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Commissione VII Senato - resoconto della seduta del 24 marzo 2004 (ripartizione fondi per enti, associazioni, fondazioni)
2004-03-24

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto interministeriale concernente la ripartizione, per l'esercizio finanziario 2004, delle somme iscritte nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali relative a contributi ad enti, associazioni, fondazioni ed altri organismi (n. 349)
(Parere al Ministro per i beni e le attivit culturali, ai sensi dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. Esame e rinvio)

Riferisce alla Commissione il senatore BEVILACQUA (AN) il quale ricorda che, come gi negli anni passati, la tabella comprende due voci generiche (la prima "Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi" e l'ultima "Contributi ordinari ad enti e istituti culturali"), nonch nove voci estremamente analitiche (quali i contributi all'Associazione Italia nostra, al FAI, al Regio Parma festival, al Festival pucciano, al Centro europeo di Toscolano). Rispetto agli anni scorsi, manca peraltro il contributo a favore dell'Associazione amici del teatro Petruzzelli di Bari, soppresso dall'articolo 15 della legge n. 264 del 2002.
Passando all'analisi delle singole voci, ricorda che la prima voce generica deriva dalla legge 28 dicembre 1995, n. 549 (collegato alla finanziaria per il 1996), che dispose l'iscrizione in un unico fondo dei contributi fino ad allora previsti da varie norme di legge. Fra essi figurano i contributi destinati a congressi scientifici e culturali; premi e sovvenzioni per scrittori, editori e librari; contributi straordinari agli enti inseriti nella cosiddetta "tabella Amalfitano" e contributi annuali ad enti in essa non inseriti; biblioteche non statali; Festival dei due mondi di Spoleto; Opera del Duomo di Orvieto; Centro per la conservazione e il restauro dei beni culturali; Biennale di Venezia; Triennale di Milano; Quadriennale di Roma. Al riparto di detta voce generica, il Governo procede con atto interno sulla base appunto di una disposizione della manovra finanziaria per il 1996.
Le voci analitiche derivano invece da disposizioni di legge approvate dopo il 1996 e che la legge finanziaria per il 2002 ha ulteriormente fatto confluire in un'unica unit previsionale di base. Dal 2002, vi quindi nuovamente un'unica tabella che comprende tutte le autorizzazioni di spesa destinate ad enti ed istituzioni culturali.
L'ultima voce si riferisce infine ai contributi ordinari destinati agli enti inseriti nella cosiddetta "tabella Amalfitano", con riferimento alla quale il relatore ricorda che attualmente vigente la Tabella 2003-2005, approvata con decreto ministeriale 18 agosto 2003.
Quanto all'entit delle somme stanziate, rileva che l'ammontare complessivo da ripartire quest'anno pari a 35.626.175 euro, di cui 2.378.175 previsti dall'articolo 14 della legge n. 264 del 2002 a reintegro dei fondi destinati agli istituti culturali decurtati dalla manovra finanziaria per il 2002. L'importo da ripartire fra le voci summenzionate dunque pari a 33.248.000, peraltro superiore di 912.000 euro rispetto agli stanziamenti per il 2003. Detto aumento stato correttamente ripartito, prosegue il relatore, dal Ministero in misura equa in favore di tutte le voci summenzionate, che risultano pertanto incrementate del 2,82 per cento rispetto all'anno scorso.
Lo schema di riparto di quest'anno si differenzia tuttavia da quelli passati per il fatto di includere il riparto dei gi ricordati 2.378.175 euro stanziati dall'articolo 14 della legge n. 264 del 2002.
Al riguardo, il relatore ricorda che l'anno scorso la Commissione istruzione, nel parere reso sullo schema di riparto allora presentato, condizion il proprio orientamento favorevole ad un chiarimento in ordine alla contabilizzazione sul pertinente capitolo di spesa degli stanziamenti disposti dall'articolo 14 della legge n. 264. Tale chiarimento non fu tuttavia reso, anche se la risposta giunse implicita attraverso il successivo riparto della somma di 2.378.175 euro per il 2003 operata con successivo decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali in data 24 giugno 2003, su cui peraltro il Parlamento non fu chiamato ad esprimersi. Quest'anno, prosegue il relatore, il riparto della somma aggiuntiva viene invece effettuato congiuntamente con il riparto generale ed pertanto stato inserito, con decisione senz'altro condivisibile, nello schema di decreto sottoposto all'esame parlamentare.
Tale riparto aggiuntivo destina, secondo le indicazioni dell'articolo 14 della legge n. 264, 1.378.175 euro agli istituti inseriti nella Tabella 2003-2005, sicch ciascuno di essi riceve un incremento pari al 15,29 per cento circa.
Per quanto riguarda la rimanente somma di 1.000.000 di euro, vengono confermati criteri adottati nel riparto 2003: vengono cio premiate iniziative di particolare rilevanza, alcune delle quali in ottemperanza di accordi internazionali, e vengono erogati contributi ad istituti non confermati nella Tabella 2003-2005, la cui rilevanza era stata segnalata dalle Commissioni parlamentari in occasione dell'esame di quel provvedimento.
Al riguardo, il relatore osserva che l'applicazione pratica di tali criteri ha condotto ad inserire fra gli enti destinatari dei contributi a carico di tale milione di euro aggiuntivo enti gi destinatari di contributi nell'ambito del medesimo piano di riparto.
Risulta cos evidente che il riparto del milione di euro aggiuntivo rifinanzia, ma solo in parte e in misura percentualmente diversa, alcune delle iniziative gi comprese nel piano di riparto generale. Poich lo stesso Governo a giustificare i finanziamenti aggiuntivi in base alla particolare rilevanza dell'attivit svolta dai beneficiari, il relatore si domanda se l'attivit svolta dagli enti esclusi dal finanziamento aggiuntivo ma pur presenti nel piano di riparto generale non sia di particolare rilevanza. Si domanda inoltre, a fronte degli altri aumenti distribuiti in misura percentualmente uguale a tutti gli enti destinatari, la ragione della diversa ripartizione adottata in quest'ultimo caso.
Giudica invece corretta la destinazione di una parte dei fondi agli istituti rimasti esclusi dalla Tabella 2003-2005, di cui in sede parlamentare si era segnalato il rilievo.
Il relatore osserva infine che la destinazione di somme aggiuntive in favore degli istituti culturali operata dall'articolo 14 della legge n. 264 del 2002 era a valere sui fondi del bilancio triennale 2002-2004 e termina pertanto con questo esercizio finanziario. Auspica quindi che quest'anno, in sede di destinazione delle risorse stanziate nel nuovo bilancio triennale 2004-2006, sia assicurata continuit di finanziamento agli istituti culturali, onde non determinare una riduzione delle attivit svolte.

Il seguito dell'esame quindi rinviato.



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