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Tesoro: Demanio ha 30.000 beni, 2400 beni storico-artistici. Ponzellini: migliorare redditivit ma attenzione ai vincoli
Ansa 6/3/2003

Ospedali e parchi, spiagge e chiese,
carceri e monumenti. Il patrimonio immobiliare pubblico ''e' di
ingenti dimensioni'' e conta circa 30.000 beni. Tra questi vi
sono 2.400 beni, tra cui 1.650 fabbricati e 810 terreni, da
considerare parte del demanio storico artistico. I beni del
patrimonio disponibile sono circa 11.000 - 3.300 fabbricati e
7.900 terreni - ai quali si contrappongono circa i circa 17.000
del patrimonio indisponibile composto da 15.450 fabbricati e
1.900 terreni.
A fare un primo check up del ''portafoglio'' immobiliare
dello Stato e' stata il direttore generale del Demanio
Elisabetta Spitz intervenendo al Mipim di Cannes, uno dei piu'
importanti appuntamenti del settore immobiliare, nel corso del
convegno organizzato proprio dall' Agenzia per presentare i
progetti di valorizzazione del patrimonio pubblico e le
opportunita' di intervento di investitori privati internazionali
in Italia.
Al dibattito e' intervenuto anche il presidente di Patrimonio
Spa, Massimo Ponzellini. Ha spiegato come l' obiettivo della
nuova societa' del Tesoro e' quella di aumentare la redditivita'
dei beni pubblici che ora hanno ''rendimenti molto modesti''. Ma
ha assicurato che la societa' operera' ''con il massimo rispetto
dei vincoli che sono a tutela del patrimonio artistico, cultura
e ad ambientale del nostro Paese''.''Il Patrimonio gestito dall' Agenzia
- ha detto la Spitz - e' composto da un considerevole numero di
beni, estremamente differenziati per tipologia, localizzazione
geografica e utilizzo. Valorizzare tale patrimonio significa
tener conto di questa eterogeneita', e prefigurare una gamma di
strategie altamente diversificata, quali: dismissione;
dismissione con progetto di valorizzazione; forme miste di
compartecipazione nella progettualita'; mantenimento della
proprieta' realizzando una gestione economica dei beni, al fine
di ricavarne reddito confrontabile con il mercato nel caso di
utilizzatori privati, ovvero ottimizzando le performance per i
beni in uso alla pubblica amministrazione''.
L' Agenzia - ha sottolineato la Spitz - punta a politiche di
valorizzazione operando ''in stretto collaborazione con le
amministrazioni centrali e locali''. Ha cosi' ricordato gli
accordi raggiunti a Roma, Milano, Genova e Venezia ponendosi
come interlocutore del mercato.
In questo contesto si inserisce anche la nuova societa'
Patrimonio Spa, operativa dal 3 febbraio e interamente
controllata dal ministero dell' Economia. ''E' stata costituita
- ha ricordato il presidente Massimo Ponzellino al Mipim - per
valorizzare, gestire con efficienza e, laddove opportuno,
privatizzare gli asset del patrimonio dello Stato italiano: beni
immobili, beni mobili, crediti finanziari, concessioni e diritti
d' uso''. Una privatizzazione dai grandi numeri visto che lo
stesso Ponzellini sottolinea che ''l' Italia ha un patrimonio di
straordinarie dimensioni'' cosi' che ''attraverso una sua
gestione attiva, la finanza pubblica e l' intero sistema
economico nazionale potrebbero ottenere notevoli guadagni, sia
in termini di efficienza che in termini di creazione di nuovo
sviluppo economico''.
Si punta sopratutto a migliorare la redditivita', non
escludendo il trasferimento di beni non strumentali ''dal
bilancio dello Stato a quelle delle famiglie'', trasformando
gradualmente lo Stato ''da proprietario di beni a gestore di
servizi''.
L' obiettivo economico e' ben chiaro a Ponzellini che ha
sottolineato come ''Patrimonio SpA non e' una societa' di
promozione culturale, non si occupa di arte e non ha tra le
proprie finalita' la vendita o la cessione a qualunque titolo di
beni artistici e culturali: opereremo con la massima attenzione
e con il massimo rispetto dei vincoli che sono a tutela del
patrimonio artistico, culturale ed ambientale del nostro
Paese''.



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