E adesso Caravaggio fa l'americano Aurora Bergamini Gazzetta del Sud
«Corpi in ombra» riunisce 140 dipinti di Aurora Bergamini Caravaggio superstar tra Francia e America: dopo la polemica sui disegni a lui attribuiti, quattro grandi musei, di Montpellier, Tolosa, Los Angeles e Hartford (Connecticut), si sono associati per una grande esposizione itinerante dal titolo "Corpi e ombre, Caravaggio e il caravaggismo europeo". In mostra - nei due musei francesi fino al 14 ottobre, seguirà la tappa negli Usa - ci sono in tutto 140 opere, di cui circa la metà sono prestiti "straordinari", di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (1571-1610) e di altri pittori del XVII secolo che si sono ispirati al lavoro del genio italiano, maestro del chiaro-scuro, che ha avuto una forte influenza formativa sulla pittura barocca. Il Musée Fabre di Montpellier, nel sud della Francia, presenta nove capolavori di Caravaggio tra cui "Il sacrificio di Isacco", proveniente dagli Uffizi, oltre a opere di caravaggisti del sud (Italia, Francia e Spagna) come le sette tele di Georges de La Tour ("Le joueur de Vielle", prestito del Museo delle belle arti di Nantes è stato restaurato per l'occasione), e il "Compianto sul cristo morto" di Leonello Spada, nuovo acquisto del museo per 800.000 euro. Ma anche opere di Velazquez, Reni, Cortone e Rubens e il "Martirio di Serapione" di Francisco de Zurbaran, la dimostrazione, spiegano i curatori, «che non è necessario andare fino a Roma o Napoli per subire l'influenza di Caravaggio, trasmessa da Giuseppe de Ribera. Zurbaran, pittore iperealista, trova un linguaggio inedito per rendere in quest'opera l'agonia di un uomo». Michelangelo Merisi e dei suoi seguaci Al Museo des Augustins di Tolosa, sempre nel sud del Paese, ci sono invece i caravaggisti del nord, tra Olanda e Fiandre, come quelli della scuola di Utrecht. Tra i dipinti "La fuga in Egitto" di Rembrant, prestato dalle Belle Arti di Tours, "La corona di spine" di Dirk van Baburen e "La negazione di San Pietro" di Gerrit van Honthorst. La mostra è il coronamento di dieci annidi lavoro e dell'impegno dell'associazione Frame, creata nel 1999 da Francoise Cachin (ex direttrice dei Musei di Francia) e Elizabeth Rohatyn, moglie dell'ambasciatore degli Stati Uniti a Parigi, che permette la collaborazione di 26 musei di province francesi e americane. «Da decenni non si organizza in Francia un'esposizione così ampia su Caravaggio, è un evento imperdibile», osserva Michel Hilaire, direttore del Museo Fabre. La mostra si svolge in un periodo di grande attenzione sul genio italiano - dopo i grandi festeggiamenti per il 400/o anniversario della morte - in particolare per il ritrovamento, nelle scorse settimane, di un centinaio di disegni del Fondo Peterzano, attribuibili a Caravaggio. In Francia diversi specialisti hanno contestato l'attribuzione degli storici dell'arte italiani Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Tra le altre mostre legate al nome di Caravaggio, ricordiamo che nel Museo regionale di Messina "Accascina" è in corso quella dedicata al ritorno in sede dopo il restauro de "La resurrezione di Lazzaro", il capolavoro che il pittore lombardo dipinse nel 1609, durante i mesi trascorsi nella città dello Stretto. Rimarrà aperta fino al 25 novembre
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