Prato. Un parco urbano dentro le mura Valentina Ceccatelli Il Tirreno - Prato 28/7/2012
Gli ambientalisti favorevoli a creare un polmone verde nell’area attualmente occupata dall’ospedale Un parco urbano che, da Piazza del Collegio, arrivi fino a Porta del Leone: questa è la proposta delle sezioni locali delle tre associazioni ambientaliste più autorevoli in Italia: Italia Nostra, Legambiente e Wwf. L'area in cui il parco urbano potrebbe nascere è quella del vecchio ospedale che, da sola, occupa un quinto del centro storico: «Un parco all'interno delle mura sarebbe straordinario - dice Marco Monzali, portavoce del comitato a favore della realizzazione del parco urbano - si tratta di dare alla città un'area verde che resterà anche alle prossime generazioni, spingendo lo sguardo più in la del proprio naso. L'idea è di usare l'area libera che si viene a creare per un fine pubblico, senza interessi economici o elettorali alcuni, esclusivamente a favore della vita dei cittadini». L'occasione, a detta di Jacopo Gori del Wwf, è storica: «Un'occasione del genere non si ripresenterà di nuovo - spiega Monzali- potremmo metterci alla pari con città come Londra o New York, che hanno fatto del verde urbano una grande risorsa». Possibilità che ha già dei precedenti, in Italia: «In Lombardia stanno attuando programmi di forestazione urbana con fondi europei e regionali - spiega Rita Cecchini, presidente di Legambiente Prato - in Friuli e in Veneto i parchi urbani rientrano nel progetto di vendita crediti di carbonio». Area che sorgerebbe al posto di palazzi che, come spiega Fulvio Batacchi di Italia Nostra, sono: «Strutture non in regola con le disposizioni sul risparmio energetico, e forse neanche antisismiche. Ristrutturarle è una soluzione economicamente inaffrontabile, e la demolizione è l'unica soluzione» visto che, sottolinea Paolo Balestri di Legambiente, destinare l'area al verde urbano costerà meno che destinarla ad altri interventi di tipo pubblico. Unica incertezza la proprietà del terreno, del valore di 43.000.000 di euro circa e di proprietà della Asl: nel caso in cui decidesse di muovere interessi sul terreno, il bilancio dell'amministrazione sarebbe in serio pericolo: «E' un rischio di proporzioni marginali - spiega Balestri - è praticamente impossibile che la Asl richieda tutti i soldi in una sola volta e, fra enti pubblici, sono possibili azioni che limitano il problema, da forti rateizzazioni alle permute». La possibilità di un parco urbano, quindi, potrebbe prendere concretezza.
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