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VERGOGNOSE LE MODIFICHE ALLA LEGGE SULLE CAVE APPROVATE IN TUTTA FRETTA DALLA REGIONE MARCHE
2007-07-31
CAI Marche - Commissione Regionale TAM

Oggetto: comunicato stampa Commissione Regionale T.A.M. - CAI Marche

E’ stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche n. 67 del 26/07/2007 la vergognosa Legge Regionale n. 7/2007, subito corretta dalla L.R. n. 9/2007, relativa alle modifiche apportate dal Consiglio Regionale alla Legge n. 71/1997 (attività estrattive).
L’industria delle cave nelle Marche interessa lo 0,09% circa delle imprese regionali e lo 0,2% dei lavoratori marchigiani, per un totale di materiale utile estratto che sfiora i 500 milioni di metri cubi all’anno (fonte: Regione Marche, Piano Regionale Attività Estrattive). Quantitativi impressionanti che hanno contribuito alla distruzione di montagne intere (come nel caso della Gola della Rossa e del comprensorio montano dei comuni di Piobbico e Cingoli, per esempio) e al prosciugamento di falde acquifere sotterranee.
Fatta questa doverosa premessa numerica per inquadrare il settore (che incide, lo ricordiamo, per lo zero virgola qualcosa nel panorama marchigiano), la Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano del CAI Marche esprime il proprio disappunto per l’approvazione di modifiche sostanziali ad una legge regionale di notevole rilevanza ambientale per senza aver prima consultato le Associazioni naturalistiche. L’intento della Regione, quello di soddisfare in tutto e per tutto le richieste della piccola lobbies dei cavatori con norme “ad personam”, è dimostrato dall’autorizzazione all’apertura di cave in sotterranea anche all’interno di parchi e riserve naturali (norma peraltro in contrasto con la legge nazionale sulle aree protette), alla possibile apertura in deroga di cave e miniere anche all’interno dei siti di importanza comunitaria, all’utilizzo dei bacini estrattivi oramai esauriti come impianti industriali per la produzione di energia solare (la cui realizzazione intercetterà finanziamenti pubblici), in nome di una non meglio specificata “ricomposizione ambientale”.
Il settore delle attività estrattive costituisce materia fondamentale di interesse pubblico (economico e sociale) e come tale deve essere gestito esclusivamente in funzione di questo, e non per far arricchire una categoria imprenditoriale. Per evitare di aprire nuove cave, che distruggono il territorio e le sue risorse non rinnovabili e che rischiano di rompere i delicati equilibri idrogeologici e i percorsi delle falde sotterranee, occorre rivedere il precario modello di sviluppo marchigiano fatto di sempre più strade, cemento e capannoni industriali, poiché stiamo da tempo intaccando il capitale naturale del territorio montano (leggasi risorse non rinnovabili) e iniziamo a scontarne i tragici effetti anche sulla nostra pelle.
CAI Marche - Commissione Regionale TAM
Il Presidente
Dr. David Fiacchini



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