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ROMA - Vanno definitivamente in soffitta le aree entrate nel toto-discarica per il dopo-Malagrotta.
IL TEMPO 29/03/2012



Accantonate le sette sorelle, adesso caccia all'ottava.


Una discarica che, con ogni probabilit, nascer come temporanea per poi divenire definitiva. questo l'orientamento dei tecnici del ministero dell'Ambiente. L'idea che in futuro dovr essere sempre meno la quantit di rifiuti che finisce sotto terra. Il 20% del totale entro il 2014. A quel punto, la discarica che sostituir Malagrotta, potr continuare ad accogliere l'immondizia anche negli anni avvenire. Se il sistema funziona - ha detto il ministro Clini - potrebbe essere anche la discarica di servizio residuale per le attivit a pieno regime. La parola residuale non scelta a caso, dal momento che l'opzione discarica sar l'ultimo anello della catena e la meno utilizzata. Prima verranno la raccolta differenziata, gli impianti di trattamento meccanico biologico, le strutture di compostaggio e le linee di termovalorizzazione. Sul tavolo c' anche l'ipotesi di utilizzare i poligoni del ministero della Difesa, ma resta un'alternativa lontana. Ma andiamo a vedere le motivazioni che hanno portato i tecnici del ministero a bocciare i sette siti che la Regione aveva individuato. Lo stop era gi nell'aria, bastava mettere in fila i pareri negativi espressi dall'Autorit di Bacino del Tevere e dai Beni culturali. Il Ministero innanzitutto pone l'attenzione sui siti che hanno evidenti problemi di natura idrogeologica. Si tratta di Corcolle (VIII Municipio), Quadro Alto e Pian dell'Olmo (Riano). I primi due sono proprio quelli su cui era caduta la scelta del prefetto Pecoraro, il quale aveva gi avviato i sondaggi preliminari alla costruzione degli invasi. La realizzazione, si legge nel rapporto, appare non compatibile, fatta salva la preventiva ed effettiva dimostrazione di realizzabilit, stabilit e convenienza anche economica di barriere impermeabili ingegnerizzate idonee nel superare nel lungo termine qualsiasi ipotesi di eventi tali da pregiudicare la qualit dell'ambiente nelle aree limitrofe, con danno alla salute dell'uomo. Per quanto riguarda Corcolle, inoltre, i problemi sono anche di altra natura: Una soluzione inopportuna vista anche la prossimit con il sito archeologici di Villa Adriana. Una vittoria per i centinaia di residenti che in questi mesi si sono aggrappati con tutte le forze all'antica dimora dell'imperatore come deterrente alla costruzione della discarica. I tecnici del ministero non hanno risparmiato nemmeno le altre aree. Il sito di Monti dell'Ortaccio presenta delle caratteristiche geologiche favorevoli e capacit di abbancamento di rifiuti adeguata stante anche la presenza ed esercizio di due impianti di Tmb e gassificazione, a fronte di fattori di inopportunit connessi al grado di sovraccarico ambientale gi insistente sull'area. La scelta, in questo caso, di buon senso: costruire una discarica in questa zona, proprio accanto a dove oggi sorge Malagrotta, sarebbe stato davvero troppo. C' poi il sito di Fiumicino, quello di Pizzo del Prete, che nel piano della Regione avrebbe dovuto ospitare la discarica definitiva tra tre anni. Avrebbe dovuto ispirarsi alla discarica di Peccioli, in provincia di Pisa, dove la stessa governatrice Polverini si recata in visita per studiarne le caratteristiche. In questo caso, il ministero ritiene che presenti caratteristiche compatibili salvo la tempistica di realizzazione degli scavi e le opere viarie che si renderebbero necessarie. Lapidaria, infine, la considerazione sulle altre due aree, quella di Osteriaccia e quella di Castel Romano: Presentano manifeste criticit e l'esistenza di fattori escludenti. La palla passa nelle mani del prefetto Pecoraro che, in veste di commissario per l'emergenza rifiuti, dovr scovare l'ottavo sito. Quello idoneo. La Provincia ha detto che se ce ne sono di disponibili me li far conoscere - spiega Pecoraro - tutto questo deve avvenire in tempi molto brevi perch se entro giugno non c' un progetto il commissario, o chi per lui, non in grado di fare un'ulteriore proroga di Malagrotta. Come avevo detto i sette siti proposti dalla Regione erano e sono problematici. Spero ci siano altri siti disponibili. Intanto Malagrotta resta al suo posto, di proroga in proroga. D.M.




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