NAPOLI - La crisi degli architetti e le opere urbanistiche La Repubblica 25/07/2012, pagina 10 sezione NAPOLI
Gennaro Polichetti Presidente Ordine architetti di Napoli e provincia L' ARTICOLO DI ieri di Pasquale Belfiore "Quei bandi e concorsi che gli enti non vogliono", ci conferma la necessità non più rinviabile di aprire un dibattito sui temi legati all' architettura e alla trasformazione urbanistica in città. In una lettera inviata nei giorni scorsi al sindaco de Magistris, abbiamo lamentato lo scarso coinvolgimento della categoria nelle scelte che l' amministrazione comunale ha messo in campo e sui cambiamenti che si appresta ad avviare. Ci riferiamo in particolare alle decisioni relative al nuovo stadio, alla zona a traffico limitato, a Napoli Est e Bagnoli, che non sono state ancora oggetto di un confronto diretto. Il primo argomento per il quale abbiamo chiesto di dialogare è il "Grande progetto per la valorizzazione del centro storico di Napoli" e, in particolare, le procedure per l' affidamento degli incarichi per la progettazione degli interventi. Ci auguriamo, quindi, di essere convocati al più presto per poter affrontare e chiarire definitivamente le spinose questioni sollevate anche da Belfiore. L' articolato programma per il centro storico, difatti, rappresenterebbe per la categoria una opportunità irripetibile, alla luce di due distinte necessità. La prima è di natura occupazionale. Abbiamo già denunciato, sia mediante la stampa locale che con una lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, e ai parlamentari campani, lo stato di difficoltà che vive la professione, attanagliata da una crisi senza precedenti. Il 30 per cento degli iscritti all' Ordine, infatti, guadagna meno di 5 mila euro l' anno, mentre il giro d' affari degli studi è crollato del 30 per cento. L' aspetto più grave è rappresentato dal fatto che tali dati si riferiscono al 2011 e che per l' anno in corso prevediamo un ulteriore peggioramento. Soffrono soprattutto neolaureati e donne ma la crisi si sta abbattendo anche su quarantenni e cinquantenni. In questo scenario, sarebbe molto grave se uno dei pochi programmi per la città destinatari di ingenti risorse economiche non avesse ricadute positive sulle categorie professionali. Ma c' è un altro aspetto, ugualmente importante. È quello legato alle competenze, da cui dipende la qualità delle prestazioni. Premesso che riteniamo che anche all' interno degli uffici tecnici ci siano capacità progettuali, la complessità e delicatezza degli interventi previsti, specialmente nel centro storico cittadino, esigono l' apporto di ulteriori professionalità e competenze, da selezionare attraverso procedure concorsuali pubbliche che mettano a confronto idee diverse e che possano stimolare anche un dibattito più ampio. Tanto più che, trattandosi di finanziamenti europei, è espressamente richiesto che tutti i progetti siano affidati con procedure trasparenti e di evidenza pubblica. In questo senso, l' Ordine degli architetti si rende disponibile ancora una volta a collaborare con l' amministrazione per individuare criteri e regole per affidare la progettazione delle singole opere, attraverso procedure condivise che assicurino in tempi rapidi il giusto confronto, la possibilità di offrire maggiore spazio ai giovani talenti e un' ampia partecipazione dei professionisti.
|