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Friuli Venezia Giulia. I costruttori scaricano le Soprintendenze
Marco Ballico
Il Piccolo - Trieste 2/9/2012

Ance favorevole al trasferimento alla Regione delle competenze sui Beni culturali.
Critico il Wwf: «Vincoli a rischio»
Inerzia e lungaggini soffocano il comparto dell'edilizia

TRIESTE. Il Wwf parla di «tentativo di smantellare i vincoli sulle grandi opere». L'Ance del Friuli Venezia Giulia, segnalando che la Soprintendenza «tiene bloccati 140 milioni di euro di lavori», ribatte accusando l'associazione di «irresponsabilità sociale» in tempi di crisi. Costruttori e ambientalisti si dividono ferocemente sulla decisione della Regione di chiedere allo Stato il trasferimento delle competenze delle Soprintendenze operanti sul territorio, come peraltro già avvenuto in altre Regioni a Statuto speciale.
La giunta
L'altro giorno Riccardo Riccardi ha avviato la pratica: la giunta vuole gestire Beni e attività culturali. Renzo Tondo, oltre a chiedere al presidente della commissione Paritetica Manlio Contento di prevedere all'ordine del giorno la questione, incontrerà pure il ministro Ornaghi illustrandogli le lentezze delle risposte romane. «Non sono più accettabili lungaggini, incertezze di valutazioni e pareri su procedimenti in atto, nei quali anche Comuni. Province e Regione di fatto si trovano oggi impotenti e bloccati», dichiara Riccardi.
Manca la firma
L'«inerzia» della Soprintendenza viene denunciata anche da sindaci, professionisti e categorie economiche. L'Ance Fvg, associazione costruttori edili della regione, spiega con il presidente Valerio Pontarolo che per sbloccare quei 140 milioni, manna per le imprese del settore che vivono una drammatica crisi - secondo i dati delle casse edili regionali nel periodo 2008-2011 sono evaporati 3.500 posti di lavoro e 700 imprese -, «manca solo la firma del funzionario visto che tutto l'iter precedente è stato già superato. Evidentemente siamo considerati periferia e l'incarico ministeriale in Fvg viene preso come una sorte di punizione».
L'appello delle imprese
Per questo, insiste Pontarolo, «come sostengono pure le 16 associazioni degli Stati generali dell'edilizia e l'Anci, la Regione fa benissimo a chiedere il trasferimento delle competenze. Le nostre imprese avrebbero un punto di riferimento per fare andare avanti le pratiche in maniera più rapida rispetto a oggi». Non si tratta di spezzare una lancia a favore dell'assessore Riccardi (criticato invece da Gianfranco Moretton per un «intervento tardivo»), precisa ancora l'Ance respingendo l'accusa del Wwf di un'«alleanza sociale tra assessorato e costruttori», «ma di appoggiare un'iniziativa regionale che va a tutto beneficio di aziende che vivono una fase di grande disagio lavorativo».
L'attacco del Wwf
Piazze e strade (quella del mobile del Pordenonese, per esempio), ristrutturazioni e varie altre opere pubbliche: cantieri bloccati per una firma che manca, «dopo aver superato vari vincoli paesaggistico-ambientali», assicura Pontarolo. Eppure il Wwf legge la vicenda in maniera opposta. Innanzitutto un interrogativo: «Come può una Regione che non si è dotata di piano paesistico e non ha praticamente più un piano urbanistico regionale, dopo quello del 1978, pretendere che le vengano delegati i poteri in materia di tutela paesaggistica?». Quindi, premesso che i tempi di risposta della Soprintendenza «devono essere certi», l'associazione ambientalista attacca: «La Regione mira a ottenere non già maggiore efficienza operativa degli uffici, ma lo smantellamento dei controlli e dei vincoli».
La replica
Ribatte Riccardi: «In questo Paese ogni volta che provi a toccare qualche cosa si alza l'urlo di qualcuno, e subito dopo quell' urlo si trasforma in accusa. In Valle d'Aosta le competenze delle Soprintendenze sono state trasferite dallo Stato alla Regione. Hanno smantellato vincoli? Non mi pare proprio. Credo di aver posto un problema da tempo, ora questo tema è stato sollevato da molti altri — prosegue l'assessore —. Non credo che con le accuse si faccia un buon servizio a nessuno. Non è un problema solo dei costruttori, anzi. Ci sono centinaia di milioni di euro bloccati e i nostri sindaci sono giustamente preoccupati perché non hanno risposte». Pure l'Ance ribatte al Wwf: «Non c'è alcuna differenza se le regole sono applicate dalla Regione anziché dallo Stato. Si tratta comunque di accettarle e rispettarle».



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