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VII Commissione Senato - Resoconto della seduta del 17 marzo 2004 (Audizione Urbani)
2004-03-17

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7a)

MERCOLED 17 MARZO 2004
280a Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI


Interviene il ministro per i beni e le attivit culturali Urbani.

La seduta inizia alle ore 15,10 .

Replica del Ministro per i beni e le attivit culturali sulle comunicazioni, rese nella seduta del 4 febbraio, sull'alienazione del patrimonio pubblico di interesse storico e artistico.

Riprende la procedura informativa, sospesa nella seduta del 4 febbraio scorso, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - si era svolto il dibattito sulle comunicazioni rese dal ministro Urbani in merito alle garanzie predisposte dal Governo con riferimento all'alienazione del patrimonio culturale pubblico.

In sede di replica ha la parola il ministro URBANI, il quale sottolinea anzitutto che nel corso del dibattito sono emerse due preoccupazioni di fondo: quella relativa alla procedura del silenzio-assenso, nonch quella riferita alla modalit con cui avviene la verifica dell'interesse culturale sugli immobili appartenenti al demanio pubblico. Con riferimento a quest'ultima questione, egli d preliminarmente conto del contenuto del decreto ministeriale approvato lo scorso 6 febbraio 2004 (e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 marzo 2004), sulla base dell'articolo 12, comma 3, del Codice sui beni culturali, al quale peraltro aveva gi fatto in parte riferimento nel corso del suo precedente intervento. Il decreto ministeriale consta di cinque articoli nei quali sono precisate le modalit di verifica dell'interesse culturale e ad esso allegato un elenco dettagliato delle informazioni richieste per la compilazione delle schede descrittive per ciascuno dei beni inseriti negli elenchi da sottoporre a detta verifica. In proposito egli ribadisce che le informazioni sono senz'altro dettagliate e sufficienti al fine di consentire un'idonea valutazione preliminare della sussistenza dell'interesse culturale.
Egli sottolinea indi che le garanzie in ordine all'alienazione del patrimonio culturale pubblico si sono accresciute in modo consistente. Al riguardo, una prima importante garanzia data dalla circostanza che proprio il Ministero ad aver definito attraverso il citato decreto ministeriale, emanato con il concerto dell'Agenzia del demanio, i criteri sulla base dei quali saranno poi predisposti gli elenchi contenenti gli immobili da sottoporre a verifica. Si tratta dunque di una garanzia "a monte", che riduce fortemente la probabilit che tali elenchi includano beni che presentano un rilievo culturale, senza peraltro escludere l'opportunit di un'ulteriore attivit valutativa.
Il meccanismo del silenzio-assenso, sul quale si sono incentrate le principali preoccupazioni, riguarda proprio questo secondo momento della verifica, che compete al sovrintendente, il quale - qualora ritenga che nell'elenco trasmesso siano stati erroneamente inseriti beni di interesse culturale - pu, oltre a dichiarare l'esistenza dell'interesse culturale (e cos impedire l'alienazione del bene), dichiarare il proprio dissenso in merito alla conclusione del procedimento, richiedendo un ulteriore approfondimento che interrompe il decorso del termine (e non consente il formarsi del silenzio-assenso).
Si tratta di una piccola rivoluzione nel settore, che consentir di evitare il ripetersi di alcuni errori verificatisi nelle peraltro poche dismissioni di beni culturali compiute in passato.
Oltre che sulle garanzie contemplate nel procedimento di verifica, il Ministro si sofferma poi sulla nuova dimensione che assume nel Codice la tutela dei beni a prescindere dall'assetto proprietario, prevedendo che in presenza di un interesse culturale sia comunque compito dello Stato assicurare la tutela del bene.
Anche in questo caso si tratta di una importante novit, atteso che in passato lo Stato circoscriveva invece l'attivit di tutela ai beni di propriet pubblica. In questo modo si amplia altres la fruizione pubblica, che - una volta riscontrato l'interesse pubblico - deve essere assicurata anche nei confronti dei beni privati.
Il Ministro si sofferma quindi su alcuni profili specifici emersi negli interventi in discussione generale.
In particolare, in risposta al senatore Betta che aveva sollecitato una rinnovata attenzione ai meccanismi di tutela dei beni di propriet delle regioni, degli enti locali e di organizzazioni comunitarie quali quelle religiose, ricorda che il nuovo Codice - all'articolo 53 - introduce la definizione di "demanio culturale", in cui rientrano non solo i beni di propriet statale ma anche quelli delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
Alla senatrice Acciarini, che aveva chiesto un approfondimento sull'intreccio fra i compiti della "Patrimonio S.p.a." e il nuovo Codice dei beni culturali, fa presente che la "Patrimonio S.p.a" rappresenta il soggetto privato incaricato di svolgere il compito di intermediario per la vendita ai privati di tutti quei beni che saranno giudicati dismissibili. N va dimenticato che il Codice segna il passaggio da una classificazione dei beni dismissibili operata a livello di regolamento ad una norma assai pi articolata e dettagliata che gode del rango legislativo.
Quanto infine al timore paventato che, nel rapporto fra Ministero dell'economia e Ministero per i beni e le attivit culturali, il baricentro sia orientato sul primo, con conseguente prevalenza dell'approccio finanziario, egli ritiene che il gi ricordato decreto ministeriale del 6 febbraio scorso sia sufficiente ad affermare il ruolo preminente dei Beni culturali ed a fugare pertanto ogni timore al riguardo.

Il PRESIDENTE ringrazia il Ministro per l'esauriente replica e dichiara concluso lo svolgimento della procedura informativa.

La seduta termina alle ore 16.

www.senato.it


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