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2013-03-06 -
Sei lezioni di Salvatore Settis - L'arte classica tra passato e futuro"
Rai Educational
www.uffIciostampa.rai.it

24 www.ufFIciostampa.rai.it TV RADIOCORRIERE 25


Uno tra i nomi più alti della cultura italiana è anche l'autore
del nuovo programma di Rai Educational, in sei puntate dal 2
marzo al 6 aprile ogni sabato pomeriggio su Rai Storia. Settis
propone un interessante percorso che vede protagonista la cultura
classica: «L'obiettivo è far comprendere che tra la cultura greca
e quella contemporanea esiste una continuità e che per capire
il nostro presente è necessaria la conoscenza del passato».

SIAMO FIGLI DI UNA GRANDE CIVILTÀ

«Ci portiamo la Grecia in testa, soprattutto perché siamo figli
di questa civiltà».
Lo afferma Salvatore Settis, uno dei massimi studiosi di archeologia, autore del nuovo programma di Rai Educational "Sei lezioni di Salvatore Settis - L'arte classica tra passato e futuro". «Questa trasmissione - spiega lo studioso - si
collega al mio libro "Futuro del classico" edito da Einaudi, tradotto in dodici lingue».

In tutto sei puntate in onda dal 2 marzo al 6 aprile ogni sabato alle 18.00 su Rai Storia e, in replica, il venerdì dall'8 marzo all'1.10 su Rai3.
«Le puntate si articolano lungo un unico filo conduttore. Ciascuna - afferma Settis - ha la propria indipendenza,
ma tutte sono collegate tra loro. L'ultima rappresenta il
culmine di un percorso. L'obiettivo è far comprendere che tra la
cultura greca e quella contemporanea esiste una continuità e che
per capire il nostro presente è necessaria la conoscenza del passato».

Un percorso che vede protagonista la cultura classica che si
misura con quella tecnologica, la
trasformazione di templi pagani in
chiese cristiane come meccanismo
di sopravvivenza delle architetture
antiche e infine un nuovo sguardo
alle statue della Grecia classica,
riscoperte oggi come colorate
e brillanti, contro una tradizione
che le vuole bianche e fredde.
Ad accompagnare i telespettatori
in questo particolare approfondimento
è l'esperienza di Settis,
già direttore della
"Normale" di Pisa
e nome tra i più
alti del panorama
culturale italiano:
un'opportunità per
scoprire le attrattive
e le potenzialità
ancora nascoste
nell'arte classica,
ma anche per capire
al meglio l'affascinante
mondo
della cultura greca.
«Mi occupo di temi
- precisa lo studioso
- che riguardano
la tutela del patrimonio culturale
e non si può prescindere dal rapporto
tra cultura contemporanea
e il senso della storia e della memoria
che ci portiamo dietro». Si
parte dalle origini per arrivare fino
alle numerose occasioni di riscoperta
e recupero che, nel corso dei
secoli, sono state proposte. Un
vero e proprio viaggio nel quale
lo studioso aiuta a scoprire il concetto
di "classico". La sua competenza
di arte antica, insieme alla
capacità di difendere bellezza e
integrità dei beni paesaggistici,
rappresentano il valore aggiunto
di un ciclo che vede nella Centrale
Montemartini, sede aggiuntiva
dei Musei Capitolini, dove le statue
antiche sono collocate in un
contesto di archeologia industriale,
lo sfondo perfetto per rappresentare
al meglio un messaggio,
quello della cultura classica, che
può ancora parlare al nostro presente.
Settis, aiutato da immagini
che accompagnano il racconto,
evidenzia la capacità del "classico"
di evolversi e mutare nel
tempo, contraddicendo i concetti
statici e immobili che, per lungo
tempo, lo avevano caratterizzato.
Strumenti di approfondimento
ed evoluzione di questo itinerario
sono testimonianze e reperti
disponibili nel Rinascimento,
ampliati poi dalle scoperte del
Settecento e successivamente da
scavi e ritrovamenti dall'Ottocento
ad oggi. 􀂄 (Mari.Co.)

TRACCE DI CLASSICISMO INTORNO A NOI - 2 marzo
Nella prima lezione vengono esaminate le tracce della presenza di temi greci e romani in regioni assai lontane, oltre ad
elementi dell'architettura greca che fanno parte del lessico progettuale di edifici e monumenti a Berlino, a Londra, in
America (basti pensare alla Casa Bianca) e addirittura in Giappone. Ispirazioni basilari per la formazione di architetti del
Novecento come Le Corbusier o Loos.

RISCOPERTA DELL'ARTE GRECA DAL SETTECENTO AL NOVECENTO - 9 marzo
Fino al Settecento l'arte classica veniva vista come un blocco unico in cui greci e romani non si distinguevano. Lo stesso
Grand Tour finiva a Napoli, più raramente in Sicilia. Paestum non era stata ancora scoperta e i viaggi nella Grecia ottomana
quasi impossibili. Con il passare del tempo è emersa una grecità diversa, un ordine dorico ad Atene differente da quello dei
templi di Selinunte. Questo ha dato il via a una serie di ipotesi e di punti di vista, a volte campanilistici, sulla maggiore o
minore "autenticità" dei romani rispetto ai greci e viceversa. Un dibattito destinato a durare nel tempo anche per la sua
influenza in campo morale e politico.

ARTE CLASSICA, LIBERTÀ, RIVOLUZIONI: LA LEZIONE DI WINCKELMANN - 16 marzo
Winckelmann è stato un grandissimo personaggio del Settecento. Bibliotecario in Germania, poi alla corte pontificia, antiquario
del papa, ha cambiato la visione della storia dell'arte antica in modo radicale costruendo una storia dell'arte basata
sulla sua conoscenza dei reperti che man mano venivano ritrovati. Mettendoli a confronto con i testi classici, elaborò un
modello quasi "biologico" dell'arte greca, che ne assimila lo sviluppo a quello di una vita umana e vede la sua fase finale,
la vecchiaia, nell'arte romana.

DALLE ROVINE AL MUSEO: L'ARTE CLASSICA RISORGE NEL RINASCIMENTO - 23 marzo
Oggi troviamo l'arte classica nei musei, ma i nostri musei pubblici nascono come evoluzioni delle collezioni dei sovrani. Le
raccolte private, di Papi o nobili che per proprio piacere acquistavano marmi o bronzi e le mostravano a ristrette cerchie di
amici, furono una "novità" culturale del Rinascimento. Fu visitando queste collezioni, anche quelle in piccole case private,
che gli artisti cominciarono ad interessarsi all'antico, prendendo a modello gesti, schemi rappresentativi, posizioni che
provengono dagli antichi, e seppero farle proprie. Il gesto di dolore di una figura dei sarcofagi con la "Morte di Meleagro"
viene ripreso tale e quale da Nicola Pisano e il braccio inerte di Meleagro morto diventa un paradigma per "illustrare" la
morte che ritroviamo in Raffaello e poi in Caravaggio e poi nel Marat di David. La gestualità antica giunge così dai sarcofagi
riutilizzati nelle chiese medioevali fino a Picasso e a Guttuso.

PERCHÈ I GRECI HANNO INVENTATO L'IDEA DI "CLASSICO" - 30 marzo
Il temine "classicus" in latino è legato alla parola "classis", che voleva dire classe anche nel senso di classe di contribuenti.
Classicus era il contribuente che pagava di più, quello che pagava più tasse e, come tale, il più prezioso, il più importante.
E i greci, avevano una loro classicità? Guardavano verso il passato in qualche modo? All'epoca della polis il popolo greco
pensava al futuro e in parte al presente. Solo con il declino dell'indipendenza, con la sudditanza a imperi come quello
macedone e poi quello romano si comincia a guardare al passato con nostalgia, ma anche come a un deposito perpetuo
di idee ed energie per il futuro.

L'ARTE CLASSICA, L'EUROPA E LE ALTRE CULTURE - 6 aprile
"L'arte greca ci obbliga a una costante ginnastica spirituale, perché dobbiamo pensarla guardando all'arte moderna. Nell'una
e nell'altra, nell'arte greca come nell'arte moderna, vediamo un gusto per gli slanci istintivi e per la regola. Un'audacia
dell'invenzione e un attaccamento alla passione che sono, anche nell'arte greca, del più puro e incontestabile spirito
moderno".


Salvatore Settis
LE "SEI LEZIONI DI SALVATORE SETTIS"



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