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SICILIA - Nei siti archeologici c'è tanto amianto
LA SICILIA Domenica 08 Luglio 2012





Zone archeologiche contornate da discariche altamente pericolose. Il caso dell' amianto presente all'interno del parco archeologico di Caposoprano non è, purtroppo, isolato. C'è amianto ai margini della zona archeologica di Bosco Littorio dove sono stati trovati i resti dell'emporio arcaico ed amianto si trova pure sulle sponde del fiume Gela in prossimità della foce. Vecchie coperture in eternit, serbatoi d'acqua in disuso, tutto materiale sfaldato che con il vento diffonde le sue polveri in luoghi frequentati dai cittadini.
Le associazioni ambientaliste Amici della terra guidata da Emanuele Amato e Aria nuova di cui è presidente Saverio Di Blasi, hanno depositato ieri una denuncia alla Procura della Repubblica ed ai Noe di Palermo e Catania per denunciare
" l'ennesimo danno all' ambiente nel territorio gelese causato dalla discarica abusiva creatasi al di là della recinzione di Bosco Littorio, una zona sottoposta a vincolo archeologico, paesaggistico e naturalistico, e più avanti verso il fiume Gela. Alla denuncia sono state allegate 21 foto sulle discariche a cielo aperto a Bosco Littorio e 30 sulle discariche al fiume Gela. Insieme a materassi, vecchi elettrodomestici , materiale dell'edilizia ci sono anche i resti di amianto che inquinano il suolo. E non sono pochi. Amato e Di Blasi lungo il fiune Gela hanno censito ben otto serbatoi in amianto abbandonati. I due ambientalisti esprimono profonda preoccupazione per gli effetti dell' amianto abbandonato sulla salute dei cittadini.
"Ai margini di Bosco Littorio-hanno detto - fino a qualche tempo fa si svolgeva il mercato settimanale e la gente transitava di là ignara del fatto che dopo la recinzione c'era amianto abbandonato.Dove sono i controlli nel nostro territorio? Le autorità non lo hanno visto che c'era l'amianto? Non pensano a che succede nelle giornate di vento con le polveri di quei materiali di amianto che si sperdono nell' aria e vengono respirate dai cittadini?".
Emanuele Amato aggiunge che le zone con vincoli archeologici e paesaggistici dovrebbero essere controllate. "Ma a Gela non ci sono figli e figliastri -dice ironico - perchè tanto non si controlla nulla. L' area dalla foce del fiume Gela a Bosco Littorio fu oggetto qualche anno fa di una maxi bonifica che ebbe un costo. Oggi le cose sono tornate come prima".
Alla magistratura le due associazioni chiedono indagini sulle responsabilità di chi dovendo vigilare non lo ha fatto e per dare un volto a quei soggetti che,con disprezzo e non curanza dell' ambiente e della salute pubblica, vanno a depositare rifiuti all' aperto in ogni angolo della città.Anche le zone archelologiche che potenzialmente dovrebbero attirare presenze turistiche non sono esenti da comportamenti fuorilegge di chi deturpa sapendoche tanto nessuno controlla e nessuno punisce.
M.C.G.


08/07/2012



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