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Disegno di Legge 1753-B - (Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione)
2004-10-14

ARTICOLO 1 CHE COMPONE IL DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE NON POSTO IN VOTAZIONE A SEGUITO DELL'APPROVAZIONE DELL'EMENDAMENTO 1.1000 INTERAMENTE SOSTITUTIVO DI ESSO

ART. 1.



1. Il Governo delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, uno o pi decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione delle disposizioni legislative nei seguenti settori e materie, anche mediante la redazione di testi unici:

a) gestione dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati;

b) tutela delle acque dallinquinamento e gestione delle risorse idriche;

c) difesa del suolo e lotta alla desertificazione;

d) gestione delle aree protette, conservazione e utilizzo sostenibile degli esemplari di specie protette di flora e di fauna;

e) tutela risarcitoria contro i danni allambiente;

f) procedure per la valutazione di impatto ambientale (VIA), per la valutazione ambientale strategica (VAS) e per lautorizzazione ambientale integrata (IPPC);

g) tutela dellaria e riduzione delle emissioni in atmosfera.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1, nel disciplinare i settori e le materie di cui al medesimo comma 1, definiscono altres i criteri direttivi da seguire al fine di adottare, nel termine di due anni dalla data di entrata in vigore dei medesimi decreti legislativi, i necessari provvedimenti per la modifica e lintegrazione dei regolamenti di attuazione ed esecuzione e dei decreti ministeriali per la definizione delle norme tecniche, individuando altres gli ambiti nei quali la potest regolamentare delegata alle regioni, ai sensi del sesto comma dellarticolo 117 della Costituzione.

3. I decreti legislativi di cui al comma 1 recano lindicazione espressa delle disposizioni abrogate a seguito della loro entrata in vigore.

4. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro per le politiche comunitarie e con gli altri Ministri interessati, sentito il parere della Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

5. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo trasmette alle Camere gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, accompagnati dallanalisi tecnico-normativa e dallanalisi dellimpatto della regolamentazione, per lespressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Ciascuna Commissione esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla data di assegnazione degli schemi dei decreti legislativi, indicando specificamente le eventuali disposizioni ritenute non conformi ai princpi e ai criteri direttivi di cui alla presente legge. Nel caso di trasmissione congiunta di pi schemi di decreti legislativi il termine elevato a quarantacinque giorni. Al fine della verifica dellattuazione del principio di cui al comma 8, lettera c), i predetti schemi devono essere altres corredati di relazione tecnica. Il Governo, tenuto conto dei pareri di cui al comma 4 ed al presente comma, entro quarantacinque giorni dalla data di espressione del parere parlamentare, ritrasmette alle Camere, con le sue osservazioni e con le eventuali modificazioni, i testi per il parere definitivo delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro venti giorni dalla data di assegnazione. Decorso inutilmente tale termine, i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Il mancato rispetto, da parte del Governo, dei termini di trasmissione degli schemi dei decreti legislativi comporta la decadenza dallesercizio della delega legislativa.

6. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei princpi e criteri direttivi stabiliti dalla presente legge, il Governo pu emanare, ai sensi dei commi 4 e 5, disposizioni integrative o correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del comma 1, sulla base di una relazione motivata presentata alle Camere dal Ministro dellambiente e della tutela del territorio, che individua le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le ragioni dellintervento normativo proposto.

7. Dopo lemanazione dei decreti legislativi di cui al comma 1, eventuali modifiche e integrazioni devono essere apportate nella forma di modifiche testuali ai medesimi decreti legislativi.

8. I decreti legislativi di cui al comma 1 si conformano, nel rispetto dei princpi e delle norme comunitarie e delle competenze per materia delle amministrazioni statali, nonch delle attribuzioni delle regioni e degli enti locali, come definite ai sensi dellarticolo 117 della Costituzione, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e fatte salve le norme statutarie e le relative norme di attuazione delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e del principio di sussidiariet, ai seguenti princpi e criteri direttivi generali:

a) garanzia della salvaguardia, della tutela e del miglioramento della qualit dellambiente, della protezione della salute umana, dellutilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, della promozione sul piano internazionale delle norme destinate a risolvere i problemi dellambiente a livello locale, regionale, nazionale, comunitario e mondiale, come indicato dallarticolo 174 del Trattato istitutivo della Comunit europea, e successive modificazioni;

b) conseguimento di maggiore efficienza e tempestivit dei controlli ambientali, nonch certezza delle sanzioni in caso di violazione delle disposizioni a tutela dellambiente;

c) invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica;

d) sviluppo e coordinamento, con linvarianza del gettito, delle misure e degli interventi che prevedono incentivi e disincentivi, finanziari o fiscali, volti a sostenere, ai fini della compatibilit ambientale, lintroduzione e ladozione delle migliori tecnologie disponibili, come definite dalla direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, nonch il risparmio e lefficienza energetica, e a rendere pi efficienti le azioni di tutela dellambiente e di sostenibilit dello sviluppo, anche attraverso strumenti economici, finanziari e fiscali;

e) piena e coerente attuazione delle direttive comunitarie, al fine di garantire elevati livelli di tutela dellambiente e di contribuire in tale modo alla competitivit dei sistemi territoriali e delle imprese, evitando fenomeni di distorsione della concorrenza;

f) affermazione dei princpi comunitari di prevenzione, di precauzione, di correzione e riduzione degli inquinamenti e dei danni ambientali e del principio chi inquina paga;

g) previsione di misure che assicurino la tempestivit e lefficacia dei piani e dei programmi di tutela ambientale, estendendo, ove possibile, le procedure previste dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443;

h) previsione di misure che assicurino lefficacia dei controlli e dei monitoraggi ambientali, incentivando in particolare i programmi di controllo sui singoli impianti produttivi, anche attraverso il potenziamento e il miglioramento dellefficienza delle autorit competenti;

i) garanzia di una pi efficace tutela in materia ambientale anche mediante il coordinamento e lintegrazione della disciplina del sistema sanzionatorio, amministrativo e penale, fermi restando i limiti di pena e lentit delle sanzioni amministrative gi stabiliti dalla legge;

l) semplificazione, anche mediante lemanazione di regolamenti, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, delle procedure relative agli obblighi di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia o di notificazione in materia ambientale. Resta fermo quanto previsto per le opere di interesse strategico individuate ai sensi dellarticolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni;

m) riaffermazione del ruolo delle regioni, ai sensi dellarticolo 117 della Costituzione, nellattuazione dei princpi e criteri direttivi ispirati anche alla interconnessione delle normative di settore in un quadro, anche procedurale, unitario, alla valorizzazione del controllo preventivo del sistema agenziale rispetto al quadro sanzionatorio amministrativo e penale, nonch alla promozione delle componenti ambientali nella formazione e nella ricerca;

n) adozione di strumenti economici volti ad incentivare le piccole e medie imprese ad aderire ai sistemi di certificazione ambientale secondo le norme EMAS o in base al regolamento (CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001 e introduzione di agevolazioni amministrative negli iter autorizzativi e di controllo per le imprese certificate secondo le predette norme EMAS o in base al citato regolamento (CE) n. 761/2001, prevedendo, ove possibile, il ricorso allautocertificazione;

9. I decreti legislativi di cui al comma 1 devono essere informati agli obiettivi di massima economicit e razionalit, anche utilizzando tecniche di raccolta, gestione ed elaborazione elettronica di dati e, se necessario, mediante ricorso ad interventi sostitutivi, sulla base dei seguenti princpi e criteri specifici:

a) assicurare unefficace azione per lottimizzazione quantitativa e qualitativa della produzione dei rifiuti, finalizzata, comunque, a ridurne la quantit e la pericolosit; semplificare, anche mediante lemanazione di regolamenti, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e razionalizzare le procedure di gestione dei rifiuti speciali, anche al fine di renderne pi efficace il controllo durante lintero ciclo di vita e di contrastare lelusione e la violazione degli obblighi di smaltimento; promuovere il riciclo e il riuso dei rifiuti, anche utilizzando le migliori tecniche di differenziazione e di selezione degli stessi, nonch il recupero di energia, garantendo il pieno recepimento della direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre 2000, relativa allincenerimento dei rifiuti, ed innovando le norme previste dal decreto del Ministro dellambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, e successive modificazioni, con particolare riguardo agli scarti delle produzioni agricole; prevedere i necessari interventi per garantire la piena operativit delle attivit di riciclaggio anche attraverso leventuale transizione dal regime di obbligatoriet al regime di volontariet per ladesione a tutti i consorzi costituiti ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; razionalizzare il sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, mediante la definizione di ambiti territoriali di adeguate dimensioni allinterno dei quali siano garantiti la costituzione del soggetto amministrativo competente, il graduale passaggio allo smaltimento secondo forme diverse dalla discarica e la gestione affidata tramite procedure di evidenza pubblica; prevedere lattribuzione al presidente della giunta regionale dei poteri sostitutivi nei confronti del soggetto competente che non abbia provveduto ad espletare le gare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, tramite la nomina di commissari ad acta e di poteri sostitutivi al Ministro dellambiente e della tutela del territorio senza altri obblighi nel caso in cui il presidente della giunta regionale non provveda entro quarantacinque giorni; prevedere possibili deroghe, rispetto al modello di definizione degli ambiti ottimali, laddove la regione predisponga un piano regionale dei rifiuti che dimostri ladeguatezza di un differente modello per il raggiungimento degli obiettivi strategici previsti; assicurare tempi certi per il ricorso a procedure concorrenziali come previste dalle normative comunitarie e nazionali e definire termini certi per la durata dei contratti di affidamento delle attivit di gestione dei rifiuti urbani; assicurare una maggiore certezza della riscossione della tariffa sui rifiuti urbani, anche mediante una pi razionale definizione dellistituto; promuovere la specializzazione tecnologica delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti speciali, al fine di assicurare la complessiva autosufficienza a livello nazionale; garantire adeguati incentivi e forme di sostegno ai soggetti riciclatori dei rifiuti e per lutilizzo di prodotti costituiti da materiali riciclati, con particolare riferimento al potenziamento degli interventi di riutilizzo e riciclo del legno e dei prodotti da esso derivati; incentivare il ricorso a risorse finanziarie private per la bonifica ed il riuso anche ai fini produttivi dei siti contaminati, in applicazione della normativa vigente; definire le norme tecniche da adottare per lutilizzo obbligatorio di contenitori di rifiuti urbani adeguati, che consentano di non recare pregiudizio allambiente nellesercizio delle operazioni di raccolta e recupero dei rifiuti nelle aree urbane; promuovere gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dei siti contaminati da amianto; introdurre differenti previsioni a seconda che le contaminazioni riguardino siti con attivit produttive in esercizio ovvero siti dismessi; prevedere che gli obiettivi di qualit ambientale dei suoli, dei sottosuoli e delle acque sotterranee dei siti inquinati, che devono essere conseguiti con la bonifica, vengano definiti attraverso la valutazione dei rischi sanitari e ambientali connessi agli usi previsti dei siti stessi, tenendo conto dellapproccio tabellare; favorire la conclusione di accordi di programma tra i soggetti privati e le amministrazioni interessate per la gestione degli interventi di bonifica e messa in sicurezza;

b) dare piena attuazione alla gestione del ciclo idrico integrato, semplificando i procedimenti, anche mediante lemanazione di regolamenti, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al fine di renderli rispondenti alle finalit e agli obiettivi fondamentali definiti dalla legge 5 gennaio 1994, n. 36; promuovere il risparmio idrico favorendo lintroduzione e la diffusione delle migliori tecnologie per luso e il riutilizzo della risorsa; pianificare, programmare e attuare interventi diretti a garantire la tutela e il risanamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei, previa ricognizione degli stessi; accelerare la piena attuazione della gestione del ciclo idrico integrato a livello di ambito territoriale ottimale, nel rispetto dei princpi di regolazione e vigilanza, come previsto dalla citata legge n. 36 del 1994, semplificando i procedimenti, precisando i poteri sostitutivi e rendendone semplice e tempestiva lutilizzazione; prevedere, nella costruzione o sostituzione di nuovi impianti di trasporto e distribuzione dellacqua, lobbligo di utilizzo di sistemi anticorrosivi di protezione delle condotte, sia interni che esterni; favorire il ricorso alla finanza di progetto per le costruzioni di nuovi impianti; prevedere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, le modalit per la definizione dei meccanismi premiali in favore dei comuni compresi nelle aree ad elevata presenza di impianti di energia idroelettrica;

c) rimuovere i problemi di carattere organizzativo, procedurale e finanziario che ostacolino il conseguimento della piena operativit degli organi amministrativi e tecnici preposti alla tutela e al risanamento del suolo e del sottosuolo, superando la sovrapposizione tra i diversi piani settoriali di rilievo ambientale e coordinandoli con i piani urbanistici; valorizzare il ruolo e le competenze svolti dagli organismi a composizione mista statale e regionale; adeguare la disciplina sostanziale e procedurale dellattivit di pianificazione, programmazione e attuazione di interventi di risanamento idrogeologico del territorio e della messa in sicurezza delle situazioni a rischio; prevedere meccanismi premiali a favore dei proprietari delle zone agricole e dei boschi che investono per prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico, nel rispetto delle linee direttrici del piano di bacino; adeguare la disciplina sostanziale e procedurale della normativa e delle iniziative finalizzate a combattere la desertificazione, anche mediante lindividuazione di programmi utili a garantire maggiore disponibilit della risorsa idrica e il riuso della stessa; semplificare il procedimento di adozione e approvazione degli strumenti di pianificazione con la garanzia della partecipazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti e la certezza dei tempi di conclusione delliter procedimentale;

d) confermare le finalit della legge 6 dicembre 1991, n. 394; estendere, nel rispetto dellautonomia degli enti locali e della volont delle popolazioni residenti e direttamente interessate, la percentuale di territorio sottoposto a salvaguardia e valorizzazione ambientale, mediante inserimento di ulteriori aree, terrestri e marine, di particolare pregio; articolare, con adeguata motivazione, e differenziare le misure di salvaguardia in relazione alle specifiche situazioni territoriali; favorire lo sviluppo di forme di autofinanziamento tenendo in considerazione le diverse situazioni geografiche, territoriali e ambientali delle aree protette; favorire luso efficiente ed efficace delle risorse assegnate alle aree protette dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali; favorire la conclusione di accordi di programma con le organizzazioni pi rappresentative dei settori dellindustria, dellartigianato, dellagricoltura, del commercio e del terzo settore, finalizzati allo sviluppo economico-sociale e alla conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale delle aree; prevedere che, nei territori compresi nei parchi nazionali e nei parchi naturali regionali, i vincoli disposti dalla pianificazione paesistica e quelli previsti dallarticolo 1-quinquies del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, decadano con lapprovazione del piano del parco o delle misure di salvaguardia ovvero delle misure di salvaguardia disposte in attuazione di leggi regionali; nei territori residuali dei comuni parzialmente compresi nei parchi nazionali e nei parchi naturali regionali, provvedere ad una nuova individuazione delle aree e dei beni soggetti alla disciplina di cui allarticolo 1-quinquies del citato decreto legge n. 312 del 1985, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 431 del 1985; armonizzare e coordinare le funzioni e le competenze previste dalle convenzioni internazionali e dalla normativa comunitaria per la conservazione della biodiversit;

e) conseguire leffettivit delle sanzioni amministrative per danno ambientale mediante ladeguamento delle procedure di irrogazione e delle sanzioni medesime; rivedere le procedure relative agli obblighi di ripristino, al fine di garantire lefficacia delle prescrizioni delle autorit competenti e il risarcimento del danno; definire le modalit di quantificazione del danno; prevedere, oltre a sanzioni a carico dei soggetti che danneggiano lambiente, anche meccanismi premiali per coloro che assumono comportamenti ed effettuano investimenti per il miglioramento della qualit dellambiente sul territorio nazionale;

f) garantire il pieno recepimento delle direttive 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, e 97/11/CE del Consiglio, del 3 marzo 1997, in materia di VIA e della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, in materia di VAS e, fatto salvo quanto previsto dallarticolo 1, comma 2, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, semplificare, anche mediante lemanazione di regolamenti, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le procedure di VIA che dovranno tenere conto del rapporto costi-benefici del progetto dal punto di vista ambientale, economico e sociale; anticipare le procedure di VIA alla prima presentazione del progetto dellintervento da valutare; introdurre un sistema di controlli idoneo ad accertare leffettivo rispetto delle prescrizioni impartite in sede di valutazione; garantire il completamento delle procedure in tempi certi; introdurre meccanismi di coordinamento tra la procedura di VIA e quella di VAS e promuovere lutilizzo della VAS nella stesura dei piani e dei programmi statali, regionali e sovracomunali; prevedere lestensione della procedura di IPPC ai nuovi impianti, individuando le autorit competenti per il rilascio dellautorizzazione unica e identificando i provvedimenti autorizzatori assorbiti da detta autorizzazione; adottare misure di coordinamento tra le procedure di VIA e quelle di IPPC nel caso di impianti sottoposti ad entrambe le procedure, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni; accorpare in un unico provvedimento di autorizzazione le diverse autorizzazioni ambientali, nel caso di impianti non rientranti nel campo di applicazione della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, ma sottoposti a pi di unautorizzazione ambientale settoriale;

g) riordinare la normativa in materia di tutela dellaria e di riduzione delle emissioni in atmosfera, mediante una revisione della disciplina per le emissioni di gas inquinanti in atmosfera, nel rispetto delle norme comunitarie e, in particolare, della direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, e degli accordi internazionali sottoscritti in materia, prevedendo:

1) lintegrazione della disciplina relativa alle emissioni provenienti dagli impianti di riscaldamento per uso civile;

2) lincentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili o alternative anche mediante la disciplina della vendita dellenergia prodotta in eccedenza agli operatori del mercato elettrico nazionale, prolungando sino a dodici anni il periodo di validit dei certificati verdi previsti dalla normativa vigente;

3) una disciplina in materia di controllo delle emissioni derivanti dalle attivit agricole e zootecniche;

4) strumenti economici volti ad incentivare luso di veicoli, combustibili e carburanti che possono contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualit dellaria;

5) strumenti di promozione dellinformazione ai consumatori sullimpatto ambientale del ciclo di vita dei prodotti che in ragione della loro composizione possono causare inquinamento atmosferico;

6) predisposizione del piano nazionale di riduzione di cui allarticolo 4, paragrafo 6, della direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, che stabilisca prescrizioni per i grandi impianti di combustione esistenti.

10. Per lemanazione dei regolamenti ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nei casi previsti dalle lettere a), b) ed f) del comma 9, si intendono norme generali regolatrici della materia i princpi previsti dalle medesime lettere per le deleghe legislative.

11. Ai fini degli adempimenti di cui al comma 1 il Ministro dellambiente e della tutela del territorio si avvale, per la durata di un anno, di una commissione composta da un numero massimo di ventiquattro membri scelti fra professori universitari, dirigenti apicali di istituti pubblici di ricerca ed esperti di alta qualificazione nei settori e nelle materie oggetto della delega.

12. La commissione di cui al comma 11 assistita da una segreteria tecnica, coordinata dal Capo dellufficio legislativo del Ministero dellambiente e della tutela del territorio o da un suo delegato e composta da venti unit, di cui dieci scelte anche tra persone estranee allamministrazione e dieci scelte tra personale in servizio presso il Ministero dellambiente e della tutela del territorio, con funzioni di supporto.

13. La nomina dei componenti della commissione e della segreteria tecnica, di cui ai commi 11 e 12, disposta con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, che ne disciplina altres lorganizzazione e il funzionamento. Nei limiti dellautorizzazione di spesa di cui al comma 18, con successivo decreto dello stesso Ministro, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, sono stabiliti i compensi spettanti ai predetti componenti.

14. Ai fini della predisposizione dei decreti legislativi, con atto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, sono individuate forme di consultazione delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali e delle associazioni nazionali riconosciute per la protezione ambientale e per la tutela dei consumatori.

15. Il Ministro dellambiente e della tutela del territorio, ogni quattro mesi dalla data di istituzione della commissione di cui al comma 11, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari sullo stato dei lavori della medesima commissione.

16. Allo scopo di diffondere la conoscenza ambientale e sensibilizzare lopinione pubblica, in merito alle modifiche legislative conseguenti allattuazione della presente legge, autorizzata la spesa di 250.000 euro per lanno 2004.

17. Allonere derivante dallattuazione del comma 16, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nellambito dellunit previsionale di base di parte corrente Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

18. Per lattuazione dei commi 11 e 12 autorizzata la spesa di 800.000 euro per lanno 2004 e di 500.000 euro per lanno 2005. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nellambito dellunit previsionale di base di parte corrente Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

19. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per lattuazione dei commi 17 e 18.

20. Allarticolo 36 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dopo il comma 1 aggiunto il seguente:

1-bis. Nei processi di elaborazione degli atti di programmazione del Governo aventi rilevanza ambientale garantita la partecipazione del Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

21. Qualora, per effetto di vincoli sopravvenuti, diversi da quelli di natura urbanistica, non sia pi esercitabile il diritto di edificare che sia stato gi assentito a norma delle vigenti disposizioni, in facolt del titolare del diritto chiedere di esercitare lo stesso su altra area del territorio comunale, di cui abbia acquisito la disponibilit a fini edificatori.

22. In caso di accoglimento dellistanza presentata ai sensi del comma 21, la traslazione del diritto di edificare su area diversa comporta la contestuale cessione al comune, a titolo gratuito, dellarea interessata dal vincolo sopravvenuto.

23. Il comune pu approvare le varianti al vigente strumento urbanistico che si rendano necessarie ai fini della traslazione del diritto di edificare di cui al comma 21.

24. Laccoglimento dellistanza di cui ai commi 21 e 22 non costituisce titolo per richieste di indennizzo, quando, secondo le norme vigenti, il vincolo sopravvenuto non sia indennizzabile. Nei casi in cui, ai sensi della normativa vigente, il titolare del diritto di edificare pu richiedere lindennizzo a causa del vincolo sopravvenuto, la traslazione del diritto di edificare su area diversa, ai sensi dei citati commi 21 e 22, computata in riduzione ai fini della determinazione dellindennizzo eventualmente dovuto.

25. In attesa di una revisione complessiva della normativa sui rifiuti che disciplini in modo organico la materia, alla lettera a) del comma 29, sono individuate le caratteristiche e le tipologie dei rottami che, derivanti come scarti di lavorazione oppure originati da cicli produttivi o di consumo, sono definibili come materie prime secondarie per le attivit siderurgiche e metallurgiche, nonch le modalit affinch gli stessi siano sottoposti al regime delle materie prime e non a quello dei rifiuti.

26. Fermo restando quanto disposto dallarticolo 14 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, sono sottoposti al regime delle materie prime e non a quello dei rifiuti, se rispondenti alla definizione di materia prima secondaria per attivit siderurgiche e metallurgiche di cui al comma 1, lettera q-bis), dellarticolo 6 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, introdotta dal comma 29, i rottami di cui al comma 25 dei quali il detentore non si disfi, non abbia deciso o non abbia lobbligo di disfarsi e che quindi non conferisca a sistemi di raccolta o trasporto di rifiuti ai fini del recupero o dello smaltimento, ma siano destinati in modo oggettivo ed effettivo allimpiego nei cicli produttivi siderurgici o metallurgici.

27. I rottami ferrosi e non ferrosi provenienti dallestero sono riconosciuti a tutti gli effetti come materie prime secondarie derivanti da operazioni di recupero se dichiarati come tali da fornitori o produttori di Paesi esteri che si iscrivono allAlbo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti con le modalit specificate al comma 28.

28. istituita una sezione speciale dellAlbo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, di cui allarticolo 30, comma 1, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, alla quale sono iscritte le imprese di Paesi europei ed extraeuropei che effettuano operazioni di recupero di rottami ferrosi e non ferrosi, elencate nellallegato C annesso al medesimo decreto legislativo, per la produzione di materie prime secondarie per lindustria siderurgica e metallurgica, nel rispetto delle condizioni e delle norme tecniche riportate nellallegato 1 al decreto del Ministro dellambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998. Liscrizione effettuata a seguito di comunicazione allAlbo da parte dellazienda estera interessata, accompagnata dallattestazione di conformit a tali condizioni e norme tecniche rilasciata dallautorit pubblica competente nel Paese di appartenenza. Le modalit di funzionamento della sezione speciale sono stabilite dal Comitato nazionale dellAlbo; nelle more di tale definizione liscrizione sostituita a tutti gli effetti dalla comunicazione corredata dallattestazione di conformit dellautorit competente.

29. Al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) allarticolo 6, comma 1, dopo la lettera q) sono aggiunte le seguenti:

q-bis) materia prima secondaria per attivit siderurgiche e metallurgiche: rottami ferrosi e non ferrosi derivanti da operazioni di recupero e rispondenti a specifiche CECA, AISI, CAEF, UNI, EURO o ad altre specifiche nazionali e internazionali, nonch i rottami scarti di lavorazioni industriali o artigianali o provenienti da cicli produttivi o di consumo, esclusa la raccolta differenziata, che possiedono in origine le medesime caratteristiche riportate nelle specifiche sopra menzionate;

q-ter) organizzatore del servizio di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti: limpresa che effettua il servizio di gestione dei rifiuti, prodotti anche da terzi, e di bonifica dei siti inquinati ricorrendo e coordinando anche altre imprese, in possesso dei requisiti di legge, per lo svolgimento di singole parti del servizio medesimo. Limpresa che intende svolgere lattivit di organizzazione della gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti deve essere iscritta nelle categorie di intermediazione dei rifiuti e bonifica dei siti dellAlbo previsto dallarticolo 30, nonch nella categoria delle opere generali di bonifica e protezione ambientale stabilite dallallegato A annesso al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34;

b) allarticolo 8, comma 1, dopo la lettera f-quater) aggiunta la seguente:

f-quinquies) il combustibile ottenuto dai rifiuti urbani e speciali non pericolosi, come descritto dalle norme tecniche UNI 9903-1 (RDF di qualit elevata), utilizzato in co-combustione, come definita dallarticolo 2, comma 1, lettera g), del decreto del Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato 11 novembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 14 dicembre 1999, come sostituita dallarticolo 1 del decreto del Ministro delle attivit produttive 18 marzo 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 25 marzo 2002, in impianti di produzione di energia elettrica e in cementifici, come specificato nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2002;

c) allarticolo 10, dopo il comma 3 aggiunto il seguente:

3-bis. Nel caso di conferimento di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento, ricondizionamento e deposito preliminare di rifiuti, indicate rispettivamente ai punti D 13, D 14, D 15 dellallegato B, la responsabilit dei produttori dei rifiuti per il corretto smaltimento esclusa a condizione che questi ultimi, oltre al formulario di trasporto, di cui al comma 3, lettera b), abbiano ricevuto il certificato di avvenuto smaltimento rilasciato dal titolare dellimpianto che effettua le operazioni di cui ai punti da D 1 a D 12 del citato allegato B. Le relative modalit di attuazione sono definite con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio;

d) allarticolo 40, comma 5, le parole: 31 marzo di ogni anno sono sostituite dalle seguenti: 31 maggio di ogni anno.

30. Il Governo autorizzato ad apportare modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12 marzo 2002, conseguenti a quanto previsto al comma 29, lettera b).

31. Il Ministro dellambiente e della tutela del territorio autorizzato ad apportare le modifiche e integrazioni al decreto del Ministro dellambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, finalizzate a consentire il riutilizzo della lolla di riso, affinch non sia considerata come rifiuto derivante dalla produzione dellindustria agroalimentare, nonch dirette a prevedere, oltre ai cementifici, le seguenti attivit di recupero della polvere di allumina, in una percentuale dall1 al 5 per cento nella miscela complessiva:

a) produzione di laterizi e refrattari;

b) produzione di industrie ceramiche;

c) produzione di argille espanse.

32. Allarticolo 34 del codice della navigazione, le parole: dellamministrazione interessata sono sostituite dalle seguenti: dellamministrazione statale, regionale o dellente locale competente.

33. A decorrere dallanno 2004 le spese di funzionamento delle Autorit di bacino di rilievo nazionale sono iscritte in una specifica unit previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

34. Al fine di migliorare, incrementare ed adeguare agli standard europei, alle migliori tecnologie disponibili ed alle migliori pratiche ambientali gli interventi in materia di tutela delle acque interne, di rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, nonch di aumentare lefficienza di detti interventi anche sotto il profilo della capacit di utilizzare le risorse derivanti da cofinanziamenti dellUnione europea, istituita, presso il Ministero dellambiente e della tutela del territorio, una segreteria tecnica composta da non pi di ventuno esperti di elevata qualificazione, nominati con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, con il quale ne stabilito anche il funzionamento. Per la costituzione ed il funzionamento della predetta segreteria autorizzata la spesa di 450.000 euro per lanno 2004, di 500.000 euro per lanno 2005 e di un milione di euro a decorrere dall'anno 2006.

35. Allonere derivante dallattuazione della disposizione del comma 34 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nellambito dellunit previsionale di base di parte corrente Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

36. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per lattuazione del comma 35.

37. Al fine di consentire la prosecuzione degli accordi di programma in materia di sviluppo sostenibile e di miglioramento della qualit dellaria, anche attraverso lutilizzo e lincentivazione di veicoli a minimo impatto ambientale, autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005.

38. Allonere derivante dallattuazione del comma 37 si provvede, quanto a 50 milioni di euro per lanno 2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio, e quanto a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

39. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per lattuazione del comma 38.

40. Allarticolo 113 del testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 1, inserito il seguente:

1-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al settore del trasporto pubblico locale che resta disciplinato dal decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni;

b) dopo il comma 2, inserito il seguente:

2-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli impianti di trasporto a fune per la mobilit turistico-sportiva, eserciti in aree montane;

c) al comma 5-ter, aggiunto, in fine, il seguente periodo: Le medesime disposizioni si applicano anche ai soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e successive modificazioni, per lesecuzione dei lavori connessi alla gestione.

41. Dallattuazione del comma 40 non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

42. Al fine di adeguare le strutture operative dellIstituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM) alle esigenze di una maggiore presenza sul territorio anche a supporto tecnico degli enti locali nel coordinamento delle attivit a livello locale nelle aree marine protette, negli scavi portuali e nella pesca, anche attraverso lapertura di sedi decentrate ovvero di laboratori locali di ricerca, autorizzata per il triennio 2003-2005 la spesa di 7.500.000 euro annui.

43. Allonere derivante dallattuazione del comma 42 si provvede, quanto a 7,5 milioni di euro per lanno 2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio, e quanto a 7,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2004 e 2005, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio

44. Al fine di garantire la messa in sicurezza di emergenza e per la bonifica dei terreni e delle falde delle aree ex depositi POL della Marina Militare, zona Celle e zona Cimitero e della Aeronautica Militare, zona Vecchia delle Vigne, nellambito dellattuazione del piano intermodale dellarea Flegrea, autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per lanno 2003, di 10 milioni di euro per lanno 2004 e di 5 milioni di euro per lanno 2005.

45. Allonere derivante dallattuazione del comma 44 si provvede, quanto a 4 milioni di euro per lanno 2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio, e quanto a 10 milioni di euro per lanno 2004 e a 5 milioni di euro per lanno 2005, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze per lanno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al Ministero dellambiente e della tutela del territorio.

46. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio occorrenti per lattuazione dei commi 43 e 45.


ORDINI DEL GIORNO, EMENDAMENTI E PROPOSTE DI STRALCIO NON PRESI IN CONSIDERAZIONE A SEGUITO DELLA POSIZIONE DELLA QUESTIONE DI FIDUCIA SULL'EMENDAMENTO 1.1000 INTERAMENTE SOSTITUTIVO DELL'ARTICOLO 1 CHE COMPONE IL DISEGNO DI LEGGE

G1

LA COMMISSIONE

Il Senato,
esaminato latto Senato n. 1753-B recante delega al Governo per il riordino, il coordinamento e lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione;

esaminato in particolare larticolo 1, comma 8, recante princpi e criteri direttivi generali,

invita il Governo:

a tener conto, nellesercizio della delega, anche dellesigenza di assicurare il ristoro del danno ambientale pubblico con facolt di singoli cittadini, gruppi e associazioni di promuovere in ogni caso lazione di tutela.

G2

CHINCARINI

Il Senato,
esaminato latto Senato n. 1753-C, recante Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione;

tenuto conto che nellambito delle materie di delega, rientra la pianificazione, programmazione e attuazione di interventi diretti a garantire la tutela e il risanamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei;

tenuto conto altres che tra i princpi di carattere generale, cui devono essere conformati i decreti legislativi delegati, si rilevano lo sviluppo e il coordinamento, con invarianza del gettito, delle misure e degli interventi che prevedono incentivi e disincentivi, finanziari o fiscali, volti a rendere pi efficienti le azioni di tutela ambientale;

preso atto che i laghi e i fiumi costituiscono un patrimonio essenziale non solo per la popolazione limitrofa ai laghi ed ai fiumi stessi ma per tutto il Paese e, pertanto, le operazioni di risanamento e riqualificazione non possono essere affidate esclusivamente alle limitate disponibilit economiche degli enti locali prospicienti i laghi e i fiumi medesimi, ma devono essere sostenute da tutta la collettivit,

impegna il Governo:

ad individuare apposite risorse finanziarie da destinare agli enti locali prospicienti i laghi e i fiumi, nella forma di incentivi economici o cofinanziamenti, per sostenere le attivit di disinquinamento e riqualificazione organizzate dagli enti locali medesimi, al fine di salvaguardare una componente indispensabile del patrimonio naturale di tutto il Paese.

G3

CHINCARINI

Il Senato,
esaminato latto Senato n. 1753-C, recante Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione;

tenuto conto che nellambito delle materie di delega, rientra la pianificazione, programmazione e attuazione di interventi diretti a garantire la tutela e il risanamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei;

preso atto che nellambito delle materie di delega, rientra la pianificazione, programmazione e attuazione di interventi diretti a garantire la tutela e il risanamento dei corpi idrici superficiali e sotterranei;

preso atto che la pianificazione degli interventi diretti alla tutela e al risanamento del bacino idrografico del fiume Adige presenta aspetti emblematici per i problemi derivanti dalla diversa attuazione della normativa comunitaria del settore tra regioni a statuto ordinario e province autonome ed in particolare dalle differenze emerse nelle competenze assegnate allAutorit di bacino dellAdige per il territorio di bacino compreso nella regione Veneto e per quello compreso nelle province autonome di Trento e Bolzano;

preso atto altres delle finalit di cui alle direttive comunitarie 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dallinquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole, recepite dal decreto legislativo n. 152 del 1999, nonch della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro di azione comunitaria in materia di acque finalizzato alla tutela quantitativa e al raggiungimento dello stato di qualit buono per tutti i corpi idrici entro il 2015,

impegna il Governo:

ad adottare iniziative dirette allindividuazione di strumenti di raccordo e al raggiungimento di apposite intese con le province autonome di Trento e Bolzano, allo scopo di garantire un coordinamento a livello di bacino idrografico unitario, nellambito dei programmi e delle politiche di intervento per la tutela ed il risanamento del bacino del fiume Adige.

G4

CHINCARINI

Il Senato,
esaminato latto Senato n. 1753-C, recante Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione;

tenuto conto della situazione di rischio derivante dalla presenza sul territorio nazionale di rifiuti radioattivi e della necessit di unimmediata sistemazione di tali rifiuti in condizioni di sicurezza;

considerato che il decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, recante Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 368 del 2003, ha previsto lindividuazione, entro il 9 gennaio 2005, di un sito nazionale per il deposito dei rifiuti di III categoria e contestualmente ha disposto la messa in sicurezza e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi di I e II categoria;

le procedure per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi di I e II categoria sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri dellinterno, delle attivit produttive e della salute, e sono attuate attraverso il supporto operativo della SOGIN Spa,

impegna il Governo:

in attesa della definizione e della realizzazione di un sito geologico per la definitiva allocazione dei rifiuti radioattivi di III categoria, ad adottare tutte le opportune iniziative, legislative e procedimentali per lindividuazione di un sito provvisorio ove sistemare in condizioni di sicurezza i rifiuti radioattivi di I, II e III categoria, presenti sul territorio nazionale.

G5

AMATO, MARINI, CREMA

Il Senato,
considerando che il Ministro delleconomia e delle finanze avrebbe ripianato il disavanzo patrimoniale della CONI Servizi SpA con beni immobili, tra i quali i terreni minerari dellIsola dElba su cui insistono fabbricati civili e industriali per una volumetria di oltre 175.000 metri cubi, i quali sarebbero posti a disposizione del Demanio perch li trasformi in denaro contante;

che la notizia ha suscitato vivo allarme ed una serie di indignate reazioni anche perch, proprio su quelle strutture e su quei territori si stanno eseguendo numerosi lavori di riqualificazione e recupero ambientale che sono gi costati e costeranno milioni di euro di denaro pubblico;

che il valore e la risonanza delle miniere elbane, in cui sono presenti importanti siti archeologici, dimostrata dal loro inserimento nella World Heritage list of Geological Sites dellUnesco e dalla presenza del Parco Nazionale dellArcipelago Toscano classificato nella International Union Conservation of Nature, tanto che lIsola dElba puntava proprio sulla valorizzazione di tali miniere per lo sviluppo di un turismo ambientale e culturale del versante nord orientale;

e che loperazione stata condotta senza alcun raccordo con la Regione e gli enti locali interessati e lo stesso ente parco dellArcipelago, nonostante il Protocollo dintesa sottoscritto a Palazzo Chigi il 10 gennaio 2000 (tra il Governo e i suddetti enti) preveda la riqualificazione e il recupero ambientale delle aree ex minerarie dellisola,

impegna il Governo:

ad assumere tutte le iniziative necessarie per garantire la piena salvaguardia ambientale dellarea.

G6

MINARDO

Il Senato,
in sede di discussione dellatto Senato n. 1753,

impegna il Governo:

ad introdurre in ogni testo normativa che preveda, in materia di rifiuti, la istituzione di Consorzi unici e monopolisti, la possibilit, fermo restando lobbligo della partecipazione al Consorzio obbligatorio, per i produttori di beni, sia in forma individuale che associata, di predisporre, senza limiti di tempo, sistemi alternativi a quelli gestiti in via diretta e/o indiretta dal Consorzio stesso, quali sistemi cauzionali o di cosiddetto autosmaltimento, con contestuale limitazione degli obblighi contributivi alla sola quota parte per le spese generali del Consorzio.

G7

GUBERT, CREMA, DE RIGO, EUFEMI, FRANCO PAOLO, GABURRO, IERVOLINO, MAFFIOLI, MAGNALB, MANFREDI, MELELEO, MENARDI, MICHELINI, MURINEDDU, ROLLANDIN

Il Senato,
in sede di discussione del disegno di legge recante Delega al Governo per il riordino e lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione,

premesso che:

nei territori montani, specie alpini, esistono molte sorgenti che danno origine a ruscelli, non sempre con decorso dacqua permanente, specie nella stagione invernale, ma utilizzati a scopo alimentare ed igienico da insediamenti temporanei per la fienagione e lallevamento (maggenghi, malghe);

le recenti innovazioni legislative, a differenza del passato, hanno dichiarato la natura pubblica di ogni sorgente dacqua, per cui la garanzia del suo utilizzo pu derivare solo da concessioni a titolo oneroso, con canoni annui;

in tali territori luso di tali sorgenti e ruscelli senza la necessit di concessioni e canoni preesiste ad ogni organizzazione dello stato moderno, fa parte di consolidati usi e tradizioni, per cui le sopra citate innovazioni legislative sono percepite dalla popolazione locale, particolarmente della sua parte (tuttaltro che trascurabile) che cura piccole propriet fondiarie con attivit agricole o di allevamento, come un sopruso;

lAssemblea parlamentare del Consiglio dEuropa, in sede di Commissione ambiente, agricoltura e questioni territoriali, nella preparazione di raccomandazioni circa limpiego delle risorse idriche, ha recentemente inserito fra queste linvito agli Stati a rispettare gli usi tradizionali nellimpiego dellacqua delle sorgenti per la piccola agricoltura di montagna, senza imposizioni di oneri;

nei territori ad agricoltura marginale, spesso ad alta frammentazione fondiaria, nella coltivazione di piccoli orti o di piccoli appezzamenti destinati alla frutticoltura, per lo pi a scopo di autoconsumo, agli inizi della stagione produttiva vi la necessit di ripulire i terreni dai resti vegetali di culture precedenti o di ramaglie derivanti dalla potatura di alberi da frutto, la quale veniva effettuata da tempo immemorabile tramite bruciatura allaperto di tali residui vegetali;

le normative introdotte negli anni recenti vietano tali pratiche di eliminazione dei residui, indipendentemente dalla quantit di residui vegetali interessati, prevedendo anche sanzioni di tipo penale;

gli esperti di agronomia consigliano la pratica della bruciatura dei residui vegetali, laddove questi risultino affetti da alcuni tipi di malattie crittogamiche, tuttaltro che infrequenti, specie nella piccola frutticoltura che, tradizionalmente usa metodi di coltivazione biologica o comunque pesticidi a minore pericolosit per la sanit della frutta e dei terreni;

lacquisto di macchine trituratrici dei residui per produrre compost risulta non giustificata dalla piccola quantit dei residui; il conferimento di questi ad aziende di raccolta di rifiuti risulta costoso, particolarmente per piccole quantit; la triturazione dei residui per la produzione di compost rischia di perpetuare e diffondere la presenza di malattie crittogamiche;

le nuove norme non trovano legittimazione alcuna da parte degli interessati, n essa vi pu in realt essere nei casi nei quali le pratiche tradizionali non costituiscano pericolo di incendio di boschi o vegetazione di terreni abbandonati (in tali casi il divieto pre-esisteva, legittimato) e neppure invocando la necessit di non aumentare leffetto serra, dato che la bruciature dei residui non sarebbe vietata se si dovesse usare un focolare (cosa, peraltro, priva di senso);

in tali territori montani o sfavoriti la permanenza anche di forme marginali di attivit agricola e di allevamento svolge positive funzioni ambientali, oltre che sociali e di integrazione dei redditi familiari, come riconosciuto in pi sedi, nazionali ed europee,

invita il Governo:

1) con riferimento al riordino delle norme relative alla gestione del ciclo dellacqua a prevedere il rispetto degli usi consolidati nel tempo, a scopo agricolo, di sorgenti e ruscelli che, per la loro ridotta e/o temporanea portata, non sono suscettibili di utilizzazione per scopi di pubblica utilit, almeno nei tempi prevedibili, pur salvaguardando, comunque, la possibilit futura che un eventuale interesse pubblico debba prevalere; in subordine, prevedere per il riconoscimento di tali usi, forme semplificate di adempimento burocratico e lesonero dagli oneri o la loro riduzione a valore simbolico;

2) con riferimento alle norme relative al trattamento di residui vegetali derivanti da attivit agricola e alle norme relative alla tutela della qualit dellaria, a stabilire soglie di quantit di tali residui al di sotto delle quali la loro bruciatura in campo, salve le precauzioni per evitare pericolo di incendi, consentita, nonch a consentire la bruciatura in campo di residui vegetali di modesta quantit qualora ci sia consigliabile al fine di limitare la diffusione di malattie crittogamiche.

G8

BERGAMO

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 1753-B;

considerato che il provvedimento prevede leventuale transizione dal regime di obbligatoriet a quello di volontariet per ladesione ai consorzi di recupero e riciclaggio (articolo 1, comma 9, lettera a);

considerata la natura di preminente interesse pubblico del CONAI e di quei consorzi che si vorranno individuare,

impegna il Governo:

a confermare ladesione obbligatoria a detti consorzi, anche attraverso la richiesta di modifiche statutarie che ne garantiscano un maggior controllo pubblico.

G9

COMINCIOLI, SCOTTI, GUASTI, FEDERICI, CARRARA, SAMBIN, RIZZI, PESSINA

Il Senato,
nellapprovare il provvedimento n. 1753-B di complessiva riforma della normativa ambientale;

considerato che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri stata istituita il 26 gennaio corrente anno la nuova commissione per la Valutazione di impatto ambientale composta da 35 membri di cui quattordici ingegneri, due architetti, sei geologi, tre chimici, un fisico, un biologo, e otto liberi professionisti od esperti laureati in giurisprudenza, economia e commercio, statistica, cui dovranno affiancarsi componenti designati dalle Regioni;

ai sensi dellarticolo 19 del decreto legislativo n. 190 del 2002 la commissione dovr valutare gli effetti diretti ed indiretti di un progetto e delle sue principali alternative, compresa lalternativa zero, sulluomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sullaria, sul clima, sul paesaggio e sullinterazione fra detti fattori, nonch sui beni materiali e sul patrimonio culturale... e dovr essere composta da membri scelti tra ...professori universitari, tra professionisti ed esperti, particolarmente qualificati in materie progettuali, ambientali, economiche e giuridiche;

dalla lettura della norma, confrontata con la legge istitutiva dellOrdine professionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (n. 3 del 1976, articolo 2) appare piena la capacit degli appartenenti allOrdine a far parte della commissione medesima, avendo i medesimi la competenza per ...lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilit e il collaudo delle opere... di bonifica e delle opere di sistemazione idraulica e forestale, di utilizzazione e regimazione delle acque..., delle opere inerenti ...la conservazione della natura, la tutela del paesaggio, lassestamento forestale... gli invasi artificiali... la tutela del suolo, delle acque dellatmosfera,; senza considerare le competenze in materie economiche e per quel che riguarda le valutazioni costi-benefici;

oltre a ci si consideri che la particolare formazione dei Dottori agronomi e forestali, peraltro denominati ingegneri agronomi e ingegneri forestali in numerosi Paesi dellUnione europea, consente ad essi di esercitare uno sguardo di assieme sugli impatti delle opere sul paesaggio naturale o agricolo, cio esattamente quel che si chiede ad una qualsiasi Valutazione di impatto ambientale;

impegna il Governo:

ad integrare la commissione Valutazione di impatto ambientale indicata in premessa con almeno due componenti iscritti allOrdine dei dottori agronomi e dei dottori forestali.

1.3 (testo 2)

GIOVANELLI, GASBARRI, IOVENE, ROTONDO, PETRUCCIOLI

Al comma 5, terzo periodo, sostituire le parole: quarantacinque giorni con le seguenti: novanta giorni.
1.40

IOVENE, GASBARRI, ROTONDO, GIOVANELLI

Al comma 5, sopprimere le parole da: Decorso inutilmente tale termine fino alla fine del comma.
1.294

MUZIO

Al comma 8, dopo la lettera n), inserire la seguente:
n-bis) rispetto e valorizzazione del ruolo degli Enti locali, in termini regolamentari, amministrativi e gestionali, con particolare riferimento alle funzioni riguardanti lassetto e lutilizzazione del territorio.

1.296

GIOVANELLI, GASBARRI, IOVENE, ROTONDO, PETRUCCIOLI

Al comma 8, dopo la lettera n), inserire la seguente:
n-bis) sperimentazione e adozione di procedure e forme di contabilit ambientale negli enti pubblici territoriali e nello Stato. Ai relativi maggiori oneri si provvede mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dallapplicazione della seguente disposizione: a) a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le aliquote di base di cui allarticolo 5 della legge 7 marzo 1985, n. 76, per il calcolo dellimposta di consumo sui tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio, sono uniformemente incrementate del 5 per cento.

1.515

MONCADA

Al comma 8, dopo la lettera n), inserire la seguente:
n-bis) sperimentazione e adozione di procedure che prevedano lintroduzione nella contabilit dello Stato e degli enti pubblici territoriali dei costi ambientali e dei cespiti destinati a sostenerli, nellinvarianza della spesa e del gettito.

S1

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Stralciare i commi 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30 e 31.
S2

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Stralciare il comma 24.
1.130a

IOVENE, GASBARRI, ROTONDO

Sopprimere il comma 24.
1.132a

GIOVANELLI, GASBARRI, IOVENE, ROTONDO, PETRUCCIOLI

Al comma 24, sopprimere dalle parole: quando, secondo le norme vigenti fino alla fine del comma.
S3

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Stralciare il comma 34.
1.355

CHINCARINI, MORO, MONTI, PIROVANO

Al comma 40 sopprimere le lettere a) e b).
1.360

SODANO TOMMASO, MALABARBA

Al comma 40 lettera c) dopo le parole: per lesecuzione dei lavori connessi alla gestione aggiungere le seguenti: ; il comma 1-bis dellarticolo 113 del Testo unico delle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni si applica a partire dal 1 gennaio 2014.
1.362

ROLLANDIN, THALER AUSSERHOFER, KOFLER, MICHELINI, PETERLINI, PEDRINI, ANDREOTTI, FRAU, BETTA, COSSIGA

Al comma 40, dopo la lettera c) aggiungere le seguenti:
d) Al comma 5-ter aggiungere infine le seguenti parole: Le disposizioni riguardanti lesecuzione diretta dei lavori, previste per il soggetto gestore scelto con gara, si applicano anche ai soci privati della societ mista di cui al precedente comma 5, lett. b), purch siano qualificati ai sensi della normativa vigente e siano stati individuati mediante lespletamento di gare con procedura ad evidenza pubblica e secondo i criteri indicati dal successivo comma 7.

e) Dopo il comma 5-ter aggiungere il seguente:

5-quater Le disposizioni del precedente comma 5-ter non si applicano nei confronti del concessionario del servizio idrico integrato, nonch del socio privato di una societ mista pubblico-privata, affidataria del servizio, che in data anteriore allentrata in vigore della legge 24 dicembre 2003, n. 350, siano stati scelti a seguito di gara ad evidenza pubblica indetta ai sensi dellart. 20 della legge 5 gennaio 1994, n. 36.

I concessionari ed il socio privato possono, purch qualificati ai sensi della normativa vigente, realizzare, anche in deroga alla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni ed integrazioni, i lavori indicati nel programma degli interventi di cui allarticolo 11, comma 3 della legge n. 36 del 1994 e di cui allarticolo 6 del decreto del Ministro dellambiente 22 novembre 2001.

________________

N.B. I

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=14&id=119522


news

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica d\'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

17-11-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 17 NOVEMBRE 2017

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

01-11-2017
Nella sezione Interventi e recensioni un nuovo intervento di Vittorio Emiliani sulla legge sfasciaparchi

01-11-2017
A un anno dal terremoto, dossier di Emergenza Cultura

29-10-2017
Petizione per salvare il Museo d\'Arte Orientale dalla chiusura

20-10-2017
Crollo Santa Croce, l\'esperto:INTERVISTA - \"Da anni chiediamo fondi per consolidare pietre, inascoltati\"

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

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