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Ercole Noto scrive:

Ravenna_La musica è cambiata.

Non avevamo dubbi, la musica è cambiata. Nel dare il benvenuto di insediamento al soprintendente di Ravenna, Giorgio Cozzolino, sulle pagine di codesto sito web, si auspicava che con la sua intelligenza non si sarebbe fatto ammaliare dai richiami delle vergini sirene della politica locale. E quanto leggiamo fra le righe di una intervista rilasciata a un settimanale di informazione della città e della provincia, da cui riprendiamo qualche passaggio, ce ne da conferma. Già dal titolo estrapolato dall’intervista si intuisce la formazione (non certo pedagogica) cultural-garantista del rappresentante dello Stato in materia di tutela e valorizzazione, quando dice che “è pericoloso separarle in maniera netta”; e sulle fondazioni miste, pubblico-private, per partecipare alla valorizzazione dei beni culturali, non ha dubbi, soprattutto quando sul ruolo cui aspira una costituita fondazione locale precisa - (rigettando quel modo di dire enfatico “aspettando l’ingresso dello Stato nella Fondazione RavennAntica” – semmai è il contrario) – che “non è lo Stato che entrerà nella Fondazione, ma si costituirà un nuovo soggetto, che avrà un nuovo statuto, con consiglio di amministrazione e comitato tecnico scientifico. Siamo a livello di preliminari, bisogna elaborare un progetto che riguarda la fruizione di un bene culturale ‘integrato’, caratterizzato dal museo (il costituendo museo del Parco archeologico di Classe, n.d.a.), dalla basilica di Classe, dai ritrovamenti archeologici”.
In buona sostanza, secondo un detto popolare: “ancora ha' nasciri e già si chiama Cola! [Nicola]
Come dire: "Sto scrivendo un libro che rivoluzionerà il concetto che abbiamo della matematica", chi ascolta la mia affermazione potrebbe dire "Ancora ha' nasciri e si chiama Euclide!".
Intanto la città ambisce a candidarsi al ruolo di capitale europea della cultura per il 2019 e il sindaco di Ravenna ha scritto (?) al presidente del Consiglio, Romano Prodi (fuori tempo massimo, quando la crisi era già consumata), e ai vertici dell’Unione Europea, una lettera di “belle parole” che, per dirla secondo il commento di un mio amico, serve “per urlare messaggi ai cortigiani locali, perché non è quest’aria fritta che farà la differenza ai fini della decisione finale. Gravissime – dice [l’Amico] – sono le omissioni che contiene - ; riguardano i giovani, la scuola, l’educazione alla cultura ed alle arti…ma perché lagnarsi! In compenso c’è la politica, ci sono gli annunci economici e le rassicurazioni per gli amici e i lobbisti e quindi tanto business, oltre al cavalleresco riconoscimento dell’esistenza di un duopolio in tema di first ladies per la scena ‘economico-culturale’ cittadina, rassicurazione spendibile nelle future spartizioni di fondi. Pare evidente quindi che lo scritto abbia una valenza locale, più che quella istituzionale dichiarata. Questa lettera conferma inoltre, per i soggetti cui è destinata, una rassicurante continuità con la gestione precedente; e conclude: amici, il ghost writer non è cambiato!”.
A questo quadro per nulla edificante segnaliamo una inchiesta, corredata da foto, apparsa su un quotidiano locale, circa lo stato di degrado cui versano le antiche mura di Ravenna; quello che una volta veniva considerata la “passeggiata alle mura” ora è definito dai due consiglieri comunali autori del blitz “percorso di guerra” fra siringhe, sporcizia, cantieri e rovine: il degrado è ovunque.
Intanto che “andiamo in macchina”, espressione cara ai vecchi redattori dei giornali, riferita alla rotativa tipografica di stampa, prima dell’avvento dell’informatica, alla locale Camera di commercio è in corso un convegno sul restauro dei mosaici. Il progetto ha come obiettivo, l’allestimento dei laboratori di restauro del costituendo museo archeologico di Classe [finanziato coi proventi del secondo stralcio del bilancio che l’amministrazione comunale ha previsto nel 2007 per un milione e mezzo di euro] e, in particolare, del laboratorio di restauro del mosaico antico. Motivo dell’evento, si legge nel materiale informativo, il lancio del progetto “Barca nell’Adrias Kolpos” approvato nell’ambito del programma di prossimità Interreg III A transfrontaliero Adriatico. Il progetto è suddiviso in due momenti: “Barca” gestito dalla Fondazione RavennAntica e “Adrias Kolpos” gestito dalla Provincia di Rimini.
Seguirà una Tavola rotonda sulla "Tradizione e continuità del restauro nella scuola ravennate"; problema cotto e ricotto che per la capacità attribuita alla "scuola ravennate" non ha bisogno di ulteriori verifiche. Il progetto, sotto le mentite spoglie del coinvolgimento di importanti realtà culturali internazionali, espressione dei Paesi dell'Adriatico Orientale, è il cavallo di Troia per mezzo del quale si intende avvallare e legittimare, con l’allestimento dei laboratori di restauro, in particolare, del mosaico antico, il monopolio del restauro dei mosaici a Ravenna, se non saranno garantite le pari opportunità fra tutti gli addetti ai lavori del settore musivo.
Qui il problema è ben diverso, e chi ha orecchie per intendere intenda.

Ercole Noto.







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