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FIRENZE - Stessa statua, altro dito Di notte non bastano telecamere e guardie
Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino, giovedì 11 ottobre 2012

Non ha più un dito sano, la statua di Pio Fedi: «L'episodio dell'altra notte è l'ultimo di una lunga serie — commenta la soprintendente del Polo Museale, Cristina Acidini, dopo la scoperta che a Il ratto di Polis-sena era stato asportato un dito — Tutte le dita della statua sono state danneggiate, restaurate, sostituite, nel corso del tempo». Probabilmente si tratta di un atto di vandalismo o dell'ennesimo turista che in modo troppo «energico» intendeva arrampicarsi utilizzando come appiglio il dito incriminato, posizionato ad altezza uomo. Comunque sia, né i vigilanti della Sipro né le telecamere dei carabinieri (sempre accese, giorno e notte) hanno rilevato l'accaduto. Ieri mattina intorno alle 8 un incaricato della sorveglianza diurna degli «Amici della terra» nella Loggia dei Lanzi ha rilevato che la falange di un dito della mano sinistra della figura giacente della scultura di Pio Fedi raffigurante Il ratto di Polissena era stata asportata. L'ultimo episodio (della lunga serie di vandalismi che hanno preso di mira la Loggia) risale al 9 marzo del 2009: stessa statua, diverso dito. Cristina Acidini si dice «rammaricata» ma anche, in un certo senso, «rassegnata» di fronte a un destino contro il quale nulla sembra si possa fare: «Abbiamo la sorveglianza diurna e quella notturna, abbiamo le telecamere sempre accese... Certo, questa è la prova che la sicurezza attuale non è sufficiente a garantire la salvaguardia della statua, soprattutto della parte ad altezza di mano umana, ma sinceramente non saprei cosa altro fare, quale ulteriore sistema di sicurezza mettere in atto. Tutto quel che si poteva fare, è stato fatto. Fare di più è francamente difficile da immaginare». Il ratto di Polissena rimane dunque «uno dei punti di vulnerabilità più ricorrenti di quel museo all'aperto che è la Loggia dei Lanzi» prosegue la soprintendente. Alla sede della Sipro, la società di vigilanza incaricata della sicurezza della Loggia, non si danno pace: «Abbiamo iniziato un'indagine per capire cos'è successo e quando è successo — racconta l'addetto al centralino della società di via del Volturno all'Osmannoro — Abbiamo l'incarico da oltre due anni e non ci era mai successo nulla di questo tipo. L'episodio più eclatante finora è stato quando una volta abbiamo fatto arrestare una persona per furto davanti agli Uffizi». Anche secondo i vigilanti si tratta di «una delle zone più delicate da sorvegliare» e appunto per questo «abbiamo previsto un presidio di tre uomini, tra cui un ex carabiniere molto esperto: due sotto il loggiato e uno sotto gli Uffizi». Ma non è bastato. E dell'accaduto comunque è stato informato il comandante dei carabinieri della Stazione degli Uffizi. Il danno non è preoccupante, soprattutto dal punto di vista artistico ed economico, poiché tutte le dita di quella mano sono prodotto di integrazioni, proprio a causa dei ripetuti atti vandalici. E il restauratore Alberto Casciani, che in questi giorni svolge l'incarico della spolveratura delle statue, ha già fatto sapere che si occuperà personalmente — e gratuitamente — dei lavori di ripristino e che gli occorrerà un massimo di due giorni. Lo stesso Casciani ha spiegato di aver visto il dito al suo posto nel pomeriggio, cosa che fa pensare che il distacco del dito sia avvenuto di notte, avvalorando la tesi dell'atto vandalico.



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