NAPOLI - Business dei beni culturali: il restauro «chiavi in mano» Bruno Abbisogno Il Mattino-cronaca di Napoli
A Napoli il Polo della conservazione, primo consorzio di salvaguardia Federico Il. L'Università tra i partecipanti al pool specialistico che mira a un'arte da godere. La guglia di piazza del Gesù? Ristrutturiamola con un nuovo consorzio che, oltre al restauro e conservazione, pensa magari anche allo sponsor per trovare i fondi necessari e al sistema per rendere pezzi d'arte fruibili per cittadini e turisti. Il bando per l'operazione lo ha ottenuto il «Polo perla conservazione del Patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale»: nuova struttura complessa con competenza regionale per la protezione di beni culturali. Nei giorni scorsi a Napoli la nascita del consorzio: un primato che potrebbe diventare storico per un Paese che si vanta di possedere i due terzi del patrimonio artistico mondiale. Una bufala naturalmente (al mondo in totale i siti riconosciuti sono 878: quelli italiani 43) che si alimenta nel tempo grazie alla demagogica potenza di futili statistiche nazionalistiche e senza senso. Fatto sta, però, sono cinque gli atenei impegnati nel progetto “Dal restauro allo sponsor i monumenti rinascono senza fondi pubblici”. Nel mirino interventi alla guglia di piazza del Gesù e al tempio della Scorziata e quindi in Italia e Campania il tesoro è davvero di altissimo livello e soprattutto sprecato. Ora, per la prima volta, nasce una struttura specializzata nel realizzare progetti chiavi in mano: salvare e rendere produttivi beni che all'estero invidiano e che invece restano parcheggiati nell'ignavia in una nazione incapace di realizzare persino bagni o bar efficienti in un museo o sito archeologico. A Napoli il primato, almeno questo reale, c'è grazie al primo progetto del genere con una squadra composta dal «Centro regionale di Competenza per lo sviluppo e il trasferimento dell'innovazione nel settore Beni culturali», cui fanno capo l'Università Federico II, Sun, Parthenope, Orientale, Università di Salerno e Cnr. Fin qui la parte pubblica che agirà in simbiosi con quella privata: un gruppo di aziende e consorzi che già operano nella conservazione, restauro e progettazione specifica. In campo, al momento: «Giovanna Izzo Restauri», «Ganosis», «Glossa», «Research» e «Navit Architetti». «Siamo in grado - precisa Antonio Massarotti direttore del Centro regionale di Competenza - di coprire l'intera filiera. Dalla diagnostica su un bene, agli interventi di restauro e conservazione, al coordinamento e reperimento di eventuali sponsor per rilanciare siti culturali spesso destinati ad essere dimenticati». Primo passo? Il piano già avviato dal Comune di Portici: realizzare a settembre a villa Mascolo la sede operativa della struttura e contemporaneamente il distretto culturale del Vesuviano. In più, un istituto di alta formazione di restauro e conservazione accanto a un comitato tecnico-scientifico con il compito di individuare i siti, anche paesaggistici come i sentieri, sui quali conviene intervenire. E si parte anche nel capoluogo: oltre l'ok per il bando per la guglia del centro, c'è l'accordo con la Curia per identificare e intervenire sul suo enorme patrimonio artistico. Prima operazione nel disastrato tempio della Scorziata nei pressi della chiesa di San Paolo Maggiore. «Vogliamo - continua Massarotti - diventare anche un punto di riferimento delle Sovrintendenze: è del resto auspicabile per tutti una collaborazione» e non a caso l'amministrazione di Portici ha invitato i sovrintendenti nella nascente Consulta. L'art. 29 e nel settore Valorizzazione del Codice dei Beni Culturali prevede del resto che «tutti i possessori o detentori dei beni siano responsabili della loro conservazione e fruizione». Insomma Stato, Regioni, enti territoriali, soggetti pubblici o privati, hanno l'obbligo di garantire sicurezza e qualità dei beni di loro appartenenza: principio che impone di trovare forme di collaborazione per la nascita di un nuovo sistema. Già, di un business-arte che non va demonizzato. E allora, mentre oltre che monumenti si cerca di spicconare burocrazia e ignavia, per settembre si prepara la festa-battesimo della sede e forse di una nuova filosofia. Auguri.
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