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INTERVISTA Se il cinema rinasce al museo
ELFI REITER - Philippe-Alain Michaud, conservatore responsabile della collezione di film al Centre Pompidou
Il Manifesto - 19 Gennaio 2005

Philippe-Alain Michaud, conservatore responsabile della collezione di film al Centre Pompidou, racconta il progetto di rinnovo per il 2006 del museo parigino
Artisti in pellicola Oggi la cultura visuale sempre pi di tipo elettronico. Vogliamo partire dalla produzione sperimentale e tracciare una nuova storia dell'arte e delle immagini in movimento. Il prossimo programma del Beauborg dedicato per questo alle cineaste esploratrici tra gli anni 20 e 50

Nel 2006 ci sar una riorganizzazione della collezione di arte moderna all'interno del Beaubourg sui due livelli 4 e 5, in cui essa collocata attualmente. Al quinto livello si riuniranno le opere sotto il concetto della distruzione, al quarto livello si costruir un percorso dedicato alle immagini in movimento secondo il quesito di come il cinema ha attraversato le varie problematiche poste nell'arte del XX secolo. Non ci saranno solo sculture, pitture, fotografie, o singoli film esposti (come gi ci sono, ultimamente per esempio Les Mains negatives di Marguerite Duras, una lunga carrellata notturna per le strade di Parigi su cui lei recita una poesia d'amore in data 1974), ma tutte le opere saranno organizzate seguendo il punto di vista del cinema: come ha influenzato e come influenza le varie arti? Si vedr come e in che modo e quanto il cinema dentro l'arte contemporanea. Insomma il cinema sar il filo conduttore attraverso l'arte e le arti del XX secolo. Ce lo ha raccontato Philippe-Alain Michaud, conservatore responsabile della collezione film al Centre Pompidou di Parigi che abbiamo incontrato a Bologna in occasione della rassegna Un'arte del movimento (da lui curata e promossa da Fronte del pubblico, Cineteca di Bologna, in collaborazione con lo stesso Pompidou e il sostegno dell'assessorato alla cultura della regione Emilia-Romagna).

Dici che il termine cinema sperimentale un concetto un po' restrittivo. Ci puoi spiegare il perch?

Nel XX secolo il cinema industriale ha invaso il campo del cinema tout court confondendone la definizione. Alla fine del XIX secolo era infatti nata la proiezione pubblica a pagamento e tutte le tecniche erano state assemblate in questo senso. Nel XX secolo si era dipanato un condizionamento del cinema attraverso la sua teatralit. Una sala cinematografica assomiglia alla classica sala teatrale all'italiana col punto di vista unico ottimale, le sedie giustapposte in una direzione unica verso il proscenio. Il cinema sperimentale dimostra invece che il cinema non si arresta a questo tipo di teatralit. Molti film sperimentali vengono proiettati anche teatralmente, cio con proiezione frontale, ma nella storia del cinema delle avanguardie ci sono tante opere che grazie all'installazione si interrogano sui limiti dello spettacolo cinematografico. I film senza schermo per esempio. A Parigi abbiamo presentato le opere di Anthony McCall negli spazi espositivi in una galleria d'arte. Le linee iscritte sulla pellicola vengono proiettate su nuvole di fumo diffuse in sala creando forme di sculture luminose. L'evento cinematografico questa immagine bidimensionale proiettata ma anche la proiezione in s.

L'immaterialit della riproduzione all'ennesima potenza.

La storia del cinema comprende quella di un secolo. Oggi sta cambiando, le immagini in movimento non spariscono ma si spostano dalla sala cinematografica nelle sale espositive. Ed il cinema sperimentale che ci aiuta a ricostruire la storia di questa migrazione delle immagini. Credo anche che vada la storia delle immagini in movimento vada ripensata a partire dalla storia dell'arte. Secondo me la storia del cinema che ha attraversato il XX secolo pi o meno finita, non nel senso che finisce davvero, quanto perch va riscritta un'altra storia che tenga conto anche della storia dell'arte. Le immagini in movimento hanno riferimenti lontani, si torvano nei disegni dei tappeti, nei bassorilievi, nei ritmici moduli architettonici nei templi, ovunque. che a un certo punto si sono cristallizzate nelle tecniche avanzate alla fine del XIX secolo che poi hanno dato luogo alle proiezioni pubbliche a pagamento. Il punto cruciale che il cinema sperimentale il segno che attraversa il XX secolo, dicendoci che il cinema non va confuso con la storia del cinema industriale.

per questo motivo che un museo di arte contemporanea come il Pompidou colleziona opere sperimentali?

Esattamente. Vogliamo ripensare il cinema a partire dall'arte e dalla storia del cinema, da entrambe. Con ci non voglio dire che la storia del cinema sia inesistente. Il ruolo delle cineteche di fare la storia del cinema, il ruolo dei musei di fare storia dell'arte con i film. I film sperimentali sono impensabili a partire soltanto dalla storia del cinema. Ci sono artisti che lavoravano a partire da modelli musicali, per il gi citato McCall per esempio era importante la musica di John Cage, altri vanno pensati a partire dalla scultura, dalla pittura o dal collage. La storia del cinema solo una componente.

Quanti film ci sono nella collezione?

Duemila circa, ma ci non significa niente, molti durano meno di un minuto e altri vanno oltre le sei ore. Non ci sono n durata n formato standard. Molti sono in pellicola 16mm invertibile ed ecco un altro punto: le cineteche raccolgono pellicole in 35mm con sistema positivo/negativo, i cineasti sperimentali lavorano artigianalmente con materiali diversi. Un'altra definizione che darei a questo cinema cinema artigianale perch non passa per il circuito tradizionale e industriale. Un cineasta sente di fare un film, lo fa, per lo pi in 16mm invertibile, cio senza negativo, il che vuol dire che non c' un negativo originale ma solo una copia originale. Noi conserviamo solo originali. Questo comporta problemi non indifferenti, i film dipinti a mano per esempio.

Dalla conservazione si arriva al restauro.

Abbiamo un laboratorio di restauro interno al museo specializzato in questa tipologia di lavoro. Oggi la cultura dell'immagine sempre pi di tipo elettronico e credo che ci si occuper sempre di pi della conservazione della pellicola. Pi il cinema digitale elettronico guadagna terreno nel cinema industriale, pi ci sono artisti che lavorano in pellicola. Credo che a livello artistico la pellicola abbia una sopravvivenza stabile bench presto i film industriali saranno soprattutto in formato digitale. Gi oggi molti vengono trasferiti in pellicola per la sola distribuzione e proiezione nelle sale, ma questo sistema cambier presto.

Che futuro prevedi?

Penso che il cinema in pellicola diventi uno spettacolo simile a quello che oggi l'opera lirica. Pi esclusivo. Eventi eccezionali. Gi ci sono persone che si muovono a grandi distanze per vedere un film muto con accompagnamento musicale a un certo festival. E sar sempre di pi cos... Nella selezione fatta per il circuito regionale in Emilia Romagna spiccano titoli rari come per esempio Flaming Creatures di Jack Smith. il mio idolo.

Nei suoi film ha fatto una specie di sintesi delle arti sceniche e visive.

Va detto che Flaming Creatures un remake di The Woman is Devil di von Sternberg e ci dimostra che c' un rapporto con la storia del cinema molto singolare nell'arte di Jack Smith: lui di fatto l'ha decostruita e il travestitismo un modo di ricostruirla, ma solo all'interno dell'identit dell'attore. Per comprendere il modo in cui Marlene Dietrich interpreta il suo ruolo, bisogna ricostruirla ex novo. Nei suoi film c' il tentativo di ripartire dal grado zero della storia del cinema. Riprendere tutti gli elementi e portarli a un livello artificiale. Si ritrovano anche riferimenti a Maria Montez, che Smith adorava, e in pi precisi riferimenti alla storia dell'arte. Flaming Creatures una serie di tableaux vivants ispirati a Delacroix, Ingres e inoltre c' un forte rimando a Paolo Veronese, pittore italiano molto importante nel suo cinema. Jack Smith aveva un ruolo importante alla Factory, pi volte Warhol lo aveva indicato come il suo cineasta preferito. Era un' icona della scena artistica newyorkese, eppure mor in completo isolamento all'East Village.

Altra presenza forte sul piano artistico Maya Deren.

stata lei a creare le basi della scuola newyorkese sperimentale e il suo passaggio da un cinema dall'ispirazione surrealista al cinema etnografico molto interessante. All'Anthology Film Archive hanno conservato tutto il suo girato sui riti woodoo a Haiti, e dopo la sua morte l'ultimo marito Teiji Ito (gi suo collaboratore per le musiche di Meditation on Violence nel 1948 e The Very Eye of Night del '52-55, ndr) aveva fatto un breve montaggio per la tv haitiana. Ma sarebbe da rivedere tutto il materiale, da restaurare e rimontare, col sonoro che lei aveva registrato: materia straordinaria e finora inedita. Il prossimo programma al Beaubourg a gennaio/febbraio sar dedicato alle cineaste esploratrici dagli anni venti agli anni cinquanta: la nascita dell'equipaggio leggero corrisponde infatti agli inizi della emancipazione femminile e del femminismo. A partire dal 1920 molte donne si mettono in cammino da sole, cinepresa in spalla, a filmare il mondo.

Il concetto base di scrivere una storia del cinema attraverso la storia dell'arte segnala anche l'evoluzione all'interno del mezzo stesso.

A questo proposito sono importanti i film pi contemporanei di artisti. Ultimamente abbiamo comprato un film dello scultore brasiliano Tunga realizzato assieme a Eric Rocha, figlio di Glauber, dal titolo Chimeres. magnifico, dura 20 minuti, con un montaggio singolare che ha assimilato l'anima della storia del cinema: l'horror brasiliano con lo sperimentalismo surreale bunueliano del Chien Andalou. Un film narrativo completamente decostruito nella sua struttura tradizionale. Cito questo per dire che la tradizione della sperimentazione assolutamente viva e attiva nel mondo del cinema dell'arte. Lo spirito della nostra collezione riuscire a far vedere che non ci sono rotture tra il cinema sperimentale cosiddetto classico e il modo in cui gli artisti ci lavorano oggi. Nel cinema degli anni venti si nota benissimo come gli artisti di diverse discipline lavoravano insieme, il musicista, l'artista visivo, il cineasta. A un certo punto per il cinema sperimentale si era chiuso in se stesso per riuscire a sopravvivere contro il cinema industriale. Ma isolandosi in quel modo si anche isolato dalle altre arti. Diventa importante invece far emergere questi punti di contatto e di comunicazione tra e con le arti.

ARTE DEL MOVIMENTO
Fronte del pubblico si propone di muovere sistemi in rete nella regione Emilia Romagna che riguardano il cinema e le attivit audiovisive in quattro fasi: programmazione, formazione, alfabetizzazione e produzione cinematografica. Un progetto di educazione all'immagine indirizzato al pubblico per portarlo in sala con programmi di qualit condivisi dai soggetti partecipanti allo stesso progetto, cio le unit regionali. Altro punto interessante la base pubblica: oltre alla Cineteca del comune di Bologna concorrono uffici cinema, enti e associazioni che dipendono dagli stessi uffici cinema della regione e che tre volte all'anno si riuniscono attorno al tavolo democratico per decidere il da farsi. Di qui sono nate azioni incentrate sulla storia del cinema e sul cinema del presente, iniziative che in tutte le sale coinvolte sono presentate alle stesse e migliori condizioni tecniche (versioni originali, accompagnamento musicale, sottotitolaggio, ecc) al fine di offrire uno spettacolo cinematografico degno della sua pienezza autoriale. Partiti l'anno scorso con grande successo (sale piene, pubblico giovanissimo) con un ciclo sull'espressionismo tedesco, quest'anno c'erano undici programmi sulle avanguardie dagli anni venti agli anni settanta (dalle sinfonie delle citt al dadaismo, dal costruttivismo al surrealismo, dal lettrismo al New American Cinema) e che sotto il titolo Un'arte del movimento - Le collezioni cinematografiche del Centre Pompidou dalle avanguardie storiche all'underground americano hanno girato per due mesi in otto citt (Parma, Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Forl, Cesena, Rimini). Per l'anno prossimo si prevede un secondo ciclo sulle avanguardie contemporanee per completare una panoramica sulle varie estetiche offrendo comunque opere di facile accesso per un pubblico spesso a digiuno di forme e concetti sperimentali. Mi ricordo sempre che davanti al primo film di Michael Snow che vidi - racconta ridendo Philippe-Alain Michaud, il curatore - rimasi incollato alla sedia dalla rabbia perch non lo comprendevo.... Per informazioni c' il numero speciale dei Quaderni della Cineteca (a cura di Michaud) con contributi storico-teorici dello stesso Michaud, di Sandro Toni, Vittorio Boarini, Rinaldo Censi, accurate schede filmografiche e una ricca e aggiornata bibliografia.



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