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Associazioni cittadine contro gli ascensori urbani
2006-12-04
AMICI DEI MUSEI E DEI MONUMENTI FELTRINI
Posta della Redazione

amici dei musei e dei monuimenti feltrini:
A seguito Vostra risposta 29/11 su Feltre

Museo Civico – Via Luzzo – 32032 FELTRE


RACCOMANDATA
R.R.
Al Signor Presidente
della Regione Veneto

e.p.c. al Dott. Paolo Rosso
Dottor Giancarlo Galan, Dirigente Capo Regione Veneto
Dorsoduro 3901 Sezione Turismo
30124 VENEZIA Palazzo Sheriman
Cannaregio, 168
30121 VENEZIA

OGGETTO : ESPOSTO AVVERSO AL PROGETTO DI REALIZZAZIONE DI TRE ASCENSORI PER L’ACCESSO PEDONALE MECCANIZZATO ALLA CITTADELLA DI FELTRE.




L ‘Amministrazione Comunale di Feltre e’ stata più volte, e con diverse modalità, informata sulla necessità di soprassedere dal progetto di installare tre ascensori per la risalita meccanizzata alla Cittadella, sventrando in altrettanti siti lo
storico colle delle Capre dove, come da molti è ben risaputo, insistono case, palazzi, e monumenti del centro storico di Feltre, vero e proprio gioiello del nostro patrimonio storico, artistico e culturale.

L’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Feltrini ritiene che la Cittadella costituisca un “unicum” urbanistico e una vera e propria sintesi di arte, storia e architettura che vada valutata nel suo inestimabile e insostituibile valore ed
essendo patrimonio di tutto il mondo civile debba essere recuperata, restaurata e valorizzata in modo corretto attraverso interventi di vera, sana e oculata conservazione.

Il fascino di questo piccolo centro storico è dato proprio dal piacere di percorrerlo e di conoscerlo di sorpresa in sorpresa, per i suoi scorci, le sue stradine, le sue scalette e le sue coinvolgenti prospettive che si aprono e si chiudono alla vista di chi lo percorre, con calma, a piedi.
Come è possibile quindi che l’Amministrazione Comunale insista nel proporre gli ascensori che perforano con grossolana violenza il Colle per superare un dislivello risibile e imporre un approccio distorcente al centro storico ?
Nessuno storico dell’arte, nessun esperto di impatto ambientale, nessun geologo serio, nessun urbanista assennato, presi tra gli esperti al massimo livello, ha suffragato tale scelta né potrà mai farlo.

E se la stragrande maggioranza della Comunità Feltrina non capisce
l’indispensabilità di tali ascensori e non vuole lo scempio e la distruzione della città attraverso opere che non serviranno a nessuno (forse solo al sindaco e ai dipendenti comunali per recarsi in ufficio) e finiranno in breve tempo in uno stato
di desolato abbandono come la galleria Romita, c’è da chiedersi se gli Amministratori abbiano attentamente valutato quali gravissime conseguenze modificative dell’equilibrio ambientale complessivo il loro progetto ascensori andrà a causare.
Sappiamo che si danneggia un centro storico non solo quando si perde la memoria di un sito perchè si lascia degradare un palazzo o una chiesa, ma anche quando lo si vuol far convivere con soluzioni moderne o pseudo moderniste che ne alterano le
caratteristiche più intime e arrivano a modificare perfino le usanze della popolazione che vi vive.

L’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Feltrini si chiede quindi perché la Cittadella di Feltre debba modificare il suo volto e la sua anima a causa di un progetto che prevede dei superatissimi ascensori, di per sé poco adatti all’utilizzo
urbano, ma anche di difficile utilizzo da parte di molte persone, di maggior costo d’impianto e di più dispendiosa manutenzione, rispetto ad altre soluzioni, oltre che di grossolano impatto nei confronti della fragile consistenza del Colle e della sua
struttura edilizia e monumentale.

Sono già state raccolte centinaia e centinaia di firme contro tale progetto, ma L’Amministrazione Comunale continua a fare orecchie da mercante, glissando persino la richiesta di referendum fra la popolazione che non è mai stata correttamente ed
esaurientemente informata, oltre a millantare una non verificata conformità urbanistica e un generico assenso delle Soprintendenze, considerato il fatto che i progetti nel loro excursus sono stati modificati più volte.

Essendo la zona dichiarata zona sismica, esiste poi il pericolo oggettivo che lavori della specie, sotterranei per decine e decine di metri per superare vari dislivelli e per di più in presenza d’acqua in pressione (in tutto il Colle, a suo tempo
presidio militare protetto dalle mura, c’erano pozzi alimentati da falde acquifere in ogni palazzo ) determinino a lungo andare pregiudizio alla stabilità del Colle e
quindi alla stabilità e alla statica degli edifici storici.
E ciò, al di là dell’assurdità dell’opera, che va contro ogni umana ragionevolezza
quanto a ideazione e progettazione.

Pur eccependo che i tecnici – di parte – garantiscano la sicurezza dell’intervento, tuttavia, già altre volte, abbiamo constatato la non attendibilità di certe previsioni : anche i tecnici del Vajont dissero che la diga avrebbe tenuto, senza
alcun graffio, ma la montagna reagì. La nota giornalista Tina Merlin aveva segnalato in anticipo la cosa, ma non fu ascoltata e la tragedia ebbe regolarmente luogo.

Per tali ragioni l’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Feltrini ribadisce la sua totale contrarietà all’approvazione di qualsiasi progetto di accesso meccanizzato che intacchi così pesantemente il Colle su cui si erge la città di
Feltre e in particolare di qualsiasi soluzione che possa compromettere il rispettoso mantenimento delle condizioni storiche e ambientali formatesi nel tempo con il
paziente lavoro della Comunità Feltrina.
E non si venga a eccepire che si deve andare avanti con questo dissennato progetto “ anche per non perdere i finanziamenti dell’Unione Europea”, in quanto dall’esame del
difficile excursus del progetto che è nato male e sta finendo peggio, emerge chiaramente che la Regione – e forse sarebbe la prima volta – viene coinvolta in maniera a dir poco “truffaldina” per le modalità seguite nella concessione del
finanziamento UE.

L’Amministrazione Comunale di Feltre ha strumentalizzato la giustificazione “turismo” grazie anche al fatto che questa voce si presta ad una vasta genericità di interpretazioni, ma noi riteniamo che la Regione Veneto abbia il dovere di
verificare : in primis, non saranno gli ascensori a favorire il turismo di Feltre, giacchè, pur essendo la Cittadella a vocazione turistica, mai e poi mai i turisti
utilizzeranno degli ascensori incubati sotto terra, ma vorranno vedere e capire, salendo e discendendo il Colle, camminando a piedi, visto che il dislivello massimo è poi di
soli diciannove metri. In ogni caso priorità assoluta dovrebbero avere i restauri e le valorizzazioni di alcuni importanti edifici storici che,una volta recuperati, potrebbero ospitare istituzioni e fondazioni di tipo culturale in grado di avviare e
gestire attività a forte richiamo turistico e culturale.

Ritornare sui propri passi oggi significa riconoscere il valore della democrazia, prendere atto di una volontà popolare che altrimenti verrebbe mortificata e offesa ma anche ingiustamente penalizzata per le pesanti ricadute economiche sul bilancio
della città .

L’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Feltrini chiede pertanto a Lei , Signor Presidente della Regione Veneto, di prendere atto che il progetto che viene presentato dall’Amministrazione Comunale Feltrina non è più proponibile, è un
progetto nato male, che si sta trasformando, oltre che in una tragedia per la città, anche in un’opera che non ha né capo né coda, completamente avulsa dal piano del centro storico e da un qualsivoglia piano della mobilità, impregnato da una
miscellanea di componenti che vanno dalle ripicche politiche, agli interessi personali, dall’incompetenza all’arroganza nei confronti della popolazione.

Con osservanza, porgiamo i nostri più distinti saluti.



ASSOCIAZIONE AMICI DEI MUSEI E DEI MONUMENTI FELTRINI

Il Presidente: dott.ssa Tina Granzotto
Basso Bagolan




FELTRE lì, 4 dicembre 2006




Indirizzare posta al Presidente : Dott.ssa Tina Granzotto Basso Bagolan,
Via Garibaldi, 18 32032
FELTRE (BL)













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