Palazzo Bartoli-Langeli, Montefalco (PG): Lettura dell’edificio e impostazione degli interventi Francesco Sartore, Giulio Testori (testorig@hotmail.com) IUAV Università di Venezia Storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali, Relatori: Francesco Doglioni
L’intervento di restauro del palazzo Batoli-Langeli è motivato dallo stato di degrado in cui versa l’edificio soprattutto dopo il terremoto del 1997 e il consecutivo e progressivo abbandono. Attraverso l’analisi del manufatto è possibile giungere agli obbiettivi del progetto, momento fondamentale e premessa indispensabile al restauro; lo studio del contesto urbano e territoriale, in cui si fonda l’edificio, permette di riconoscerne il valore, infatti, con la conoscenza del ruolo che questo ricopre all’interno della comunità in cui si trova, l’edificio, può acquisire un valore unico e inalienabile, valore radicato nel ricordo della collettività. Lo studio dell’oggetto si basa su un analisi divisa in diverse fasi conoscitive: 1- Conoscenza della fabbrica: permette di individuarne i caratteri; l’identità dell’edificio può essere conosciuta attraverso l’analisi e la comparazione dei caratteri dell’architettura sorta nello stesso contesto. La ricerca storica e tipologica prodotta, tuttavia ,non può considerarsi conclusiva, valutando le possibili implicazioni e connessioni che possono nascere tra le tematiche affrontate durante lo studio. La ricerca si basa sull’ausilio di fonti documentarie e storiche che serviranno poi a uno studio comparativo con il manufatto architettonico, in quest’ambito le informazioni raccolte potranno essere utili all’esame diretto delle componenti tecnologiche e materiche. 2- Il rilievo: fornisce i dati dimensionali e descrittivi dell’edificio che associato alla fotogrammetria elementare ne permette un interpretazione più oggettiva; l’uso centrale di un immagine diviene la parola di un linguaggio universale. Le tradizionali procedure conoscitive e di trascrizione dei dati da registrare sono state letteralmente rivoluzionate dall’ampliamento di valenze del segno grafico, le nuove strumentazioni informatiche aggiungono al tradizionale ruolo del rilievo architettonico un diverso contributo conoscitivo. Se per rilevamento si intende quelle procedure che consentono la determinazione sistematica di un fenomeno rispetto ad elementi di riferimento precostituiti, oggi la tecnica del disegno tra lettura e comunicazione riveste anche il ruolo di tecnica della conservazione dei dati. La rappresentazione tradizionale si basa sul modello di immagine in cui il significato principe emerge dal contorno, la rappresentazione informatica rende rapida ed efficace la raffigurazione attraverso le qualità metriche e cromatiche delle superfici. I disegni non sono più tributari delle convenzioni basate sulle molteplici articolazioni
di significato assunte dal tratto nero sul fondo bianco, ma si instaura il nuovo primato dell’immagine mimetica. Si assiste al passaggio dal disegno inteso come modello astratto, immagine idealistica di un mondo tutto volto alla costruzione di un identità attraverso codici tecnici, ad una rappresentazione più realistica e quindi dotata di maggiore capacità comunicativa. L’uso della fotografia unito al rilievo permette di conoscere l’edificio nelle forme e caratteri che gli sono propri. 3- Analisi stratigrafica: permette di riconoscere le fasi di trasformazione dell’edificio e delle vicende costruttive che lo hanno coinvolto. 4- Analisi delle patologie: processo fondamentale per comprendere le cause del degrado; ha come fine l’individuazione degli interventi idonei ad arrestare i fenomeni di degrado e dissesto. Tali fasi che vanno a delineare gli obbiettivi principali del progetto di restauro si traducono in attese: Attese di conservazione dell’ edificio: attenzione volta principalmente a contrastare il degrado della materia. Attese di restauro: tradotte in Attese d’uso: considerano le problematiche riguardanti le dotazioni funzionali che saranno condizionate dal rispetto delle diverse qualità degli ambienti, è necessario comprendere i caratteri, le potenzialità dell’edificio affinché la destinazione d’uso si inserisca armoniosamente nel contesto materico dell’edificio. Attesa di compatibilità: rispettata attraverso la scelta d’uso compatibile con le qualità dell’edificio e la scelta di materiali e tecniche coerenti alle preesistenti. Attesa di leggibilità: l’edificio si presenta come un testo, un sistema semiotico da conoscere e comprendere, una lettura ravvicinata dell’intervento e delle parti che sono state ridefinite. Il progetto interessa situazioni diversificate dai materiali alle tecniche che costituiscono l’edificio; ciò porta ad una suddivisione per “ambiti” di studio e intervento, senza perdere di vista l’unitarietà della costruzione, intesi come parti architettoniche connotate da uguali elementi e tecniche costruttive o omogeneità dei materiali. Tale suddivisione permette di articolare il progetto in un insieme di opere, ciascuna rivolta ad una precisa finalità, pur essendo tra loro complementari; lo studio prosegue con la selezione degli interventi ritenuti adatti a raggiungere gli obbiettivi del progetto generale.
Tale suddivisione permette di articolare in un insieme d’opere il progetto di restauro, che raggiunge lo scopo di porre in atto, con appropriati strumenti, le finalità del progetto culturale. Il progetto di restauro diventa “un sistema al quale si attribuisce il compito di rendere concreta e trasmissibile l’intervento, al tempo di verificarne la fattibilità attraverso le forme di simulazione che il progetto consente”. La precisione e la localizzazione dei contenuti d’ogni azione prevista portano ad un approccio operativo degli interventi. L’obbiettivo è di comunicare una previsione del progetto e simularne l’impatto descrivendo “un insieme ordinato d’azioni manuali dotate d’alta carica concettuale”. Un approccio stratigrafico non solo alla sua lettura interpretazione ma anche al progetto e al cantiere permette una redazione accurata delle opere da realizzare. Un ulteriore vantaggio è di consentire un approccio attraverso Unità di Riferimento, costituite non soltanto da murature, ma anche di superfici orizzontali e spazi definiti. Quindi in questa logica il progetto di restauro si focalizza in ambiti d’intervento rappresentativi dove si espleta gli obbiettivi e le finalità definite nel ”progetto culturale”. “Perciò deve simulare l’impatto degli interventi previsti sulla fabbrica esistente, impatto che può essere inteso come esito visibile previsto al termine del restauro sia come grado di conservazione-alterazione distruzione di materia e di dati di conoscenza”.
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