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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Sentenza 504/2016 TAR UMBRIA
2016-06-13

N. 00504/2016 REG.PROV.COLL.

N. 00917/2015 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Umbria

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 917 del 2015, proposto da:
Italia Nostra Onlus, rappresentata e difesa dall'avv. Mirco Ricci, con domicilio eletto presso Mirco Ricci in Perugia, via Cesare Beccaria, 11;

contro

Comune di Gubbio, rappresentato e difeso dall'avv. Claudio Rosimini, con domicilio eletto presso Isabella Sorbini in Perugia, via Palermo s.n.c.;
Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici Umbria - Soprintentendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dellUmbria, le Belle Arti l'Architettura e l'Arte Contemporanee, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Perugia, domiciliataria in Perugia, via degli Offici, 14;

nei confronti di

Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, rappresentata e difesa dall'avv. Mario Rampini, con domicilio eletto presso Mario Rampini in Perugia, piazza Piccinino n.9;

per l'annullamento

previa sospensiva

- della deliberazione G.C. del Comune di Gubbio n. 21 del 11.02.2015 avente ad oggetto Piano attuativo n. 4 - Macroarea Centro Storico - Progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso delle Logge dei Tiratori. Esame Osservazioni - Approvazione pubblicata sul B.U.R.U. del 31 marzo 2015;

- di ogni altro atto comunque denominato, connesso e/o conseguente anche non conosciuto, comprese per quanto occorrer possa:

- la deliberazione del Commissario Straordinario del Comune di Gubbio n. 37 del 10.09.2013 avente ad oggetto Piano attuativo n. 04 Macroarea Centro Storico - Progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso delle Logge dei Tiratori. Esame Osservazioni - Adozione;

- il parere prot. n. 0016022 del 24.07.2013 della Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici dellUmbria , avente ad oggetto D.lgs. 42/2004 art. 21 comma 4, e art. 22 - Richiesta di autorizzazione alla esecuzione dei lavori;

- il parere prot. n. 20895 del 8.10.2013 della Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici dellUmbria, avente ad oggetto D.lgs. 42/2004 art. 146;

- la nota della Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dellUmbria prot. 7081 del 17.10.2013 avente ad oggetto Gubbio - Loggia dei Tiratori, ristrutturazione e piano attuativo con cui la Direzione proponeva di rimettere il pronunciamento ultimo al Ministero acquisendo il parere del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici;

- la nota della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dellUmbria prot. 7312 del 25.10.2013 avente ad oggetto Progetto di intervento sulle Logge dei Tiratori di Gubbio con cui si comunicava la rimessione della scelta conclusiva alle valutazioni del Ministero;

- la nota della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dellUmbria prot. 254 del 15.01.2014 avente ad oggetto Gubbio - Loggia dei Tiratori - progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso piano attuativo - tavolo tecnico consultivo istituito con D.G.G. n. 1127 del 3 dicembre 2013 - Trasmissione verbale riunione del 17 dicembre 2013 ed i relativi atti trasmessi, cio a) la nota della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, lArchitettura e larte Contemporanea prot. n. 803 del 13.01.2014 avente ad oggetto Gubbio - Loggia dei Tiratori - progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso piano attuativo - tavolo tecnico consultivo istituito con D.G.G. n. 1127 del 3 dicembre 2013 - tavolo tecnico consultivo istituito con D.G.G. n. 1127 del 3 dicembre 2013 -Trasmissione verbale riunione del 17 dicembre 2013 e b) Verbale del tavolo tecnico consultivo istituito con Decreto del Direttore Generale n. 1127 del 3 dicembre 2013 e convocato con nota n. 32399 del 12 dicembre 2013 sul progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso piano attuativo della Loggia dei Tiratori a Gubbio (PG):

- la nota della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dellUmbria prot. 1495 del 7.3.2014 CI 34.19.07 avente ad oggetto Gubbio (PG) - Loggia dei Tiratori, ristrutturazione e piano attuativo;

- per quanto occorrer possa, la deliberazione G.C. n. 15 del 4.02.2015 con la quale stato approvato il documento strategico del Q.S.V. Gubbio caposaldo della civilt Umbra nella parte in cui si prevede il polo per le attivit convegnisti che ed espositive;

- di ogni altro atto comunque denominato, connesso e/o conseguente.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Gubbio, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell Umbria - Soprintentendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dellUmbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 aprile 2016 il dott. Paolo Amovilli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

1. - Con ricorso straordinario al Capo dello Stato notificato il 29 luglio 2015 lassociazione Italia Nostra impugnava gli atti di adozione ed approvazione, in seguito indicati, del Piano attuativo presentato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, concernente il progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso di edificio storico denominato Logge dei Tiratori in Gubbio, unitamente ai pareri favorevoli espressi dalla Soprintentendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dellUmbria, dal Tavolo tecnico consultivo presso il MIBAC e dalla Direzione Soprintentendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dellUmbria.

Ledificio di che trattasi, realizzato nel 1603 - sopra lo Spedal Grande eretto nel 1323, ubicato nel centro storico di Gubbio, e suddiviso in un piano terra, primo piano e sovrastante loggiato, presenta indubbio pregio storico artistico, quale testimonianza di antico opificio per lasciugatura della lana.

La Fondazione Cassa di Risparmio, in qualit di ente proprietario, ha presentato al Comune di Gubbio proposta di Piano attuativo riguardante il complesso edilizio, articolato sulla redistribuzione al primo piano delle superfici esistenti con cambi di destinazione duso e, quanto al loggiato, mediante inserimento di circa venti infissi in vetro (di dimensioni 4,5 x 3 mt.) nelle aperture, con inserimento di sistema di trattamento dellaria.

Con deliberazione del Commissario Straordinario n. 37 del 10 settembre 2013 il Comune ha adottato il suddetto Piano previo favorevole parere della locale Soprintendenza, secondo cui le caratteristiche delle opere sono compatibili con la conservazione dellimmobile, pur con la prescrizione, quanto ai vetri, della realizzazione con materiale ad alta trasparenza ed autopulente.

Seguivano i pareri favorevoli della Commissione comunale per la qualit architettonica ed il paesaggio, del Tavolo tecnico consultivo istituito dal Direttore Generale del MIBAC (composto da 8 membri tutti Dirigenti o funzionari ministeriali) della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell Umbria.

Con deliberazione G.C. n. 21 dell11 febbraio 2015 il Piano attuativo di che trattasi stato infine approvato.

In seguito allopposizione ai sensi dellart. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 effettuata dalla controinteressata Fondazione Cassa di Risparmio, lassociazione Italia Nostra ha trasporto il ricorso straordinario innanzi a questo Tribunale Amministrativo.

A sostegno del gravame Italia Nostra deduce i seguenti motivi, cos riassumibili:

I. Violazione e/o falsa applicazione dellart. 24 della L.R. Umbria n. 11/2005 (vigente al momento della delibera di adozione del Piano) violazione e/o falsa applicazione dellart. 56 L.R. Umbria n. 1/2015 (vigente al momento della delibera di approvazione del Piano): lAmministrazione avrebbe completamente stravolto liter procedimentale prescritto dalla normativa regionale applicabile, dovendo il parere della Commissione intervenire prima di quello della Soprintendenza, rilasciato non ai sensi dellart. 146 D.lgs. 42/2004 bens degli artt. 21 e 22 del medesimo D.lgs.;

II. Violazione e/o falsa applicazione dellart. 226 delle N.T.A. del P.R.G. Parte Strutturale del Comune di Gubbio: la Commissione avrebbe dovuto verificare la compatibilit del Piano attuativo con quanto previsto dal P.R.G.;

III. Violazione e/o falsa applicazione dellart. 116 delle N.T.A. del P.R.G. Parte Strutturale del Comune di Gubbio: la chiusura del loggiato mediante vetrate di mt. 4,5 x 3 realizzerebbe aumento di volumetria non consentito dalle N.T.A. del P.R.G.;

IV. Violazione e/o falsa applicazione dellart. 85 delle N.T.A. del P.R.G. Parte Operativa del Comune di Gubbio; violazione e/o falsa applicazione dellart. 48 delle N.T.A. del P.R.G. - Parte Operativa; eccesso di potere per contraddittoriet manifesta: gli interventi previsti sulle aperture delle Logge sarebbero incompatibili con lobbligo derivante dalle N.T.A. di salvaguardia e preservazione delle aperture storiche originarie;

V. Violazione e/o falsa applicazione della Direttiva 2001/42/UE, degli artt. 6, 11 e 12 del D.lgs. 152/2006, della L.R. 12/2010: sarebbe del tutto apodittica la deliberazione di approvazione del Piano attuativo nella parte in cui esclude impatti significativi sullambiente al fine di escludere la sottoposizione a VAS, applicandosi essa anche agli strumenti urbanistici di tipo attuativo;

VI. Violazione e/o falsa applicazione della Direttiva 2001/42/UE, del D.lgs. 152/2006 sotto altro profilo; dellart. 3 della legge 241 del 1990; eccesso di potere per difetto di motivazione, travisamento dei fatti e dei presupposti: il Comune avrebbe dovuto motivare adeguatamente la propria decisione di non assoggettare a VAS il Piano attuativo in ragione delle caratteristiche del progetto;

VII. Violazione e/o falsa applicazione degli artt. 20 e 21 del D.lgs. 42/2004, dellart. 9 Cost.; eccesso di potere per travisamento dei fatti e dei presupposti, difetto di motivazione e contraddittoriet manifesta: la prevista vetrificazione del loggiato si appalesa incompatibile con il carattere storico ed artistico del bene con perdita della peculiare caratteristica architettonica oggetto di tutela; il carattere amovibile delle vetrate in considerazione delle notevoli dimensioni (4,5 x 3) sarebbe soltanto apparente, trattandosi di elementi in realt fissi; sarebbe mancata indagine sul rischio (soltanto ipotetico) di scoperchiamento dei locali a causa del vento.

Si costituito il Comune di Gubbio eccependo preliminarmente linammissibilit e/o lirricevibilit del ricorso per irritualit della sua notificazione poich:

- nei confronti dellAmministrazione comunale la notificazione del ricorso straordinario si sarebbe perfezionata solo il 31 luglio 2015 ovvero dopo il termine decadenziale di 120 giorni, non potendosi qui applicare - ad avviso della difesa comunale - i principi generali in ordine alla scissione del momento di perfezionamento della notificazione tra mittente e destinatario;

- sarebbe irrituale per la notificazione dei ricorsi straordinari la domiciliazione presso lAvvocatura Generale dello Stato;

- la ricorrente avrebbe provveduto a depositare latto di costituzione e solo successivamente provveduto a notificare lavviso mentre nellipotesi di trasposizione la parte ricorrente deve provvedere prima alla notifica e solo dopo al deposito.

La ricorrente con successiva memoria ha ampiamente controdedotto alle suesposte eccezioni in rito.

Si costituita la controinteressata Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia eccependo preliminarmente linammissibilit dei primi due motivi di gravame oltre che del settimo motivo, non avendo anzitutto Italia Nostra impugnato la deliberazione G.C. 21/2015 con cui lAmministrazione comunale ha motivatamente respinto losservazione da essa presentata e, quanto al settimo motivo, perch volto a censurare nel merito il contenuto dei pareri resi dal MIBAC pretendendo di sovrapporvi le proprie personali valutazioni.

Nel merito ha evidenziato linfondatezza di tutte le doglianze ex adverso dedotte, poich in sintesi:

- latto della Soprintendenza del 27 luglio 2013 costituirebbe provvedimento autorizzatorio allesecuzione di interventi edilizi sullimmobile di che trattasi non avendo nulla a che vedere con il parere reso ai sensi dellart. 146 D.lgs. 42/2004 ai fini della tutela paesaggistica;

- lart. 226 delle N.T.A. si riferisce alle ipotesi di mancanza del Piano Attuativo;

- le vetrate previste nel piano attuativo non determinano alcun aumento di volume non comportando tra laltro la chiusura definitiva dei lati della loggiata essendo apribili o rimovibili secondo le stesse prescrizioni impartite dalla Soprintendenza;

- scopo dellintervento sarebbe proprio quello di conservazione delle aperture del loggiato;

- lintervento per cui causa rientrerebbe nel novero dei piani attuativi espressamente esclusi dalla procedura di VAS ai sensi dellart. 239 c., 2 L.R. 1/2015; sarebbe in ogni caso irragionevole pretendere una VAS per un progetto che innestandosi su singolo edificio esistente da oltre 500 anni nel pieno centro storico della citt prevede lesecuzione di mere opere interne oltre lapposizione di vetrate rimovibili, quindi senza impatto sullambiente;

Con successiva memoria la difesa comunale ha evidenziato linfondatezza del ricorso anche nel merito, con argomentazioni in gran parte simili a quelle prospettate dalla Fondazione controinteressata.

Con successiva memoria depositata il 5 marzo 2016 la difesa della ricorrente, nellinsistere per laccoglimento delle proprie argomentazioni e controdedurre alle eccezioni delle controparti, ha altres sollevato nuove doglianze inerenti i provvedimenti impugnati, ovvero in sintesi:

- lAmministrazione statale avrebbe travalicato i confini della discrezionalit tecnica consistenti nel giudizio di compatibilit storico artistico che le sarebbero propri per esercitare surrettiziamente una discrezionalit amministrativa ponderando altri interessi pubblici quali la fruizione del bene da parte della collettivit;

- in luogo di una valutazione di compatibilit il MIBAC avrebbe effettuato quindi una valutazione di convenienza e di mera opportunit;

- sarebbe del tutto carente ogni rilevazione sulla consistenza e le caratteristiche storiche e materiali del manufatto vincolato;

- lavversit allintervento sarebbe stata manifestata dal mondo della cultura nazionale e dallo stesso Presidente della Repubblica;

Con memorie di replica sia la Fondazione che il Comune hanno eccepito linammissibilit della memoria depositata dalla ricorrente il 5 marzo 2016 nella parte in cui introduce (da pag. 13 a 32) motivi di gravame del tutto nuovi.

Alla camera di consiglio del 27 gennaio 2016, su accordo delle parti, listanza incidentale cautelare stata abbinata al merito

Alludienza pubblica del 6 aprile 2016, uditi i difensori, la causa stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

2. - E materia del contendere la legittimit dei provvedimenti con cui il Comune di Gubbio ha adottato ed approvato il Piano attuativo presentato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia concernente il progetto di restauro, rifunzionalizzazione e riuso delledificio storico denominato Logge dei Tiratori in Gubbio, dietro parere favorevole espresso dalla Commissione comunale per la qualit architettonica ed il paesaggio, dal Tavolo tecnico consultivo istituito dal Direttore Generale del MIBAC, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell Umbria, pareri tutti parimenti gravati.

3. - Pu prescindersi per ragioni di economia processuale dallesame delle articolate eccezioni in rito riguardanti la rituale presentazione del ricorso straordinario al Capo dello Stato, risultando come si dir il ricorso trasposto innanzi alladito Tribunale Amministrativo infondato nel merito.

4. - Va invece preliminarmente esaminata, al fine della doverosa delimitazione dellodierno thema decidendum, leccezione di inammissibilit parziale della memoria depositata da Italia Nostra il 5 marzo 2016.

Con il suddetto atto difensivo, non notificato alle controparti, la ricorrente da pag. 13 a pag. 32 introduce doglianze del tutto nuove rispetto alloggetto del giudizio cristallizzato con il ricorso introduttivo, vertente sulla sola parte del Piano attuativo concernente la prevista vetrificazione, pretendendo di ampliare del tutto irritualmente (oltre che tardivamente) i motivi ivi di gravame.

Infatti, soltanto con tale memoria Italia Nostra lamenta in sintesi:

- lindebito esercizio da parte della Soprintendenza e del MIBAC di una discrezionalit di tipo amministrativo in luogo di quella tecnica attribuita dalla legge;

- il difetto di istruttoria quanto alla consistenza ed alle caratteristiche storiche del manufatto vincolato;

- la mancata ricognizione da parte dellautorit tutoria dello stesso vincolo storico artistico;

- lomesso pronunciamento del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici

Nel processo amministrativo sono inammissibili le censure formulate in memoria non notificata alla controparte, sia nell'ipotesi in cui risultino completamente nuove e non ricollegabili ad argomentazioni espresse nel ricorso introduttivo, sia quando, pur richiamandosi ad un motivo gi ritualmente dedotto, introducano elementi sostanzialmente nuovi, ovvero in origine non indicati, con conseguente violazione del termine decadenziale e del principio del contraddittorio, essendo affidato alla memoria difensiva il solo compito di una mera illustrazione esplicativa dei precedenti motivi di gravame, senza possibilit di ampliare il thema decidendum (ex multis T.A.R. Marche 7 novembre 2014, n. 924; T.A.R. Piemonte sez. I, 4 dicembre 2015, n. 1738).

4.1. - La memoria pertanto in parte qua inammissibile.

5. - Quanto al merito il ricorso infondato e va respinto.

5.1 - Pare opportuno premettere sotto il profilo fattuale che il Piano attuativo per cui causa concerne edificio denominato Loggia dei Tiratori esistente nel centro storico di Gubbio dal XVI secolo, sottoposto a vincolo storico artistico, caratterizzato strutturalmente da un piano terra, da un primo piano e dal sovrastante piano loggiato.

Stante il pacifico stato di degrado, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e le autorit competenti hanno avviato un percorso di restauro, rifunzionalizzazione e riuso delle Logge dei Tiratori, comprensivo di un mutamento di destinazione duso e della chiusura del loggiato con vetrate di grandi dimensioni (4,5 x 3 mt.) arretrate rispetto al filo interno dei pilastri per 30 - 40 cm, rimovibili in modo da formare una sorta di teca.

Tale chiusura stata ritenuta dal Tavolo tecnico istituito presso il MIBAC necessaria ed indispensabile per la protezione e la conservazione del bene stesso.

5.2. - In punto di diritto - come ampiamente noto - le valutazioni effettuate dal MIBAC in materia di compatibilit ambientale e di compatibilit fra l'opera di restauro dei beni assoggettati a vincolo storico-artistico e l'esigenza di conservazione dei valori artistici e storici che i predetti beni esprimono, risultano espressione di un'ampia discrezionalit tecnica (ex multis Consiglio di Stato sez. sez. VI, 23 luglio 2015, n. 3652; T.A.R. Lazio sez. I, 15 luglio 2013, n. 6997) sindacabile dal g.a. solo sotto il profilo del travisamento dei fatti e della manifesta illogicit o irragionevolezza (Consiglio di Stato sez. VI, 14 ottobre 2015, n. 4750; id. 4 giugno 2015, n. 2751).

Non pertanto possibile, come si dir in prosieguo, in tale sindacato giurisdizionale pretendere una sovrapposizione delle valutazioni opinabili effettuate dal MIBAC con valutazioni altrettanto opinabili prospettate dalla parte ricorrente (ex plurimis Consiglio di Stato sez. III, 24 settembre 2013, n. 4687) o esigere una rinnovata valutazione di merito da parte di questo Tribunale, esito che concreterebbe una evidente violazione del principio costituzionale di separazione dei poteri dello Stato (Consiglio di Stato sez. V, 28 ottobre 2015, n. 4942; T.A.R. Puglia Lecce sez. II, 27 novembre 2015, n. 3436), spettando esclusivamente al MIBAC e alle proprie articolazioni territoriali ogni giudizio discrezionale tecnico in subiecta materia.

6. - Tanto premesso possono partitamente esaminarsi tutti i motivi di gravame.

In data 22 agosto 2013 stato espresso da parte della Commissione comunale per la qualit architettonica ed il paesaggio il parere favorevole alladozione del Piano mentre soltanto l8 ottobre 2013 la Soprintendenza ha espresso il parere ai sensi dellart. 146 del D.lgs. 42/2004 come si evince dalloggetto, dallintestazione e dal contenuto.

Lautorizzazione della Soprintendenza del 26 luglio 2013 (quindi prima del parere comunale) risulta invece rilasciata ai sensi degli artt. 21 c. 4, e 22 del D.lgs. 42 del 2004 ovvero unicamente per lesecuzione di interventi edilizi su beni culturali.

Tali circostanze risultavano daltronde gi motivatamente esplicitate dal Comune in sede di rigetto dellosservazione dellassociazione Italia Nostra (deliberazione G.C. n. 21/2015) nella fase di adozione del Piano attuativo, deliberazione completamente rimasta inoppugnata.

6.1. - Ne discende de plano linsussistenza dellasserita alterazione delliter procedimentale, con conseguente infondatezza del primo motivo.

6.2 - Non merita condivisione neppure il secondo motivo.

Ad avviso della ricorrente lintervento oggetto del Piano attuativo, quale intervento in tessuto di rilevante interesse storico architettonico, sarebbe incompatibile con le prescrizioni di cui allart. 118 delle N.T.A..

Trascura lodierna deducente che secondo gli artt. 118 e 226 delle N.T.A. depositate in giudizio, le prescrizioni di cui si discute sono inapplicabili laddove, come nel caso di specie, trattasi di interventi previsti nel Piano attuativo ed esplicitamente autorizzati dalla Soprintendenza (atto prot. 16214 del 26 luglio 2013).

6.3. - Anche il terzo motivo non persuasivo.

In linea di principio, gli interventi edilizi comportanti la chiusura di un locale con struttura in vetri (se fissa) sono idonei a determinare la creazione di nuova volumetria (ex plurimis T.A.R. Campania Napoli sez. IV, 12 giugno 2014, n. 3245; in termini vedi di recente anche Consiglio di Stato sez. V, 5 maggio 2016, n. 1822 relativamente ad un porticato).

Secondo lart. 11 delle N.T.A. Parte strutturale (norma evidentemente derogatoria) sono per escluse ai fini del calcolo della SUC - URB gli spazi non interamente chiusi perimetralmente anche se coperti quali logge, balconi, terrazze, altane purch abbiano sporgenza o profondit non superiore a 2 mt. e occupino almeno il 20 % della superficie coperta del relativo piano.

Nel caso di specie la loggiata delledificio in questione soddisfa entrambe le condizioni, risultando incontestata sia una profondit superiore a 2 mt. sia lestensione pari alla totalit dellultimo piano delledificio storico.

Ne consegue dunque, in termini oggettivi, lirrilevanza della chiusura della loggiata ai fini del denunziato aumento di volumetria.

Lidoneit a sviluppare volumetria urbanistica deve poi esser esclusa - secondo il Collegio - anche sotto altro profilo, in considerazione della precipua finalit perseguita dal Piano attuativo di concerto con il MIBAC, di tutela dellintegrit delledificio storico, si da poter qualificare lintervento quale restauro e risanamento conservativo (art. 3 lett. c) t.u. edilizia) essendo diretto alla mera conservazione, mediante consolidamento, ripristino o rinnovo degli elementi costitutivi, dell'organismo edilizio esistente, ed alla restituzione della sua funzionalit.

Giova infine evidenziare che in disparte la diversa quanto apodittica ricostruzione operata dalla difesa della ricorrente, le vetrate da apporre alla loggiata presentano oggettivo carattere amovibile e reversibile, senza particolari lavori, secondo del resto le puntuali prescrizioni impartite dal MIBAC, si da escludere anche sotto questo ulteriore aspetto la stessa idoneit a sviluppare una vera e propria volumetria.

6.4. - Il quarto motivo non merita positivo apprezzamento.

Ad avviso di Italia Nosta la contestata vetrificazione determinerebbe lillegittimo stravolgimento delle aperture storiche originarie in violazione dellart. 85 comma 3 delle N.T.A. del P.R.G. parte operativa.

Come condivisibilmente opinato dallAmministrazione comunale la norma di piano in esame tutela non gi lapertura in s bens la sua leggibilit come testimonianza storica, si da vietare interventi come ad es. la tamponatura atti a cancellare la parte preesistente. Al contrario, lapposizione delle vetrate in questione, arretrate di circa 30 cm. rispetto alle aperture originarie, consente un agevole discernimento tra le seconde e le prime peraltro come detto rimuovibili e reversibili.

Del tutto inconferente poi la lamentata violazione dellart. 48 c. 1, delle N.T.A. al P.R.G. parte operativa, in quanto ledificio storico in questione risulta pacificamente di propriet privata ovvero della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

6.5. - Parimenti privi di pregio sono il V ed il VI motivo di gravame.

Ai sensi dellart. 239 comma 2, della L.R. 1/2015 (e dellomologo art. 3 c. 4, L.R. 12/2010) sono esclusi dal campo di applicazione della VAS gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale di cui al comma 4 lett. e) dellart. 3 della L.R. 12/2010, alle condizioni ivi previste.

Lart. 3 comma 4, lett. e) della L.R. 12/2010 annovera e) i piani e programmi, compresi gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale, qualora non ricorra nessuna delle due condizioni di cui al comma 2 lettere a) e b).

A sua volta lart. 3 comma 2 lett. a) e b) prevede che la valutazione venga effettuata per i piani o programmi:

a) che sono elaborati per la valutazione e gestione della qualit dell'aria ambiente per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, del turismo, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli e che definiscono il quadro di riferimento per l'approvazione, l'autorizzazione, l'area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti elencati negli allegati II, III e IV alla Parte seconda del d.lgs. 152/06 e successive modifiche e integrazioni;

b) che, in considerazione dei possibili impatti sulle finalit di conservazione dei siti designati come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica, richiedono la valutazione d'incidenza ambientale, di seguito denominata VIncA, ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonch della flora e della fauna selvatiche) e successive modifiche e integrazioni;

Non essendo il progetto in questione ricompreso tra quelli di cui agli allegati II, III e IV alla parte seconda del D.lgs. 152/2006 n tantomeno elaborato per la valutazione della qualit dellaria ambiente n ricadente in zona SIC, lo stesso risulta escluso dallambito di applicazione della VAS.

Sarebbe invero irragionevole - come argomentato dalla difesa civica e della controinteressata - pretendere un procedimento particolarmente complesso come la valutazione ambientale strategica per un intervento di risanamento conservativo di un singolo edificio con mutamento di destinazione duso ad attivit culturali e realizzazione di opere esclusivamente interne, fatta eccezione per lapposizione delle vetrate, come visto reversibili ed indispensabili ai fini della conservazione della stessa loggiata.

Coerentemente con quanto sopra esposto il Comune, con motivazione semplificata ma comunque sufficiente ha escluso la necessit della VAS.

Sul punto, anche a voler apprezzare il lamentato vizio formale di insufficiente motivazione, esso risulterebbe di per s privo di capacit invalidante ai sensi dellart. 21-octies comma 2, della legge 241 del 1990, non ravvisandosi alcun ambito di discrezionalit dellautorit comunale, risultando comunque fermo lesito del risultato finale ovvero il non assoggettamento a VAS.

6.6. - Il settimo ed ultimo motivo inammissibile.

Ad avviso di Italia Nostra la vetrificazione della loggiata sarebbe oltre modo impattante e radicalmente incompatibile con il vincolo monumentale impresso sullimmobile; inoltre, vetrate di cos ampie dimensioni (4,5 x 3 mt.) costituirebbero elementi fissi si da giustificare la presenza di impianto di areazione.

Con il presente motivo la ricorrente tenta invero di censurare nel merito la scelta operata dal MIBAC di chiudere la loggiata con apposizione di vetri amovibili e autopulenti, tra laltro non premurandosi di indicare quali sarebbero le alternative possibili atte a garantire la conservazione delledificio.

Con valutazione che il Collegio reputa non manifestamente illogica n irragionevole e quindi non sindacabile in sede di giurisdizione generale di legittimit, il MIBAC ha ritenuto la chiusura delle logge indispensabile per la protezione e la conservazione del bene oltre che elemento fondamentale di garanzia per la stessa fruizione da parte della collettivit.

Non va trascurato - diversamente da quanto pervicacemente argomentato dalla ricorrente - che ai sensi dello stesso art. 3 c, 1, del D.lgs. 42/2004 la conservazione del bene culturale specificatamente connessa alla fruizione dello stesso, che costituisce il principale scopo della stessa protezione accordata ai beni culturali.

Tale finalit di fruizione daltronde evidente in altre norme del Codice Beni Culturali, laddove si consente allAmministrazione limposizione di prescrizioni volte ad assicurare la pubblica godibilit del bene (vedi ad es. art. 55 D.lgs. 42/2006 in materia di vendita di beni culturali).

La fruibilit a favore della collettivit in funzione dunque della stessa valorizzazione dei beni culturali, non essendo sufficiente la sola conservazione: del resto - secondo autorevole dottrina - il bene culturale pubblico non in quanto bene di appartenenza, ma in quanto bene di fruizione.

In ogni caso la scelta di chiusura con le vetrate, fermo restando ogni valutazione estetica di pertinenza della Soprintendenza, non pare manifestamente illogica n irragionevole rispetto allo scopo primario di conservazione di un bene di chiara valenza storico artistica, specie in una situazione quale quella di specie di forte degrado.

7. - Alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso infondato e va respinto.

Sussistono giusti motivi per disporre lintegrale compensazione delle spese di lite, attesa lobiettiva complessit delle questioni trattate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Umbria (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.

Cos deciso in Perugia nella camera di consiglio del giorno 6 aprile 2016 con l'intervento dei magistrati:

Raffaele Potenza, Presidente

Stefano Fantini, Consigliere

Paolo Amovilli, Primo Referendario, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 13/06/2016

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

https://www.giustizia-amministrativa.it/


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