SICILIA - La rivincita della bellezza in 30 scatti «Catania, mi piace!». LA SICILIA Martedì 21 Agosto 2012
Dall'Etna al barocco le «cartoline» scelte dal popolo di Facebook «Amo Catania, odio il vandalismo e il comportamento di alcuni cittadini che sfiora l'inimmaginabile»
Una Catania "nata" tra il reale e il virtuale. Una Catania positiva, "classica" per certi versi, che ha voglia di imporsi attraverso le sue bellezze. È questa l'essenza di "Catania, mi piace! ", mostra fotografica inaugurata ieri pomeriggio al Monastero dei Benedettini, visitabile gratuitamente fino al 21 settembre, promossa da Officine Culturali e dalla pagina Facebook "Catania", in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Ateneo. Da piazza Duomo ad Acitrezza; dalla fontana dei Malavoglia di piazza Verga a via Crociferi, in trenta "ritratti", selezionati su 173 partecipanti, dagli utenti della fanpage "Catania" - gestita da Luca e Davide D'Amico e Chiara Barbagallo - con un semplice "mi piace". Trenta "ritratti", prevalentemente architettonici e paesaggistici, che si sono sforzati - riuscendoci peraltro - di restituire un'immagine altra di Catania, costruttiva e altera, attraverso scorci, momenti fugaci come lo scorrere dell'acqua "'o linzolo" o i dettagli delle smorfie dei mascheroni dello stesso Monastero dei Benedettini. Sede emblematica e non casuale per la scelta della location, come spiega Francesco Mannino di Officine Culturali: «Il Monastero è uno spazio aperto e libero, oggetto di diversi scatti da parte dei nostri fotografi. La maggior parte delle foto esposte in questa occasione ha carattere naturalistico e monumentale. Tuttavia molti dei lavori giunti, e ancora visibili sulla pagina "Catania", hanno ritratto anche un "paesaggio umano": dai "Briganti", la squadra di rugby di Librino, a un barbone particolarmente noto nella zona di via Santa Maddalena, che è in qualche modo un volto rappresentativo di questa città». Gli utenti Facebook hanno votato immagini decisamente più "classiche": dagli intramontabili fichi d'India, con lo sfondo dell'Etna in eruzione, al prospetto di piazza Duomo. Ciò non vuol dire però che tra le trenta non vi siano prospettive d'osservazione decisamente più originali e comunicative, che - e neanche questo sarà stato un caso - rappresentano scorci inusuali della "sempreverde" piazza Teatro Massimo. Uno spazio fortemente identitario per i giovani catanesi, e non solo, e paradigma delle contraddizioni di questa città. Così se da un lato due giovani innamorati si abbracciano teneramente di fronte alla magnifica facciata di Carlo Sada; dall'altro scarabocchi e murales imbrattano la bellezza di una piazza settecentesca da poco restaurata e che dovrebbe restare immacolata. È quest'ultima la foto "fuori dalle righe", non "promozionale" ma di denuncia, di Martina Palazzo, terza classificata dopo Laura Messina e Giovanni Munzone: «Io amo Catania - dice Martina - Amo la sua vita e la sua movida, ma dall'altro lato odio il vandalismo che la devasta e i comportamenti di alcuni cittadini che sfiorano davvero l'inimmaginabile». Offendendola e degradandola. Nonostante ciò, al di là di questo scatto - meritevole anche a livello concettuale - è la Catania etnea, barocca e settecentesca che prepotentemente si impone. Segno di un atteggiamento di rivalsa e di orgoglio che è di Catania e dei catanesi che l'hanno voluta rappresentare in tal modo. Anche a dispetto della sua complessità e della sua contradditorietà. Alessandra Belfiore
21/08/2012
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