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Palazzo Grassi, nessuna garanzia per il personale
S.D.
Il Gazzettino, 24 gennaio 2005

Dal giorno 20 gennaio Palazzo Grassi Spa ha un nuovo amministratore delegato, Filippo Berando di Pralormo, in sostituzione del dimissionario Giuseppe Doneg. lui che ha avuto il mandato di trattare la cessione del ramo veneziano della societ di Casa Fiat di cui fa parte anche la Pinacoteca del Lingotto di Torino che gestisce la quadreria Giovanni e Marella Agnelli, e che destinata ad essere scorporata dalla compravendita della parte veneziana.
Intanto, il consiglio di amministrazione del Casin, nelle due sedute di venerd e di sabato, ha preso tempo per esaminare le modalit dell'acquisto, soprattutto per quanto attiene le offerte dei soggetti privati disposti a rilevare con il Casin il 51% della societ di propriet della Fiat. Comunque l'operazione dovrebbe procedere con i tempi previsti, con la firma del preliminare dacquisto gi fissata per il 25 gennaio.
Infuria intanto la polemica sulle sorti del personale di Palazzo Grassi, una struttura snella e professionale formata di soli quattordici dipendenti. Sarebbe stato questo il motivo che ha spinto Giuseppe Doneg, amministratore delegato dal 13 ottobre 1984, a rassegnare le proprie dimissioni. Doneg, nel visionare il piano industriale redatto dal Comune, ha accertato che esso prevede oltre a tre persone assorbibili da Casin spa, la necessit di 12 persone per gestire la predisposizione delle nuove mostre. Facendo una semplice somma, quindi , osserva Doneg la nuova organizzazione di Palazzo Grassi dovr avere 15 unit, cio pi delle 14 attuali. Il costo di queste 12 persone dovrebbe essere "spalmato" sui costi delle mostre, e recuperato dai ricavi, sponsor compresi.
Doneg sostiene che nel preliminare di vendita e in documenti riservati del Casin si parla invece di soli tre dipendenti che sarebbero destinati a seguire le sorti di Palazzo Grassi. E gli altri? si chiede Doneg. A quanto mi consta, nessuno degli altri stato ancora licenziato da Palazzo Grassi spa, a meno che a procedere ai licenziamenti non sia la nuova propriet che se ne assumer la responsabilit sociale.
Ne deduco - prosegue Doneg -che sono quei dipendenti, proprio quelli della Palazzo Grassi attuale, che non vanno bene e che si tender a ricostituire l'organico della societ con altri, presi non si sa da dove. L'ex amministratore delegato si dice sconcertato ed incapace di comprendere i singolari percorsi lungo i quali si stia definendo questa storia. Dopo aver sottolineato la professionalit e le qualit dell' attuale staff, Doneg si chiede se davvero questi dipendenti di Palazzo Grassi hanno fatto cos male da licenziarli e sostituirli, tutti tranne tre di loro?. Sono certo - conclude - che la giunta di Venezia e la sua componente di sinistra in particolare, che non pu essere indifferente a queste cose, potr chiarire.



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