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CAMPANIA - BAGNOLI - Cambia la mission, arrivano i rifiuti
CRISTINA ZAGARIA
GIOVEDÌ, 17 MAGGIO 2012 LA REPUBBLICA - Napoli




Impianto di smaltimento in due anni. "Ma resta la vocazione turistica"


Addio alla Stu, nasce la società di sviluppo. "La situazione era cadaverica"


Cambia la missione di Bagnoli. Rimane la vocazione paesaggistico turistica. Rimane la ricostruzione edilizia. Ma il sindaco, Luigi de Magistris, indica una terza direttrice e parla di un «eco-distretto». Il Comune vuole realizzare nella periferia occidentale il terzo impianto per lo smaltimento dei rifiuti, dopo quello di Scampia e quello in programma a Napoli Est. Tre impianti in alternativa al termovalorizzatore. E così il destino di Bagnoli, cambia rotta, con un inversione a "U".
«Stiamo portando avanti un lavoro importante da questo punto di vista, insieme con Bagnolifutura - spiega de Magistris - Realizzare questo tipo di impianto è una risposta definitiva a chi sostiene che Napoli dice solo dei no». Il sindaco si mantiene vago sul tipo di impianto: sito di compostaggio o impianto anaerobico. L´unica cosa certa è che «tratterà la frazione umida» (la città ne produce 150 mila tonnellate in un anno). Il vicesindaco, Tommaso Sodano invece, propende di più per il «digestore anaerobico, impianto che ha un impatto ambientale pari a zero e non emana cattivi odori perché si lavora in assenza di ossigeno». La disponibilità a realizzare nell´area occidentale di Napoli un impianto per lo smaltimento dei rifiuti umidi, come spiega Sodano, «è arrivata da Bagnolifutura la scorsa settimana».
I tempi? «Tra i 18 e i 24 mesi - assicura Sodano - Occorrono sei mesi per l´iter burocratico e un periodo per la realizzazione».
E così ieri pomeriggio nell´incontro tra il sindaco e il nuovo cda di Bagnolifutura (con la nomina di Tommaso Antonucci a nuovo direttore generale) per fare il punto delle opere fatte e dell´imminente vendita dei quattro lotti in cui è stata frazionata l´Area tematica II, il tema dei rifiuti prende il sopravvento. Nella Bagnoli che tenta la rinascita (lo stesso sindaco dice «siamo contro gli speculatori, ma anche contro l´immobilismo»), dopo l´attesa ventennale di una bonifica, la visione dei camion che portano la frazione umida allo stabilimento attraversando la Porta del Parco o costeggiando le nuove palazzine di edilizia residenziale non è un´immagine neutra.
Per Palazzo San Giacomo però impianto di smaltimento dei rifiuti e un futuro turistico-residenziale per Bagnoli, non sono due ipotesi in contrasto, ma possibili. La situazione patrimoniale della società «era cadaverica - spiega il sindaco - Abbiamo utilizzato il defibrillatore per rimetterla in piedi». Da una situazione economica, nel 2008 di 15 milioni di euro, entra nei particolari l´assessore comunale al Bilancio, Riccardo Realfonzo, si è passati a 500 mila euro nel 2010. Così per rimpinguare le casse ed erodere i debiti con i creditori, i fornitori e la fiducia nel progetto di recupero di Bagnoli, è stato messo a punto il bando di gara per l´alienazione dei 4 lotti edificabili dell´Area tematica II, del Piano urbanistico esecutivo Coroglio-Bagnoli. Ogni lotto avrà una superficie di circa 16 mila metri quadrati su cui è possibile realizzare nuovi edifici destinati per il 70 per cento a residenze e il restante 30 per cento a terziario, imprese e commercio. Il prezzo a base d´asta è di 21 milioni nel caso del primo lotto e 14 milioni per gli altri tre. Dalla vendita dei suoli (dai lotti 1 e 2) si stimano, per il 2012, entrate per 35 milioni.
E il Comune è a lavoro anche per un altro obiettivo: cambiare il nome e la mission di Bagnolifutura che, ha spiegato de Magistris, «dovrà occuparsi anche di sviluppo». Cosa che, significa, «rilancio del turismo a partire dalla restituzione della spiaggia ai bagnolesi». L´idea è di cambiare entro l´estate lo statuto della società da società di trasformazione urbana (Stu) a società di sviluppo. Tra le novità anche l´idea di non trasferire più i materiali della colmata da Bagnoli a Piombino, risparmiando 15 milioni e «utilizzando quei sedimenti per la Darsena di Levante del porto» spiega il vice sindaco.
In tempi brevi saranno aperte anche le opere realizzate, ma non ancora fruibili: a giugno la Porta del parco, a settembre il Turtle point, a dicembre, il Parco dello sport.



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