanistica comunale vigente, per le opere e gli interventi come sopra individuati;
b) norme di indirizzo e orientamento rivolte agli Enti locali titolari di poteri pianificatori e interessati per territorio;
c) rappresentazioni cartografiche dello stato di fatto e di progetto del territorio - di norma a scala 1:50.000 e di dettaglio alla scala 1:25.000/1:10.000.

Articolo 31
Procedure di formazione ed approvazione del PTP

1. Il PTP redatto dallAmministrazione della Provincia regionale competente, tramite lUfficio della pianificazione territoriale provinciale, istituito ai sensi dellart. 19. Per la redazione del PTP possono essere incaricati, anche per aspetti parziali e/o di settore, esperti altamente qualificati in materia di pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, abilitati e iscritti ai relativi albi professionali, ferme restando le funzioni e le responsabilit di coordinamento e integrazione dellUfficio della pianificazione territoriale provinciale.

2. La Giunta provinciale elabora le Direttive del PTP in coerenza con il documento di Programmazione dello sviluppo economico-sociale provinciale. Per lesame delle Direttive, il Presidente della Provincia consulta nei modi che ritiene opportuni le Provincie confinanti, i Comuni, gli eventuali altri Enti e istituzioni interessati, i portatori di interessi costituiti in materia ambientale e le associazioni economiche, sociali, culturali, per concorrere alla migliore definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche, sulla base degli elementi strutturali e conoscitivi del territorio, cos come individuati dalle Direttive, anche acquisendone le valutazioni e le proposte.

3. Il progetto di PTP, redatto sulla base delle Direttive, viene adottato dalla Giunta provinciale previo parere favorevole della conferenza di pianificazione e successivamente depositato e pubblicato entro 10 giorni. La pubblicazione dellavviso di avvenuta adozione effettuata sulla GURS e allAlbo Pretorio della Provincia regionale e dei Comuni interessati. Il deposito per la pubblica visione del PTP effettuato contestualmente presso le Segreterie degli Enti locali interessati.

4. La conferenza di pianificazione viene convocata dal Presidente della Provincia con la partecipazione dellARTA, la Soprintendenza BB.CC.AA. competente, lUfficio del Genio Civile, i Comuni e gli eventuali Enti di gestione di parchi, riserve e/o aree protette interessati, eventuali consorzi e unioni di Comuni o Provincie, nonch i portatori di interessi costituiti in materia ambientale. I predetti soggetti devono pronunciarsi, entro 90 giorni, con un accordo di pianificazione in ordine ai seguenti punti: a) gli obiettivi generali che si intendono perseguire con il piano; b) le scelte di assetto del territorio; c) il sistema di coerenza con le strategie del PTR; d) la sostenibilit economica e ambientale delle azioni di piano. Ove il parere non venga reso entro il suddetto termine da taluno dei soggetti partecipanti, la conferenza ne prescinde e laccordo di pianificazione mantiene la sua validit.

5. Entro la scadenza del termine di trenta giorni dalla pubblicazione del PTP possono essere formulate osservazioni, proposte a carattere collaborativo e opposizion



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XX Premio "Calabria e Ambiente" 2017 a SALVATORE SETTIS

15-12-2017
Seconda interrogazione parlamentare su libere riproduzioni: il caso di Palermo

13-12-2017
Interrogazione parlamentare su libere riproduzioni. I casi di Napoli e Palermo

06-12-2017
Premio Silvia Dell'Orso 2017

03-12-2017
Novità editoriale - La struttura del paesaggio. Una sperimentazione multidisciplinare per il Piano della Toscana

22-11-2017
Fotografie libere. Lettera di utenti dell'ACS di Palermo al Ministro Franceschini

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica dell'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

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