Lettera aperta al Presidente di Acquedotto del Fiora 2012-01-28 Geo - Ambiente e Territorio Mail alla Redazione del 21-1-2012
Egregio Presidente,
già in passato abbiamo avuto occasione di confrontarci sulle problematiche connesse all'impianto di Solemme di Monterotondo Marittimo, ma è di pochi giorni fa' un suo duro attacco nei nostri confronti che ci accusa fondamentalmente di propalare falsità di vario genere. Ci sorprendono queste sue affermazioni in quanto le nostre comunicazioni discendono direttamente dai documenti ufficiali degli enti e società competenti. E' comprensibile che il suo incarico in un ente, con la responsabilità di gestione di un servizio pubblico di prima linea, comporti notevole attenzione e concentrazione che limitano i tempi per dedicarsi a problematiche specifiche di Solemme; pertanto è giustificabile che, in merito al progetto di Solemme, lei abbia solo una conoscenza superficiale. Quando lei afferma: "E’ stabilito nel piano interprovinciale che l’impianto di Carboli di proprietà di Solemme Spa sia destinato a ricevere materiale organico proveniente dalla raccolta differenziata del nostro ambito ..." dichiara il vero, ma nei fatti l'impianto attuale non ha mai trattato il rifiuto umido provinciale, e per il futuro non può prescindere dal Contratto tra ATO9 ed Unieco del 2004 che, all'art. Art. 44 "Oneri del Concedente", prevede l’esclusivo conferimento dei rifiuti urbani dei 28 Comuni della Provincia presso l’Impianto Futura delle Strillaie, ormai funzionante. Le recenti statistiche del Coseca dimostrano quantitativi di rifiuti urbani disponibili nell'ATO inferiori alle previste 95.178 t/a del contratto, e pertanto ciò esclude qualsiasi possibile conferimento all’Impianto Solemme. Tant'è che la stessa Solemme: "... richiede che venga abbattuto il vincolo territoriale dell’ATO9 per la provenienza dei rifiuti urbani ..." (pag. 8, Relazione Generale del progetto). E ciò corrisponde ad una richiesta ufficiale di deroga dal Piano Provinciale e dall'autorizzazione. Quanto alle specifiche esigenze di trattamento dei fanghi di depurazione dell'ATO, Acquedotto del Fiora e Solemme dichiarano 12.000 tonnellate/a di fanghi, mai dimostrati, mentre a noi risulta quanto formalizzato nel Piano Provinciale Energetico, solo per 4.446,280 t/a , dalla tabella "... che è stata gentilmente prodotta da Acquedotto del Fiora S.p.A." (Allegato A2.14 - Potenzialita’ di Recupero Energetico da Biogas, pag. 22 Tab. 6). Pertanto l'impianto da 26.100 t/a complessive di rifiuti conferibili (attuale dimensionamento ed autorizzazione di Solemme) è più che sufficiente per miscelare le scarse 4.500 t/a di fanghi per la produzione di "ammendante compostato misto". Quindi non ha alcuna giustificazione funzionale la richiesta di ampliamento a 70.000 t/a. In merito a quest'ultimo prodotto, certamente estraneo alle competenze dell'Acquedotto del Fiora, vogliamo evidenziare la differenza dal "compost di qualità", in quanto proveniente dalla miscelazione con fanghi urbani ed agroindustriali e pertanto con componenti che lo escludono dall'uso per agricoltura biologica e comunque ne limitano l'uso a Substrati di Coltivazione e Concimi Organo-minerali. D'altronde sino ad oggi questo prodotto è stato sempre regalato agli abitanti di Monterotondo, mai insacchettato e privo della certificazione CIC. A puro titolo di esempio facciamo presente che presso l'impianto Futura delle Strillaie si produrrà "compost di qualità" certificato dal CIC, proprio evitando l'uso di fanghi. In conclusione, ci permettiamo di consigliarle vivamente di documentarsi adeguatamente prima di esporsi in esternazioni palesemente corrive ed accuse infondate che ledono, oltre alla sua persona e carica, anche l'immagine societaria. Tanto dovevamo.
Monterotondo M. 21/1/2012 |