ITALIA NOSTRA IN RETE CON I CITTADINI PER IL RICICLO 2006-02-28 Italia Nostra
Genova, 28 febbraio 2006, ore 11,00
Star Hotel President, Corte Lambruschini 4
Comunicato stampa
Ultimo appello per tutti coloro che praticano la raccolta differenziata dei materiali, dopo il loro uso domestico; hanno tempo fino al 15 Marzo per aderire gratuitamente al progetto “Cittadini IN rete per il Riciclo”.
L’invito parte da Italia Nostra ed è rivolto a tutte le famiglie italiane, ma anche ai gestori di bar, ristoranti, alberghi, officine, attività artigianali che credono che la raccolta differenziata sia la risposta più moderna ed intelligente per risolvere il problema “rifiuti”, tutelando l’ambiente e la salute, ma anche i bilanci di famiglie e aziende.
“E’ un fatto singolare che in un paese dove anche i comportamenti collettivi più intimi sono oggetto di sondaggio per meglio vendere un prodotto o uno schieramento politico, non esista uno straccio di numero che riguardi la vera capacità degli Italiani di separare i loro scarti domestici, la quantità di tali scarti, ma ancor più quale sia l’effettivo costo per lo smaltimento dei rifiuti a carico delle famiglie e delle imprese” afferma Federico Valerio, responsabile nazionale del progetto “Cittadini IN Rete per il Riciclo”, promosso da Italia Nostra.
Il progetto, avviato su scala nazionale nel Settembre del 2005, prevede che la famiglia o l’azienda che aderisce al progetto, per quattro mesi pesi i diversi materiali separati per la raccolta differenziata prima di conferirli alle campane o al cassonetto. Per la misura basta una normale bilancia da cucina e un pesa persone per gli scarti più pesanti, una penna, un foglio di carta e qualche minuto di tempo, due o tre volte alla settimana.
Al termine si fa la somma di quanti chili di carta, vetro, plastica, lattine, medicinali scaduti, scarti umidi e indifferenziati sono stati prodotti e i risultati sono trasmessi, tramite Internet, ad Italia Nostra.
La grande rete di Internet è lo strumento tecnico per avere informazioni, per scaricare moduli e questionari e per aderire all’iniziativa, basta andare all’indirizzo www.italianostra.org e cliccare sull’icona di un cassonetto per rifiuti oppure scrivere una mail a retericiclatori@italianostra.org .
Renato Fancello, cui è affidata la gestione organizzativa del sito e la valutazione statistica, riferisce i primi risultati.
“Ad oggi hanno aderito ufficialmente 150 nuclei famigliari con il coinvolgimento diretto di circa 500 persone. Un altro centinaio di famiglie è stato coinvolto dal Comune di Riccione e la provincia di Ferrara. E’ rappresentata tutta l’Italia; in prevalenza sono le famiglie del Nord (63 %) , segue il Centro (25%) e il Sud (12%).
L’arrivo dei primi questionari compilati preannuncia qualche sorpresa e informazioni estremamente utili per le Amministrazioni Pubbliche ma anche per le Associazioni di Difesa dei Consumatori.
Le anticipazioni sono che la produzione media pro capite di materiali post consumo delle famiglie italiane (200 chili all’anno) potrebbe essere nettamente inferiore alle stime ufficiali (più di 600 chili). Inoltre la percentuale di raccolta differenziata ottenuta dai nostri cittadini per il riciclo non è mai stata inferiore al 70%.
Se questi risultati saranno confermati, significano che non sono le famiglie i maggiori produttori di rifiuti urbani e che occorre verificare seriamente l’uso abusivo dei grandi cassonetti stradali per lo smaltimento di rifiuti speciali che devono passare per altri sistemi di raccolta e tassazione (macerie da ristrutturazioni, batterie e pneumatici usati, scarti di lavorazioni artigianali…).
L’elevata raccolta differenziata che una famiglia può realizzare e la presumibile alta qualità di tale separazione dovrebbe convincere le pubbliche amministrazioni ad incentivare questa pratica anche con sensibili risparmi a favore delle famiglie che producono meno rifiuti e che raggiungono più elevate percentuali di raccolta differenziata. I primi risultati a nostra disposizione segnalano che la produzione media pro capite di materiali indifferenziati, quelli effettivamente da smaltire, si riduce a circa 60 chili all’anno. In base alla Tassa Rifiuti che oggi in media risulta essere pagata da ogni componente del nucleo familiare, lo smaltimento di un chilo di questi rifiuti viene a costare una cifra spropositata: circa un euro.
E c’è un altro dato che sta emergendo e che riteniamo possa interessare i genovesi, per i quali si sta approvando una Tariffa Rifiuti che ci farà pagare in base alla presunta produzione di rifiuti calcolata in modo proporzionale ai metri quadrati dell’abitazione e al numero dei componenti del nucleo famigliare. I nostri primi risultati ci dicono che non esiste correlazione tra queste tre grandezze!”
“Se le cose stanno veramente così, sarà opportuno che il Comune di Genova cominci a pensare seriamente a cambiare il sistema di raccolta – conclude Federico Valerio - e passare ai moderni sistemi di raccolta a domicilio, che oggi si realizzano anche nelle grandi città e nei centri storici e che sono gli unici metodi di raccolta che permettono di “pesare” l’effettiva produzione di rifiuti ma anche di ridurre in modo significativo la diffusa pratica di chi smaltisce i propri rifiuti senza pagare un euro.”
Sono numerosi gli Enti Pubblici che hanno deciso di patrocinare l’iniziativa:
il Comune e la Provincia di Roma, la provincia di Ferrara, Regione Liguria, Provincia di Savona e Genova, i comuni di Genova, La Spezia, Bogliasco, Varazze, Riomaggiore, Riccione.
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