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X Commissione - Governo del territorio. Testo unificato C. 153 Bossi ed abb.
2005-02-02

Marted 25 gennaio 2005


Governo del territorio. Testo unificato C. 153 Bossi ed abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Luigi D'AGR (UDC), relatore, fa presente che il testo in esame - adottato quale testo base dalla VIII Commissione e recante modifiche a seguito degli emendamenti approvati - risulta dall'unificazione di diverse proposte di legge, tutte riconducibili al medesimo fine di riordino e di unificazione della normativa italiana in materia di urbanistica, ovvero - secondo un'accezione pi ampia - di governo del territorio. noto, infatti, che la legge che oggi reca la disciplina pi organica della materia urbanistica non solo risale al 1942 (legge n. 1150 del 17 agosto), ma presenta almeno due gravi limiti: non ha ricevuto effettiva e completa attuazione, a partire dal regolamento di esecuzione, mai emanato ed caratterizzata da un impianto centralizzatore e quindi in forte disarmonia con l'evoluzione dell'intero sistema delle autonomie regionali, come prefigurato dalla Costituzione e come attuatosi a partire dal 1970.
L'articolo 1 reca le finalit del provvedimento, volto a stabilire, in attuazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, i princpi fondamentali in materia di governo del territorio. L'articolo stabilisce altres che la potest legislativa in materia di governo del territorio spetta alle regioni, ad esclusione degli aspetti direttamente incidenti sull'ordinamento civile e penale, sulla tutela della concorrenza nonch sulla garanzia di livelli uniformi di tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.
L'articolo 2 definisce compiti e funzioni dello Stato, esercitati attraverso la predisposizione di politiche generali e di settore.
L'articolo 3 prevede che lo Stato, al fine di rimuovere condizioni di squilibrio economico e sociale, di promuovere la rilocalizzazione di insediamenti esposti al rischio di calamit naturali o di dissesto idrogeologico e la riqualificazione ambientale dei territori danneggiati, di superare situazioni di degrado ambientale e urbano, possa predisporre appositi programmi di intervento da attuarsi prioritariamente attraverso gli strumenti di programmazione negoziata.
L'articolo 4 stabilisce che la ripartizione delle attribuzioni e delle competenze fra i diversi soggetti istituzionali e i rapporti tra questi e i soggetti interessati siano ispirati ai principi di sussidiariet, differenziazione e adeguatezza, secondo i criteri della autonomia, della responsabilit e della tutela dell'affidamento.
L'articolo 5 individua nel comune il soggetto primario titolare delle funzioni di governo del territorio e l'ente preposto alla pianificazione urbanistica. Tali funzioni vengono esercitate mediante lo strumento del piano urbanistico, che deve ricomprendere e coordinare ogni disposizione o piano settoriale o di area vasta concernente il territorio comunale. In tale quadro, il ruolo delle regioni, nel rispetto delle competenze e funzioni delle province, di individuare gli ambiti territoriali e i contenuti della pianificazione del territorio, fissando regole di garanzia e di partecipazione degli enti territoriali ricompresi nell'ambito da pianificare, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale e al fine di soddisfare le nuove esigenze di sviluppo urbano, privilegiando il recupero e la riqualificazione dei territori gi urbanizzati.
L'articolo 6, definisce le dotazioni territoriali, stabilendo che nei piani urbanistici deve essere garantita la dotazione necessaria di attrezzature e servizi pubblici e di interesse pubblico o generale.
L'articolo 7 reca norme in ordine alla predisposizione e approvazione del piano




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urbanistico, stabilendo che nel procedimento di formazione del piano sono assicurate adeguate forme di pubblicit, di consultazione e di partecipazione dei cittadini e delle associazioni e categorie economiche e sociali.
L'articolo 8 stabilisce che l'attuazione del piano urbanistico avviene con piano operativo o con intervento diretto, sulla base di progetti compatibili con gli obiettivi definiti nel piano strutturale. Si stabilisce inoltre che le previsioni della pianificazione urbanistica possano essere attuate anche sulla base dei criteri di perequazione e compensazione, i cui parametri devono essere fissati nei piani strutturali. In particolare, la perequazione realizzata con l'attribuzione di diritti edificatori alle propriet immobiliari ricomprese negli ambiti territoriali oggetto di trasformazione urbanistica.
L'articolo 9 prevede che le misure di salvaguardia - che devono essere deliberate nelle more dell'approvazione degli atti di contenuto operativo del piano urbanistico - siano definite con legge regionale.
L'articolo 10 reca norme in materia di attivit edilizia, prevedendo che le regioni individuino: le attivit di trasformazione del territorio non aventi rilevanti effetti urbanistici e non soggette a titolo abilitativo; le categorie di opere ed i presupposti urbanistici in base ai quali l'interessato ha la facolt di presentare la denuncia di inizio attivit in luogo della domanda di permesso di costruire; la disciplina della natura onerosa del permesso di costruire; le ipotesi di esenzione totale o parziale dal pagamento di oneri per il perseguimento di finalit sociali ed economiche. Il comune esercita invece la vigilanza e il controllo sulle trasformazioni urbanistiche ed edilizie ricadenti nel proprio territorio.
L'articolo 11 delega infine il Governo ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o pi decreti legislativi volti a definire un regime fiscale speciale per gli interventi di fiscalit urbanistica e per il recupero e la riqualificazione dei centri urbani, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) previsione di agevolazioni agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto per i trasferimenti di immobili o dei diritti edificatori per l'attuazione del piano urbanistico; b) assoggettamento dei trasferimenti di cui alla lettera a) alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa, a condizione che entro cinque anni dalla data di acquisto sia iniziata l'utilizzazione edificatoria dell'area come previsto dal piano urbanistico; c) previsione di misure agevolative per l'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito, per le plusvalenze ed i ricavi conseguenti ai trasferimenti degli immobili o dei diritti edificatori di cui alla lettera a), in alternativa al regime ordinario; d) esigibilit in sede di presentazione della dichiarazione successiva al presupposto impositivo dell'imposta sostitutiva di cui alla lettera c), determinata all'atto del trasferimento dell'immobile o del diritto edificatorio finalizzato all'attuazione del piano urbanistico; e) previsione che, nell'ipotesi in cui la plusvalenza sia realizzata da esercenti attivit commerciali, l'imposta sostitutiva di cui alla lettera c) sia accantonata in apposito fondo e risulti esigibile solo all'atto della successiva vendita dell'immobile o del diritto edificatorio cos ottenuto; f) possibilit, nel caso di localizzazione di attrezzature di interesse sovracomunale per la realizzazione di aree per insediamenti produttivi di beni e servizi a seguito della formazione di consorzi di comuni, di ridistribuire l'ICI tra i predetti comuni, indipendentemente dalla ubicazione dell'area e in relazione alla partecipazione delle singole Amministrazioni comunali al consorzio; g) previsione, per il regime fiscale speciale per il recupero e la riqualificazione dei centri urbani, di un quadro omogeneo di agevolazioni, anche procedurali, per tutti gli interventi di recupero di aree urbane degradate, di adeguamento antisismico degli edifici pubblici e privati, nonch di nuova edificazione o adeguamento degli edifici esistenti, secondo criteri di risparmio e di efficienza energetica e di bioedilizia. All'attuazione di tali decreti legislativi si provvede, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, mediante finanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria, in




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coerenza con quanto previsto dal Documento di programmazione economico-finanziaria.

Sergio GAMBINI (DS-U) senza esprimersi sul merito del provvedimento, sul quale, come noto, si registra la posizione assai critica del proprio gruppo, si sofferma, in questa sede, su un aspetto pi direttamente riguardante gli ambiti di interesse della X Commissione e che dovrebbe trovare opportuna collocazione nell'ambito del provvedimento. Si tratta della questione riguardante le procedure urbanistiche relative agli insediamenti produttivi, che particolare importanza riveste anche con riferimento all'utilizzo dello strumento degli sportelli unici. Nel provvedimento sulla competitivit che il Governo si appresta ad emanare dovrebbero essere previste disposizioni riguardanti gli sportelli unici, che rischiano tuttavia di essere compromesse da procedure di ordine urbanistico lunghe e complesse. Per tale motivo invita il relatore ad un approfondimento sul tema, affinch sia possibile sottoporre alla valutazione della Commissione di merito l'opportunit di includere nel provvedimento misure volte a velocizzare le procedure - assai meno efficienti in Italia che negli altri paesi europei - riguardanti gli insediamenti produttivi.

Stefano SAGLIA (AN) condivide le osservazioni del deputato Gambini e ritiene anch'egli opportuno che nei provvedimenti legati alla competitivit siano previste misure di semplificazione amministrativa. In tale quadro lo sportello unico costituisce una scelta felice che sconta tuttavia la difficolt di una chiara attribuzione di competenze. Porre rimedio a tali difficolt significa senz'altro, a suo avviso, rendere un servizio al Paese.

Enzo RAISI (AN) si associa alle considerazioni svolte dai colleghi che lo hanno preceduto e si dichiara senz'altro favorevole ad un approfondimento delle questioni richiamate.

Bruno TABACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.


COMITATO DEI NOVE
Marted 25 gennaio 2005.

DL 281/04 recante modifiche alla disciplina della ristrutturazione delle grandi imprese in stato di insolvenza.
C. 5464-A Governo.

Il Comitato si riunito dalle 15.20 alle 15.25.


COMITATO DEI NOVE
Marted 25 gennaio 2005.

Misure per l'internazionalizzazione delle imprese.
C. 4360-C Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.

Il Comitato si riunito dalle 15.25 alle 15.30.
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Mercoled 26 gennaio 2005
Governo del territorio.
Testo unificato risultante dagli emendamenti approvati C. 153 Bossi ed abbinate.
(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.

Sergio GAMBINI (DS-U) con riferimento alle tematiche gi richiamate nella precedente seduta, precisa che la normativa vigente stabilisce che, nel caso in cui venga avanzato un progetto di nuovo insediamento produttivo che comporti una variazione di strumenti urbanistici, il responsabile del procedimento rigetta l'stanza. Tuttavia, laddove tale progetto sia conforme alle norme in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro, ma lo strumento urbanistico non individui aree destinate all'insediamento di impianti produttivi, il responsabile del procedimento pu convocare una conferenza di servizi, per valutare una diversa soluzione.
La convocazione di una conferenza di servizi, seppure consente una valutazione comune da parte dei diversi uffici competenti, non riduce affatto i tempi riguardanti la realizzazione della variante urbanistica; infatti, tra la presentazione della domanda e la reale disponibilit del titolo a realizzare l'insediamento produttivo, trascorre comunque circa un anno. Il primo problema sul quale richiama l'attenzione dei colleghi dunque quello di una abbreviazione dei tempi della procedure. Ricorda, in proposito, che prima dell'approvazione della cosiddetta legge-obiettivo, per la variazione di strumenti urbanistici erano previsti due diversi percorsi: un procedimento ordinario, che si applicava anche agli insediamenti produttivi, ed un procedimento, assai pi celere, destinato all'approvazione di varianti per la realizzazione di opere pubbliche. evidente come non si possa parificare - anche dal punto di vista dell'impatto ambientale - la realizzazione di un insediamento produttivo a quella di un'opera pubblica, ma si debbono tuttavia prevedere specifiche procedure per la realizzazione di siti industriali, anche in considerazione dei costi che la lunghezza delle procedure scarica sugli imprenditori.




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Un secondo problema che merita attenzione connesso alla attuale formulazione delle norme richiamate. Il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 447 del 1998 prevede infatti, all'articolo 5, che il responsabile della procedura pu convocare una conferenza di servizi nel caso in cui non vi siano, nello strumento urbanistico, aree destinate all'insediamento di impianti produttivi. In realt tali aree sono di frequente disponibili ma costituiscono 'residui' di vecchi piani urbanistici, che non hanno trovato utilizzazione per la loro collocazione inadeguata o disagevole. Per tale motivo riterrebbe opportuna una modifica della norma, nel senso di stabilire in capo al responsabile del procedimento un obbligo, e non una mera facolt, di convocazione della conferenza di servizi; ci anche al fine di consentire una maggiore discrezionalit nell'individuazione di nuove aree.
Ritiene, in conclusione, decisivo un intervento sui tempi delle procedure, anche in vista delle modifiche che in materia di sportelli unici potranno essere recate dal provvedimento in tema di competitivit che il Governo si accinge a presentare.

Luigi D'AGR (UDC), relatore, non si dichiara contrario, in linea di principio, a prevedere corsie preferenziali per le attivit imprenditoriali. Ritiene tuttavia che si debba sul punto procedere con prudenza, avendo ben presente la situazione del Paese. Ricorda, infatti, che nel passato si assistito in Italia non solo a forme di speculazione edilizia, ma anche a forme di speculazione riguardante gli insediamenti produttivi, che hanno avuto una proliferazione eccezionale nel nostro Paese, senza tuttavia conseguire risultati positivi in termini di sviluppo industriale e di occupazione. Oggi non vi nessun comune, nemmeno il pi piccolo, che non abbia la sua aree industriale, con le conseguenti ricadute anche sotto il profilo ambientale.
Per tali motivi riterrebbe pi opportuno concentrarsi sull'esistente piuttosto che consentire lo sfruttamento di ulteriori aree, che rischiano di essere destinate ad uso industriale senza effettiva necessit. Invita pertanto ad una riflessione sulle questione sollevate, ritenendo preferibile definire misure che rendano pi efficace il funzionamento degli sportelli unici, al fine di salvaguardare e consentire lo sviluppo di quanto gi realizzato.

Stefano ZARA (Misto), proseguendo nel ragionamento svolto dal relatore, osserva come la proliferazione di siti industriali sia andata di pari passo con una storia di lungaggini burocratiche straordinarie: ci significa che vincoli e lentezze non hanno impedito lo sviluppo selvaggio al quale il relatore ha fatto riferimento.
Ritiene quindi che vi sia la necessit di coniugare tempi brevissimi delle procedure con l'esigenza di avere insediamenti produttivi coerenti con le vocazioni del territorio e i profili di tutela ambientale. Sottolinea come questi due dati non siano tra loro in contraddizione e come solo la loro realizzazione congiunta possa consentire all'Italia di rimanere un paese industrialmente competitivo, anche a livello internazionale.

Ruggero RUGGERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.


AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non stato trattato:


COMITATO RISTRETTO

Istituzione del certificato professionale controllato e delega al Governo per la disciplina delle professioni non regolamentate.
C. 1048 Ruzzante, C. 2488 Mantini, C. 2552 Polledri, C. 2767 Pistone, C. 3685 CNEL.

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Marted 1 febbraio 2005


Governo del territorio.
Testo unificato risultante dagli emendamenti approvati C. 153 Bossi ed abbinate.
(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 26 gennaio scorso.


Luigi D'AGR (UDC), relatore, ricorda come nella seduta dello scorso 26 gennaio siano state sollevate da parte dei colleghi di opposizione alcune questioni di particolare rilievo, aventi ad oggetto, in particolare, la necessit di una accelerazione dei tempi delle procedure di carattere urbanistico ai fini degli insediamenti industriali. Ritiene che la materia del governo del territorio richiami anche ulteriori profili di interesse della Commissione, ed in particolare quelli riguardanti lo sviluppo dell'artigianato e del turismo. Considera infatti importante, sotto il profilo urbanistico, che possano trovare adeguata valorizzazione le botteghe artigiane nei centri storici delle citt, che ne rappresentano in molti casi la tradizione ed il carattere. Ci anche al fine di una adeguata tutela e sviluppo turistico del territorio italiano. Per tali motivi intende richiamare l'attenzione dei colleghi sulla necessit di interventi volti - oltre che a rendere pi celeri e agili le procedure - a tutelare e recuperare l'esistente, a fronte di una speculazione edilizia di carattere industriale assai diffusa in Italia, che non paga in termini di servizi, n di qualit della vita, n di tutela dell'ambiente e di rispetto della vocazione del territorio.

Bruno TABACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.


COMITATO DEI NOVE
Marted 1o febbraio 2005.

Misure per l'internazionalizzazione delle imprese.
C. 4360-C Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.

Il Comitato si riunito dalle 15.40 alle 16.
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Governo del territorio.
Testo unificato risultante dagli emendamenti approvati C. 153 Bossi ed abbinate.
(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.

Luigi D'AGR (UDC), relatore, anche alla luce del dibattito svoltosi, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato), affinch la Commissione di merito valuti l'opportunit, con particolare riferimento agli insediamenti produttivi - al fine di garantire e promuovere




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la competitivit industriale dell'Italia - di prevedere specifiche misure di semplificazione amministrativa, volte, in particolare, all'abbreviazione dei tempi ed allo snellimento delle procedure autorizzative; nell'ambito dell'adozione di strumenti urbanistici riguardanti insediamenti produttivi occorre, inoltre, che sia comunque tenuta presente l'esigenza di privilegiare interventi volti ad una riqualificazione delle aree industriali esistenti o dismesse, piuttosto che la previsione di nuovi insediamenti, nel rispetto prioritario delle vocazioni ambientali, storiche e turistiche del territorio.

Sergio GAMBINI (DS-U) condivide le osservazioni formulate dal relatore, che tengono conto delle indicazioni emerse nel corso del dibattito; preannuncia comunque il voto di astensione del proprio gruppo sulla proposta di parere, non condividendo l'impianto complessivo del provvedimento.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Previdenza degli spedizionieri doganali.
Nuovo testo C. 1578 Bornacin ed abbinate.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione - Nulla osta).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Lorena MILANATO (FI), relatore, fa presente che il provvedimento in esame si propone di risolvere un problema rimasto aperto in seguito alla soppressione del Fondo previdenziale e assistenziale degli spedizionieri doganali, il cui passaggio all'INPS, disposto con la legge n. 230 del 1997, ha definito soltanto la posizione dei lavoratori gi pensionati: in base alla normativa vigente, infatti, i periodi di contribuzione presso il Fondo non sono cumulabili con quelli maturati presso l'INPS, e pertanto ad oggi - per un limitato numero di lavoratori - vi il problema di non poter accedere al pensionamento di anzianit, pur essendo in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa generale.
Il testo adottato quale testo base dalla XI Commissione Lavoro composto di due articoli. L'articolo 1 prevede che agli spedizionieri doganali gi iscritti nell'albo professionale - di cui alla legge n. 1612 del 1960 - sia riconosciuto il trattamento pensionistico di anzianit, a condizione che abbiano maturato un'anzianit contributiva di almeno 40 anni, anche se maturata presso diverse forme di previdenza obbligatoria, o che abbiano raggiunto 58 anni di et ed un'anzianit contributiva di almeno 35 anni, anche se maturata presso diverse forme di previdenza obbligatoria. Si prevede inoltre che detti requisiti possano essere aggiornati con decreto del Ministro del lavoro, per mantenerli omogenei a quelli previsti dalla legge n. 243 del 2004, recante delega al Governo per la riforma del sistema pensionistico.
L'articolo 2 prevede la copertura degli oneri finanziari recati dal provvedimento, quantificati in 6,2 milioni di euro nel 2005, in 6,45 milioni nel 2006 e in 6,25 milioni di euro a decorrere dal 2007, a valere sull'accantonamento di Fondo speciale di parte corrente relativo al Ministero del lavoro. Si stabilisce inoltre, al comma 2, che il Ministro dell'economia e delle finanze provveda al monitoraggio degli oneri derivanti dall'attuazione della legge, anche ai fini dell'inserimento nella legge finanziaria di norme recanti misure correttive degli effetti finanziari delle leggi. La disposizione stabilisce inoltre che il Ministro trasmetta alle Camere gli eventuali decreti, emanati ai sensi dell'articolo 7, comma 2, n. 2), della legge n. 468 del 1978, con i quali si provvede all'utilizzo di parte delle dotazioni del Fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine per incrementare lo stanziamento dei capitoli di bilancio inerenti all'applicazione della legge.
Il provvedimento, nella sua attuale formulazione, non coinvolge specifici aspetti di competenza della Commissione; propone pertanto che la Commissione esprima il parere nella forma del nulla osta.




La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 13.40.


ATTI DEL GOVERNO

Mercoled 2 febbraio 2005. - Presidenza del presidente Bruno TABACCI.

La seduta comincia alle 13.40.

Schema di decreto legislativo recante riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori - Codice del consumo.
Atto n. 440.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Luigi D'AGR (UDC), relatore, ricorda che lo schema di decreto legislativo sottoposto all'esame parlamentare reca il Riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori - Codice del consumo, in attuazione della delega contenuta nell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229, recante Interventi in materia di qualit della regolazione, riassetto normativo e semplificazione - Legge di semplificazione 2001.
Il nuovo Codice del consumo reca una disciplina organica - bench non comprensiva delle norme contenute nel codice civile - in materia di tutela dei consumatori, coordinata con la normativa comunitaria e diretta alla semplificazione normativa, al fine di ricostruire in un quadro nuovo le regole, non solo di carattere contrattuale, che afferiscono ai molteplici ambiti che vedono coinvolti gli interessi dei consumatori e degli utenti.
La finalit sottesa a tale riassetto sistematico delle disposizioni in materia di tutela dei consumatori rinvenibile, come si evince dalla relazione illustrativa, dalla necessit di rendere maggiormente fruibile, anche ai non addetti ai lavori, la complessa e variegata normativa sulla tutela del consumatore, onde consentirle di dispiegare una maggiore efficacia sia nelle fasi di contenzioso e di tutela sia, soprattutto, ex ante, ossia nella funzione deterrente di comportamenti commercialmente o legalmente scorretti a danno dei consumatori.
Quanto alla tecnica redazionale, la relazione illustrativa esplicita come le norme in materia consumeristica siano state riaggregate nel Codice secondo una sequenza che segue il modello consolidato di processo d'acquisto del consumatore: dalle disposizioni che concernono la fase anteriore alla formazione del contratto a quelle tese a garantire la correttezza dei processi negoziali e delle forme contrattuali da cui discendono le decisioni di acquisto, uso e consumo, sino alla norme concernenti le interazioni commerciali da cui hanno origine le valutazioni di soddisfazione/insoddisfazione e i comportamenti relazionali, ivi compresi quelli di natura conflittuale.
In ordine alla struttura, il Codice, composto di 138 articoli, stato articolato in sei Parti, di norma suddivise a loro volta in Titoli, Capi e Sezioni.
Segnatamente, la Parte I (artt.1-3), reca le disposizioni generali, che chiariscono, riproducendo in gran parte le disposizioni della legge n.281/98 (Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti), le finalit della disciplina, enunciando i diritti fondamentali riconosciuti ai consumatori e fornendo le relative definizioni.
La Parte II (artt. 4-32) concerne l'educazione, l'informazione e la pubblicit, investendo tutta l'attivit preliminare che, ancor prima della specifica attivit di informazione precontrattuale, pone il consumatore in grado di ottenere una corretta conoscenza del bene o del servizio da acquistare. In attuazione di uno specifico criterio di delega stata in particolare introdotta, negli artt. 28-31, una nuova disciplina volta al rafforzamento della tutela dei consumatori in materia di televendite.
La Parte III (artt. 33-98) riguarda la circolazione dei beni e dei servizi, la quale reca, all'articolo 33, una disposizione generale

- modulata sulla base dei principi contemplati nella proposta di direttiva sulla correttezza delle pratiche commerciali - che enuncia le regole che devono ispirare l'attivit commerciale. L'oggetto principale di tale parte costituito dalla disciplina del contratto, che contiene sia le regole che riguardano tutti i contratti, sia le cosiddette regole di settore, che concernono la disciplina di specifici contratti.
Nella Parte IV (artt.100-128) vengono raccolte e coordinate le disposizioni in materia di sicurezza e qualit dei prodotti, e segnatamente quelle in tema di sicurezza dei prodotti, responsabilit per danno da prodotti difettosi, certificazione di qualit e garanzia legale di conformit e commerciale per i beni di consumo.
La Parte V (artt.129-135), raccoglie le norme in materia di associazioni dei consumatori e di accesso alla tutela giurisdizionale. In tale ambito, oltre alle norme in materia di azioni inibitorie e legittimazione ad agire delle associazioni dei consumatori, particolare rilievo assumono gli articoli 134 e 135, i quali, in attuazione di quanto previsto dal criterio di delega, recano disposizioni in tema di composizione extragiudiziale delle controversie, allo scopo di deflazionare il carico di contenzioso pendente e di agevolare la rapida soluzione delle liti.
Da ultimo, la Parte VI (artt. 136-137), reca le disposizioni finali e le abrogazioni, sia delle norme inserite nel codice, sia di quelle precedentemente gi abrogate, al fine di evitarne - anche in via interpretativa - la reviviscenza.
In base alla relazione illustrativa il provvedimento non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
Segnala che allo schema di decreto legislativo allegato - oltre al parere favorevole della Conferenza unificata Stato-Regioni - il parere favorevole espresso dal Consiglio di Stato nell'adunanza del 20 dicembre 2004, che reca diverse osservazioni. Il Consiglio di Stato si sofferma, in particolare, sui profili di conformit del provvedimento con i principi di delega, evidenziando alcuni articoli nei quali il testo appare esulare da tali principi. Per quanto attiene alla compatibilit dello schema di decreto con la disciplina comunitaria, il Consiglio di Stato riterrebbe opportuno sopprimere, all'articolo 2, comma 2, lett. e) - che elenca i diritti dei consumatori - e ovunque ricorra, l'espressione concernenti beni e servizi, in conformit con la disciplina comunitaria. La direttiva n. 13 del 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, fa infatti riferimento ad ogni tipo di contratto tra consumatore e professionista, senza alcuna specificazione in ordine all'oggetto dei contratti. Il Consiglio di Stato segnala in proposito che la legge n. 52 del 1996 - legge comunitaria per il 1994 - stata oggetto di una procedura di infrazione, in quanto ritenuta in contrasto con la portata generale della direttiva, poich limitava la disciplina delle clausole abusive ... ai contratti aventi per oggetto la cessione di beni e la prestazione di servizi. In ordine ai riflessi sulle autonomie e sulle altre potest normative, in sede di espressione del parere da parte della Conferenza unificata stata rappresentata l'esigenza, fatta propria anche nel parere reso dal Consiglio di Stato, di inserire, tra le disposizioni finali, una norma volta ad esplicitare che sono fatte salve le disposizioni adottate dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano nell'esercizio delle proprie competenze legislative in materia di educazione e informazione del consumatore. Circa, infine il coordinamento con la normativa vigente, si ricorda che lo schema di Codice in oggetto non ricomprende le norme in materia di tutela del consumatore attualmente contenute nel Codice civile (articoli 1469-bis e seguenti, in tema di clausole abusive e 1519-bis e seguenti, in tema di vendita di beni mobili di consumo). Secondo il parere del Consiglio di Stato, tale omissione priva il Codice in esame di alcune disposizioni fondamentali in tema di tutela del consumatore, incidendo sull'organicit della disciplina e impedendo un'accurata opera di raccordo tra dette norme e quelle collocate al di fuori del Codice civile. Peraltro, la disciplina degli interessi dei consumatori contenuta nel Codice civile non appare avere carattere settoriale ma riveste un rilievo ed una utilit generale; occorre pertanto valutare approfonditamente l'opportunit di collocare tali norme in un codice di settore, anzich nel codice di diritto comune, quale il Codice civile vigente.

Bruno TABACCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.45.


COMITATO RISTRETTO
Mercoled 2 febbraio 2005.

Istituzione del certificato professionale controllato e delega al Governo per la disciplina delle professioni non regolamentate.
C. 1048 Ruzzante, C. 2488 Mantini, C. 2552 Polledri, C. 2767 Pistone, C. 3685 CNEL.

Il Comitato si riunito dalle 14 alle 14.05.


AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non stato trattato:


SEDE CONSULTIVA

Ratifica Accordo di cooperazione Italia-Russia sullo smantellamento dei sommergibili nucleari radiati dalla marina militare russa e della gestione sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito.
C. 5432 Governo.

ALLEGATO

Governo del territorio. Testo unificato risultante dagli emendamenti approvati (C. 153 Bossi ed abbinate).


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La X Commissione attivit produttive, commercio e turismo,
esaminato il testo unificato delle proposte di legge C. 153 Bossi ed abb., recante Governo del territorio, risultante dagli emendamenti approvati,
considerato che esso risponde ad esigenze di riordino e di unificazione della normativa italiana in materia di urbanistica, ovvero di governo del territorio;
delibera di esprimere


PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) con particolare riferimento agli insediamenti produttivi si valuti l'opportunit - al fine di garantire e promuovere la competitivit industriale dell'Italia - di prevedere specifiche misure di semplificazione amministrativa, volte, in particolare, all'abbreviazione dei tempi ed allo snellimento delle procedure autorizzative;
b) nell'ambito dell'adozione di strumenti urbanistici riguardanti insediamenti produttivi sia comunque tenuta presente l'esigenza di privilegiare interventi volti ad una riqualificazione delle aree industriali esistenti o dismesse, piuttosto che la previsione di nuovi insediamenti, nel rispetto prioritario delle vocazioni ambientali, storiche e turistiche del territorio.
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Disponibile la relazione di Giuliano Volpe sull'attività del Consiglio Superiore

12-06-2018
Lettera aperta al Sig. Ministro dei Beni Culturali dott. Alberto Bonisoli: Per un futuro all'archeologia italiana

04-06-2018
Dalla rete: sul nuovo governo e sul nuovo ministro dei Beni culturali

19-05-2018
Sul contratto M5S - Lega vi segnaliamo...

17-05-2018
Cultura e Turismo: due punti della bozza Di Maio - Salvini

15-05-2018
Sulla Santa Bibiana di Bernini: intervento di Enzo Borsellino

13-05-2018
Premio Francovich 2018 per il miglior museo/parco archeologico relativo al periodo medievale

04-05-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni" abbiamo pubblicato un contributo di Franco Pedrotti sul depuratore della piana di Pescasseroli: una sconfitta del protezionismo italiano

01-05-2018
Archistorie: rassegna di films sull'architettura dell'Associazione Silvia Dell'Orso

30-04-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni", abbiamo pubblicato un contributo di Vittorio Emiliani: Appena 11 giardinieri per Villa Borghese. Ma l'erba "privata" non è meglio

26-04-2018
Roma. Il nuovo prato di piazza di Spagna non regge, il concorso ippico migra al Galoppatoio

21-04-2018
Anna Somers Cocks lascia The Art Newspaper. Intervista su "Il Giornale dell'Arte"

04-04-2018
VIII edizione del Premio Silvia Dell'Orso: il bando (scadenza 30/9/2018)

29-03-2018
Comitato per la Bellezza: A Palazzo Nardini chiedono già affitti altissimi ai negozi

25-03-2018
Lettera aperta di Archeologi Pubblico Impiego - MiBACT ai Soprintendenti ABAP

25-03-2018
A Foggia dal 5 aprile rassegna Dialoghi di Archeologia

23-03-2018
Comitato per la Bellezza e Osservatorio Roma: Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

17-03-2018
Comunicato ANAI sul tema delle riproduzioni fotografiche libere

16-03-2018
Podcast episode 23: The death of Venice?

14-03-2018
SETTIS ed EMILIANI: Le ruspe su alcuni villini di Roma

20-02-2018
Documento del Coordinamento delle Società Storiche a proposito della libera riproduzione in archivi e biblioteche

14-02-2018
Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell'Arte e la Società Italiana di Storia della Critica d'Arte manifestano la loro piena solidarietà a Christian Greco

14-02-2018
NOTA DEL COMITATO SCIENTIFICO DEL MUSEO EGIZIO

09-02-2018
Italia '900. Settima edizione di Visioni d'Arte organizzata dall'Associazione Culturale Silvia Dell'Orso

09-02-2018
Lettera di API (Archeologi Pubblico Impiego) MiBACT al Ministro sulla Scuola del Patrimonio

23-01-2018
Museo Egizio, solidarietà dal Consiglio Superiore dei beni culturali

19-01-2018
La Dea di Morgantina in tournée? Una lettera dell'archeologo Malcolm Bell con una nota di Pier Giovanni Guzzo

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