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VII Commissione Camera - Resoconto della seduta del 28 ottobre 2003
2003-10-28

VII Commissione - Resoconto di marted 28 ottobre 2003



DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Marted 28 ottobre 2003. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono.



La seduta comincia alle 14.05.



Sui lavori della Commissione.



Ferdinando ADORNATO, presidente, in attesa dell'espressione del parere da parte della I Commissione sul disegno di legge recante costituzione della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli di Bari, propone di anticipare l'esame dello schema di decreto legislativo recante riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivit culturali.


La Commissione consente.


Schema di decreto legislativo recante riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivit culturali.
Atto n. 287.
(Parere alla Commissione parlamentare per la riforma amministrativa).
(Esame e rinvio).



La Commissione inizia l'esame.


Gabriella CARLUCCI (FI), relatore, illustrando i contenuti dello schema di decreto legislativo in titolo, fa presente che l'articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n.137, ha delegato il Governo ad adottare uno o pi decreti legislativi correttivi o modificativi dei decreti legislativi gi emanati ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della legge 15 marzo 1997, n. 59, per la riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni.
Si ritiene necessario utilizzare tale strumento normativo per razionalizzare e rendere pi efficiente l'assetto delle articolazioni e delle competenze del Ministero per i beni e le attivit culturali, anche al fine di ottimizzare il rapporto tra la struttura centrale e quelle periferiche.

Osserva che la struttura dipartimentale reputata la pi idonea - a differenza di una unica figura di coordinamento - per assicurare il corretto coordinamento amministrativo, attese le molteplici e peculiari competenze del Ministero per i beni e le attivit culturali.

Osserva, inoltre, che la creazione di uffici dirigenziali generali regionali ottimizza il rapporto tra la struttura centrale e periferica ed ritenuta necessaria alla luce dell'entrata in vigore del nuovo Titolo V della Costituzione. A tal fine, si interviene - con il metodo della novella legislativa - sull'attuale assetto organizzativo del Ministero per i beni e le attivit culturali, recando alcune modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e soprattutto al decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, concernente l'istituzione del Ministero per i beni e le attivit culturali, con il quale, a suo tempo, si conseguito l'accorpamento delle funzioni esercitate dal Ministero per i beni culturali ed ambientali, nonch dal Dipartimento dello spettacolo e dall'Ufficio per i rapporti con gli organismi sportivi della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Rileva che con il presente schema di decreto legislativo viene attuata, a livello centrale, una ridefinizione delle strutture amministrative, adottando l'articolazione per dipartimenti e direzioni generali, in sostituzione di quella basata sul segretario generale e sulle direzione generali (la figura del segretario generale viene conseguentemente soppressa).

A livello periferico, 1'assetto degli uffici assume connotati di maggiore organicit attraverso la trasformazione delle soprintendenze regionali (uffici dirigenziali di seconda fascia) in uffici dirigenziali generali (soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio).

Pi in dettaglio, con l'articolo 1 dello schema di decreto legislativo viene integralmente riscritto l'articolo 54 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, concernente l'ordinamento del Ministero per i beni e le attivit culturali, prevedendo, per l'appunto, la sua articolazione in tre dipartimenti, undici uffici dirigenziali generali costituiti dalle unit in cui si articolano i dipartimenti medesimi e dall'Archivio centrale dello Stato, due uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto del Ministro, diciassette uffici dirigenziali generali territoriali, costituiti dalle soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio, nonch negli altri uffici dirigenziali individuati dai successivi regolamenti di organizzazione. Sono inoltre conferiti ulteriori due incarichi dirigenziali generali presso il Servizio di controllo interno del Ministero.

Sottolinea che l'articolo 2, modificando l'articolo 3 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, sostituisce il segretario generale con il capo del Dipartimento per le antichit, le belle arti ed il paesaggio quale presidente della Conferenza dei presidenti delle commissioni di cui all'articolo 154 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Fa presente che l'articolo 3 reca la novella dell'articolo 4 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, relativo al Consiglio per i beni culturali ed ambientali ed ai Comitati tecnico-scientifici.

In particolare, per il principale degli organi consultivi del Ministero -, viene introdotta la denominazione - pi appropriata - di Consiglio superiore per i beni culturali ed il paesaggio e vengono istituite, in aggiunta ai Comitati tecnico-scientifici, le Conferenze permanenti presso le soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio. La composizione, i compiti e le incompatibilit dei membri degli organi consultivi sono stabilite con successivo regolamento.

Con riferimento all'articolo 4, osserva che esso disciplina sistematicamente la nuova articolazione del Ministero individuando i tre dipartimenti e le direzioni generali in cui essi si articolano. Il Dipartimento per le antichit, le belle arti ed il paesaggio ha articolazioni anche a livello territoriale, costituite dalle soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio.

Osserva che nulla innovato rispetto alla normativa relativa all'Archivio centrale dello Stato, alla Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele II e ad alcuni istituti individuati dal decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, e rispetto alla previsione di istituzione di un Istituto centrale per gli archivi.

In merito all'articolo 5, rileva che esso novella integralmente l'articolo 7 del decreto legislativo n. 368 del 1998, trasformando le attuali soprintendenze regionali (uffici dirigenziali di seconda fascia), in soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio (uffici dirigenziali di prima fascia) in ogni regione a statuto ordinario, nonch nelle regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Le soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio sono articolazioni territoriali del Dipartimento per le antichit, le belle arti ed il paesaggio ed hanno sede nel capoluogo della rispettiva regione.

Precisa che l'incarico di soprintendente regionale per le antichit, le belle arti ed il paesaggio conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, previa comunicazione al presidente della regione, sentito il capo del Dipartimento per le antichit, le belle arti ed il paesaggio.
A loro volta le soprintendenze regionali si articolano negli uffici dirigenziali operanti in ambito regionale individuati con i successivi regolamenti di organizzazione ed esercitano nei confronti di questi le funzioni di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni.
I compiti e le funzioni dei soprintendenze regionali per le antichit, le belle arti ed il paesaggio sono stabiliti con successivo regolamento. Lo stesso provvedimento stabilisce la possibilit di attribuire al soprintendente regionale anche l'incarico di soprintendente speciale ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 368 del 1998.

L'articolo 6 reca disposizioni transitorie e finali. In particolare, viene ribadito il principio dell'invarianza della spesa dall'attuazione del decreto legislativo (comma 3) e le modalit per assicurare il rispetto di tale principio (comma 4); mentre l'articolo 7, infine, reca le necessarie abrogazioni.

Nel esprimere quindi una serie di rilievi, sottolinea che, riguardo al Dipartimento che si occupa di spettacolo e sport, vi sono alcune importanti osservazioni. Come noto, i compiti del Ministero per quanto riguarda lo sport sono solo di vigilanza (vigilanza sul CONI, o sul Credito sportivo ad esempio) mentre per quanto compete lo spettacolo dal vivo essi sono compiti amministrativi veri e propri (fa riferimento all'attribuzione dei finanziamenti statali).

La suddivisione del Dipartimento per lo spettacolo e lo sport e in due Direzioni generali, una che si occupa del cinema e l'altra che si occupa di musica e teatro, pone due problemi: il primo che le competenze amministrative che riguardano tutte le discipline dello spettacolo dal vivo di fatto non trovano corrispondenza nel nome Musica e Teatro. Si chiede che fine abbiano fatto delle importanti discipline come le attivit della danza, dei circhi e dello spettacolo viaggiante.

E poi: chi si occupa della vigilanza sullo sport? Direttamente il capo Dipartimento? In tal caso, non sarebbe meglio mantenere la dizione spettacolo dal vivo per non mortificare le prima citate importanti attivit e per trovare una giusta collocazione alla vigilanza in materia sportiva, che fino a prova contraria, rientra nello spettacolo dal vivo?

Il terzo Dipartimento, da come risulta nello schema di decreto legislativo, si occupa di pi materie insieme: arte archeologia, architettura, archivi e biblioteche.

Mentre i primi due dipartimenti appaiono consoni a due importanti funzioni dell'organizzazione, il terzo appare eccessivamente sovrastrutturato: vi sono al suo interno ben 6 direzioni generali, eterogenee tra di loro e con competenze diverse, e l'Archivio centrale dello Stato.

Tale schema di organizzazione fonde due funzioni importantissime e distinte del Ministero in un unico dipartimento: la funzione della conservazione e della memoria storica del Paese (archivi e biblioteche) con la funzione della tutela vera e propria dei monumenti (arte, archeologia ed architettura). Ritiene che le due funzioni, insopprimibili e necessarie, siano mortificate a vicenda nell'essere compresse sotto un'unica guida dipartimentale. Giudica non confortante il nome del dipartimento: sembra che ci si sia dimenticati degli archivi e delle biblioteche per far posto alla mera tutela.
Inoltre, sotto il profilo organizzativo, considera assurdo che un dipartimento solo comprenda l'80 per cento di tutti i dipendenti del Ministero.

Per quale ragione, allora, si prevede di eliminare l'attuale Segretariato generale con la motivazione che impossibile che una sola guida governi tante anime diverse del Ministero, se poi si crea un mega dipartimento simile ad nuovo segretariato generale?

Ritiene quindi che la riforma del Ministero sia incompleta, in mancanza di un quarto dipartimento cui afferiscano gli archivi, le biblioteche e l'Archivio centrale dello Stato.



Ferdinando ADORNATO, presidente, d conto dei contenuti di una lettera trasmessagli, per conoscenza, inviata dai presidenti delle Accademie e degli Istituti accademici nazionali italiani, che sottolineano in particolare la mancata previsione di un apposito dipartimento delle biblioteche, degli archivi e degli istituti culturali; a detta di tali studiosi, tale decisione rischierebbe di emarginare questa parte importante della cultura del paese.



Carlo CARLI (DS-U) fa presente che le osservazioni e i rilievi test espressi dal relatore evidenziano l'inadeguatezza dello schema di decreto legislativo in titolo. Ci dimostra, a suo avviso, che il Governo dimentica di considerare l'importante settore degli archivi italiani, che versano peraltro in una situazione di estremo disagio per l'assoluta inadeguatezza delle risorse finanziarie ad essi destinate. A tale riguardo, sarebbe inoltre opportuna una riflessione sui contenuti del nuovo Titolo V della Costituzione, ai fini della predisposizione di una pi adeguata proposta di rilievi.
In conclusione, si riserva di svolgere un ulteriore intervento nel seguito dell'esame dello schema di decreto legislativo in titolo.



Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia ad altra seduta il seguito dell'esame.



La seduta termina alle 14.25.




SEDE REFERENTE

Marted 28 ottobre 2003. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Nicola Bono.



La seduta comincia alle 14.25.


Istituzione del Museo della moda italiana.
Testo unificato C. 2291 Garnero Santanch, C. 3292 Spini, C. 3823 Butti, C. 4203 Cosentino e C. 4235 Perrotta.
(Seguito dell'esame e conclusione).



La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 23 ottobre 2003.



Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio), e i pareri favorevoli con osservazioni della X Commissione (Attivit produttive) e con condizioni della XI Commissione (Lavoro). Constatata l'impossibilit di procedere al trasferimento in sede legislativa del provvedimento, avverte che il relatore ha predisposto alcuni emendamenti volti a recepire parte delle condizioni e delle osservazioni contenute nei pareri espressi dalle Commissioni in sede consultiva (vedi allegato).



Alessio BUTTI (AN), relatore, raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 1.200, 2.200 e 3.200.



Il sottosegretario Nicola BONO esprime parere favorevole.



Carlo CARLI (DS-U) con riferimento al parere espresso dalla XI Commissione, rileva che gli emendamenti presentati dal relatore non hanno recepito i contenuti della condizione b) volta a favorire una pi equa ripartizione dei fondi per le spese di funzionamento del sistema museale e delle strutture connesse, con maggiore attenzione alle esigenze delle strutture associate di cui al penultimo periodo dell'articolo 2, comma 2, cui sono assegnate esigue risorse. Nel ricordare che il suo gruppo ha pi volte sollevato la questione della inadeguatezza delle risorse finanziarie e della loro distribuzione, sottolinea l'opportunit che il relatore presenti un ulteriore emendamento nel senso test indicato.



Ferdinando ADORNATO, presidente, considerato che il provvedimento non verr trasferito in sede legislativa, precisa che il relatore non obbligato a recepire i rilievi espressi dalle Commissioni in sede consultiva.



Valdo SPINI (DS-U) si riserva di presentare in Assemblea un emendamento che recepisca anche la seconda condizione espressa dalla XI Commissione.



La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 1.200, 2.200 e 3.200 del relatore.



Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, propone di conferire al deputato Butti il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul testo del provvedimento.



La Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame.



Valdo SPINI (DS-U) precisa di aver votato contro il mandato al relatore, non essendo state recepite alcune delle richieste da lui avanzate.



Ferdinando ADORNATO, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.



Rete museale dell'emigrazione.
C. 3360 Di Serio D'Antona e C. 3472 Naro.
(Seguito dell'esame e rinvio - Nomina di un Comitato ristretto).


La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 24 luglio 2003.


Il sottosegretario Nicola BONO sottolinea, preliminarmente, che i provvedimenti in titolo hanno l'obiettivo, senza dubbio lodevole, di valorizzare la cultura e la storia del paese e prevedono la costituzione di una rete museale dell'emigrazione, con sedi coordinate in ogni regione o in quelle a pi forte vocazione migratoria, che creino non solo luoghi della memoria, ma anche uno strumento di conoscenza della presenza italiana nel mondo. Al fine di coordinare la realizzazione di detta rete museale, i progetti di legge prevedono l'istituzione di un'apposita commissione scientifica presso la Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie del Ministero degli esteri, nominata dal ministro per gli italiani nel mondo.

Si sofferma quindi sui contenuti dell'articolo 5 della proposta di legge C. 3360, che prevede l'assegnazione di una cifra di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto nell'ambito del Fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero per i beni e le attivit culturali. Al riguardo, deve esprimere parere contrario a detta modalit di copertura, in quanto essa comporta una distrazione delle risorse del Ministero da quelle che sono le primarie competenze istituzionali dello stesso, in questo momento comunque delicato dal punto di vista finanziario.



Giuseppe GIULIETTI (DS-U), nel sottolineare il carattere unanimemente condiviso dei provvedimenti in esame, ricorda che nel paese sono gi state costruite diverse strutture museali operanti con finanziamenti pubblici o privati e che altre strutture sono in fase di avanzata realizzazione o progettazione. Ritiene quindi quanto mai opportuno, dal punto di vista scientifico e organizzativo pervenire alla creazione di un raccordo istituzionale fra tutti i musei istituiti e in via di istituzione.
Nel giudicare positivo il percorso parlamentare indicato dal relatore, sottolinea l'esigenza di pervenire alla elaborazione di un testo unificato e di garantire la rapida approvazione del provvedimento.

In conclusione, evidenzia la necessit di svolgere l'audizione del ministro per gli italiani nel mondo, di rappresentanti del coordinamento degli enti locali e di ricercatori, al fine di verificare l'effettiva attuazione e le modalit di realizzazione dell'iniziativa in esame.



Olga DI SERIO D'ANTONA (DS-U), nell'associarsi alle considerazioni svolte dal deputato Giulietti, sottolinea l'urgenza di pervenire ad una rapida approvazione del provvedimento, onde evitare il rischio di perdere un prezioso patrimonio culturale come quello relativo all'emigrazione. Considerata l'ampia convergenza esistente sui contenuti del provvedimento, ritiene possibile procedere alla sua approvazione dopo aver svolto alcune audizioni.



Il sottosegretario Nicola BONO, dopo aver espresso il proprio apprezzamento per il carattere propositivo degli interventi svolti nella discussione e aver registrato la totale convergenza esistente sul testo del provvedimento, esprime l'auspicio di una sua rapida approvazione al fine di garantire la creazione di una rete nazionale di musei dell'emigrazione. Sottolinea quindi che il nodo fondamentale, non eludibile, da sciogliere rappresentato dall'esigenza di individuare una adeguata copertura finanziaria del provvedimento. Evidenziata quindi l'esigenza di chiarire il carattere del provvedimento, precisa che, qualora risultassero degli oneri a carico della pubblica amministrazione statale, sarebbe necessaria una riflessione in materia.

In conclusione, dichiara di condividere la proposta di svolgere alcune audizioni informali.



Guglielmo ROSITANI (AN) sottolinea l'opportunit di procedere allo svolgimento di audizioni dei presidenti delle regioni interessate ai fenomeni emigratori.



Andrea COLASIO (MARGH-U), nell'associarsi alle considerazioni svolte dai deputati intervenuti nel dibattito, sottolinea l'esigenza di svolgere l'audizione anche di studiosi e operatori del settore.



Michele RANIELI (UDC), nel condividere la proposta di istituire una rete nazionale dei musei dell'emigrazione, di cui apprezza il rilevante interesse culturale, propone di estendere la rete museale dell'emigrazione anche al di fuori dei confini del paese, in modo da garantire agli italiani all'estero la possibilit di mantenere sempre vivo il proprio senso di appartenenza.



Fabio GARAGNANI (FI) dichiara di condividere le considerazioni e le proposte del deputato Ranieli, finalizzate a favorire sia il mantenimento del senso di appartenenza all'Italia e alle sue tradizioni dei nostri cittadini residenti all'estero, sia l'estensione della rete museale dell'emigrazione anche al di fuori del paese.



Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.



Simonetta LICASTRO SCARDINO (FI), relatore, propone di procedere alla costituzione di un Comitato ristretto.



La Commissione delibera di costituire un Comitato ristretto.



Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
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