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1798-D - Seguito della discussione del disegno di legge: Delega al Governo per il riordino.....in materia ambientale -II Esame di questioni pregiudiziali A.C. 1798-D
2004-11-23

La seduta, sospesa alle 12,30, ripresa alle 12,50.


PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame delle questioni pregiudiziali - A.C. 1798-D)
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulle questioni pregiudiziali di costituzionalit Vigni n. 1 e Boato n. 2.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Presidente, stanno votando doppio!

PRESIDENTE. Colleghi, calma!
Quali sono le segnalazioni che mi fate (Commenti dei deputati Innocenti e Ruzzante)? La votazione aperta, non ancora chiusa, quindi state tranquilli.
Onorevole Sanza, mi faccia la cortesia. So che lei difficilmente sta seduto perch un uomo di battaglia, ma in questo caso (Commenti)...
Dove ci sono problemi? Fatemi anche voi le segnalazioni!

PIERO RUZZANTE. Presidente, il quarto settore sopra l'onorevole Vito!

PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, guardi me: non mi sembra francamente che ci siano doppi voti.
Collega, per cortesia, si sposti, in modo tale che non nascano equivoci...

Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 462
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato s 223
Hanno votato no 239).


DONATO PIGLIONICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facolt.

DONATO PIGLIONICA. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, ci permettiamo di porre una questione che potremmo definire, anche questa, quasi pregiudiziale.
La Corte di giustizia, con una sentenza dell'11 novembre 2004, ha stabilito la incompatibilit dell'articolo 14 del decreto-legge n. 178 che conteneva l'interpretazione autentica della nozione di rifiuto.
Secondo la Corte, l'articolo 14 presenta profili di illegittimit in relazione sia alle finalit, sia agli obiettivi prescritti da una direttiva della Comunit europea del 1975.
Al comma 29 della legge delega che ci apprestiamo a discutere e a votare, nel prevedere all'articolo 6 una lettera aggiuntiva, si individuano, come appartenenti alla categoria delle materie prime secondarie, i rottami ferrosi e non ferrosi derivanti da operazioni di recupero, nonch i rottami che costituiscono scarti di lavorazioni industriali, artigianali o provenienti da cicli produttivi o di consumo.
Non voglio ricordare in questa sede le discussioni che accompagnarono l'approvazione dell'articolo 14. Noi sostenevamo, gi da allora, che si trattava di norma in conflitto con le direttive della Comunit europea e immediatamente, da parte della Commissione europea, fu avviata una procedura di infrazione.
Approvando adesso la legge delega nella modalit con cui stata presentata, vi la particolarit che si tratta di parte non modificata nel passaggio al Senato e, quindi, sostanzialmente sottratta alla discussione di questo ramo del Parlamento.


Il quesito, quindi, che ci permettiamo di porre sia al Governo sia alla Presidenza della Camera, innanzitutto se questa condizione si gi verificata in altre occasioni, quali sono le possibilit procedurali di intervento in questa fase dell'iter legislativo e, infine, se necessario un approfondimento, se possibile momentaneamente sospendere la discussione per valutare come intervenire. Infatti, si realizzerebbe la condizione che si approva una legge in conflitto con la sentenza della Corte di giustizia europea.
In ogni caso, quali sono gli intendimenti del Governo per riparare a questa condizione di assoluta anomalia, anche per non mettere in imbarazzo il Capo dello Stato, che si trover a promulgare una legge che gi nasce con una condizione di conflitto con la legislazione europea?

PRESIDENTE. Onorevole Piglionica, con riferimento alla questione da lei sollevata circa l'asserito contrasto tra alcuni commi del testo ed una recente sentenza della Corte di giustizia europea, la Presidenza non pu che prendere atto che tale questione gi stata ampiamente trattata nel corso dell'esame in sede referente del provvedimento. In tale sede stato osservato che i predetti commi sono oggetto di doppia conforme non essendo stati modificati dal Senato. Ricordo, inoltre, che sul testo sono stati resi i pareri delle Commissioni I e XIV che non hanno avanzato rilievi al riguardo.

Stenografico Aula in corso di seduta

Seduta n. 550 del 23/11/2004


(Esame dell'articolo unico - A.C. 1798-D)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione, nel testo della Commissione, identico a quello ulteriormente modificato dal Senato, e delle proposte emendative ad esso riferite (vedi l'allegato A - A.C. 1798-D sezione 4).

Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 1798-D sezione 2).
Avverto, altres, che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere (vedi l'allegato A - A.C. 1798-D sezione 3).
Informo, inoltre, l'Assemblea che, in relazione al numero di emendamenti presentati, la Presidenza applicher l'articolo 85-bis del regolamento, procedendo, in particolare, a votazioni per principi o riassuntive, ai sensi dell'articolo 85, comma 8, ultimo periodo, ferma restando l'applicazione dell'ordinario regime delle preclusioni e delle votazioni a scalare. A tal fine, i gruppi interessati sono stati invitati a segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione.
Onorevoli colleghi, stata avanzata la richiesta di votazione a scrutinio segreto su tutti gli emendamenti. Ricordo che il comma 36 modifica il decreto legislativo n. 42 del 2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, nella parte recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle norme a tutela
del paesaggio, novellando gli articoli 167 e 181, riguardanti - rispettivamente - l'ordine di rimessione in pristino e le sanzioni penali.

In particolare, la lettera c) del comma in esame novella l'articolo 181 del predetto codice, introducendovi quattro nuovi commi dopo il primo:
il comma 1-bis, volto ad inasprire le sanzioni penali alla normativa vigente per alcune (nuove) fattispecie di violazioni pi gravi;
il comma 1-ter, volto ad individuare fattispecie in relazione alle quali non si configura il reato di cui al comma 1 dell'articolo 181 del citato codice, previo accertamento di compatibilit paesaggistica ai sensi del comma 1-quater;

il comma 1-quinquies, volto a prevedere l'estinzione del reato a seguito della rimessione in pristino.

Ricordo in proposito che in materia penale l'indirizzo interpretativo enunciato dalla Giunta per il regolamento del 7 marzo 2002, confortato dalla costante prassi applicativa, nel senso che lo scrutinio segreto pu essere ammesso nei casi in cui la votazione incide sugli elementi costitutivi del reato (che attengono cio all'elemento soggettivo, all'elemento oggettivo, ovvero al fatto qualificato dalla legge come reato, all'antigiuridicit e alla colpevolezza) e sulle pene.

Per tale ragione, pertanto, sono sottoponibili a scrutinio segreto gli emendamenti relativi al capoverso 1-bis ed 1-ter, in quanto incidono rispettivamente sulle pene e sulla definizione del fatto qualificato dalla legge come reato. In particolare, dunque, la richiesta pu essere accolta in relazione ai seguenti emendamenti: Vendola 1.36, soppressivo della lettera c), sulla base di una valutazione complessiva del disposto normativo volta ad istituire specifiche fattispecie di reato definendone altres l'ambito materiale di estensione; emendamenti relativi al capoverso 1-bis: Vigni 1.43, Chiaromonte 1.119, Vigni 1.49, che incidono sull'individuazione delle fattispecie penali di cui al nuovo comma 1-bis dell'articolo 181; Vigni 1.52, che individua una fattispecie al ricorrere della quale viene aumentata la pena da irrogare; emendamenti riferiti al capoverso 1-ter: Vianello 1.53, limitatamente al capoverso 1-ter, in quanto volto a sopprimere la disposizione che individua la fattispecie di reato da depenalizzare; Vianello 1.57, Lion 1.59, Vigni 1.60 e 1.64, Realacci 1.66, che incidono sull'individuazione delle fattispecie da depenalizzare.



La richiesta non pu essere accolta con riferimento specifico all'emendamento Carli 1.120, che pure incide sul capoverso.1-ter, in quanto riveste natura procedurale ed solo indirettamente connesso con l'individuazione della fattispecie.
In base ai richiamati criteri, inoltre, non sono riconducibili alle materie segretabili gli emendamenti che incidono su cause di estinzione del reato. Pertanto, non sono sottoponibili a scrutinio segreto gli emendamenti che incidono sul capoverso 1-quinquies. Tale decisione conforme alla prassi ed ai precedenti, anche con riferimento a quanto affermato nella precedente lettura del provvedimento in esame. In particolare, onorevoli colleghi, faccio riferimento alla seduta del 14 ottobre 2003, in cui sono stati votati a scrutinio palese due emendamenti riferiti al disegno di legge in esame, in occasione della seconda lettura, volti a sopprimere il comma in esame - il comma 32 - bench in una formulazione diversa, nonch alla seduta del 17 giugno 2003 (si esaminava la legge di attuazione dell'articolo 68 della Costituzione), in cui stata votata a scrutinio palese la disposizione relativa alla sospensione del decorso dei termini di prescrizione del reato, ed alla seduta del 10 ottobre 2002, quando nel corso dei lavori stato negato il voto segreto su tutti gli emendamenti concernenti la prescrizione (in tal caso si stava esaminando il progetto di legge n. 3102 in materia di legittimo sospetto).

Non sono segretabili gli emendamenti relativi al capoverso 1-quater, in quanto lo stesso non incide sulle materie di cui all'articolo 49 del regolamento.
Eventuale voto segreto non pu essere concesso sugli emendamenti riferiti al comma 37 dell'articolo unico del provvedimento in esame. Il comma dispone una particolare disciplina per l'estinzione dei reati conseguenti all'esecuzione di lavori effettuati, entro e non oltre il 30 settembre 2004, su beni ambientali senza la prescritta autorizzazione o in difformit da essa. Come gi affermato, in base ai criteri della Giunta per il regolamento non sono riconducibili alle materie segretabili gli emendamenti che incidono su cause di estinzione del reato. Ricordo peraltro che, proprio in relazione alla precedente lettura del provvedimento in esame, circa la norma
di cui al comma 37, seppure in una formulazione parzialmente diversa, la Presidenza non ha ritenuto accoglibile la richiesta di voto segreto.

Passiamo ora agli interventi sul complesso degli emendamenti.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Banti. Ne ha facolt.

------------
EGIDIO BANTI. Signor Presidente, gli emendamenti presentati dai gruppi di opposizione al testo in esame devono necessariamente tenere conto del tortuoso cammino parlamentare dello stesso provvedimento che, approvato dalla Camera il 2 ottobre 2002, stato modificato dal Senato nel maggio del 2003, nuovamente modificato dalla Camera nell'ottobre 2003 e poi ancora dal Senato il 14 ottobre 2004 con voto di fiducia.

Il provvedimento risultante da questo tortuoso cammino parlamentare farraginoso e anomalo, comprendendo, infatti, una delega al Governo - sulla cui natura si pu anche convenire, ma non sulle proposte avanzate - per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale nonch misure di diretta applicazione che, qualche volta - mi si consenta l'espressione - c'entrano come i cavoli a merenda con l'impostazione corretta di un disegno di legge di delega.


Tra l'altro, l'esigenza della delega dovrebbe semmai tenere conto proprio della normativa superiore a quella nazionale che si va via via definendo a diversi livelli internazionali, a cominciare dalla necessit di rendere piena attuazione al Protocollo di Kyoto, che ormai pienamente applicativo, nonch alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea.

Invece, in questo testo si fa esattamente il contrario, come correttamente sottolineato dal collega Piglionica nel precedente intervento.
Infatti, la sottrazione al nostro esame della materia dei rifiuti ferrosi determina, dopo tanta attesa, il rischio concreto che il provvedimento nasca zoppo, tale da non poter neppure essere promulgato se non accompagnato da ulteriori provvedimenti che modifichino il punto relativo alla disciplina dei rottami ferrosi. Ci evidentemente non assicura alcuna certezza e garanzia a coloro che, a diversi livelli, operano in tale settore.
Riteniamo dunque, anche attraverso la presentazione di diversi emendamenti, di invitare ancora una volta il Governo e la sua maggioranza a riflettere sulla necessit di modificare
il quadro generale della politica ambientale che questo esecutivo sta portando avanti e che sicuramente non sta producendo vantaggi per il nostro paese.

Tutto ci sia pure con la foglia di fico della preoccupazione che l'opinione pubblica, cos attenta ormai alle tematiche ambientali, riservi atteggiamenti contrari al Governo.

Quindi - come avviene nel caso di Punta Perotti - siamo di fronte a provvedimenti che sembrano dire una cosa, ma in realt ne dicono un'altra, dunque di fronte ad un Governo che si comporta come i gamberi, procedendo all'indietro rispetto ad una disciplina che invece richiederebbe decisioni coraggiose e provvedimenti innovativi, non per creare ulteriori difficolt ai cittadini, ma per chiarire e migliorare l'insieme delle normative che i Governi di centrosinistra hanno realizzato negli scorsi anni e che hanno portato il livello della legislazione ambientale del nostro paese su schemi assai ampi ed apprezzati nel contesto europeo.

Con il presente disegno di legge, invece, si sta tornando indietro con una forma di confusione - di Helzapoppin, si potrebbe dire - non indifferente, modificando anche provvedimenti di cui il Governo ha menato vanto, come nel caso del codice per la tutela dei beni ambientali e paesaggistici che viene ritoccato in punti significativi.

Il ministro Urbani afferma che in realt non si tocca quasi nulla, ma i fatti lo smentiscono, in quanto le modifiche ci sono e forniscono un segnale chiaro di maggior lassismo e di minor tutela in un settore particolarmente delicato.

Alcuni degli emendamenti da noi presentati tengono conto di un'altra incongruenza contenuta nell'ultima versione del provvedimento.

Infatti, potrebbe sembrare una questione irrilevante l'aver indicato il 2004 al posto del 2005, ma anche nella migliore ipotesi - e pur tenendo conto di un ulteriore slittamento dell'entrata in vigore del provvedimento a causa dei rifiuti ferrosi - molto difficile immaginare che il presente disegno di legge, per la parte relativa alle misure di diretta applicazione, potr diventare efficace nel corso dell'anno finanziario 2004. Anzi, sicuramente cos non sar e pertanto potr esplicare le sue operativit soltanto a partire dal 2005. Pertanto, alcuni nostri emendamenti tengono conto di questa situazione.
Esistono precedenti importanti nella presente legislatura, quando sono stati riesaminati disegni di legge gi approvati,
soltanto per modificare la data relativa alle scadenze finanziarie e alle norme per la sua entrata in vigore. necessario che accada questo, altrimenti ancora una volta gli stanziamenti, che faticosamente e in misura limitata la legge predispone per alcuni materie, rischiano di restare lettera morta e di non poter essere utilizzati. Pertanto, i soldi rischiano di non essere spesi, forse a vantaggio del ministro Siniscalco, ma a scapito della chiarezza e delle garanzie di chi legge la normativa e ad essa fa riferimento.
Al di l di tutto questo, il nocciolo del problema risiede nei commi dal 32 al 38 del testo. Paradossalmente, essi vorrebbero risolvere una volta per tutte il problema di Punta Perotti e di altri ecomostri - o cosiddetti tali - presenti nel nostro paese.

In realt, si creano situazioni riconducibili ad un vero e proprio condono, non ad una sanatoria.

Durante gli interventi svolti dai colleghi della maggioranza, abbiamo ascoltato argomenti che, a nostro avviso, fanno poca farina, soprattutto dal punto di vista dei cittadini che ci ascoltano e che ci leggono. Tali colleghi si sono sforzati di operare la distinzione tra sanatoria e condono.

Di fatto, siamo di fronte ad una minore tutela del paesaggio e di beni su cui, invece, esiste una crescente attenzione per la loro salvaguardia da parte dell'opinione pubblica, del mondo culturale e ambientalistico, ma non solo di essi.

A nostro avviso si tratta di un vero e proprio condono, ma anche nel caso si trattasse di sanatoria, di fatto vengono aperte le porte per la regolarizzazione non tanto di piccoli interventi, bens di chi sfida l'impunit - e purtroppo in Italia sempre pi frequentemente l'impunit viene sfidata con successo - determinando una grave alterazione del paesaggio con la costruzione di edifici abusivi in luoghi pregiati. Questo non deve essere consentito e per tale ragione i nostri emendamenti intendono sopprimere o, quantomeno, modificare in maniera significativa i commi suddetti.

Onorevoli colleghi e rappresentanti del Governo, tra l'altro questi commi sono anche scritti male. Ad esempio, il comma 32 - che fa riferimento a Punta Perotti e gi illustrato in sede di Commissione - difficilmente applicabile e rischia di creare ulteriori contenziosi, quando invece tale situazione
stava trovando una soluzione definitiva. Quindi, temiamo che si verificher l'allungamento dei tempi per la distruzione dell'ecomostro, invece che la loro abbreviazione.
Inoltre, temiamo soprattutto il messaggio negativo rivolto all'Italia, perch si lascia intendere un'inversione di rotta su questa delicata materia. Infine, riteniamo negativa anche la soppressione al Senato della lettera c) del comma 41, relativa alla gestione delle reti per l'erogazione dei servizi pubblici, altro argomento da noi considerato importante. Peraltro, intendiamo riproporre integralmente il testo votato alla Camera nel corso della precedente lettura.


Infatti, ancora una volta si vanno a determinare nuove situazioni di monopolio. dunque inaccettabile quanto si sta consumando in questo ramo del Parlamento e quanto stato deciso dal Senato, dal momento che l'esigenza di distinguere i ruoli dei soggetti che gestiscono e di quelli che operano nel settore dei servizi, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle reti, indicata dall'Unione europea. Si tratta di una linea che dovrebbe essere seguita, e che invece stata disattesa con le decisioni assunte dal Senato.


Per tali ragioni, difenderemo i nostri emendamenti e cercheremo di ottenerne l'approvazione, anche attraverso lo scrutinio segreto (abbiamo infatti constatato, nel corso della votazione sulle questioni pregiudiziali, che non vi uno scarto notevole tra i voti favorevoli e quelli contrari). Confidiamo pertanto in una resipiscenza della Camera, con l'introduzione di modifiche che inducano il Governo a scegliere una strada diversa rispetto a quella finora perseguita (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Calzolaio. Ne ha facolt.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, gli emendamenti al testo in esame possono riguardare, come noto, soltanto le parti modificate nella precedente lettura del Senato. Permane naturalmente la nostra contrariet sulla parte restante del provvedimento. Le modifiche introdotte dal Senato aggiungono confusione, complicazioni, conflitti ed incertezze giuridiche, amministrative e politiche, sia nelle relazioni con le regioni sia nelle relazioni con l'Unione europea. Tuttavia, il provvedimento nel suo complesso ad essere confuso, complicato, conflittuale e suscita pertanto la nostra ferma, determinata e motivata opposizione.


Il provvedimento in esame costituisce, per certi versi, il fallimento conclamato del ministro Matteoli. Oltre tre anni fa, gli stato consegnato un Ministero con pi personale, e pi qualificato, pi risorse e pi poteri.

Il personale lo ha fatto gestire a un Gabinetto fazioso e autoritario; le risorse le ha
spese male, e in piccola parte; i poteri non li ha esercitati. Quando altri ministri hanno invaso le sue competenze, ha svolto soltanto una tardiva opera di interdizione mediante dichiarazioni alla stampa, anzich mediante atti amministrativi. rimasto a guardare, quando regioni e comuni si sono contorti nelle contraddizioni derivanti dall'assenza di una politica ministeriale: mi riferisco, ad esempio, alle questioni della depurazione e delle polveri a Milano; alla siccit al sud; all'inquinamento atmosferico in numerosi centri urbani.
Non vi una sola norma, un solo progetto o una sola idea che rechi la firma del ministro Matteoli: egli ha scelto fin dall'inizio di non perseguire politiche ambientali, e in questi tre anni ha finito per creare le condizioni per smantellarle, come risulta evidente dall'inerzia nell'emanazione di decreti attuativi che numerose imprese, associazioni, citt ed enti attendono. stata subito evidente quella che potremmo definire la regola di ingaggio del ministro e dei sottosegretari all'ambiente di questa legislatura: non fare nulla; abolire le politiche ambientali.


Il ministro oggi non presente, e non si fatto quasi mai vedere in Parlamento, se si eccettuano alcune rare presenze obbligatorie in Commissione.

Un sottosegretario non ha addirittura mai partecipato ad alcuna seduta del Senato, n dell'Assemblea n della Commissione, n ad alcuna seduta della Commissione della Camera, limitandosi a rispondere ad alcune interrogazioni in Assemblea. Il Ministero stato dunque gestito in modo completamente separato ed autonomo, spesso allontanando direttori e funzionari, commissariando enti, stravolgendo norme e impedendo addirittura ai direttori ed ai funzionari di perseguire politiche ambientali.

Dopo 18 mesi, visto che nella pubblica amministrazione vige la regola per cui le leggi andrebbero rispettate e visto che alcune direzioni continuavano a preparare decreti e atti amministrativi, il capo di Gabinetto del ministro Matteoli ha inviato una lettera a tutti i direttori del ministero e a tutti gli istituti collegati dove si recita - cito testualmente - si invitano tutti gli uffici in indirizzo a volersi astenere dal discutere o anche solo impostare attivit aventi contenuto legato alla delega di tutta le legislazione ambientale; eventuali eccezioni dovranno essere discusse, una per una, con il capo di Gabinetto e le ulteriori attivit in corso dovranno essere immediatamente sospese. C' un incredibile linguaggio burocratico in questa lettera anche perch evidente la scortesia visto che i destinatari erano dirigenti dello Stato che, fra l'altro, erano sopravvissuti alla prima purga del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, quando furono cacciati, con norme discutibili, vari direttori in carica. Tuttavia, non soltanto la scortesia, la sostanza.


Il Ministro dell'ambiente comunic per iscritto, ufficialmente, di sospendere ogni operativit del ministero e pochi giorni dopo, per chi non avesse inteso, fu inviata un'altra nota in cui si dice che inutile che gli uffici perdano tempo a lavorare, visto che ci sar una delega che ci consentir di rivedere tutta la legislazione. Tuttavia, gli uffici ministeriali in un qualsiasi ente pubblico debbono rispettare la legge, mentre il ministro in questi tre anni ha detto loro di non fare nulla, ha chiesto loro di stare a casa o di poltrire al ministero. Quindi, da una parte vi una delega che contiene una espropriazione dei parlamentari, visto che la riforma normativa dovrebbero farla i deputati e i senatori, il Parlamento nel nostro paese, in base alla costituzione vigente. Questa richiesta di delega si abbinata alla imposizione e ingiunzione a tutti i direttori e ai funzionari del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio di non fare pi nulla.

Veniamo ora al testo della delega che viene richiesta. Si dice che bisogna riordinare tutto, perch bisogna semplificare tutto. Ebbene, per semplificare tutto, si propone una legge il cui testo invito a sfogliare (mi rivolgo ai colleghi che hanno i fascicoli a disposizione qui alla Camera). Si tratta di un solo articolo di 54 commi, alcuni lunghi varie pagine, altri contenenti molteplici lettere, del tutto contraddittori e confusi al loro interno e fra i singoli commi. Nella prima parte del testo si delega una commissione a fare un lavoro che dovrebbe essere quello proprio del Parlamento e in un'altra parte si modifica e si complica la legislazione vigente. In realt, oggi il ministro Matteoli si gioca l'ultima carta della sua attivit di ministro. Sa che il suo bilancio scarno e scadente; passa alla cronaca soltanto quando si parla di correnti di Alleanza nazionale; tutte le nomine che ha fatto a fine legislatura sono senza risultati; ha svuotato le valutazioni di impatto ambientale e ha accettato i condoni.

Tra un anno vorrebbe poter dichiarare che non ha fatto nulla, per ha riscritto tutta legislazione ambientale. Sar facile ricordargli tra un anno che ha smantellato le norme, non applicandole anche quando erano semplici, recenti e condivise.
Il problema che di fronte a questo fallimento c' la caduta non solo dei filistei ma anche dei valori fondanti lo sviluppo sostenibile e la tutela dell'ambiente nel nostro paese. Con i nostri emendamenti per le parti modificabili noi riproponiamo dei suggerimenti che speriamo l'aula possa prendere in considerazione; inoltre, con i nostri interventi e le nostre dichiarazioni continueremo a denunciare i limiti di costituzionalit, illegittimit e inapplicabilit delle norme che sono al nostro esame. Limiti di costituzionalit connessa al condono - cos lo ha chiamato il sottosegretario - previsto dal comma 37 dell'articolo 1 introdotto in contrasto con lo stesso codice Urbani dello stesso Governo e soprattutto in contrasto con il paesaggio italiano, con chi lo ha ferito, mentre ora tutto questo viene condonato con due sanatorie monetizzate su reati edilizi e paesaggistici, ovunque, anche nelle aree protette.


I limiti di legittimit: connessa all'errata definizione di rifiuto, prevista dal comma 29 dell'articolo 1 (sul quale molto opportunamente il collega Piglionica ha richiamato la Presidenza della Camera), in contrasto con la sentenza della Corte di giustizia epopea dell'11 novembre e soprattutto con una gestione pulita, trasparente e integrata dei rifiuti.
I limiti di attuabilit: si tratta di una normativa e di un testo ingannevoli anche sul piano finanziario, anche considerato lo stesso parere della Commissione bilancio, che invito tutti a leggere. La V Commissione, al fine di poter fornire parere favorevole, pone due presupposti che tali non sono, e cio che le risorse individuate al comma 33 dell'articolo 1 per la copertura dei costi di demolizione delle opere abusive, di cui al comma 32, siano idonee a far fronte ai relativi oneri previsti e che le relative anticipazioni concesse dal fondo rotativo per la demolizione delle opere abusive siano restituite.
Sussistono dubbi, incertezze e limiti anche per molti altri aspetti. Vi un elemento che per ci rassicura. Nel comma in cui si prevede la nascita della commissione di esperti si stabilisce chiaramente che al termine di questo iter e nei due anni successivi il Parlamento ed il Governo potranno riesaminare l'intera materia. Siamo convinti che voi agirete lottizzando i posti della commissione, in modo del tutto arbitrario, avendo, inoltre, fatto promesse del tutto illegittime sul piano giuridico e politico. Rovinerete, cos, le norme esistenti ma sar possibile per il nuovo Parlamento ed il nuovo Governo riesaminarle nei due anni successivi.


Considerato che in questa lunga battaglia dell'esame del provvedimento emersa una chiara identit ambientalista della Grande alleanza democratica (che si manifesta anche nelle proposte emendative unitarie da noi presentate) invito ancora una volta i colleghi della maggioranza, a non occuparsi di ambiente, ma di consentire ai parlamentari che avrebbero voluto e che ancora lo vogliono, di continuare a tutelare e a valorizzare le straordinarie risorse ambientali del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bellillo. Ne ha facolt.


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KATIA BELLILLO. ormai palese che il provvedimento al nostro esame abbia dei problemi. L'intervento del collega Calzolaio ha in qualche modo esplicitato tutti i bubboni presenti; con le nostre proposte emendative tentiamo di modificare il percorso intrapreso.
Del resto, ormai palese che non ci sono risorse finanziarie e che con la proposta di una commissione di esperti volete svuotare il ruolo del Parlamento. Inoltre questo provvedimento torna alla Camera ormai per la quarta lettura: sono passati tre anni dall'inizio del suo iter, poich dal 19 ottobre 2001 che questo provvedimento omnibus rimbalza tra Camera e Senato. Anzi, il Governo stato costretto a porre la fiducia al Senato per consentirne l'approvazione. Ci significa che i problemi sono molto pi pesanti di quelli di un confronto dialettico fra maggioranza ed opposizione. I problemi, in realt, sono all'interno della stessa maggioranza, come siamo ormai abituati a verificare di frequente. In questo caso il voto di fiducia, ovviamente, non serve per trattenere l'opposizione (soprattutto alla Camera, dove avete uno scarto di 100 deputati in pi). chiaro, allora, che il problema solo interno alla maggioranza.
In ogni caso, per l'opposizione la gravit di questa ulteriore lettura del provvedimento risiede in particolare nel comma 36, con l'introduzione del terzo condotto edilizio, da voi previsto sin dall'inizio dal Governo Berlusconi.
Con questo terzo condono voi rafforzate una cultura che avete introdotto ormai largamente del paese.
Noi comunisti italiani siamo contrari e pertanto abbiamo presentato alcuni emendamenti.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati.

ADRIANO PAROLI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la Commissione invita al ritiro di tutti gli emendamenti, altrimenti il parere contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?


ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, il parere del Governo conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta, che riprender alle 15,30.



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APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

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