LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

L’ABC dell’economia culturale e il caso della Fondazione Valore Italia
Stefano Monti, Francesco Cascino e Massimiliano Tonelli
Tafter, 11-7-2012

La spending review sta mietendo delle vittime anche in campo culturale, più o meno giustificate. Vediamo il caso della soppressione della Fondazione Valore Italia, nata per valorizzare il design e il Made in Italy e ora totalmente annientata prima ancora che il decreto venga convertito in legge…


Cominciamo dall’ABC come si faceva una volta, quando c’erano uomini di buona volontà e sincera trasparenza, ottime attitudini e ancor migliori abitudini.
Quali sono gli elementi di valore che il mondo riconosce all’Italia? Arte, Design, Architettura, creatività in genere, dalla danza alla poesia, dal cinema (di qualità) al teatro, l’Italia è il Paese dell’eccellenza per tutto il mondo, evoluto e non.

A cosa servono queste discipline creative e le pratiche che le evolvono? A generare visioni, immaginazione, pensiero laterale, persino imprenditoria (senza Leonardo non avremmo elicotteri, rubinetti, dighe), a patto che vengano alimentate quotidianamente con la Conoscenza, cioè il sapere relativo alle radici e al DNA culturale dell’Uomo, con le evoluzioni dei semi istitutivi del Presente e con la capacità di prevedere il Futuro e descriverlo per immagini e forme, senza didascalie, rendendo il messaggio universale e immortale. Perché un’opera non si può spegnere.

Per difendere il valore della produzione artistica e del design, nascono quindi strutture private e pubbliche che costruiscono sistemi imprenditoriali in grado di sviluppare, presentare e promuovere il prodotto dell’ingegno e dell’immaginazione.
In Italia, che per tutti è il Paese dell’arte e del design, ci sono migliaia di Fondazioni pubbliche e private, oltre che gallerie, musei, spazi e contenitori vari.
Una di queste era la Fondazione Valore Italia, appena soppressa dai professori del Governo Monti per via della spending review fatta con l’accetta, col caldo e senza lucidità.

Partiamo dall’inizio e andiamo per ordine, perché Valore Italia era stata commissariata a fine Aprile 2012 e tutto il mondo del design di qualità aveva protestato vivamente e chiesto al Ministro Passera il reintegro del Presidente Massimo Arlechino, con tanto di lettere firmate Gattinoni, Luigi Bandini Buti (Presidente di Design for all), Stefano Salvi (Presidente Istituto Superiore per le Industrie Artistiche e del Design), Adolfo Guzzini (Presidente dell’omonima celeberrima azienda di design) e così via.
Oggi, con il decreto legge 96/2012, articolo 12, commi 59-70 viene invece di fatto abolita l’unica realtà istituzionale avente ad oggetto la valorizzazione del Made in Italy, in particolare del Design italiano e del sistema produttivo ad esso collegato.
Tecnicamente, nel caso della Fondazione Valore Italia (di totale proprietà del Ministero dello Sviluppo Economico ma autofinanziata dalle proprie attività, con un 2011 chiuso in pareggio…) non si procede neanche ad una spending review, ad una revisione della spesa, in quanto la Fondazione non ha mai gravato sul bilancio dello Stato, non ricevendo alcun fondo annuale per il funzionamento ordinario: si è quindi voluto prendere un patrimonio, destinato ad altro scopo da una legge dello Stato, per fare cassa immediata.

La disposizione del comma 61 dell’art. 12 del decreto legge suddetto implicitamente riconosce la bontà del progetto dell’Esposizione Permanente del Made in Italy (Palazzo della Civiltà Italiana, fiore all’occhiello dell’EUR e di tutta la Roma che vuole uscire dallo stereotipo del Colosseo…) al punto da prevedere che ci possano essere disponibilità, da parte di operatori del mercato, a subentrare nella realizzazione del progetto.
Nel testo del decreto, inoltre, non viene data alcuna indicazione relativamente alla gestione dei rapporti internazionali che Valore Italia ha costruito e messo a reddito nei suoi sei anni di vita, dimostrando di fatto la non conoscenza della reale attività della Fondazione e della portata dei rapporti instaurati con interlocutori importantissimi.

La disposizione che prevede il passaggio della gestione del programma «DISEGNI +» direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, ad esempio, non sembra tener conto della portata del programma (incentivi destinati alle imprese per 15 milioni di euro). Già da ieri alcune imprese hanno contattato il numero verde del programma «DISEGNI +» per chiedere notizie sui finanziamenti e denunciando il fatto che, in assenza di certezze sull’ottenimento dell’agevolazione, le banche hanno intenzione di ritirare prestiti già concessi per la realizzazione dei progetti approvati.
Per evitare dunque di dare vita ad un ennesimo carrozzone parapubblico, la gestione della Fondazione Valore Italia è stata improntata ad un cauto processo di assunzione del personale (due soli contratti a tempo indeterminato – dirigenti – su una ventina di professionisti). Ciò ha portato ad una preponderanza di rapporti di lavoro di tipo consulenziale e/o a progetto che, in base al decreto attuale dovranno cessare al quindicesimo giorno di entrata in vigore, senza alcun rispetto delle più banali norme relative al rispetto dei termini contrattuali, dei tempi di preavviso e soprattutto dell’etica: dietro quei contratti ci sono delle persone con una dignità che merita rispetto e con dei risultati positivi alle spalle.

Senza volere entrare sulle dinamiche e le tempistiche adottate (un Decreto legge prevede un passaggio in Parlamento entro 60 giorni, mentre la Fondazione viene cancellata entro il 21 Luglio per cui il Parlamento è di fatto esautorato ) quello su cui dovremmo riflettere è la distanza abissale della politica dalla contemporaneità, dal concetto concreto di economia culturale che genera profitti e introiti per Stato e società civile, la distanza siderale tra l’identità culturale italiana, che prevede analisi e studio prima di sintesi e decisione, e la fretta cieca e ottusa di chi cancella senza costruire, cancellando al contempo presente e futuro del Paese.
Senza investimenti siamo destinati a confermare l’attuale e già vissuta condizione di Principato Turistico, preda di conquistatori, terra di venditori ambulanti e giovani senza visione. Per cui senza speranza.

http://www.tafter.it/2012/07/11/labc-delleconomia-culturale-e-il-caso-della-fondazione-valore-italia/


news

28-08-2021
Allarme Archivio Centrale dello Stato. La petizione disponibile su change.org

22-07-2021
Corte costituzionale: sentenza su beni paesaggistici

20-07-2021
Piano strategico grandi progetti beni culturali: raccomandazioni sul decreto per la rimodulazione 2020

18-07-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 Luglio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

Archivio news