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Architettura rurale: valorizzazione delle masserie
Francesco Giordano (francesco@giordanodesign.it)
Università degli Studi di Napoli Federico II
Facoltà di Architettura, Urbanistico
Relatori: Prof. Arch. Claudio Grimellini

Masserie; architettura rurale, valorizzazione

Metodologia di Studio

Con questo studio s’intende proporre un metodo scientifico per poter giungere alla migliore rifunzionalizzazione delle masserie, nonché a fornire le principali indicazioni tecnologiche per un loro corretto ripristino.

Tale metodologia, si applica seguendo progressivamente le fasi descritte nel "Diagramma operativo" e può, con opportuni e dovuti accorgimenti, essere applicata in qualunque caso di.

Per applicare tale metodologia, basata sull'analisi prestazionale, bisogna approntare due modelli:



1. Il MODELLO DELLA PREESISTENZA, ottenuto mediante la definizione delle “prestazioni” della preesistenza architettonica, lette nell'ambito della scomposizione sistemica applicata agli edifici monumentali e mediante la lettura delle schede di unità edilizia;

2. Il MODELLO DELLA DESTINAZIONE D’USO, ottenuto dallo studio schematico dei “requisiti” normativi e legislativi generali di funzionamento delle attrezzature prescelte per l’edificio.

Per ottenere il “modello della preesistenza” si è analizzato il territorio d’intervento, Volla; lo si è scomposto in “aree funzionali”, dopodiché per motivi di studio si è scelto di approfondire una sola area.

L’area d’intervento scelta è la “zona agricola” caratterizzata dalla presenza di alcune masserie. Queste masserie, come ci ha dimostrato l’indagine storica, erano in passato relazionate tra loro. Si è scelto quindi di studiare come erano e come si presentavano oggi le masserie e le loro aree d’influenza, cercando, con la proposta del “Parco delle Masserie” di ristabilire questi originali e primari “nodi” viari, culturali, ecc.. presenti nel territorio di Volla.

Ogni masseria è stata pertanto censita e schedata come elemento del sottosistema extraurbano agricolo con una numerazione progressiva, Mn, collegata al sistema extraurbano agricolo d’appartenenza (area d’influenza).

Questa schedatura delle masserie ha reso possibile la catalogazione delle stesse fornendo sia alcuni dati conoscitivi di base che più approfonditi, come gli elementi ricorrenti.

Grazie agli elementi ricorrenti si è potuto individuare la masseria maggiormente significativa presente sul territorio: la “Masseria Rossi”.

La masseria Rossi è stata scelta per continuare lo studio è stata scomposta in “funzioni”, individuando quelle maggiormente caratterizzanti, infine la si è analizzata vano per vano individuando le principali caratteristiche “tecniche” ed “ambientali”. Queste caratteristiche vengono poi raccolte, insieme a quelle funzionali, in una scheda delle “Prestazioni”.

Concluso le fasi di conoscenza e di analisi si è quindi completato lo studio della “Preesistenza”, a questo punto si incominciano a valutare le possibili “nuove” destinazioni d’uso compatibili con la masseria di studio e con il progetto complessivo del parco. Queste “nuove destinazioni d’uso” sono precedute da una “lettura” di tutte le leggi, normative specifiche e di settore, che vengono sintetizzate in una scheda dei “Requisiti”.

Approntati i due modelli vengono “confrontate” le caratteristiche tipologiche e fisiche della preesistenza architettonica in esame, le prestazioni, con le caratteristiche funzionali delle varie attrezzature e le attività connesse alle destinazione prescelte,i requisiti.

Il risultato di tale confronto Prestazioni/Requisiti viene espresso attraverso un “diagramma della compatibilità” che ci permette di redigere una classifica di compatibilità, delle funzioni della destinazione prescelta, con la preesistenza.

Prese in considerazione le due funzioni maggiormente “compatibili” con la preesistenza vengono sviluppate vari “soluzioni” progettuali e tecnologiche che portano allo sviluppo di due ipotesi d’intervento.

Definite due ipotesi, la scelta di quella finale da realizzare, risulta quella che secondo il “criterio del minimo impatto” comporta le minori trasformazioni del preesistente, cioè la meno invadente tecnologicamente.

A quel punto, scelta la destinazione finale, si redige un primo progetto, "metaprogetto", con norme e prescrizioni sulle modalità d'intervento e ripristino, e successivamente si dà via libera al progetto definitivo.

In merito agli eventuali interventi tecnologici e consolidativi, utilizzando un’appropriata “scomposizione tecnologica degli edifici in muratura”, si è proposta una serie d’interventi non invasivi, attraverso la redazione di un “Abaco degli elementi tecnologici” e di un conseguente “Abaco degli interventi” di ripristino degli elementi tecnologici esistenti.

Come anticipato, per applicare la metodologia suddetta, bisogna costruire il “modello della preesistenza” ed il “modello della destinazione”, confrontarli e giungere al progetto definitivo.

Tale metodologia è suddivisa in fasi, come descritte nel "Diagramma operativo", in totale “9”, di cui le prime sei servono per approntare il “modello della preesistenza”, la fase -7-, per approntare il “modello della destinazione”, la fase -8- per il confronto “prestazioni/requisiti” e l’ultima, la fase -9- per la scelta del progetto definitivo.

· Scomposizione sistemica, fase -1-

· Conoscenza, fase -2-

· Analisi tipologica, fase -4-

· Analisi degli elementi ricorrenti, fase -5-

· Analisi a livello edilizio, fase -6-

· Studio delle normative tecniche e legislative plurisettoriali, fase -7-

· Confronto prestazioni/requisiti, fase -8-

· Definizione degli interventi e progetto definitivo fase -9-



Per la “Masseria Rossi”, la destinazione finale scelta, è stata quella di "Centro studi e convegni"; in quanto è quella che maggiormente la valorizza e contemporaneamente comporta i minori interventi tecnologici e quindi un minor impatto sul preesistente.



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