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NEW: Campi da golf: ennesimo scempio in Sicilia. Il caso di Cava Randello
13-10-2005
di Giuseppe Francesco Turrisi






Fra gli innumerevoli attacchi distruttivi nei confronti dell’ambiente che negli ultimi anni si sono crudamente acuiti anche in Sicilia, trovano posto i tanto decantati campi da golf o meglio, gli alberghi a 4 o 5 stelle con annessi campi da golf.
La Regione Sicilia, con un apposito bando (2003, pubblicato con D.M. del 22 settembre 2004) ha redatto le tabelle per la graduatoria speciale che sostiene la realizzazione di tali strutture turistico-ricettive, previste soprattutto lungo le aree costiere della nostra regione, che dovrebbero invece godere di speciale tutela. A questi progetti molti hanno applaudito favorevolmente, ritenendoli un giusto modo per contemperare esigenze economiche e priorità di conservazione dell’ambiente. Le grandi superfici “verdi” previste dai campi da golf, infatti, dànno il miraggio di una natura florida, di un ambiente adatto per la ricreazione del corpo e dello spirito. Miraggio, appunto, perché le apparenze ingannano ed una più attenta valutazione dei costi e dei benefici evidenzia che in realtà anche questo modello di fruizione turistica rappresenta un modo come un altro per saccheggiare l’ambiente.
Non viene qui fatta una disamina approfondita di tutte le motivazioni che portano a ritenere la realizzazione dei campi da golf, soprattutto in Sicilia, come autentici scempi ambientali, ma ci si soffermerà su un caso concreto riguardante il territorio di Ragusa, ed in particolare un Sito di Importanza Comunitaria, Cava Randello, che diversi anni fa è stato oggetto di studio da parte di un gruppo di studiosi coordinato dal prof. Girolamo Giardina (Univ. di Catania) e dal prof. Francesco Maria Raimondo (Univ. di Palermo) per metterne in evidenza le peculiarità naturalistiche e per proporne l’erezione a riserva naturale. I risultati di queste ricerche scientifiche sono stati pubblicati nel 2001 in una monografia a carattere multidisciplinare dal titolo Cava Randello (Ragusa, Sicilia meridionale): un biotopo meritevole di conservazione, edita nei Quaderni di Botanica Ambientale dell’Università di Palermo. A questo studio è seguita la proposta di istituzione di una riserva naturale che il WWF, Sezione di Catania, ha presentato alle autorità regionali, suggerendo inoltre l’inserimento di Cava Randello come area di notevole pregio nell’ambito del Piano Paesistico. Il caso specifico di Cava Randello offre numerosi spunti di riflessione che possono estendersi a molti altri analoghi progetti in fase di realizzazione o da realizzare un po’ in tutta la Sicilia.
Nel territorio di Ragusa, in località “Fondo Saporito” e contrada Torre di Piombo, sono in corso i lavori per la realizzazione di un ciclopico complesso di strutture turistico-ricettive, con campi da golf, che interesseranno un’area molto estesa, complessivamente di 280 ettari. Le strutture previste dal progetto e dalla successiva variante sono un albergo a cinque stelle (con 211 alloggi per complessivi 438 posti letto), un ristorante, un centro congressi, un maneggio, impianti sportivi, un “centro benessere”, cucine, bar, negozi, piscine e tre campi da golf con annessi servizi e depositi. I campi da golf occuperanno una superficie complessiva di 65 ettari. L’area interessata dai lavori è in massima parte interclusa fra due territori di rilevante importanza naturalistica, entrambi dichiarati “Siti di Importanza Comunitaria” ai sensi delle normative europee: la Riserva Naturale Orientata “Pino d’Aleppo” (ITA080003, “Vallata del Fiume Ippari”) e l’istituenda Riserva Naturale Orientata “Cava Randello” (ITA080006, “Cava Randello”). Ad Ovest di Cava Randello e della R.N.O. “Pino d’Aleppo” troviamo un altro importante Sic, Punta Braccetto (ITA080004). Più in dettaglio, una parte dell’area nella quale è in corso d’opera la realizzazione dei campi da golf ricade nella porzione Nord-Est del Sic “Cava Randello”.
L’esame del progetto e della successiva variante da parte di un apposito gruppo di lavoro del WWF di Catania ha evidenziato l’assenza di tutte le necessarie autorizzazioni da parte dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente per la mancanza della cosiddetta “Valutazione d’incidenza” prevista dalle normative vigenti (Dpr 357/97 e succ. mod.) anche per opere prossime ai Sic e alle Riserve Naturali, fondamentale per verificare eventuali ricadute negative sull’integrità ecologica dei territori sottoposti a tutela. Il progetto è corredato soltanto da una relazione tecnica, a firma dell’ing. Rosario Cappello, dal titolo “Relazione di verifica della compatibilità ambientale”. Questa relazione, non essendo stata curata da figure professionali adeguate al settore naturalistico (biologi e botanici) reca, come si vedrà, tutta una serie di lacune conoscitive, di imprecisioni e di considerazioni radicalmente scorrette sul piano tecnico scientifico.
Gli elementi acquisiti, sia attraverso l’esame del progetto che a seguito di diversi sopralluoghi nell’area interessata dai lavori, portano a ritenere che le opere avranno notevoli conseguenze ecologiche negative sui tre Sic.
I lavori di rimaneggiamento dei terreni dove è in corso la realizzazione dei tre campi da golf hanno determinato profondi cambiamenti geo-morfologici, assolutamente non valutati nelle relazioni che supportano il progetto. Tali modificazioni, oltre che determinare un impatto paesaggistico negativo, comportano una profonda alterazione della circolazione superficiale delle acque, soprattutto di quelle meteoriche, e pertanto conseguenze negative sull’assetto idrologico dei territori circostanti, ivi compresa la contigua vallata del fiume Rifriscolaro, all’interno del Sic ed istituenda riserva “Cava Randello”. L’alterazione del regime idrologico superficiale dell’area avrà certamente conseguenze negative sulla vegetazione della vallata ma soprattutto sulle comunità animali sia di invertebrati che di vertebrati ed in particolare su un anfibio discoglosside (specie legata alle acque), presente nella vallata del Rifriscolaro, il Discoglossus pictus Otth. 1837, esclusivo della Sicilia e delle isole maltesi, dichiarato di interesse prioritario ai sensi della Direttiva habitat 92/43 CEE e la cui presenza costituisce uno dei principali motivi di istituzione del Sic.
La relazione tecnica curata dall’ing. Cappello evidenzia, in due paragrafi dedicati agli aspetti floristici e faunistici, come nell’area interessata dai lavori non siano presenti specie animali e vegetali degne di importanza, fatta eccezione per l’ulivo e per il carrubo, tipici della tradizione agricola siciliana! Tale asserzione è del tutto infondata e assolutamente falsa, come risulta dalla monografia citata. Oltre all’anfibio prima menzionato, infatti, sono presenti centinaia di specie animali, sia invertebrati che vertebrati, alcune delle quali di rilevante importanza scientifica e conservazionistica. Inoltre la flora vascolare censita, con oltre 500 specie, rappresenta certamente una componente di eccezionale valore del patrimonio naturalistico, con numerosi endemismi (alcuni dei quali inseriti negli allegati delle direttive europee, quali Muscari gussonei Parlatore, liliacea considerata specie prioritaria e meritevole di rigorosa tutela, la cui presenza ha contribuito all’istituzione del Sic “Cava Randello”). Si fa presente – come si evince chiaramente dall’elenco floristico e dalla cartografia riportati nello studio su Cava Randello a cura del prof. G. Giardina e al. – come questa liliacea sia presente anche nell’area dove sono in atto i lavori per la realizzazione dei campi da golf, confermando l’assoluta infondatezza delle asserzioni riportate nella relazione tecnica.
La realizzazione dei campi da golf, ancorché attraenti sul piano paesaggistico, pone molti problemi sul piano ecologico per l’impiego di notevoli quantità di acqua, stimata nella relazione tecnica in un volume di circa 600.000 m3. Il prelievo delle acque sarà effettuato dagli 8 pozzi già esistenti nell’area, dalle acque meteoriche opportunamente raccolte in vasche e cisterne e da un modesto apporto di acque reflue. Tale massiccio utilizzo avrà certamente conseguenze negative sugli acquiferi esistenti nel territorio, comportando anche una notevole riduzione di acqua alla vallata del fiume Rifriscolaro, con rischi di riduzione delle portate medie e minime a danno delle comunità vegetali e animali presenti e dei campi agricoli circostanti. Inoltre, il massiccio utilizzo di sostanze concimanti comporterà, per dilavamento, un sensibile apporto di inquinanti nella vallata sottostante, con alterazione del chimismo delle acque del fiume Rifriscolaro, anche in questo caso a danno delle comunità animali e vegetali di Cava Randello. Si fra presente che nessuna autorizzazione da parte del Genio Civile, relativa alla utilizzazione delle acque, corredava il progetto. Questa risulterà molto consistente se si pensa che non è prevista la posa di un letto drenante di argilla, necessario per contenere i consumi di acqua in un substrato estremamente permeabile come quello presente nel territorio, costituito da depositi palustri antichi nella parte centrale di Fondo Saporito e da sabbie gialle, calcareniti organogene, conglomerati e ghiaie poligeniche nelle aree circostanti, come si evince dallo studio del dr.. Rosario Ruggieri contenuto nella citata monografia di Giardina e Raimondo (2001).
Il WWF ha prodotto formali denuncie alle autorità competenti ed ha inoltre avviato tutte le necessarie misure per un’azione legale in sede comunitaria e presso la Procura della Repubblica, con l’intento di bloccare i lavori e far rispettare le leggi di tutela ambientale, del tutto disattese.
Chi scrive ritiene che il modello di sviluppo turistico suggerito dai campi da golf e dalle strutture annesse (alberghi a 4-5 stelle, “centri benessere”, maneggi…) sia assolutamente fallimentare sul piano socio-economico e decisamente nefasto per l’ambiente. Per la realizzazione di quelle strutture, infatti, sono previsti sostanziosi contributi finanziari pubblici, in altre parole denaro dei contribuenti, che possono arrivare ad oltrepassare la metà dell’intero capitolo di investimento! La rimanente parte viene in genere erogata da potenti società finanziarie sia italiane che estere, che certamente non hanno alcun interesse a favorire l’economia locale. Non è secondario, inoltre, che la pratica del golf sia destinata ad una sparuta rappresentanza di facoltosi turisti e non certamente ad ampi strati della popolazione, men che meno di quella locale. Non possiamo certamente paragonare il turismo “per tutti” qual è quello naturalistico che si realizza nei parchi e nelle riserve della nostra regione al turismo di “nicchia” che passa attraverso la pratica del golf, che per altro non ha alcuna tradizione in Sicilia. Se si considerano le profonde alterazioni dei territori interessati dai campi da golf, che interessano superfici molto ampie, in genere di parecchie decine se non addirittura di centinaia di ettari, con la totale cancellazione dei valori paesaggistici, con un massiccio utilizzo di acqua, preziosa in una terra assetata come la Sicilia, si chiude il quadro negativo che fa dei campi da golf un autentico attacco vandalico nei confronti del nostro ambiente.



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