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Soprintendenza decentrata a Parma. E' un'occasione anche per Piacenza
r.c.
LIBERTÀ 27 GEN 2005

PIACENZA • Piacenza potrà avere benefici effetti dallo "sdoppiamento" della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, che attualmente ha sede a Bologna e "copre" - oltre al capoluogo - anche le province di Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia, ma che presto - come annunciato ieri - avrà una sede anche a Parma, diretta dall'architetto Luciano Serchia (che già opera in questa stessa struttura come funzionario). E' il parere di parecchi "addetti ai lavori" che vedono in questo nuovo ufficio (la cui nascita è legata all'arrivo dell'Authority Alimentare) una possibilità di maggior dialogo con un'istituzione statale ritenuta spesso "lontana" (non solo geograficamente) ed "ostile". Senza contare che, gli ingenti investimenti previsti in questa "partita", potrebbero interessare non solo Parma, ma anche la nostra provincia.
«Un'opportunità importante» la definisce il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi. «Il decentramento di una fetta della Soprintendenza a Parma - precisa - è stato deciso soprattutto per facilitare i progetti legati all'arrivo dell'Authority Alimentare nella vicina città ducale.
Ma è chiaro che di questa nuova e più favorevole situazione -quanto meno dal punto di vista logistico - beneficeremo anche noi. Penso, ad esempio, ad una serie di importanti interventi di riqualificazione che vogliamo far partire al più presto in parecchie aree della città: nell'ex-Consorzio Agrario, accanto al Mercato Ortofruttucolo e intorno a Barriera Roma; per non parlare delle aree militari, la cui situazione - stante il recente decreto del Govermo, si dovrebbe sbloccare. Tutto questo - ci tiene a precisare Reggi - in una situazione che già ci vede collaborare positivamente con l'attuale Soprintendentet Sabina Ferrari».
«Proponemmo questo decentramento già una decina di anni fa - ricorda Benito Dodi, presidente dell'Ordine degli Architetti - venne anche individuata una sede provvisoria, a Palazzo Farnese. Siamo quindi entusiasti della nascita di questo nuovo ufficio a Parma - prosegue - purché non si tratti solamente di un dimezzamento della sede di Bologna, ma sia accompagnato da un potenziamento e da investimenti, soprattutto sotto il profilo delle risorse umane. Fa sorridere - non può fare a meno di osservare scherzosamente Dodi - che una decisione di questo tipo non prenda le mosse dalla chiara importanza architettonico-paesaggistica dei territori di Parma e Piacenza, ma
da questioni agro-alimentari».
Marco Natali, di Legambiente, si fa portavoce delle aspettative ambientaliste rispetto alla nascita di questo nuovo ufficio. «Occorre sempre più vigilanza - afferma - per evitare gli scempi quotidianamente perpetrati, anche nel nostro territorio, a danno di un paesaggio che dovrebbe essere la nostra nuova e vera fonte di ricchezza e che invece viene deturpato con la ce-mentificazione selvaggia e con la manomissione di aree naturali, penso ad esempio alle coste fluviali. Speriamo che questo avvicinamento della Soprintendenza si traduca in una maggior tutela del territorio. Teniamo conto - conclude - che Piacenza è l'unica provincia dell'Emilia a non avere un vero e proprio parco naturale».
Giudizio positivo, ma da un altro punto di vista, anche per Giuseppe Parenti (presidente della neonata Agenzia di Marketing Territoriale). «Si tratta di una decisione positiva - spiega - se non altro per ragione logistiche, di vicinanza, e quindi di maggior rapidità nelle vlutazioni e negli interventi. Piacenza, lo sappiamo tutti, è una città molto condizionata dalla sua storia. Spesso, però, è necessario riuscire comunque ad intervenire poiché proprio queti interventi diventano occasione per valorizzare il nostro patrimonio storico e paesaggistico».




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