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SICILIA - Palazzo Branciforte restaurato da Gae Aulenti
Vincenzo Prestigiacomo
LA SICILIA Sabato 19 Maggio 2012


Palermo si riappropria della perla del centro storico, in via Bara all'Olivella. Tre anni di delicati interventi. Area per mostre permanenti




La citt si riappropria di Palazzo Branciforte, la perla pi importante del centro storico; e dalla nuova struttura pu trarre sicuramente vitalit. Il prof. Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia, con orgoglio dice: Vorrei invitare il presidente degli Stati Uniti per dirgli che a Palermo si pu cambiare. Oggi nella restaurata dimora parlano le pietre, le collezioni e si recuperano forti emozioni.
A ridare grande dignit all'edificio di via Bara all'Olivella stata l'architetto milanese Gae Aulenti, con tre anni di delicati interventi e con un impegno economico non indifferente se si pensa che ci sono voluti quasi 6 milioni per l'acquisto dell'immobile, 17 per il restauro, 4 per gli arredi e 512 mila euro per rimettere a posto la vecchia struttura lignea del Monte.
Il Via ai lavori nel 2008 con un progetto che non ha riguardato soltanto il restauro, ma stato generato soprattutto da una grande ambizione culturale. I problemi tecnici - spiega il prof. Puglisi - sono stati diversi e tutti superati in armonia con la sovrintendenza di Palermo. Uno degli obiettivi principali che ha guidato l'intero iter dei lavori di ripristino stato quello di rivalutare quegli importanti spazi architettonici che nei secoli avevano perso la loro originaria funzione: una piccola stradina interna, il cortile principale, la scuderia al piano terra. Oggi gli spazi si presentano funzionali e luminosi. L'edificio ospita un'area espositiva per mostre permanenti con collezioni di archeologia, maioliche, numismatica, filatelia, bronzi; inoltre una biblioteca con 70 mila volumi e con una volta affrescata da Ignazio Moncada di Patern, una caffetteria, una sala conferenze con un centinaio di posti.
Palazzo Branciforte diventer un centro di arte pulsante, uno spazio aperto a nuovi linguaggi della contemporaneit. C' un bookshop dove si possono acquistare cataloghi sulle collezioni esposte e volumi di arte e cultura realizzati dalla Fondazione. La struttura si avvale anche di un ristorante di primissima qualit.
Fra gli ambienti di maggiore suggestione - continua il prof. Puglisi - un posto di primo piano l'occupa la parte lignea che fu del "Monte dei pegni di Santa Rosalia", carica di storia, con le sue scaffalature in legno, i ballatoi, le scale interne, caratterizzate dall'alternanza del gioco della luce e delle ombre. Il palazzo destinato ad ospitare mostre d'arte temporanee.
Da quando l'immobile stato edificato le trasformazioni sono state continue. Il bombardamento del 1848 ha messo in ginocchio parecchio l'immobile. Crollarono gran parte delle volte e delle solette interne. I lavori di consolidamento e ristrutturazione si fecero immediatamente, ma senza tenere conto delle caratteristiche architettoniche dell'edificio. Altre bombe colpirono nel 1860 e poi nel 1943.
Affascinante la storia della dimora. Venne edificata alla fine del '500 dal conte Branciforte di Raccuja come propria dimora nobiliare. La struttura, allora, occupava la met dell'area odierna e si articolava attorno ad un cortile arricchito da un duplice ordine di colonne di marmo grigio di Billiemi. Si raggiungevano i saloni di rappresentanza attraverso una scala in marmo rosso di Piana. Un ulteriore piano ospitava alloggi di servit ed uffici di amministrazione. Nel 1662 Giuseppe Branciforte, principe di Pietraperzia, mise in atto un'espropriazione forzata nei confronti dei proprietari limitrofi e raddoppi la superficie del palazzo.
Nel 1705 Nicol Branciforte del Carretto eredit la dimora e avvi alcune opere di completamento. Nel 1796 iniziarono le trattative con il sovrano per l'apertura come Casa dei Pegni.
Nel 1929 venne disposto l'annessione del Monte di Piet alla Cassa di Risparmio di Palermo. Correva il 1958 quando divent sede della Fondazione culturale Lauro Chiazzese della Sicilcassa. Il 30 dicembre 2005 il palazzo venne acquisito dalla Fondazione Banco di Sicilia.


19/05/2012



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