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Ruota del pace, sì della Soprintendenza
Nuovo Quotidiano Lecce



Il monumento in arrivo Bramato si schiera con il Comune: «Va bene il rondò»
«Un 'opera troppo religiosa? Non dispiace, lì vicino c’è il cimitero”
La Soprintendenza dice sì, «Ben venga il monumento alla pace ma teniamolo sul rondò. Teniamolo lontano dalle mura: questo è l'importante». Firmato: Antonio Bramato. È lui, il numero uno a Lecce della Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali che prende la parola e, dopo un bel po' di giudizi contrastanti sulla collocazione e l'opportunità dell'opera, emette il suo verdetto: «L'area identificata, cioè il rondò all'imbocco della superstrada per Brindisi, non crea difficoltà dal punto di vista della compatibilità architettonica e ambientale: il monumento alla pace donato dai Lions di Taranto è costruito in acciaio ma quella è già una zona moderna della città e, dunque, non mi pare crei contrasti particolari con l'area circostante».
Questo dice l'architetto Bramato per conto della Soprintendenza dopo che molti intellettuali, in questi giorni, avevano avanzato più di una perplessità sulla natura e sulla collocazione dell'opera. Lo aveva detto la Poli Bortone che all'ufficio
di Lecce si sarebbe rivolta prima di prendere la decisione definitiva sulla collocazione definitiva dell'opera scolpita da Cosimo Chiffi che il Comune riceverà dopo la benedizione del Papa per cui è stata realizzata. Lo aveva già fatto, per la verità, quando una prima richiesta era stata già avanzata: la collocazione dei monumento alla pace proprio davanti alle mura, nei pressi del parcheggio dell'ex Carlo Pranzo. «Ma lì abbiamo detto di no - spiega Bramato - perché, secondo le normative previste, mal si sarebbe "sposato" con la monumentalità storica delle antiche mura della città. Abbiamo chiesto al sindaco Poli Bortone di allontanarsi un po' dalle mura e mi sembra che questa nuova collocazione, sul rondò della superstrada, possa essere recipita. Per quanto ci riguarda, non dovrebbero esserci problemi. E, d'altra parte, non mi pare che l'altezza, circa sette metri e mezzo, sia tale da ostruire lo spazio visivo circostante. La "religiosità" dell'opera? Non mi preoccuperei più di tanto e,
d'altra parte, con il cimitero alle porte, un'opera come quella dedicata alla pace non ci sta poi tanto male. Purché poi non sia brutta, ma, prima di dirlo, aspettiamo di vederla».
Ora si attende la decisione definitiva del sindaco Adriana Poli Bortone che è stata in prima fila in quest'iniziativa dopo che il governatore di Puglia, Marcello Viola, ha voluto questo monumento alla pace come riconoscimento per il Papa. Prima che Giovanni Paolo II lo donasse al Salento considerata la terra "crocevia dei popoli".



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