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BRESCIA - Sulla Pompei della preistoria dopo gli archeologi passa la Tav
Brescia Oggi, mercoled 4 aprile 2012

Dal 2011 l'area archeologica del Lavagnone, sul confine tra Lonato e Desenzano, fa parte del Patrimonio mondiale dell'umanit dell'Unesco. Si era deciso infatti che l'importanzadi quel sito preistorico meritasse il riconoscimento delle Nazioni unite. Tutti contenti e orgogliosi. Certo. Ma che succede adesso? Che ci deve passare sopra la Tav. Non proprio sopra, ma quasi, a non pi di 400 metri di distanza dalla zona umida oggetto degli scavi archeologici.
PER QUELL'AREA, tra San Lorenzino, San Pietro e il Machetto, il progetto dell'Alta velocit ferroviaria prevede lo sbocco della galleria artificiale di 7 chilometri che, in arrivo da Lo-nato, sbucher vicino allatrattoria La Rossa. Questo dice il progetto preliminare dell'Alta velocit, ora passato alla fase di progettazione esecutiva, che se nulla cambia sar cancerizzato entro il 2015. Lo scavo del tunnel ferroviario vicino al Lavagnone rischierebbe fra l'altro di tagliare le sorgenti d'acqua e le falde che all'alba dei tempi alimentavano il laghetto, su cui si svilupp la civilt. palafitticola apprezzata dall'Unesco. E l'area da cui proviene la gran parte dei reperti preistorici (prevalentemente dell'et del Bronzo) custoditi al Museo Rambotti: resti di palafitte, di utensili e strumenti, del famoso aratro pi antico del mondo. E non finisce qui, perch la zona tutt'ora oggetto di periodici scavi, ancora molto promettenti. Ma oltre a rovinare l'atmosfera, il colpo d'occhio,1'integrit di un luogo che dovrebbe essere sacro per il suo valore storico e culturale, esiste anche il rischio della beffa: del danno ecologico.
C'E' FIOR DI RELAZIONE geologica che avverte della presenza di vene d'acqua collegate allo stagno del Lavagnone proprio sul tracciato della Tav. E' possibile che impermeabilizzare, o alterare il corso delle acque sotterranee, possa in pratica alterare l'intero biotopo del Lavagnone. Sicuramente qualcosa da approfondire, prima di arrivare coni cantieri della Tav. E c' di pi-spiega Gabriele Lovisetto, segretario del Consorzio per il Parco delle colline moreniche -. Lo stesso tracciato passer anche in localit Machetto, poco distante, dove situata la sorgente del Rio Venga, il principale corso d'acqua di Desenzano, con il rischio di compromettere le zone umide di tutta l'area. Perch tutto ci? Perch il progetto della Tav Brescia-Verona risale a 10 anni fa (le ultime tavole sono dei 2003, basate su uno studio di fattibilit del 1991), quando il Lavagnone, per dirne una, non era ancora patrimonio Unesco. Un progetto fatto forse quando non era ancora ben chiaro il modello di sviluppo virtuoso che il territorio sta faticosamente intraprendendo - spiega Lovisetto - puntando su un turismo "verde" e culturale, su un'agricoltura di produzioni tipiche di qualit, che vede l'ambiente come una risorsa da valorizzare, e non come qualcosa da consumare. Ecco allora un Tav che passer sui vigneti del Lugana Doc, spazzandone via il 20%, cheoccuper le colline moreniche con i cantieri per anni, e porta le ruspe su un patrimonio mondiale dell'umanit.



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