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VIII Commissione - Governo del territorio - n. 153 - Testo unificato C. 153 Bossi, C. 442 Vigni, C. 677 Martinat, C. 1065 Pecoraro Scanio, C. 3627 Mantini, C. 3810 Sandri, C. 3860 Lupi, C. 4707 Vendola. (Esame e conclusione - Parere con osservazioni).
2005-02-02

Governo del territorio (T.U. C. 153 e abb.).
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere con osservazioni).

Resoconto del Comitato per la legislazione


Il Comitato inizia l'esame del testo unificato dei progetti di legge in titolo, come risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione.

Giampiero D'ALIA, relatore, dopo aver ricordato il contenuto del provvedimento in esame, illustra la seguente proposta di parere:

Il Comitato per la legislazione,
esaminato il testo unificato dei progetti di legge n. 153 e abb., come risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione, e rilevato che:
esso sottoposto all'esame del Comitato in virt della presenza, all'articolo 11, di una delega legislativa al Governo in materia di fiscalit urbanistica;
reca un contenuto sostanzialmente omogeneo, volto a ridefinire la disciplina del governo del territorio, tramite l'individuazione di principi fondamentali cui le Regioni, nell'esercizio della potest legislativa concorrente, devono attenersi;
nel definire la nuova disciplina attinente al governo del territorio - materia ricompresa dall'articolo 117, comma 3, della Costituzione nell'ambito di quelle per le quali allo Stato spetta esclusivamente la
determinazione dei principi fondamentali - non reca specifiche clausole di coordinamento con la normativa esistente, circostanza questa che non appare pienamente conforme alle esigenze di riordinamento della legislazione vigente;

reca una disciplina concernente la previsione di nuovi istituti e strumenti di pianificazione, per i quali non appare rispondente alle esigenze di chiarezza del testo l'assenza di una disposizione volta a fornirne le definizioni giuridiche utili per la comprensione del provvedimento;

reca disposizioni che contengono richiami normativi effettuati in forma generica, per le quali sarebbe invece opportuno, ove possibile, specificare la normativa oggetto del rinvio (ad esempio, l'articolo 10, comma 2 richiama genericamente le leggi statali vigenti in materia di abusi edilizi);

contiene formulazioni dal significato non immediatamente comprensibile (ad esempio, l'articolo 4, comma 2, utilizza le espressioni unit della pianificazione e atti equiparabili agli accordi di programma; all'articolo 5, comma 2, ultimo periodo, si adotta l'espressione materie preordinate; l'articolo 6 prevede una dotazione necessaria di attrezzature e servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche attraverso la prestazione concreta del servizio non connessa ad aree e ad immobili);

alla luce dei parametri stabiliti dall'articolo 16-bis del Regolamento osserva quanto segue:

sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:

sia valutata dalla Commissione, per le finalit di riordinamento della legislazione vigente evidenziate in premessa, l'opportunit di prevedere specifiche clausole di coordinamento mediante l'inserimento di una norma volta all'abrogazione delle disposizioni che risulteranno superate dalla nuova disciplina, eventualmente distinguendo tra disposizioni recanti principi fondamentali, che saranno sostituite da quelle del testo in esame, e disposizioni di dettaglio, cui si sostituir la normativa adottata dalle Regioni sulla base dei principi fondamentali recati dal provvedimento;

all'articolo 1, comma 1, ultimo periodo - che fa salve le disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio - dovrebbe verificarsi l'opportunit di tale previsione, atteso che il comma 3 del medesimo articolo conferma la potest legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio;

all'articolo 1, comma 3 - ove si elencano le funzioni legislative riservate al potere statale - dovrebbe valutarsi l'opportunit di verificare l'esaustivit dell'elenco, atteso che esso non comprende il complesso delle materie per le quali, relativamente alla materia del governo del territorio, lo Stato esercita la potest legislativa esclusiva, eventualmente sostituendolo con un pi ampio riferimento alle materie di cui all'articolo 117, secondo comma della Costituzione;
all'articolo 3 - ove si disciplinano gli interventi speciali dello Stato - dovrebbe valutarsi l'opportunit di richiamare esplicitamente il quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione, facendo riferimento, non solo nella rubrica dell'articolo ma anche al comma 1, a tale tipo di interventi; si segnala inoltre l'opportunit di unificare le finalit della disposizione, che attualmente sono espresse sia in relazione al macro-obiettivo da raggiungere (allo scopo di), sia con riguardo ai risultati attesi dai programmi di intervento (volti a...);
all'articolo 6, comma 3 ed all'articolo 7, comma 2, ultimo periodo - ove si dispone in ordine ai vincoli preordinati all'espropriazione - dovrebbe valutarsi l'opportunit di riformulare le disposizioni come novelle al testo unico recante le disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica




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utilit, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327;
analogamente, all'articolo 10 - che pone norme di principio in materia di attivit edilizia - dovrebbe valutarsi l'opportunit di riformulare la disposizione come novella al testo unico recante le disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
sotto il profilo della chiarezza e della propriet della formulazione:
all'articolo 2 - che disciplina i compiti dello Stato in tale materia - dovrebbe valutarsi l'opportunit di chiarire il rapporto tra le attivit politiche generali e di settore, di cui ai commi 1 e 2, e l'esercizio delle funzioni amministrative, di cui al comma 3, verificando in particolare al comma 2:
a) la congruit della previsione secondo cui per l'attuazione delle politiche di cui al comma 1, lo Stato adotta (...) atti di indirizzo, atteso che l'articolo 8, comma 6, della legge n. 131 del 2003 dispone che nelle materie di cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione non possono essere adottati gli atti di indirizzo e di coordinamento di cui all'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e all'articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
b) la congruit dell'espressione programmi di intervento, al fine di chiarire se si intenda fare riferimento alla tipologia di intervento indicati dall'articolo 3;
c) le relazioni tra l'intesa ivi prevista (in sede di Conferenza Stato-Regioni) e quella prevista invece al comma 3 (in sede di Conferenza unificata);
all'articolo 4, comma 2 - ove si dispone in merito alla cooperazione tra i soggetti istituzionali - dovrebbe valutarsi l'opportunit di:
a) fare riferimento, in termini pi generali, alle sedi stabili di concertazione, anzich alla istituzione di sedi stabili di concertazione, atteso che il decreto legislativo n. 281 del 1997 ha individuato nella Conferenza Stato-Regioni e nella Conferenza unificata le sedi istituzionali della concertazione tra i vari livelli territoriali dello Stato;
b) verificare la congruit della previsione che demanda agli accordi di programma l'individuazione di non meglio specificate sanzioni in caso di inadempimento degli impegni assunti dai soggetti pubblici;
al medesimo articolo 4, comma 7, ultimo periodo - che demanda ad un'intesa tra Stato, regioni e province la definizione di criteri omogenei per le cartografie di dettaglio e di base - dovrebbe valutarsi l'opportunit di verificare se non si intenda fare riferimento alle province autonome piuttosto che alle province;
all'articolo 5, comma 6 - che indica i contenuti della pianificazione urbanistica - dovrebbe valutarsi l'opportunit di definire con maggiore chiarezza gli strumenti della pianificazione ivi previsti (piano strutturale ed atti di contenuto operativo), anche con riguardo alle loro interrelazioni e ad analoga espressione (atti di contenuto operativo) utilizzata nell'articolo 9;
all'articolo 11, commi 2 e 4 - che recano disposizioni finalizzate al medesimo obiettivo di quantificazione e copertura di eventuali oneri - dovrebbe valutarsi l'opportunit di verificare se il disposto di cui al comma 2 sia superfluo, in relazione a quanto previsto dal comma 4,
all'articolo 11, comma 5 - che prevede la trasmissione degli schemi di decreti legislativi alle Camere - dovrebbe valutarsi l'opportunit di introdurre un termine per la trasmissione ivi prevista, al fine di porre gli organi parlamentari nelle condizioni di svolgere un adeguato esame dei testi.

Giuseppe DETOMAS concorda con le osservazioni espresse dal relatore, segnalando




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in particolare, pur nella consapevolezza che la verifica della legittimit costituzionale delle disposizioni non costituisce oggetto specifico di valutazione da parte del Comitato, la rilevanza di quelli che riguardano l'esigenza di un miglior coordinamento delle disposizioni in esame con le norme costituzionali, anche al fine di eliminare dubbi in ordine alla piena conformit del testo in esame alla Costituzione.

Il Comitato approva la proposta di parere del relatore.

Delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato).
(C. 3744/B).
(Parere alla II Commissione).
(Esame e conclusione - Parere con osservazione).

Il Comitato inizia l'esame disegno di legge in titolo.

Giuseppe DETOMAS, relatore, dopo aver ricordato il contenuto del provvedimento in esame, illustra la seguente proposta di parere:
Comunico che in data odierna il Comitato per la legislazione, da me presieduto, ha espresso il seguente parere:

Il Comitato per la legislazione,
esaminato il testo del disegno di legge n. 3744-B, limitatamente alle parti modificate dal Senato e ricordato che il Comitato si era gi espresso, in data 23 luglio 2003, sul disegno di legge nel testo trasmesso dalla Commissione competente;
rilevato, in particolare, che il Senato ha introdotto un'unica modifica, integrando l'articolo 4, comma 1, lettera a), relativo all'unificazione delle casse previdenziali dei dottori commercialisti e dei ragionieri e periti commerciali, con la condizione che eventuali modifiche ai regimi previdenziali non comportino effetti peggiorativi sui risultati delle gestioni previdenziali previsti a normativa vigente;
alla luce dei parametri stabiliti dall'articolo 16-bis del Regolamento osserva quanto segue:
sotto il profilo dell'efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:
all'articolo 4, comma 1, lettera a) - ove si prevede che eventuali modifiche ai regimi previdenziali non comportino effetti peggiorativi sui risultati delle gestioni previdenziali previsti a normativa vigente - dovrebbe valutarsi l'opportunit di verificare la portata normativa della condizione posta, in relazione a quanto gi stabilito dal decreto legislativo n. 509 del 1994 (articolo 2, comma 2) secondo cui la gestione economico-finanziaria deve assicurare l'equilibrio di bilancio.

Il Comitato approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 14.05.

http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/frsmcdin.asp?percboll=/_dati/leg14/lavori/bollet/2005


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