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SICILIA - "L'Italia senza la Sicilia non lascia immaginare nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto" (Goethe)
LA SICILIA Martedì 03 Luglio 2012





"L'Italia senza la Sicilia non lascia immaginare nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto" (Goethe). Sono centinaia le citazioni, di poeti, narratori e viaggiatori che esaltano e raccontano della Sicilia, isola infinita e ricca di sogni e fascino. La Sicilia rappresenta un vero e proprio ponte tra le culture d'Oriente e quelle d'Occidente per via delle tantissime etnie e popoli del Mediterraneo che nel corso dei millenni l'hanno popolata lasciando un'impronta indelebile. Eppure anche la Sicilia sta attraversando un periodo nero, legato alla crisi del settore turistico, crisi che amaramente sta facendo affiorare tante altre piaghe legate alla nostra terra.
Un assurdo, se pensiamo che la Sicilia è una grande isola dove è concentrato almeno un terzo di tutte le opere architettoniche e artistiche del patrimonio italiano. La Sicilia è una regione di mare, di sole, di monti, di fiumi: c'è tutto qui, persino la migliore cucina del mondo. Eppure la Sicilia non ha il posto che merita. Secondo le più recenti statistiche l'Isola continua a perdere quote assai importanti dei mercati turistici nazionali e internazionali. Nel 2011, secondo i dati dell'Osservatorio turistico regionale, ha perduto, rispetto all'anno precedente, ben 400.000 arrivi (-8,1%) e 670.600 presenze (-4,6%). Tradotte in cifra economica e sociale, tali perdite hanno significato un colpo durissimo per il turismo isolano e per il suo indotto, in termini di disoccupazione e di forniture di beni e servizi.
Si dirà: ma c'è stata la crisi mondiale. La crisi è innegabile, tuttavia, se si guarda intorno, scopriamo che i suoi effetti non sono uguali per tutti. Anzi. Mentre il turismo siciliano subiva quasi un tracollo, altre regioni italiane e mediterranee sono riuscite a contenerli e talune addirittura a far registrare incrementi davvero significativi.
Anche i nostri siti Unesco, negli ultimi due anni, stanno subendo una continua contrazione delle presenze: nei 5 siti Unesco si strappano sempre meno biglietti d'ingresso ai musei, mentre i loro costi di mantenimento restano tali e quali.
Impietoso l'indice tra numero di visitatori e ampiezza delle strutture vincolate a patrimonio dell'umanità nell'isola.
Un calcolo fatto dal Touring Club vede tutti e due i musei in fortissimo ribasso a rendiconto del 2011: quello archeologico regionale di Villa Imperiale del Casale, ha chiuso con appena lo 0,29 di visitatori al giorno in riferimento alla superficie della struttura; peggio ancora è riuscita a fare l'area Archeologica della Neapolis e Orecchio di Dionisio, a Siracusa, dove invece si arriva a una quota irrisoria dello 0,006.
Anche in questo caso è imbarazzante il raffronto con altre realtà museali del Nord (sempre Unesco): il San Marco di Venezia tocca quota 1,393, quello Centrale del Risorgimento di Roma lo 0,625; Sicilia superata persino dal museo nazionale del Cinema di Torino e dall'Acquario di Genova.
Sempre il Touring Club ha calcolato per il parco Archeologico e paesaggistico "Valle dei Templi" di Agrigento 616 visitatori, oltre il 7% in meno rispetto all'anno precedente e va anche peggio nell'area archeologica Siracusana.
Ultima annotazione per il Val di Noto che mediamente chiude ogni anno su presenze che si aggirano attorno alle 200 mila unità.
Mettendo assieme quindi i visitatori dei vari musei ricadenti in territorio Unesco si arriva a 980 mila e 600 presenze nei musei contro un milione e 670 mila dell'anno precedente: siamo nell'ordine di un crollo del 40%. La situazione è estremamente preoccupante, è necessario cambiare registro, si devono creare delle condizioni di sviluppo, ma soprattutto bisogna imparare la cultura della ricezione turistica, bisogna imparare ad accogliere il turista, perché è lui la vera risorsa per far ripartire l'intero sistema.
Girando per le città della Sicilia si scopre che i musei hanno orari assurdi, le chiese spesse volte sono chiuse, le strutture alberghiere fatiscenti o costosissime come ristoranti che applicano tariffe da denuncia, come si legge sovente sui giornali.
Ma anche facendo un giro per le spiagge della Sicilia viene da piangere: incuria, sporcizia, mancanza di strutture, organizzazione inesistente; anche se il mare è bellissimo, devi comunque camminare per 2 km sull'asfalto cocente sotto il solleone siciliano delle 10 di mattino per cercare un posto. Il tutto condito da un tentativo di scavalcare le montagne di immondizia.
Milena Barcella


03/07/2012



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