TOSCANA - Un appello dall'isola del Giglio: ridateci il nostro elmo etrusco STAMPA – 26 luglio 2012
L'isola del Giglio rivuole il suo elmo di bronzo etrusco per farne un simbolo e collocarlo nel nuovo museo mineralogico e archeologico. L'ultimo a raccontare dell'elmo è stato l'archeologo ell'università di Oxford Mensum Bound, che ha detto di averlo visto in Germania nel 1982. Da allora se ne sono perse le tracce. Era il 1961 quando il sommozzatore inglese Reg Vallintine scoprì un relitto risalente al 600 a.C. al largo di Secca Pignocchi, nella baia del Campese. La nave conteneva manufatti provenienti da diverse aree del Mediterraneo, tra i quali un elmo etrusco di bronzo. Decorato con serpenti come sopracciglia e cinghiali sulle guance, l'elmo è stato definito come uno dei migliori esempi del genere dall'antichità. «Vorrei dire a chi ne è in possesso», è l'appello del sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, «di riconsegnarlo a questa comunità che ha dimostrato al mondo intero, in occasione di un altro grave naufragio, quello della Concordia, grande solidarietà e senso di responsabilità». A sostenere la campagna sarà la Titan Salvage, l'azienda che insieme con la Micoperi si sta occupando della rimozione del relitto della nave da crociera. |