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Interrogazione 2-01390: Normativa sul condono edilizio applicabile in Campania
2004-12-10


PRESIDENTE. L'onorevole Coronella ha facolt di illustrare l'interpellanza La Russa n. 2-01390 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1), di cui cofirmatario.

GENNARO CORONELLA. Signor Presidente, rinunzio all'illustrazione e mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facolt di rispondere.


COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ieri il ministro Giovanardi, nel corso dello svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ha chiarito la funzione del condono edilizio di cui alla legge n. 326 del 2003 e non il caso di ripetere quanto gi agli atti del Parlamento.
Mi limito a rispondere a quanto richiesto dagli interpellanti e a prendere atto che la legge della regione Campania, emanata dopo il termine fissato dalla legge statale, pone il problema della legittimit della sua adozione e conseguente applicazione.
Non sembrano, per, sussistere strumenti normativi idonei a risolvere l'antinomia tra legge statale e legge regionale; l'unico rimedio possibile sembra essere l'impugnativa della legge davanti alla Corte costituzionale.
Per quanto riguarda l'opportunit di adottare iniziative normative volte a prorogare il termine del 10 dicembre 2004, si ritiene che tale misura potrebbe essere opportuna solo se collegata alla risoluzione del problema riguardante la normativa applicabile da parte della Corte costituzionale.
Ma io stesso ieri mattina sono stato al centro di un malinteso con la stampa a proposito della copertura finanziaria al maxiemendamento fiscale in discussione presso la V Commissione bilancio del Senato. Confermando la copertura fiscale, dichiaravo che il Ministero ha sotto controllo il flusso del condono e con una nota di costume facevo osservare che gli italiani ottemperano ai pagamenti sempre l'ultimo giorno che coincide con la data ultima del termine di scadenza dell'adesione al condono e casualmente con la data della riunione del Consiglio dei ministri dove tutto pu essere messo in discussione.
Mi pare, comunque, che sulla possibilit di prorogare il termine del condono il ministro dell'economia sia stato estremamente chiaro.
Comunque, al di l dell'etica e della morale connesse alla contingenza di alcuni provvedimenti, viene in mente l'osservazione del sempre citato Aristotele sulla speranza che ritiene un sogno ad occhi aperti; ed a volte meglio sognare in una realt spesso confusa ed avversa come quella creata sul condono dalla regione Campania.

PRESIDENTE. L'onorevole Coronella ha facolt di replicare.

GENNARO CORONELLA. Signor Presidente, vorrei ringraziare il rappresentante del Governo e il presidente del mio gruppo per aver condiviso e sostenuto questa interpellanza. Ritengo sia difficile dichiararmi soddisfatto o meno per la risposta del Governo. Con questa interpellanza intendevo ed intendo portare all'attenzione del Governo un'anomalia ed una confusione che regnano attualmente nella regione Campania a seguito di una legge che - come stato ricordato dal sottosegretario - stata adottata abbondantemente fuori dai termini e che crea confusione e sconcerto tra i cittadini della regione stessa.
Sento il dovere di rappresentare anche un disagio. bene ricordare, anche sinteticamente, che il condono stato introdotto dal decreto-legge n. 269 del 2003, il famoso decretone. Dopo l'approvazione di questo decreto, i governatori di centrosinistra si sono ribellati nei confronti del Governo e sono ricorsi alla Corte costituzionale. Il decretone affidava alle regioni il termine di 60 giorni per approvare leggi per la definizione degli aspetti di carattere amministrativo. La Corte costituzionale intervenuta con una sentenza e correttamente il Governo, con il decreto 12 luglio 2004, n. 168, ha stabilito in quattro mesi il termine entro il quale le regioni potevano emettere delle norme per intervenire nella materia urbanistica.
Il termine scadeva l'11 novembre e le regioni non hanno inteso fare degli interventi legislativi. Mi chiedo come possa sentirsi un cittadino che ha commesso un abuso edilizio, molte volte perch costretto per necessit, perch in molte realt non ci sono strumenti urbanistici. In molte realt, come quella della regione Campania,



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signor sottosegretario, la legge urbanistica che regola tutta la materia della pianificazione risale al 1982.
Il cittadino attende chiarezza. Con tutto il rispetto dovuto ad un organismo legislativo, ritengo che questa legge sia un vero e proprio atto eversivo, perch stata annunciata attraverso interviste alla stampa e alla televisione. Si diceva: vi faremo vedere! Ci perch bisognava contrastare il Governo Berlusconi, perch il condono significa portare nelle casse dell'erario somme utili e, quindi, puntualmente, vi sono stati interventi volti a contrastare l'attivit del Governo.
Penso che il Governo debba dare una risposta per fare chiarezza su tale situazione, al di l delle autorevoli dichiarazioni del ministro sull'opportunit o meno di prorogare i termini, perch il cittadino, che l'11 novembre non ha visto legiferare la regione Campania e otto giorni dopo stata approvata una legge, si chiede quale sia la normativa da rispettare, se quella nazionale o quella regionale. Questo ci che si propone l'interpellanza.
Non giusto far ricadere sulla pelle dei cittadini inermi colpe che riguardano lo scontro istituzionale. Qui, infatti, non c' nemmeno il rispetto istituzionale. Voglio ricordare la correttezza istituzionale ai colleghi che hanno parlato prima di me durante l'esame di un provvedimento sulla materia ambientale. La regione Campania sottoposta a commissariamento per l'emergenza rifiuti, la bonifica e la tutela delle acque. Questo Governo correttamente ha confermato nella persona del presidente della giunta regionale l'istituto del commissariamento. Questo significa correttezza istituzionale.
Quando scoppiato il caso diossina - voglio ricordarlo ai colleghi prima intervenuti - avrei potuto, come rappresentante dei cittadini della regione Campania, aprire mille polemiche nei confronti del governatore di tale regione. Quando scoppia una contaminazione ambientale significa che non si fatto nulla. Invece, ho chiesto al Governo di intervenire: il Governo intervenuto stanziando 10 miliardi di lire per interventi urgenti in materia al fine di evitare che la contaminazione si espandesse. Questo significa correttezza istituzionale, questo significa ricoprire un ruolo ed una funzione.
Ho sentito parlare prima di Italia stracciona, di Italia che ha torto rispetto alla Comunit europea. L'Italia ha sempre ragione ed sempre un grande paese fuori da questi confini, lo voglio dire con grande rispetto ai colleghi intervenuti precedentemente.
Chiedo al Governo di dare un minimo di risposta per far luce su tale incertezza. Il ricorso contro la suddetta legge regionale un dovere che chiedo al Governo che sostengo di assolvere. Oggi si riunisce il Consiglio dei ministri che valuter la questione. Ritengo si tratti di buon senso: in Italia non ci sono grosse cose da sanare, stiamo parlando del cittadino che si costruito uno sgabuzzino! I grossi palazzinari non fanno investimenti senza un minimo di certezza. Quindi, stiamo parlando di piccoli abusi, spesso abusi di necessit, verso i quali lo Stato deve mostrarsi accondiscendente.
Egregio sottosegretario, le regioni vanno messe in mora. Se questo il federalismo, se questa la devolution che si vuole introdurre, meglio tornare allo Stato centrale. Almeno, non si creano la confusione e l'incertezza oggi presenti. La regione emana leggi in contrasto con le leggi dello Stato! Mi sembrano situazioni inverosimili.
Ritengo di aver fatto il mio dovere di parlamentare rappresentante di una regione nel segnalare la situazione al Governo e, quindi, ho la coscienza a posto. Oggi la palla passa al Governo, al quale chiedo di fare chiarezza nell'interesse di una regione che ha bisogno di un governo regionale che rappresenti le istanze del territorio e non le cose pi negative in termini di rotture istituzionali. Bisogna interpretare le esigenze delle popolazioni e rilanciarle nel futuro con iniziative esaltanti.




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