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PDL 5470 Disposizioni per il recupero e la valorizzazione dei centri storici
2004-12-01

PROPOSTA DI LEGGE DINIZIATIVA DEI DEPUTATI
IANNUZZI, LADU, MOLINARI, ANNUNZIATA, BANTI, GIOVANNI
BIANCHI, GERARDO BIANCO, BIMBI, BINDI, BOCCIA, BOTTINO,
BRESSA, BURTONE, CAMO, CARBONELLA, CARDINALE, CARRA,
CIANI, COLASIO, DANTONI, DE LUCA, DE MITA, DELBONO,
DUILIO, FANFANI, FISTAROL, FRANCESCHINI, FRIGATO, GAMBALE,
GENTILONI SILVERI, GIACHETTI, GIACOMELLI, LETTIERI,
SANTINO ADAMO LODDO, TONINO LODDO, LOIERO,
LUSETTI, MACCANICO, MANTINI, MARCORA, MARINO, MEDURI,
MERLO, MILANA, MILANESE, MORGANDO, MOSELLA,
PASETTO, PISCITELLO, POTENZA, REALACCI, REDUZZI, RIA,
ROCCHI, ROSATO, RUGGERI, RUGGIERI, RUSCONI, RUTA, SANTAGATA,
SINISI, SORO, SQUEGLIA, STRADIOTTO, TUCCILLO,
VERNETTI, VILLARI, VOLPINI, ZACCARIA, ZARA

Disposizioni per il recupero e la valorizzazione dei centri storici
Presentata il 1 dicembre 2004

ONOREVOLI COLLEGHI! La situazione
attuale dei centri storici in Italia richiede
un intervento legislativo e finanziario incisivo
e strutturale. I centri storici rappresentano
una enorme ricchezza, che, in quanto tale, va valorizzata compiutamente.
Essi sono un tassello fondamentale della bellezza e del fascino incomparabili del nostro Paese. La grande chance che
lItalia puo` e deve giocare nella sfida a tutto campo della competizione globale e della internazionalizzazione dei processi
economici e produttivi e` proprio quella della qualita` del sistema Italia.
E quella qualita` che rende il nostro Paese unico passa attraverso il recupero e la valorizzazione della identita` di tante comunit: in questa prospettiva essenziali
sono il ruolo e le potenzialita` dei centri
storici, straordinario veicolo di bellezza, di
vivibilita` , di maggiore gradevolezza ed accoglienza
di tante citta` , di tanti borghi.
La condizione dei centri storici presenta
un divario fra il centro nord e il
centro sud.
Mentre nellItalia settentrionale, grazie
ad uneconomia piu` stabile e fiorente e ad
una maggiore attenzione, e` stata recuperata
gran parte del patrimonio edilizio
pubblico e privato allinterno del perimetro
storico delle citta` , al sud e in alcune
zone del centro spesso permangono condizioni
di degrado o di abbandono.
Infatti, in gran parte dei centri storici
meridionali perdurano gravi carenze infrastrutturali,
zone marginali caratterizzate
da prevalente edilizia residenziale di
base ma con precarie condizioni di igiene
e di salubrita`.
In molti casi, infatti, la riqualificazione
urbana per la scarsita` delle risorse
pubbliche e private ha interessato esclusivamente
porzioni di tessuto urbano particolarmente
pregevoli e rappresentative
per la comunit, tralasciando del tutto
vaste zone limitrofe, sovente di notevole
interesse.
E anche finanziamenti europei ad hoc
(piani Urban ), che per molte citta` del
sud hanno rappresentato una valida risorsa
per importanti opere di recupero
edilizio, hanno involontariamente determinato
una ulteriore forbice tra porzioni
di urbs riqualificate e porzioni piu`
vaste non beneficiarie dellintervento finanziario.
In ogni caso la riqualificazione
e la valorizzazione dei centri storici costituiscono
un obiettivo strategico di assoluta
valenza nazionale, che interessa, sia
pure in diversa misura, tutto il Paese e
tutte le zone.
Lesperienza straordinariamente positiva
per incentivare il recupero e la ristrutturazione
del patrimonio edilizio attraverso
la previsione di agevolazioni fiscali
(detrazioni ai fini dellimposta sul
reddito delle persone fisiche (IRPEF) nella
misura del 36 per cento delle spese sostenute;
riduzione dellaliquota dellimposta
sul valore aggiunto (IVA) dal 20 per cento
al 10 per cento per la esecuzione dei
relativi lavori), non ha potuto imprimere
un impulso decisivo alla riqualificazione
nei centri storici, avendo una portata
troppo generale. A questo si aggiunga che
di frequente nel centro sud i centri storici
sono ancora abitati da popolazioni appartenenti
a fasce di reddito medio-basse e
quindi poco propense al recupero dei
propri stabili, anche se di interesse storico.
La proposta di legge muove dal presupposto
che il patrimonio edilizio dei
centri storici, anche se di natura privata,
rappresenta un valore storico, artistico e
culturale di preminente interesse pubblico.
Lo Stato ha, quindi, linteresse a incentivare
il suo recupero per permettere agli
insediamenti urbani di prestigio di contribuire
in maniera determinante allo sviluppo
delleconomia del turismo in Italia.
La proposta di legge, pertanto, e` finalizzata
a favorire la riqualificazione nellintero
Paese dei centri storici delle citta`
attraverso la compartecipazione e il coinvolgimento
attivo degli enti pubblici e del
settore privato.
Gli interventi di riqualificazione sono
definiti nella proposta di legge integrati ,
dovendo, infatti, essere finanziati con risorse
sia pubbliche che private.
Inoltre la configurazione delle norme,
incentrate su una stretta dipendenza fra la
previsione di un beneficio rappresentato
dalla deducibilita` fiscale per i privati e
la contestualita` delliniziativa dellente
pubblico, mira a stimolare le amministrazioni.
Tale meccanismo puo` rappresentare
una leva positiva affinche gli stessi abitanti
dei centri storici attivino le amministrazioni
comunali in merito alla individuazione
di alcune zone su cui concentrare
lintervento pubblico: si verrebbero, cosı`, a
creare una sorta di zone franche , nelle
quali gli immobili accederebbero alle agevolazioni
fiscali previste.
Pertanto i comuni sono chiamati ad
individuare alcune zone nei loro centri
storici in cui concentrare gli interventi
integrati di riqualificazione . Gli interventi
si definiscono integrati in quanto
costituiti da finanziamento pubblico, da
agevolazioni fiscali in favore dei privati e
da finanziamento privato.
La prima tipologia di finanziamento
pubblico, la piu` importante perche da`
lavvio al procedimento, e` collegata alla
realizzazione o alla manutenzione straordinaria
di unopera pubblica o di interesse
pubblico allinterno della zona prescelta
da parte del comune; inoltre lo Stato
concorre, con propri fondi e fino ad una
percentuale del 30 per cento del costo
complessivo, al finanziamento dellintervento
di recupero del fabbricato di proprieta`
privata.
In secondo luogo, la pubblica amministrazione
partecipa alla riqualificazione
delle aree individuate mediante la deducibilita`
ai fini IRPEF delle spese sostenute
dai privati per le manutenzioni o le ristrutturazioni
degli edifici. La detrazione
fiscale dovra` essere superiore rispetto a
quella tradizionale prevista dalla legge
(articolo 2, comma 5, della legge n. 289 del
2002) in quanto il maggiore risparmio per
il privato servira` da incentivo per concentrare
gli interventi nel centro storico e per
dare il via alla terza forma di finanziamento
(quella a carico dei privati).
Gli interventi previsti dallarticolo 31,
primo comma, della legge n. 457 del 1978
(ora articolo 3 del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica
n. 380 del 2001) saranno destinati esclusivamente
alle fondazioni, ai muri maestri,
a tutte le parti comuni delledificio necessarie
alluso comune, alla parte esterna dei
fabbricati (frontoni) e alla parte interna
intesa come cortili, chiostri, edicole; in
definitiva saranno interessate dalla nuova
disciplina le opere che migliorano sensibilmente
la statica, la tenuta, la fruizione,
nonche larmonia, lestetica e la gradevolezza
dei centri storici.
Viene precisato che tutti gli interventi
finanziati saranno effettuati in conformita`
ai piani urbanistici e ai regolamenti edilizi
riguardanti il centro storico, per meglio
evidenziare che tutte le realizzazioni dovranno
armonizzarsi con le strategie di
riqualificazione urbanistica ed edilizia che
le amministrazioni locali hanno inteso
adottare.
Inoltre i comuni dovranno predisporre
le attestazioni certificanti la presenza dellimmobile
nellarea oggetto dellintervento
integrato, al fine di consentire ai beneficiari
delle deduzioni fiscali la possibilita` di
dimostrare al soggetto controllore (Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti)
linserimento del proprio immobile allinterno
della zona franca .
Il procedimento amministrativo seguito
dagli enti locali per la realizzazione degli
interventi integrati dovrebbe avere il seguente
svolgimento:
1) in attuazione della norma nazionale,
il comune, con proprio provvedimento
amministrativo, individua le aree
destinate alla riqualificazione, attraverso
gli interventi integrati e programma le
opere pubbliche da realizzare (articolo 14
della legge n. 109 del 1994);
2) con successiva deliberazione, in
esecuzione del precedente provvedimento,
lamministrazione approva un progetto
complessivo di risanamento e, in accordo
con i privati (ai sensi dellarticolo 11 della
legge n. 241 del 1990), stipula una intesa,
con cui lente si impegna a realizzare le
opere pubbliche e i privati le manutenzioni
dei propri edifici, tenendo conto
dellidea progetto elaborata dallamministrazione;
3) laccordo sostitutivo del provvedimento
(articolo 11 della legge n. 241 del
1990) surroga latto autorizzativo del comune
per leffettuazione dei lavori e, al
contempo, certifica ai fini della deducibilita`
fiscale la presenza dellimmobile oggetto
dei lavori allinterno dellintervento
integrato.
Le regioni potranno, infine, integrare
con risorse proprie o derivanti da fondi
comunitari i finanziamenti statali per gli
interventi integrati; potranno, altresı`, prevedere
ulteriori agevolazioni e ulteriori incentivazioni
al fine di accrescere, attraverso
la riqualificazione dei centri storici, lattrattivita`
turistica del proprio territorio.
ART. 1.
(Interventi integrati per il recupero e la
valorizzazione del patrimonio edilizio nei
centri storici).
1. I comuni, allinterno del perimetro
dei centri storici, possono individuare le
zone in cui realizzare interventi integrati
pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione
urbana.
2. Gli interventi integrati, approvati dal
comune con propria deliberazione, prevedono
il risanamento e il recupero del
patrimonio edilizio da parte di privati, la
realizzazione di opere pubbliche o di interesse
pubblico, compresa la manutenzione
straordinaria dei beni pubblici gia`
esistenti, da parte dellente locale, nonche
il miglioramento e ladeguamento dei servizi
urbani.
3. Nelle zone oggetto di interventi integrati
e sino al 31 dicembre 2006, si
applicano in favore dei privati le detrazioni
fiscali di cui allarticolo 1, comma 1,
primo periodo, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, spettanti per gli interventi di
recupero del patrimonio edilizio, per un
ammontare complessivo delle spese sostenute
sino a 78.000 euro e per una quota
pari al 41 per cento degli importi rimasti
a carico del contribuente, da ripartire in
cinque quote annuali di pari importo.
4. Le opere oggetto di finanziamento
pubblico, di cui al comma 3, sono finalizzate
esclusivamente al risanamento, alla
riqualificazione e al recupero da parte dei
privati di:
a) fondazioni, muri maestri, tetti, lastrici
solari, scale, portoni di ingresso,
tutte le parti delledificio necessarie alluso
comune;
b) fronti esterni degli edifici;
c) cortili, portici, aree libere di pertinenza
delledificio.
5. Gli interventi integrati devono promuovere
la riqualificazione estetica delle
facciate, la qualita` delle progettazioni, il
miglioramento e il consolidamento dellassetto
statico degli edifici, il rispetto e la
valorizzazione dei caratteri identificativi e
tipici dei centri storici.
6. Il comune e i privati interessati
concludono accordi sostitutivi del provvedimento,
ai sensi dellarticolo 11 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni, per definire le opere pubbliche
da realizzare a cura dellente e gli
interventi di recupero degli edifici privati.
7. Gli interventi di recupero e di risanamento
possono ricevere il finanziamento
dello Stato sino al 30 per cento del
costo totale, secondo le modalita` e le
condizioni fissate con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti. Gli
interventi di recupero e di risanamento
devono essere conformi ai vigenti strumenti
urbanistici locali riguardanti i centri
storici.
8. I comuni, ai fini dellaccesso al
beneficio fiscale e al finanziamento pubblico,
rilasciano agli aventi diritto gli atti
di certificazione attestanti la presenza dellimmobile
allinterno delle aree urbane
interessate dallintervento integrato.
9. Le regioni, di intesa con lo Stato,
possono integrare con proprie risorse il
finanziamento statale degli interventi integrati
ricadenti nel proprio territorio e
possono prevedere ulteriori misure di incentivazione
in favore dei centri storici di
particolare pregio e richiamo turistico.
ART. 2.
(Copertura finanziaria).
1. Agli oneri derivanti dallattuazione
della presente legge, pari a 30 milioni di
euro per lanno 2004 e a 400 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006,
si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini
del bilancio triennale 2004-2006, nellambito
dellunita` previsionale di base di parte
corrente Fondo speciale dello stato di
previsione del Ministero delleconomia e
delle finanze per lanno 2004, allo scopo
parzialmente utilizzando laccantonamento
relativo al medesimo Ministero.
2. Il Ministro delleconomia e delle
finanze e` autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.

http://www.camera.it/chiosco.asp?content=/_dati/leg14/lavori/schedela/5470.htm&source=/Docesta/313/4


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