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Gorizia, la crisi blocca il recupero di quattro siti storici
Piero Tallandini
Messaggero Veneto - Udine 24/7/2012

Lievi speranze per Manifattura tabacchi e fabbrica Vouk. Cresce il degrado di Stabilimento bagni e Provveditorato

GORIZIA. Quattro siti che hanno svolto un ruolo importante nella storia di Gorizia e il cui recupero sembra destinato, almeno nel breve periodo, a restare bloccato. L’ex manifattura tabacchi di viale XX settembre, l’area che ospitava lo storico stabilimento della Vouk tra le vie degli Scogli e Don Bosco, l’ottocentesca palazzina di via Cadorna dove in epoca asburgica era ubicato il Civico stabilimento bagni e l’ex sede del Provveditorato agli studi di via Leopardi. Per i prime tre siti, in particolare, la crisi rischia di far tramontare i segnali positivi emersi negli anni scorsi.

Ex manifattura. Nell’ottobre 2011 era stata approvata la variante di destinazione d’uso per il maxi-intervento edilizio destinato a trasformare l’ex area produttiva, da anni abbandonata, in un nuovo complesso residenziale comprensivo di attività commerciali. L’ex manifattura è di proprietà della Beni stabili spa di Roma (colosso del settore immobiliare) «ma per ora la crisi economica scoraggia tale tipo di sforzi in ambito edilizio – spiega l’assessore all’urbanistica, Pettarin – e gli investitori interessati sono in attesa di tempi migliori anche se ci risulta che l’iter progettuale possa andare avanti». Anni fa era stato presentato da una società un primo progetto che non aveva trovato accoglimento in sede municipale in quanto sovradimensionato: era stata prevista la realizzazione di palazzine di 5 piani con densità abitativa pari a più del doppio di quella fissata per la zona.

Vouk. «Tutto fermo – continua Pettarin - anche per l’altro intervento di riqualificazione di un ex compendio industriale, quella della Vouk. Come per l’ex manifattura, è prevista la trasformazione in area residenziale con servizi commerciali ed è un peccato che non si possa già procedere visto che la zona è pregevole dal punto di vista paesaggistico». Per l’ex Vouk il progetto prevedeva la realizzazione di 4 palazzine e aree commerciali per 1.500 mq, ma la cooperativa di Brescia che ha acquisito il sito resta in “stand by”.

Bagni. Se per le due aree appena citate le speranze non sono ancora tramontate, risulta invece difficile non cedere al pessimismo per la sorte della palazzina di via Cadorna (di proprietà comunale) realizzata nel 1876 per ospitare il Civico stabilimento bagni. «Un gruppo di investitori privati aveva presentato un progetto in project financing per trasformarlo in Centro benessere – sottolinea l’assessore –, ma la commissione l’ha bocciato. L’investimento non risultava in equilibrio dal punto di vista finanziario. E per ora non ci sono state altre manifestazioni di interesse». Il Comune non ha risorse per investire in proprio (il progetto precedente prevedeva una spesa di oltre 3 milioni) e la palazzina precipita sempre più nel degrado.

Provveditorato. E in pieno centro c’è un'altra palazzina d’epoca in stato di progressivo degrado: l’ex sede del Provveditorato, realizzata a inizio ’900, è di proprietà di una società di Roma che ha il compito di vendere gli edifici dell’ex patrimonio Inam. Si era parlato di un possibile acquisto da parte della Regione per la sede del Tavolare provinciale: «La Regione resta interessata – conferma Pettarin –, anche se ancora non ci sono stati passi concreti. Speriamo che almeno per l’ex Provveditorato si trovi una soluzione».



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