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2008-07-10 - Milano
Restauri per Brera. Dipinti della Pinacoteca e dell’Accademia di Brera restaurati dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro

Pinacoteca di Brera, sala XXVIII
10 luglio –28 settembre 2008


Numerosi sono i compiti dell’Istituto Centrale per il Restauro, ora Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro: indagini sistematiche sull’influenza dei fattori ambientali, naturali e accidentali nel deterioramento delle opere d’arte e sui mezzi per prevenirne gli effetti; formulazione delle normative e delle specifiche tecniche in materia di interventi conservativi e di restauro; consulenza scientifica e tecnica agli organi periferici del Ministero e alle Regioni; insegnamento e organizzazione di corsi di aggiornamento in materia di restauro sia per il personale tecnico scientifico dell’amministrazione statale che di quelle regionali che lo richiedano. Ultimo, ma importantissimo compito, è quello di effettuare interventi di particolare difficoltà o rispondenti ad esigenze di ricerca o di didattica.
Proprio nello spirito di questo ultimo punto dello statuto, sono stati affidati all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro quattro dipinti delle collezioni dell’Accademia di Belle Arti di Brera, un’opera di Jacopo Palma il giovane della Pinacoteca di Brera e una tavola di Gaudenzio Ferrari, recentemente acquistata dallo Stato, anch’essa entrata a far parte delle collezioni della Pinacoteca.
Si tratta di opere per lo più poco note al pubblico per essere state a lungo nei depositi o perché di recente acquisizione. La mostra le presenta illustrando gli accurati interventi di restauro che hanno reso loro nuova leggibilità, proponendoli come materiale di studio.

Il dipinto più antico è la Natività della Vergine di Gaudenzio Ferrari (già nella collezione Contini Bonacossi) acquistato dallo Stato per la Pinacoteca nel 2001. La pala, opera cardine dell’ultima attività del maestro, si ricongiunge così agli affreschi con Storie della Vergine provenienti dalla cappella Cavalcabò Trivulzio dedicata alla Concezione di Maria nella chiesa milanese di Santa Maria della Pace, alla cui decorazione lavorarono fra il 1541 e 1l 1543 Gaudenzio e Cristoforo Lombardo per la parte architettonica.
Appartiene alle collezioni della Pinacoteca anche l’Assunzione della Vergine di Palma il Giovane, requisito dalle truppe napoleoniche dalla chiesa dei Cappuccini di Reggio Emilia. Il dipinto, di cui solo recentemente sono state ricostruite le vicende, fa parte della serie di opere eseguite dall’artista veneziano fra il 1602 e il 1614 per i domini estensi.
Il nucleo di dipinti seicenteschi dell’Accademia di Brera comprende, invece, quattro dipinti del Seicento Lombardo di cui è più difficile ricostruire le vicende storiche.
Il restauro ha premesso di confermare l’attribuzione a Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone della Conversione di San Paolo di Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, opera probabilmente destinata a una di quelle quadrerie lombarde dell’età di Federico Borromeo nelle quali si mescolavano e si combinavano volentieri temi sacri e profani.
La Salomè con la testa di Battista presenta invece un problema attributivo ancora aperto per la compresenza di due artisti, uno di evidente cultura ceranesca, l’altro di più vigoroso temperamento realistico forse aggiornato sul vibrante pittoricismo di Domenico Fetti e di Orazio Borgianni.





Del tutto sconosciuto alla letteratura artistica è la tela raffigurante Cupido consegna le frecce a Venere Urania (riconoscibile per le due colombe) e a Venere Pandemia (identificabile dalla scimmia che la accompagna). Opera matura del prolifico Federico Bianchi, allievo e genero di Ercole Procaccini il Giovane è un’allegoria dei due contrastanti amori secondo il pensiero neoplatonico: l’amore terreno, rappresentato da Venere Pandania, figlia di Zeus e Dione e l’amore celeste, rappresentato da Venere Urania, figlia di Urano.
La furiosa lotta fra Caino e Abele è con ogni probabilità copia di un dipinto di Daniele Crespi, attestato nel Settecento nella ricchissima collezione del generale Giovan Francesco Arese. Il ritrovamento della copia di formato ridotto conferma del successo dell’invenzione di Daniele Crespi, di cui ci conserva il ricordo un’incisione della fine del Settecento eseguita da Domenico Cagnoni, quando l’opera si trovava ancora nel palazzo del nobile collezionista milanese.





Opere esposte:

Pinacoteca di Brera
· Gaudenzio Ferrari (Valduggia ? 1478/1780 -Milano 1546), Nascita della Vergine, olio su tavola, cm 186 x 132
· Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1544-1628), Assunzione della Vergine, olio su tela, cm 130 x 104
Accademia di Belle Arti di Brera
· Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (Morazzone 1573 – Piacenza 1626), Conversione di san Paolo, olio su tela, cm 140 x 200
· Federico Bianchi (Milano 1635 ca.-1706), Cupido consegna le frecce a Venere Urania e a Venere Pandemia, olio su tela, cm 190 x 154
· Copia seicentesca da Daniele Crespi, Caino e Abele, olio su tela, cm 97 x 77
· Pittore ceranesco e pittore attivo in Lombardia nei primi decenni del Seicento, Salomè con la testa del Battista uno sgherro e due astanti, olio su tela, cm 88 x 114





Orari 8.30 -19.15 da martedì a domenica
(la biglietteria chiude 45 minuti prima)
lunedì chiuso

Ingresso € 5 (compreso Pinacoteca) € 2,50 ridotto

Informazioni e prenotazioni 02.89421146





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