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VII Commissione Camera - seduta del 3 marzo 2005 (Beni culturali e ambientali posti sotto la tutela dell'UNESCO)
2005-03-03

Beni culturali e ambientali posti sotto la tutela dell'UNESCO.
C. 4509 Vigni e C. 5614, approvata dal Senato.
(Esame e rinvio - Adozione del testo base).

La Commissione inizia l'esame.

Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, fa preliminarmente presente che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha istituito nel 1972, con specifica convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, la Lista del patrimonio mondiale, a cui vengono iscritti i siti che, per i loro valori culturali o ambientali, sono considerati patrimonio di tutta l'umanit. I siti inseriti nella lista sono 730 e 39 di questi sono in Italia. Gli Stati aderenti alla convenzione sono impegnati a porre una particolare attenzione alla valorizzazione e alla tutela dei siti UNESCO localizzati nello Stato di appartenenza (articoli 4 e 5 della Convenzione).
Rileva quindi che le proposte di legge in esame si pongono l'obiettivo di attivare strumenti di valorizzazione e di tutela dei siti italiani UNESCO.
Poich una delle due proposte in esame - che sono peraltro molto simili - gi stata approvata dal Senato lo scorso 8 febbraio, si sofferma su quest'ultima, preannunciando l'intenzione di proporne l'adozione come testo base per il seguito dell'esame.
Rilevato che il provvedimento si compone di sei articoli, fa presente che l'articolo 1 prevede il riconoscimento dei siti italiani inseriti nella lista dell'UNESCO quali punte di eccellenza del patrimonio culturale e paesaggistico italiano e della sua rappresentazione a livello internazionale.
L'articolo 2 conferisce priorit di intervento ai progetti di tutela e restauro dei beni culturali e paesaggistici inclusi in tali siti, qualora essi siano oggetto di finanziamento.
L'articolo 3 individua in appositi piani di gestione, necessari per essere inseriti o continuare ad essere iscritti alla lista, lo strumento per assicurare la conservazione e la valorizzazione dei siti. A tal fine, i piani definiscono le priorit di intervento, le azioni esperibili per reperire risorse pubbliche e private nonch le forme di collegamento con altri strumenti che perseguono finalit complementari, tra i quali la norma menziona i sistemi turistici locali.
Lo strumento per regolare tali attivit l'accordo, raggiunto secondo le modalit previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Com' noto, il Codice stabilisce, all'articolo 5, che le regioni e gli altri enti pubblici territoriali cooperino - sulla base di specifici accordi o intese e previo parere della Conferenza Stato-regioni - con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela. La medesima attivit di collaborazione sollecitata, all'articolo 7, con riferimento alle attivit di valorizzazione. In proposito desidera sottolineare che la norma non contiene un riferimento esplicito agli articoli del Codice che richiamano tali accordi e propone pertanto di inserire tale precisazione al comma 3 dell'articolo 3.
L'articolo 4 reca una serie di interventi, volti alla gestione dei siti ed alla costituzione di un rapporto tra flussi turistici e servizi culturali, che comprendono attivit di carattere pi propriamente culturale (quali lo studio delle specifiche problematiche culturali, artistiche, storiche, scientifiche e tecniche relative ai siti italiani UNESCO, ivi compresa l'elaborazione dei piani di gestione o il sostegno ai viaggi di istruzione delle scuole) associate ad iniziative di tipo tecnico logistico (quali pulizia, sicurezza, mobilit). Per quanto attiene alle risorse, l'articolo in esame destina 500 mila euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006, 1 milione di euro per l'anno 2007, a servizi di assistenza culturale e di ospitalit per il pubblico, nonch a servizi di pulizia, raccolta rifiuti, controllo e sicurezza e 3 milioni e 500 mila euro, per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, agli altri interventi descritti nell'articolo.
Gli interventi e le risorse descritti sono determinati con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali d'intesa con la Conferenza unificata e previo parere della Commissione consultiva per i piani di gestione dei siti UNESCO. Tale Commissione - costituita dal Ministero per i beni e le attivit culturali, con decreto 27 novembre 2003, con lo specifico obiettivo di fornire ai siti italiani, iscritti nella lista del patrimonio mondiale, orientamenti e consulenze per la predisposizione dei citati piani di gestione - altres chiamata ad esprimere pareri sulle questioni riguardanti i siti italiani UNESCO.
L'articolo 6 stabilisce, infine, che una quota fino al 20 per cento delle risorse di cui all'articolo 4 sia riservata al cofinanziamento di interventi di conservazione e valorizzazione degli edifici privati localizzati all'interno del perimetro di riconoscimento dei siti italiani UNESCO. In proposito si segnala che durante l'esame al Senato stato eliminato, all'articolo 4, il riferimento ad interventi di tutela e restauro di beni culturali e ambientali. Ai fini di una maggiore coerenza del testo, ritiene, pertanto, necessario reintrodurre tale riferimento.
Desidera sottolineare che le competenze regionali in materia di valorizzazione dei beni culturali appaiono sostanzialmente rispettate attraverso la previsione dell'accordo tra i soggetti pubblici istituzionalmente competenti come strumento per realizzare gli interventi previsti nonch dell'intesa con la Conferenza Stato-regioni per l'emanazione del decreto che deve definire gli interventi e le relative risorse.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, sollecita quindi la Commissione affinch voglia procedere all'approvazione della proposta in tempi brevi.

Fabrizio VIGNI (DS-U), espresso pieno apprezzamento in ordine all'articolata relazione del relatore, dichiara di condividere l'opportunit di adottare quale base per il seguito dell'esame la proposta di legge approvata dal Senato, ravvisando un'ampia coincidenza tra i contenuti e le finalit da essa perseguite e quelli contemplati nella proposta di legge di cui primo firmatario.
Nel rilevare come il Paese vanti un patrimonio artistico-culturale di incomparabile pregio, ricorda che sono dichiarati siti UNESCO importanti centri storici, nonch aree di notevole rilievo paesaggistico-ambientale e rimarca la fondamentale finalit che tali provvedimenti si propongono di raggiungere, consistente nel riconoscimento legislativo del peculiare valore di tali siti, cui sono garantite forme di sostegno finanziario.
Pur riconoscendo l'opportunit che il testo approvato dal Senato sia migliorato in alcuni punti, al fine di assicurare un incremento delle poco consistenti risorse economiche destinate alla realizzazione dell'intervento proposto e di reintrodurre quel riferimento, espunto durante l'esame al Senato, al finanziamento anche degli interventi di tutela e restauro dei beni culturali e ambientali, manifesta l'auspicio che il provvedimento sia tempestivamente approvato, preannunciando la disponibilit dei gruppi di opposizione a valutarne il trasferimento in sede legislativa.

Il sottosegretario Nicola BONO desidera in primo luogo dare atto al relatore di aver ben colto il particolare rilievo del provvedimento, che per la prima volta si fa carico a livello legislativo dell'esigenza di apprestare idonee forme di sistematica valorizzazione dei siti italiani tutelati dall'UNESCO.
Al proposito, sottolinea che risulta particolarmente importante che - per la prima volta in assoluto, in tutto il mondo - si introduca una disciplina dettagliata del cosiddetto piano di gestione dei siti, ricordando che fin dal 2002 l'UNESCO ha stabilito che l'inclusione di nuovi siti nella Lista del patrimonio mondiale sia subordinata alla predisposizione di tale piano, senza peraltro fornire indicazioni specifiche sulle modalit con cui procedervi. La disciplina proposta colma dunque un vuoto legislativo, tanto pi preoccupante in quanto in futuro - bench non sia ancora stato individuato un termine preciso - il piano di gestione dovr essere predisposto anche per i siti gi inclusi nella lista dei siti dell'UNESCO. D'altronde, ritiene che l'esigenza di assicurare la piena operativit di questo strumento si ponga anche a prescindere dalle nuove e pi vincolanti indicazioni dell'UNESCO in materia: il piano di gestione rappresenta infatti, a suo avviso, un indispensabile strumento per migliorare, sistematizzandoli, gli interventi volti alla valorizzazione culturale ed economica dei siti interessati.
Da questo punto di vista, ritiene che il principale pregio del provvedimento consista proprio in questa novit di natura, per cos dire metodologica, e che si debba tenere presente innanzitutto l'obiettivo di assicurare la piena operativit della nuova disciplina nel valutare eventuali proposte di modifica del testo gi licenziato dal Senato. Per questo motivo, dichiara che il Governo - nel pieno rispetto delle valutazioni che vorr assumere la Commissione - non favorevole, allo stato dei fatti, alla reintroduzione, tra le finalit cui possono essere destinate le risorse della legge, degli interventi di tutela e restauro di beni culturali e ambientali. Al proposito, ricorda da una parte che questo tipo di interventi rientra tra le attivit ordinariamente svolte dalle strutture territoriali del Ministero, che devono conservare la possibilit di definire liberamente le proprie priorit in questo campo, in base alla normativa vigente; dall'altra, evidenzia che le risorse stanziate dalla legge in esame sono sicuramente non idonee a garantire significativi interventi di tutela e restauro, che per essere efficaci devono disporre di somme ben pi significative. Le risorse disponibili appaiono pienamente adeguate rispetto alle esigenze di un intervento che si concentri sulla regolamentazione e sulla messa in opera dello strumento dei piani di gestione, e una loro dispersione in altre direzioni rischierebbe di rendere non gestibile il nuovo strumento. Ritiene indispensabile che su questo aspetto fondamentale si faccia preliminarmente chiarezza, anche in considerazione del fatto che al Senato stato oggetto di un esplicito confronto, che ha condotto alla consapevole soppressione del riferimento agli interventi nel campo della tutela e del restauro.

Antonio PALMIERI (FI), dopo aver ringraziato il deputato Emerenzio Barbieri per l'approfondita relazione illustrata, ritiene che sia opportuno tenere in massima considerazione i rilievi test formulati dal sottosegretario, invitando quindi la Commissione a riflettere sul preminente rilievo della disciplina in esame, connotata da una valenza strategica particolarmente significativa di valorizzazione di una parte consistente del prezioso patrimonio artistico-culturale nazionale.
Riconosciuta quindi la pregiudizialit delle previsioni contenute nel testo in titolo ai fini dell'attivazione di un processo di valorizzazione e salvaguardia dei siti italiani UNESCO, e nel dichiararsi convinto che i finanziamenti in esso previsti potranno essere incrementati nel corso degli anni, anche alla luce dei risultati che la nuova normativa si dimostrer in grado di raggiungere, auspica anch'egli che si proceda ad una sua tempestiva approvazione, eventualmente anche ricorrendo alla sede legislativa.

Il sottosegretario Nicola BONO desidera precisare che nel suo intervento non ha inteso in alcun modo lamentare una carenza delle risorse stanziate dal provvedimento, che sono a suo avviso del tutto congrue rispetto agli obiettivi che esso si pone nel testo approvato dal Senato; al contrario, ha inteso sottolineare la necessit di non ampliare le finalit del provvedimento, in modo scarsamente realistico, a campi che non gli sono propri.

Ferdinando ADORNATO, presidente, invita il relatore a valutare l'effettiva necessit delle modifiche da lui prospettate in relazione alla condivisa esigenza di giungere alla rapida approvazione del provvedimento.

Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, nel riservarsi di valutare le modalit per coniugare l'esigenza di assicurare la rapida trasformazione in legge del provvedimento con quella della sua pi corretta formulazione, anche al fine di renderne pi agevole l'applicazione, propone di adottare la proposta di legge C. 5164 quale base per il seguito dell'esame.

La Commissione adotta la proposta di legge C. 5164 quale base per il seguito dell'esame.

Ferdinando ADORNATO, presidente, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti alla proposta di legge C. 5164, adottata cometesto base test, alle ore 18 di marted 8 marzo 2005.

La Commissione concorda.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.45.



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