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Camera - Seduta n. 536 del 28 ottobre 2004 (Modifica all'articolo 9 della Costituzione in materia di ambiente e di ecosistemi)(II parte)
2004-10-28

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facolt.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo esprimer un voto favorevole sull'integrazione proposta all'articolo 9 della Costituzione italiana. Lo facciamo senza grande clamore e grande enfasi. Ogni discussione che punta a modificare la Costituzione ci vede sempre riflettere e contribuire con grande cautela, non solo per la pessima esperienza maturata in questa legislatura, ma pi in generale perch consideriamo la Costituzione italiana - in particolare, la prima parte - un testo che ha costituito per decenni un punto di equilibrio e di progresso nel nostro paese ed anche di civilt dell'ordinamento giuridico. Quindi, non riteniamo scontato che si debba aggiornare ed aggiustare ogni comma. Certo, la questione della tutela ambientale era importante e noi abbiamo contribuito in modo determinante alla stesura del testo.
Vorrei ricordare anche al relatore che la prima proposta dallo stesso avanzata premetteva all'articolo 9 una serie di formulazioni non adeguate.
Noi, invece, abbiamo detto fin dal primo momento che non ci convinceva alcuna modifica dell'articolo 9 che sostituisse qualche frase gi ivi contenuta o che si premettessero delle frasi.
L'articolo 9, in vigore dal 1948, ha costituito un ostacolo allo scempio e alla distruzione delle risorse e dell'ambiente. Certamente non stato sempre sufficiente, ma stato un ostacolo importante. sulla base dell'attuale formulazione che, negli anni Ottanta e Novanta stato possibile per la giurisprudenza costituzionale affermare in modo sempre pi chiaro e netto - e gi oggi, quindi, questo un risultato della costituzione materiale del nostro paese - che l'ambiente un valore costituzionalmente protetto, garantito e non disponibile. Per questo, avremmo accettato correzioni di quella formulazione soltanto se avessimo non solo formalizzato un valore gi dichiarato dalla giurisprudenza costituzionale, ma anche integrato quel valore con una visione positiva di nuovi diritti e di nuovi principi.
In effetti, nel testo predisposto dalla Commissione questo presente. Innanzitutto, c' la formalizzazione del diritto dell'ambiente. Lo ha detto molto bene ieri il collega Acquarone, che competente ed esperto della materia, oltre che un'importante presenza in quest'aula in molti dibattiti di rilievo costituzionale: si formalizza un diritto e ci non male. sicuramente gi qualcosa in pi, maturo, opportuno e che quindi gi giustificava di per s l'integrazione dell'articolo 9.
Si parla di tutela dell'ambiente; per, si aggiungono anche altri elementi che abbiamo proposto, quali la tutela delle biodiversit. Abbiamo gi detto nel dibattito sugli emendamenti quanto questa notazione sia importante per l'evoluzione positiva e non puramente conservativa dei diritti collegati alle tematiche ecologiche e ambientali.
In secondo luogo, si riprende esattamente la stessa formulazione gi inserita nell'articolo 117, votato nella scorsa legislatura, con cui per la prima volta apparsa nella nostra Costituzione il termine ambiente. In quell'articolo si parla di ambiente e di ecosistema come competenza dello Stato; qui opportunamente richiamiamo nella I parte della Costituzione la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi, adottando un plurale che noi,
fin dalla predisposizione della proposta di legge, avevamo suggerito come la formulazione migliore, che consente anche ai tanti singoli ecosistemi, talvolta piccoli o pi ampi, come i laghi o le Alpi, di avere un riferimento nella Costituzione della Repubblica.
In terzo luogo, finalmente si fa riferimento alla promozione del rispetto degli animali. Consideriamo che questa sia un'acquisizione importante. Ripeto che avremmo preferito che ci si limitasse alla tutela dell'ambiente e degli ecosistemi e si rinviasse il resto ad una legge costituzionale. Ma, una volta che si accetta la strada di aggiungere elementi essenziali, per noi fondamentale che sia scritto nella Costituzione che si promuove la vita anche di quello che un vivente non umano, in particolare gli animali. Essi sono ormai diventati parte costitutiva dell'esperienza quotidiana di milioni e milioni di persone nel nostro paese, probabilmente di miliardi di persone sul pianeta.
Inoltre, vi sono stati dei miglioramenti anche di carattere minore: ad esempio, nella proposta del Senato si faceva ancora riferimento alla Nazione, un termine che nella I parte della Costituzione stato adottato in pochi casi e che poi, via via, ha subito una evoluzione nel corso del dibattito sulla riforma della Costituzione. Abbiamo insistito sul termine Repubblica, che il soggetto che resta principale, perch era quello fondante anche dell'originario articolo 9 della Costituzione.
Abbiamo apprezzato in questo senso il lavoro del relatore e lo sforzo compiuto per dare ai verbi il giusto peso. Non si tratta di una tutela generica, ma si gioca con vari verbi per consentire di articolare questa tutela. Un conto promuovere, un altro solo tutelare o proteggere.
Abbiamo apprezzato, quindi, lo sforzo di definizione da cui scaturito un testo piuttosto pulito ed ordinato. Tuttavia, gli emendamenti da noi presentati non sono stati presi in considerazione.
Ripeto, voteremo a favore del provvedimento in esame, ma vogliamo sottolineare la ragione politica - e mi dispiace che alcuni colleghi dell'opposizione non l'abbiano colta - che ha impedito al relatore di discutere davvero in quest'aula. La proposta di modifica dell'articolo 9 nasce da un'esigenza del partito di Alleanza nazionale di costruire un alibi ideologico nei confronti di un ministro che ha concretamente operato contro e non a favore dell'ambiente italiano.

GIORGIO CONTE. Ma cosa dici?

VALERIO CALZOLAIO. Si limitato a dichiarazioni di principio su qualche tema, ma spesso ha favorito o consentito - lui dice subito - scelte concrete contro la difesa dell'ambiente e contro politiche ambientali utili alla qualit della vita nel nostro paese. Questa la ragione per cui il dibattito stato ingessato. Non si poteva toccare nulla, anzi vi era il dubbio che Alleanza Nazionale e la Lega, come gi avvenuto in Commissione, non votassero il testo in esame. Vedremo cosa succeder in quest'aula, perch tale atteggiamento importante anche rispetto al Senato.
Non possiamo parlare solo della nostra Assemblea, ma dobbiamo ricordare l'atteggiamento del Governo al Senato. In questa sede, infatti, il Governo si rimesso all'Assemblea, ma al Senato aveva condiviso il testo sbagliato che tutelava l'ambiente naturale. Tale dizione non voleva dire nulla, anzi peggiorava quanto gi presente nell'ordinamento costituzionale italiano grazie alle sentenze della Corte costituzionale.
Voteremo a favore del provvedimento in esame ed abbiamo favorito lo spirito costituente. Non siamo del tutto soddisfatti, ma non ci siamo formalizzati in modo geloso sui nostri emendamenti. Tuttavia, notiamo un dibattito ingessato per una ragione politica: questo l'elemento che tutte le opposizioni avrebbero dovuto fortemente e nettamente sottolineare.
Alleanza Nazionale ha cercato un alibi ideologico, chiedendo una delega all'inizio della legislatura per poi non fare nulla. Dopo il disegno di legge di delega, il capo di gabinetto del ministro ha inviato una lettera a tutti funzionari dicendo loro di non fare pi nulla perch stava per essere conferita una delega che, dopo tre anni, non ancora arrivata. Allo stesso modo, Alleanza Nazionale ha cercato un alibi ideologico con la modifica costituzionale. La dizione ambiente naturale era ridicola ed era stata contestata non solo dalle associazioni, ma da tutti i costituzionalisti e - come sa il relatore - da tutti coloro che abbiamo audito in Commissione affari costituzionali.
L'esigenza politica era quella di coprire l'inerzia e l'inattivit con un alibi ideologico. Con i nostri emendamenti volevamo mostrare l'impossibilit per il relatore e per la maggioranza di arrivare ad una discussione serena che arricchisse, precisasse, affinasse un testo sul quale avevamo gi votato favorevolmente.
Sottolineo la differenza di atteggiamento da parte del Governo. Rileggendo i resoconti del Senato, si pu notare quale sia stato l'atteggiamento del Governo. In questa sede il Governo si rimesso all'Assemblea. Vedremo quale sar l'esito della votazione. Ci auguriamo che tutti facciano quello che noi abbiamo fatto: contribuire con spirito costituente ad un testo dignitoso, senza formalizzarsi sulle proprie posizioni.
Ci auguriamo che anche il Senato tenga conto dello sforzo compiuto dalla Camera. Tuttavia, proprio per la cautela che abbiamo nei confronti della nostra Carta costituzionale e per la suddetta preoccupazione politica, abbiamo voluto consentire all'Assemblea di discutere su alcuni emendamenti e ci rammarichiamo che ci non sia avvenuto. Riteniamo si sia trattato di un errore da parte del relatore non averli accolti, perch alcuni di essi miglioravano il testo predisposto dalla Commissione.
Con la constatazione di tale fragilit politico-culturale della maggioranza che oggi guida il nostro paese, confermiamo il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo sul provvedimento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facolt.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che abbiamo fatto un buon lavoro e che stiamo compiendo un atto veramente importante. Stiamo introducendo all'articolo 9, che fa parte dei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, nuovi concetti, che ci derivano dalla storia della terra e dell'umanit, intervenuti negli anni che ci separano dal 1948. Insisto: introduciamo, aggiungiamo, non sostituiamo il testo costituzionale, ma arricchiamo il dettato costituzionale.
Riconosciamo quindi che esso non ha perso affatto validit, ma che necessita di essere aggiornato, poich nuovi problemi materiali e nuove consapevolezze sono cresciute in tutti questi anni. Noi poggiamo sulle spalle dei nostri padri costituenti e, grazie a loro, possiamo oggi vedere pi lontano di quanto essi non potessero allora prevedere. Per queste ragioni, colleghi della maggioranza, la modifica dell'articolo 9 della Costituzione non potr essere usata, n da voi n da nessun altro, come una specie di foglia di fico per coprire le vergogne delle modifiche dei 43 articoli della seconda parte della Costituzione, della quale abbiamo discusso nelle scorse settimane, fino a pochi giorni fa.
Non mi riferisco solamente al fatto che il metodo scelto per la discussione dell'articolo 9 stato diverso, e cio che da pi parti politiche si concorso positivamente ad un unico fine. Cos come non mi riferisco solamente al fatto che il voto, che si prepara in quest'aula, e mi auguro al Senato, sar di tali proporzioni da poter rendere non necessario, in base all'ultimo comma dell'articolo 138 della Costituzione, un referendum confermativo popolare. Voglio invece riferirmi pi profondamente - anche se questo un dato pi soggettivo che oggettivo, ma appunto siamo donne e uomini, in quest'aula - alla qualit di questo dibattito. Io vi ho concorso poco, poich non ho potuto partecipare a tutti i lavori preparatori della Commissione. Tuttavia, avendo ascoltato gli interventi dei colleghi - da Boato a tutti gli altri, non li cito tutti per non escludere qualcuno - e avendo apprezzato la gentilezza d'animo e l'apertura culturale del relatore, onorevole Schmidt, so che una volta tanto siamo stati all'altezza di essere dei veri costituenti, nel significato profondo di questo termine.
Naturalmente, so - e voi lo sapete meglio di me - che vi , nel concerto internazionale, un dibattito tra i giuristi su che cosa sia la Costituzione, che pu essere cos riassunto: la stesura della Costituzione conclude un processo di acquisizione di conoscenze, di consapevolezze e di sentimenti da parte dei popoli ai quali vuole ispirarsi o, invece, essa apre tale processo? Nel primo caso, evidente che si sottolinea il nesso tra il legislatore e tutti i movimenti reali che agiscono nella societ; nel secondo caso, si sottolinea la sua funzione di apristrada. evidente che coloro che hanno messo mano ad un progetto di Costituzione europea - che purtroppo domani sar firmata e che non condivido, non perch non condivida l'esigenza di una Costituzione, ma perch non condivido il metodo tecnicistico con il quale si giunti a quel testo - propendono pi per la seconda interpretazione.
Non penso che noi, qui, registriamo solamente un umano sentire. Per, credo che la prima tesi sia pi valida della seconda. Credo cio che sia meglio e che sia non solo pi prudente, ma pi giusto per un legislatore - soprattutto se un legislatore costituente - assorbire ci che gi stato prodotto nel pensiero e nella materialit delle relazioni sociali all'interno di un determinato contesto.
Quindi, a tale testo, che il gruppo di Rifondazione comunista si accinge a votare favorevolmente, hanno contribuito non solo l'insorgenza di nuovi problemi, che erano neppure concepibili nel 1948, ma soprattutto il delinearsi di una consapevolezza dei medesimi (che si espressa in filoni importanti di pensiero ecologista e che ha attraversato, seppure con diversa proporzione, le destre come le sinistre); vi hanno anche concorso i movimenti, da quelli contadini a quelli intellettuali, nonch quelli di pensiero, come i movimenti di massa. Qualcuno ha fatto ironia, a volte, sui medesimi; ha cercato di presentare i senza terra del Brasile come un gruppo di disperati o il movimento francese di Jos Bov come un nugolo di reazionari in difesa del roquefort.
Oggi tutti costoro che, avventatamente, hanno espresso giudizi sprezzanti nei confronti di movimenti reali si trovano di fronte ad un testo che il prodotto pi di quei movimenti che non dell'autonoma nostra intelligenza. Non voglio sminuire la validit del nostro lavoro, soprattutto di quello dei colleghi che vi hanno partecipato con pi passione e continuit; anzi, la mia una sopravvalutazione, non nel senso che eccessiva e pleonastica, ma nel senso che enfatizzo il ruolo che il Parlamento si assunto. Mi riferisco al fatto di essere finalmente in sintonia, in corrispondenza di amorosi e intellettuali sensi con un popolo mondiale e, soprattutto, con i nostri giovani, che sul tema ambientale hanno costruito una loro nuova consapevolezza sociale.
Quanti giovani entrano nella vita sociale e si appassionano alla politica, ai dibattiti, non perseguendo le strade del conflitto di classe, che pure pi vivo che mai, o semplicemente quelle delle letture, che pure vanno incrementate, dei libri, ma attraverso la difesa dell'ambiente, di un albero, di una zona, di un patrimonio artistico o di un animale!
Questa una nuova strada; vuol dire che la sensibilit umana si aperta a ci che la circonda e smette di pensare che la natura sia nemica dell'uomo o che sia un dato intoccabile. Per questo, la visione puramente naturalistica che emergeva dal testo del Senato non poteva andare bene.
una vecchia questione e la filosofia mondiale ha molto discettato su questo tema. Vi era chi pensava che gli antichi fossero migliori dei moderni perch non avevano compromesso l'ambiente come i moderni; vi era poi chi pensava che si sarebbe potuto fare tutto quello che l'uomo voleva, perch la natura non poneva limiti. Erano due modi di pensare sbagliati. Gi sul finire del Seicento, un autore di fiabe, Charles Perrault, con cui abbiamo educato i nostri figli, in una querelle sugli antichi e i moderni, introduceva il primato dei moderni sugli antichi, e la grande cultura francese da Luigi XIV in poi rielabor questa teoria.
Poi, per, si esagerer e si pens che l'uomo non avesse limiti, che la produzione non poteva accettare elementi di freno, che la produttivit fosse in s un bene infinito. La cultura del limite introdotta nella seconda parte del Novecento ha corretto questo modo di pensare e oggi ritengo, sperando di recepire quanto di meglio stato affermato, per quel poco che so su questo tema, che il rapporto tra uomo e ambiente non mai statico nell'uno e nell'altro senso, ma sempre dinamico.
Ma, proprio per questa ragione, la tutela dell'ambiente, dell'altro da s che non sia umano, del vegetale come del vivente non umano, un diritto che deve essere riconosciuto e che deve essere protetto dalla stessa volont umana e in questo senso costituisce un limite che necessita di essere costituzionalizzato. Questo il nostro moderno Leviatano.
Ho iniziato questo dibattito ricordando, gi in sede di discussione generale, che nel gennaio del prossimo anno ricorreranno cento anni dalla pubblicazione della teoria della relativit ristretta di Albert Einstein.
Concludo, quindi, con una citazione di Einstein morente, che mi molto cara: Mi sento cos solidale con ogni corpo e con ogni corpo vivente che non mi importa dove comincia e dove finisce l'individuo. Questa mi pare la migliore descrizione della relazione tra l'uomo e l'ambiente, della compenetrazione tra l'io e i molti.
Con questa modifica costituzionale forniamo una dimostrazione di civilt: spero che chi ci seguir la apprezzer e potr fare ancora meglio di quanto noi siamo riusciti a fare (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maninetti. Ne ha facolt.

LUIGI MANINETTI. Signor Presidente, nel preannunciare il voto favorevole del gruppo dell'UDC, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facolt.

LAURA CIMA. Vorrei sottolineare che alcuni principi da noi evidenziati durante il dibattito, sia in Commissione sia in aula, sui quali abbiamo poi deciso di escludere la votazione da parte dell'Assemblea per dimostrare l'unit di tutta la Camera sulla presente riforma, sono principi ai quali teniamo e in ordine ai quali porteremo avanti la nostra battaglia.
Mi riferisco alla brevettabilit, che rappresenta la questione pi importante rispetto al futuro della ricerca scientifica, del business nonch dell'ambiente naturale e dell'ecosistema del nostro pianeta.
Ritengo dunque che le affermazioni svolte dal relatore - che mi auguro vorr ripetere nel suo successivo intervento - siano da questo punto di vista molto chiare, come anche la questione relativa al diritto all'acqua (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giorgio Conte. Ne ha facolt.

GIORGIO CONTE. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale ad un testo che giudichiamo soddisfacente, anche se avremmo preferito fossero recepite alcune indicazioni contenute nell'emendamento Vascon 1.8.
Con il testo attuale rimane aperta una pericolosa interpretazione che speriamo possa essere scongiurata dal buonsenso.
Infine, vorrei esprime grande apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione, che ha cercato la massima convergenza possibile, anche a fronte di particolari rinunce. Non posso che apprezzare tale impostazione e pertanto annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vascon. Ne ha facolt.

LUIGINO VASCON. Signor Presidente, contrariamente all'onorevole Giorgio Conte, annuncio il voto di astensione da parte del gruppo della Lega Nord Federazione Padana. Ci dispiace di non poter esprimere voto favorevole, ma d'altra parte l'enorme lacunosit del testo non ci permette di andare oltre. Purtroppo, chi ha redatto il provvedimento, sia nella fase istruttoria che in quella conclusiva, vi ha lasciato grosse lacune.
Troppo spesso chi ha il compito di redigere i testi su cui i deputati sono chiamati a legiferare e ad esprimere il proprio voto, non si avvale di conoscenze dirette e scientificamente adeguate. Esistono esempi di totale lontananza e ignoranza degli argomenti trattati. Su alcuni provvedimenti, i relatori e deputati dimostrano la lontananza del mondo reale da quello burocratico, cartaceo e legislativo. L'aspetto grave che poi le leggi ricadono sugli stessi cittadini che ci hanno mandato in quest'aula. L'ignoranza, la superficialit e il condizionamento, che spesso gioca un ruolo pericolosissimo, porta alla votazione di leggi al buio, o meglio, non chiaramente delineate, contenenti norme non chiare, interpretative, di comodo politico che non rispettano la maggioranza eletta in questo Parlamento.
Si tratta di norme condizionate da pressioni interne ed esterne, votate da chi non riesce a dire di no o crede di essere nel giusto e, ottusamente, non ascolta consigli, non vede e non legge quanto potrebbe rendere i testi licenziati pi efficaci e a misura d'uomo. Tutto questo non ci mette nella condizione di poter esprimere voto favorevole; infatti siamo a conoscenza di come vanno le cose. Con il nostro emendamento abbiamo cercato di migliorare il testo, tanto che tutti i deputati intervenuti, con l'eccezione del relatore, ne hanno apprezzato la bont.
Mi viene in mente la favola della volpe e dell'uva. La volpe diceva che l'uva era acerba, ma in realt non aveva l'umilt di ammettere che non arrivava a coglierla. I limiti umani prevaricano i precetti legislativi che poi ricadono sulla gente, su chi lavora e opera concretamente e non sta seduto comodamente al caldo. Infatti, le leggi devono essere rispettate.
Come stavo dicendo, manca la misura che mette in rapporto il legislatore con il mondo esterno, ponendolo nelle condizioni di toccare con mano la realt. Quando esprimiamo un voto, dobbiamo tener conto del peso che quel gesto assume.
Ma vedo che non c' peggior sordo di chi non vuole intendere. Potrei continuare il mio intervento, ma correrei il rischio di utilizzare aggettivi non consoni alla dignit di quest'aula. Pertanto, mi limito a confermare il voto di astensione del nostro gruppo, perch non ci ritroviamo nel testo del provvedimento.

PRESIDENTE. Sono cos esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

GIULIO SCHMIDT, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt.

GIULIO SCHMIDT, Relatore. Signor Presidente, la Commissione ha lavorato per un anno con passione, competenza e profondit, insieme a costituzionalisti, sociologi, esponenti della societ civile ed associazioni. Ci troviamo oggi, con umilt ed orgoglio, a consegnare al Senato un arricchimento dell'articolo 9, degno non soltanto dell'articolo 9 stesso ma del complesso dei principi fondamentali della nostra Costituzione.
Ringrazio tutti, maggioranza e opposizione, e tutti coloro che, all'interno del Parlamento, hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. Ringrazio il presidente Bruno che, come sempre, ci ha consentito di compiere un lavoro istruttorio approfondito. Ringrazio gli uffici, e tutti coloro che hanno creduto nei nuovi valori del terzo millennio e nella modernit della nostra Costituzione (Applausi).



PROPOSTE DI LEGGE COSTITUZIONALE: ROCCHI ED ALTRI; LION ED ALTRI; SCHMIDT ED ALTRI; COLUCCI ED ALTRI; MILANESE ED ALTRI; CALZOLAIO ED ALTRI; D'INIZIATIVA DEI SENATORI SPECCHIA ED ALTRI (APPROVATA, IN UN TESTO UNIFICATO, IN PRIMA DELIBERAZIONE, DAL SENATO); CIMA ED ALTRI; MASCIA ED ALTRI: MODIFICA ALL'ARTICOLO 9 DELLA COSTITUZIONE IN MATERIA DI AMBIENTE E DI ECOSISTEMI (705-2949-3591-3666-3809-4181-4307-4423-4429)

(A.C. 705 - Sezione 1)

ARTICOLO UNICO DEL TESTO UNIFICATO DELLA COMMISSIONE
1. All'articolo 9 della Costituzione, dopo il secondo comma, aggiunto il seguente:
Tutela l'ambiente e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. Protegge le biodiversit e promuove il rispetto degli animali.


PROPOSTE EMENDATIVE RIFERITE ALL'ARTICOLO UNICO DEL TESTO MODIFICATO
Al comma 1, sostituire il capoverso con il seguente:
La Repubblica riconosce l'ambiente e gli ecosistemi quali valori fondamentali e li tutela sulla base di principi stabiliti con legge costituzionale. Protegge le biodiversit. Promuove lo sviluppo sostenibile e il rispetto degli animali.
1. 1. Calzolaio, Leoni, Montecchi, Amici, Vigni, Maran.

Al comma 1, sostituire il capoverso con il seguente:
La Repubblica riconosce e tutela l'ambiente e gli ecosistemi secondo principi stabiliti con legge costituzionale. Protegge le biodiversit. Promuove lo sviluppo sostenibile e il rispetto degli animali.
1. 2. Calzolaio, Leoni, Amici, Vigni, Maran, Coluccini, Montecchi.

Al comma 1, capoverso, primo periodo, sostituire le parole da: e gli ecosistemi fino alla fine del comma con le seguenti: , gli ecosistemi e le biodiversit anche nell'interesse delle future generazioni.
1. 18. Vascon.

Al comma 1, capoverso, primo periodo, dopo la parola: ecosistemi aggiungere le seguenti: sulla base dei principi di reversibilit, precauzione e responsabilit.
1. 15. Mascia, Alfonso Gianni, Vendola, Titti De Simone.

Al comma 1, capoverso, primo periodo, sostituire le parole: , anche nell'interesse delle future generazioni con le seguenti: . Promuove il diritto all'acqua e lo sviluppo sostenibile.
1. 3. Calzolaio, Leoni, Vigni, Maran, Amici, Montecchi, Coluccini.

Al comma 1, capoverso, primo periodo, sostituire le parole: , anche nell'interesse delle future generazioni con le seguenti: . Promuove l'accesso all'acqua e lo sviluppo sostenibile.
1. 4. Calzolaio, Leoni, Maran, Vigni, Amici, Coluccini.

Al comma 1, capoverso, primo periodo, sostituire le parole: , anche nell'interesse delle future generazioni con le seguenti: . Promuove lo sviluppo sostenibile.
1. 5. Leoni, Calzolaio, Amici, Vigni, Maran.

Al comma 1, capoverso, primo periodo, aggiungere, in fine, le parole: e sancisce la non brevettabilit della vita.
1. 16. Cima, Pecoraro Scanio, Lion, Bulgarelli, Cento, Zanella.

Al comma 1, capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: e promuove il rispetto degli animali con le seguenti: . Promuove il rispetto degli animali e il diritto all'acqua.
1. 6. Calzolaio, Leoni, Montecchi, Amici, Vigni, Maran.

Al comma 1, capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: e promuove il rispetto degli animali con le seguenti: . Promuove il rispetto degli animali e l'accesso all'acqua.
1. 7. Calzolaio, Leoni, Montecchi, Amici, Vigni, Maran.

Al comma 1, capoverso, secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole: , il diritto all'acqua e lo sviluppo sostenibile.
1. 8. Calzolaio, Amici, Leoni, Maran, Vigni, Montecchi, Bielli.

Al comma 1, capoverso, secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole: , l'accesso all'acqua e lo sviluppo sostenibile.
1. 9. Calzolaio, Leoni, Vigni, Amici, Maran, Coluccini.

Al comma 1, capoverso, secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole: , secondo principi stabiliti con legge costituzionale.
1. 11. Calzolaio, Leoni, Amici, Maran, Montecchi, Coluccini.

Al comma 1, capoverso, secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole: , sulla base di principi stabiliti con legge costituzionale.
1. 10. Calzolaio, Leoni, Vigni, Amici, Maran, Coluccini.

Al comma 1, capoverso, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Una legge costituzionale definisce i principi della tutela dell'ambiente.
1. 12. Calzolaio, Leoni, Amici, Vigni, Maran, Coluccini.

Al comma 1, capoverso, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Garantisce l'accesso effettivo all'acqua a tutti quale diritto umano e sociale.
1. 17. Cima, Pecoraro Scanio, Lion, Bulgarelli, Cento, Zanella.







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